Droghe sintetiche. Fiasco: non c'e' specifica strategia per contrastarle
"Per il contrasto alle droghe sintetiche serve una strategia specifica che finora in Italia non c'è stata". Maurizio Fiasco, sociologo e docente alla Scuola superiore di polizia, commenta così i dati forniti dalla Direzione centrale servizi antidroga del Viminale, secondo i quali si registra una costante sproporzione tra i sequestri delle cosiddette 'droghe tradizionali', ovvero eroina, cocaina e cannabis, e i ritiri di anfetamine e altre droghe sintetiche. Basti pensare che nel solo mese di giugno a fronte di sequestri per oltre 11mila chilogrammi di cannabinoidi e 475 chilogrammi di cocaina, le forze dell'ordine hanno ritirato in tutta Italia 77 pasticche tra ecstasy e simili. Da anni gli apparati di polizia sono concentrati, secondo Fiasco, sul "privilegiare indagini di qualità su rotte internazionali, tese a colpire le organizzazioni e a portare risultati solidi dal punto di vista probatorio". La distribuzione di ecstasy sfugge a questi sistemi di contrasto perché "non è riconducibile a processi industriali centralizzati", sottolinea. "Mentre possiamo concepire una strategia sul sistema mondiale del traffico di stupefacenti - dice ancora il sociologo - su queste droghe, che hanno una filiera corta, i nostri sistemi sono meno efficaci, per cui non abbiamo neanche il peso statistico dell'effettiva diffusione del consumo. Quello che sappiamo è che sono preferite dagli adolescenti perché hanno un effetto euforizzante e prestazionale e per questo si concentrano in quei templi del divertimento notturno che poi in occasione di tragedie vengono stigmatizzati".
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