Mercoledì 21 ottobre 2026
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Droni a fibra ottica dei cartelli eludono i jammer

AMERICHE - MESSICO
Notizia ·

In Messico cresce la preoccupazione per la diffusione, tra i cartelli della droga, di droni controllati tramite cavo in fibra ottica invece che via radio: una tecnologia che permette di eludere i sistemi di disturbo elettronico (jammer) utilizzati dal governo per intercettare i velivoli senza pilota. Come riporta Texas Public Radio, il 4 ottobre le autorità messicane hanno sequestrato a El Rosario, nel municipio di Mazatlán, in Sinaloa, quindici droni a pilotaggio in prima persona (FPV) insieme a quindici bobine di cavo in fibra ottica, sette visori, quindici controller portatili, tre schermi e quattordici batterie.

 

Si tratta del primo caso ufficialmente documentato in Messico di questa tecnologia adottata dalla criminalità organizzata. A differenza dei droni controllati via radio, quelli collegati tramite un filo di fibra ottica sottilissimo non emettono segnali intercettabili, il che li rende praticamente immuni ai jammer governativi: una caratteristica che li avvicina ai modelli già impiegati nel conflitto tra Russia e Ucraina.

 

Nel frattempo il governo messicano ha annunciato lo sviluppo di una propria flotta di droni di sorveglianza. La presidente Claudia Sheinbaum ha reso noto che la Marina gestisce già un impianto di produzione e che il Ministero della Difesa sta sviluppando un proprio modello. Secondo quanto riportato, i velivoli sono destinati alla sicurezza, al controllo del territorio e al monitoraggio meteorologico, in un progetto che coinvolge Marina, Ministero della Scienza e istituti di ricerca pubblici. Tra i prototipi presentati figura Quetzal, mostrato una settimana prima dalla segretaria alla Scienza Rosaura Ruiz: secondo le autorità è in grado di volare fino a sei ore e percorrere circa 50 chilometri.

 

David Mora, analista senior per il Messico dell'International Crisis Group, ha spiegato che l'uso di droni FPV e a fibra ottica non è del tutto nuovo nel Paese, ma rappresenta per i gruppi criminali una vera e propria questione di sopravvivenza nella corsa agli armamenti con rivali e forze dell'ordine: l'innovazione tecnologica rischia di rendere presto obsoleti gli ingenti investimenti del governo in sistemi di contrasto ai droni.

 

L'allarme si inserisce in un contesto più ampio di crescita dell'attività dei droni lungo il confine tra Messico e Stati Uniti. Secondo i dati di ACLED, organizzazione che monitora i conflitti, nel 2025 sono stati rilevati quasi 35.000 voli di droni nei pressi del confine meridionale statunitense. Gli analisti sottolineano come il problema principale riguardi soprattutto i droni commerciali, scarsamente regolamentati e facilmente reperibili online, che vengono poi modificati dai gruppi criminali per colpire rivali, forze dell'ordine e, in diversi casi, civili nelle aree rurali, in episodi ormai noti come "dronazos".

 

Il caso di Sinaloa, dove da mesi è in corso uno scontro tra fazioni rivali nate dalla scissione del Cartello di Sinaloa, mostra la rapidità con cui i gruppi criminali stanno adattando le proprie capacità tecniche, in parallelo agli sforzi dello Stato messicano per dotarsi di strumenti di sorveglianza e difesa altrettanto avanzati.

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