Eau. Onu: narcotrafficanti afghani riciclano denaro a Dubai
E' la piazza finanziaria di Dubai il punto centrale di snodo finanziario per i proventi della droga dei narcotrafficanti dell'Afghanistan, il primo produttore mondiale di eroina. Lo afferma con chiarezza un rapporto molto dettagliato preparato dall'Unodc (United Nations Office on Drugs and Crime) di Vienna insieme alla Banca Mondiale, interamente dedicato al narcotraffico all'ombra dell'Hindukush. Il rapporto, intitolato 'The Afghan Drug Industry', e realizzato insieme alla Banca Mondiale, parte dallo strumento principale per gli ingenti flussi finanziari di un 'business' del valore di 4 miliardi di dollari l'anno: si chiama 'hawala', che in arabo significa grosso modo 'trasferimento di danaro' ed è un sistema di transazioni finanziari informali, al di fuori del normale circuito delle banche ufficiali. E' usato anche come strumento del tutto 'pulito' ed è servito a mantenere una parvenza di attività economica durante i trent'anni di guerra in Afghanistan. Ma è anche, appunto, utilissimo per il narcotraffico afgano proprio per il suo carattere del tutto informale. L'hawala' può giovarsi, si legge nel rapporto, "dell'estesa rete della diaspora per lo più pashtun (etnia dominante in Afghanistan, soprattutto nel sud) in Iran, Pakistan, Arabia Saudita, Europa ed Emirati Arabi Uniti". Dubai, una delle più grandi piazze finanziarie del mondo, è anche uno dei massimi centri di finanza 'hawala'. E secondo l'Onu proprio questo ne ha fatto un punto chiave per i narcotrafficanti afgani. "Vi sono prove sostanziali che le reti e i contatti dei trafficanti afgani, particolarmente di quelli basati nel sud (dell'Afghanistan), si estendono ben al di là dei confini del paese, con Dubai che serve da snodo centrale per la transazioni condotte fuori dall'Afghanistan". Per il rapporto, "Dubai serve da 'clearing house' per le transazioni". Inoltre, si legge ancora, "sebbene la maggior parte degli 'hawaledar' (agenti dell'hawala') a Kandahar e Helmand hanno identificato Londra come la loro principale fonte di ordinativi di droga, i pagamenti sono spesso instradati verso partner afgani negli Emirati Arabi Uniti e in Pakistan, dove il danaro è reinvestito o utilizzato per effettuare altre transazioni". Sul fronte del riciclaggio, il rapporto Onu sottolinea la necessità di "incoraggiare un'autentica ottemperanza agli standard contro il 'money laundering' in paese che hanno legami bancari con l'Afghanistan, incluso il Pakistan e Dubai. Pur avendo pubblicamente accettato gli standard del 'Financial Action Task Force', vi sono prove sul terreno che suggeriscono che l'attuazione deve essere rafforzata". Un compito non certo facile, almeno sul fronte dell'hawala', proprio per il suo carattere assolutamente informale ed esterno ai circuiti istituzionali. "I differenti attori dell'economia dell'oppio - recita il rapporto - trafficanti, elaboratori, salariati, e persino, entro certi limiti, gli agricoltori, sono mobili e rispondono in modo flessibile e rapido alle opportunità economiche così come ai cambiamenti nell'ambito della pubblica sicurezza. I flussi finanziari attravero il sistema dell'hawala' sono agevoli, rapidi ed efficienti".
Nel rapporto si hanno anche esempi concreti.
"Quattro fratelli ai massimi livelli del business 'hawala' - si legge - a Kandahar hanno rivelato che trasferiscono o scambiano circa 350.000 dollari al giorno, e che le maggiori transazioni relative alla droga sono inviati a Chaghcharan, nella provincia di Ghor, a Uruzgan, e a Helmand. Durante i momenti di picco, mensilmente sono trasferiti 10 milioni di dollari di fondi, sia relativi alla droga, sia legali. Gli informatori hanno riferito che trafficanti di droga turchi depositano i pagamenti nel loro conto bancario di Dubai, dal quale possono comprare merci da importare nel paese".
In effetti le merci sono un altro dei sistemi utilizzati dai narcotrafficanti afgani, e anche qui Dubai gioca un ruolo chiave. "Dubai - si legge nel rapporto - insieme alla Cina, al Giappone e alla Germania sono le principali fonti di merci importate per conto di trafficanti afgani".
In effetti, come spiega il rapporto, capita spesso che i narcotrafficanti "preferisca esser pagato in merci (ad esempio veicoli), aumentando così i potenziali di profitto. In questo caso l'hawaledar' assume il ruolo di facilitatore dell'importazioni di merci attraverso i suoi numerosi partner commerciali negli Emirati Arabi Uniti e in Iran". L'altra opzione è che lo stesso narcotrafficante, che detiene un conto a Dubai, decida di spendere i suoi soldi per acquistare merci, nel qual caso l'hawaledar' "lo assiste nell'invio della merce a destinazione.
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