Droghe sintetiche. Federserd: crescono anche in Italia
Il consumo delle "designer drug", cioe' le sostanze stupefacenti prodotte in laboratori clandestini in modo tale da aggirare i divieti, sta aumentando anche in Italia, soprattutto al Nord e in modo particolare nel Veneto. Cosi' Felice Nava, direttore del comitato scientifico di Federserd (la federazione dei servizi pubblici per le dipendenze), commenta l'allarme lanciato dall'Onu."I Sert - spiega Nava all'ANSA - hanno due tipi di riscontri dell'incremento di queste droghe, e in particolare del mefedrone. Il primo e' l'aumento delle richieste di pronto soccorso per giovani e giovanissimi che le hanno assunte.
Ricordo il caso passato alle cronache di Treviso, dove alcuni ragazzi erano finiti al pronto soccorso per intossicazione dopo aver assunto mefedrone comprato su Internet. Il secondo riscontro e' che i 'vecchi' tossicodipendenti hanno cominciato a prenderle in aggiunta all'eroina o alla cocaina".
"Il fenomeno delle designer drug - aggiunge Nava - e' conosciuto almeno dagli anni '70 ma ora sta assumendo proporzioni epidemiologiche grazie a Internet. Ricordo che alla fine degli anni '70 negli Usa, e in particolare in California, si diffuse sul mercato la meteridina, un'eroina sintetica. Venne creata in un laboratorio domestico da uno studente di chimica che poi la smerciava. Risultava piu' tossica dell'eroina naturale e induceva un quadro clinico come quello del Parkinson.
Quella fu la prima designer drug della storia".
Queste sostanze di sintesi, conclude, sono pericolose "alla stregua delle altre sostanze", ma con un problema in piu': "la comunita' clinica non ne conosce gli effetti, e quindi sono piu' difficili da identificare e da diagnosticare".
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