Droghe leggere e pesanti sono uguali? Decidera' Corte Costituzionale
La Corte Costituzionale dovra' decidere sulla legittimita' della norma che ha equiparato le droghe pesanti e quelle leggere, aumentando le pene per spaccio di cannabis. A sollevare la questione di costituzionalita' e' stata la terza sezione penale della Cassazione.
Sotto la lente della Consulta, dunque, finiranno le norme in materia di stupefacenti contenute nella legge 49/2006, la cosiddetta Fini-Giovanardi. I dubbi della Cassazione si concentrano sulla possibile violazione dell'articolo 77, secondo comma, della Costituzione, che regola i decreti legge e le leggi di conversione: le norme in questione, infatti, vennero inserite nella legge di conversione con un maxiemendamento al dl 272/2005, inerente "misure urgenti dirette a garantire la sicurezza e il finanziamento per le Olimpiadi invernali di Torino, la funzionalita' dell'amministrazione dell'interno e il recupero di tossicodipendenti recidivi".
Per la Suprema Corte, dunque, la questione di legittimita' della norma che "parifica ai fini sanzionatori" droghe pesanti e leggere - elevando cosi' le pene (prima comprese tra 2 e 6 anni) per chi spaccia hashish prevedendo la reclusione da 6 a 20 anni con una multa compresa tra 26mila a 260mila euro, riguarda, in via principale, "il profilo dell'estraneita' delle nuove norme inserite nella legge di conversione all'oggetto, alle finalita' e alla 'ratio' dell'originale contenuto del decreto legge". In via subordinata, la Cassazione chiede che, "qualora le nuove norme siano ritenute non del tutto estranee al contenuto e alla finalita' della decretazione d'urgenza" venga valutato il profilo della "evidente carenza del presupposto del caso straordinario di necessita' ed urgenza" relativo ai decreti legge. "Appare non manifestamente infondato - si legge nella sentenza n.25554 depositata oggi - ritenere che l'introduzione delle nuove norme abbia travalicato i limiti della potesta' emendativa del Parlamento tracciati dalle pronunce della Corte Costituzionale".
Questo il commento dell'avv. Fabio Valcanover, del foro di Trento:
"Il lavoro della 3 sezione della Cassazione - riprende la traccia (e non solo quella) della questione di costituzionalità nella lettera e nella sequenza per come scritta (e pubblicata sul sito ADUC) e presentata.
Anche se - a ben leggerla - poteva lasciare aperto lo spazio di discussione sulla violazione del 117 Costituzione e vedere se l'eventuale '"assorbimento" di una questione (violazione del 117 Costituzione) nell'altra era argomentazione della pronunzia della Corte Costituzionale."
Qui l'ordinanza della Cassazione
Sotto la lente della Consulta, dunque, finiranno le norme in materia di stupefacenti contenute nella legge 49/2006, la cosiddetta Fini-Giovanardi. I dubbi della Cassazione si concentrano sulla possibile violazione dell'articolo 77, secondo comma, della Costituzione, che regola i decreti legge e le leggi di conversione: le norme in questione, infatti, vennero inserite nella legge di conversione con un maxiemendamento al dl 272/2005, inerente "misure urgenti dirette a garantire la sicurezza e il finanziamento per le Olimpiadi invernali di Torino, la funzionalita' dell'amministrazione dell'interno e il recupero di tossicodipendenti recidivi".
Per la Suprema Corte, dunque, la questione di legittimita' della norma che "parifica ai fini sanzionatori" droghe pesanti e leggere - elevando cosi' le pene (prima comprese tra 2 e 6 anni) per chi spaccia hashish prevedendo la reclusione da 6 a 20 anni con una multa compresa tra 26mila a 260mila euro, riguarda, in via principale, "il profilo dell'estraneita' delle nuove norme inserite nella legge di conversione all'oggetto, alle finalita' e alla 'ratio' dell'originale contenuto del decreto legge". In via subordinata, la Cassazione chiede che, "qualora le nuove norme siano ritenute non del tutto estranee al contenuto e alla finalita' della decretazione d'urgenza" venga valutato il profilo della "evidente carenza del presupposto del caso straordinario di necessita' ed urgenza" relativo ai decreti legge. "Appare non manifestamente infondato - si legge nella sentenza n.25554 depositata oggi - ritenere che l'introduzione delle nuove norme abbia travalicato i limiti della potesta' emendativa del Parlamento tracciati dalle pronunce della Corte Costituzionale".
Questo il commento dell'avv. Fabio Valcanover, del foro di Trento:
"Il lavoro della 3 sezione della Cassazione - riprende la traccia (e non solo quella) della questione di costituzionalità nella lettera e nella sequenza per come scritta (e pubblicata sul sito ADUC) e presentata.
Anche se - a ben leggerla - poteva lasciare aperto lo spazio di discussione sulla violazione del 117 Costituzione e vedere se l'eventuale '"assorbimento" di una questione (violazione del 117 Costituzione) nell'altra era argomentazione della pronunzia della Corte Costituzionale."
Qui l'ordinanza della Cassazione
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