Due premi Nobel possibilisti sulla clonazione riproduttiva umana
Il 2 giugno, Richard J.Roberts e Roger Kornberg, premi Nobel per la Medicina (1993) e la Chimica (2006), hanno sostenuto che la clonazione umana potrebbe essere possibile e che l'ingegneria genetica arrivera' "fin dove lasceremo che arrivi". Hanno detto d'essere "completamente sicuri" che in futuro "esistera' e sara' oggetto di dibattito", anche se auspicano che la decisione della societa' si orienti anzitutto verso la creazione di tessuti umani per migliorare e curare tessuti danneggiati, e non per creare nuovi esseri umani.
Ad ogni modo, la clonazione umana permetterebbe alle coppie sterili di avere figli. Quando fu scoperta l'inseminazione artificiale "ci fu un grande sconcerto, ma ora l'accettiamo come una cosa normale". Richard Roberts e' prudente, e infatti avverte "non ne sappiamo abbastanza", anche se "potrebbe essere possibile". "L'essere umano e' complesso e quanto piu' sapremo di lui e delle possibili conseguenze, tanto piu' sara' fattibile" la clonazione. Ribadisce che l'ingegneria genetica arriva fin dove l'uomo consente che arrivi, e chiarisce che non si dovrebbe fare "nulla che si ripercuota sulla mappa del genoma umano giacche', in realta', non sappiamo quali conseguenze potrebbe comportare". Riguardo ai problemi etici per questo tipo di ricerca, Roberts ritiene che spetti ai governi e agli individui "stabilire i limiti etici", non agli scienziati. Da parte sua, Kornberg sostiene che il ruolo del ricercatore e' "scoprire informazioni" e la responsabilita' della societa' e' di "regolamentare l'applicazione di queste informazioni".
Ad ogni modo, la clonazione umana permetterebbe alle coppie sterili di avere figli. Quando fu scoperta l'inseminazione artificiale "ci fu un grande sconcerto, ma ora l'accettiamo come una cosa normale". Richard Roberts e' prudente, e infatti avverte "non ne sappiamo abbastanza", anche se "potrebbe essere possibile". "L'essere umano e' complesso e quanto piu' sapremo di lui e delle possibili conseguenze, tanto piu' sara' fattibile" la clonazione. Ribadisce che l'ingegneria genetica arriva fin dove l'uomo consente che arrivi, e chiarisce che non si dovrebbe fare "nulla che si ripercuota sulla mappa del genoma umano giacche', in realta', non sappiamo quali conseguenze potrebbe comportare". Riguardo ai problemi etici per questo tipo di ricerca, Roberts ritiene che spetti ai governi e agli individui "stabilire i limiti etici", non agli scienziati. Da parte sua, Kornberg sostiene che il ruolo del ricercatore e' "scoprire informazioni" e la responsabilita' della societa' e' di "regolamentare l'applicazione di queste informazioni".
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