Droghe in discoteca. La prevenzione a Lecce
Maggiori controlli di sicurezza e presidi di primo soccorso: il "Guendalina", il locale di Santa Cesarea Terme dove all'alba di domenica è morto il 19enne Lorenzo Toma, dovrà rispettare regole precise, ma "per ora" non chiuderà. E' quanto deciso dal Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza riunitosi a Lecce. Una riunione partita dai dati sul fenomeno del consumo di alcol tra i giovani: venti interventi degli operatori sanitari del 118 nella sola notte dedicata a San Lorenzo. La media di età delle persone soccorse è compresa tra i 18 e i 30 anni e la diagnosi è identica per tutti: intossicazione da alcol. La riunione, avvenuta in prefettura a Lecce, ha deciso che la discoteca "Guendalina" non chiuderà. "Almeno per ora resterà aperta", dice Guido Aprea, viceprefetto vicario di Lecce. Nessuno stop alle serate danzanti almeno fino a quando non saranno disponibili gli esiti degli esami tossicologici effettuati sul corpo del giovane che, secondo l'autopsia, è stato stroncato da una cardiomiopatia ipertrofica. I gestori del locale salentino però, dovranno rispettare una serie di prescrizioni messe nero su bianco dal comitato provinciale per l'ordine pubblico e la sicurezza. Ovvero: il non superamento della capienza del locale, il rispetto dell'orario di chiusura (fissato per le quattro del mattino), l'aumento degli operatori della sicurezza, l'allestimento di un presidio sanitario di primo intervento, la realizzazione di un impianto di videosorveglianza capillare, la migliore organizzazione del parcheggio e il potenziamento dell'impianto di illuminazione negli spazi esterni. "Serve un maggiore controllo e soprattutto è necessario che in tutti i locali notturni ci sia personale addestrato all'uso di defibrillatori semi automatici: solo così potremo salvare chi decide di commettere una stupidaggine come ingerire troppo alcol o droghe", spiega Giovanni Gorgoni, direttore generale della Asl di Lecce. Che oggi in riunione, ha sciorinato i dati elaborati dal dipartimento Prevenzione della Asl. "Nel periodo estivo, abbiamo una media di cinque interventi a notte per intossicazione da alcol e stati di ebrezza; il 50 per cento di questi interventi si concentra in cinque comuni che sono Ugento, Porto Cesareo, Otranto, Santa Cesarea terme e Gallipoli. In quest'ultimo paese - spiega Gorgoni - si registra il 35 per cento del totale dei casi. Tra i giovani che vengono curati, uno su cinque ha meno di 17 anni, mentre il 70 per cento ha un'età compresa tra i 18 e i 30 anni". Cosa fare quindi? "Presidiare i centri più colpiti dall'alcolismo ludico, promuovere attività di informazione e sensibilizzazione tutto l'anno tra i più giovani e dotare i locali di defibrillatori semi automatici", risponde il Dg.
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