Domenica 7 giugno 2026
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Dublino. Nuova terapia contro l'epidermolisi bollosa

U.E. - IRLANDA
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(di Enrica Battifoglia, Ansa). L'annuncio del successo del primo intervento al mondo di terapia genica per curare una malattia della pelle risale a meno di quattro mesi fa, ma sono gia' un centinaio pazienti che chiedono di essere sottoposti a un intervento analogo. Lo racconta con soddisfazione il presidente dell'Accademia europea di dermatologia Alberto Giannetti, dell'Universita' di Modena e Reggio Emilia, a margine del convegno di dermatologia che ha riunito lo scorso 30 marzo a Dublino i maggiori esperti europei.
Giannetti e' stato l'autore del primo intervento di terapia genica per correggere una malattia della pelle insieme al direttore della Fondazione Banca degli occhi del Veneto, Michele De Luca, con un finanziamento Telethon. Lo hanno eseguito nel 2005 e il risultato e' stato pubblicato nel novembre scorso sulla rivista Nature Medicine. L'intervento e' stato anche il primo di terapia genica mai condotto su un tessuto diverso dal sangue ed ha permesso di curare l'epidermolisi bollosa, una malattia genetica che si manifesta con lesioni che provocano il distacco spontaneo sia della parte superficiale della pelle (epidermide) sia di quella profonda (derma) e, con esso, infezioni, dolore, cicatrici.
'Il prossimo intervento di terapia genica per curare l'epidermolisi bollosa -ha detto ancora Giannetti- e' previsto entro l'estate nel Policlinico di Modena', dove e' stato curato il primo paziente. Nel frattempo continuano ad arrivare le richieste e i pazienti in attesa sono ormai un centinaio.
Provengono da Italia, Francia e Germania.
Sara' lo stesso gruppo ad eseguire in futuro i prossimi interventi. Si calcola che l'epidermolisi bollosa colpisce circa 30 mila persone in Europa e circa 500 mila nel mondo e in otto casi su dieci provoca anche carcinomi cutanei. La terapia genica consiste nel sostituire il gene alterato che causa la malattia con un gene sano: dall'epidermide del paziente vengono prelevate le cellule staminali e, all'interno di queste viene trasferito il gene sano, trasportato per mezzo di una 'navetta' ottenuta rendendo inoffensivo un retrovirus. Le cellule cosi' modificate vengono moltiplicate in laboratorio per ottenere nuove lembi di epidermide sufficientemente grandi da poter essere trapiantati sulle zone in cui si trovano le lesioni.
Nel frattempo si guarda al futuro e il prossimo passo, secondo Giannetti, potra' essere curare con la terapia genica nuove malattie, come alcune forme di ittiosi, malattie genetiche della pelle che dipendono da un'alterazione dell'epidermide e caratterizzate da una fortissima desquamazione.
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