Domenica 7 giugno 2026
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Ecco come la Chiesa ha deciso di colpire Emma Bonino poco prima del voto

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Apcom. E' stata una battaglia riluttante fino all'ultimo. O, meglio, al penultimo. La Conferenza episcopale italiana si è tenuta per mesi alla larga dalla campagna elettorale per le regionali. Anche quando è spuntata la candidatura di Emma Bonino nel Lazio. Certo, i vescovi non hanno mai apprezzato le posizioni della leader radicale su aborto, biotestamento e coppie di fatto, e anche in questo frangente non hanno mancato di ricordare la propria linea su vita e famiglia.
Ma hanno sempre evitato l'attacco frontale. Battaglia sí, ma riluttante. Fino all'intervento di lunedí del cardinal Bagnasco, a meno di una settimana dal voto.
Aprendo i lavori del 'parlamentino' dei vescovi (il consiglio permanente della Cei), l'arcivescovo di Genova precisa che per i cattolici c'è una "piattaforma" di "valori non negoziabili" - "l'indisponibilità della vita, dal concepimento fino alla morte naturale", "la libertà religiosa e la libertà educativa e scolastica", "la famiglia fondata sul matrimonio fra un uomo e una donna" - sul cui "fondamento" si "impiantano e vengono garantiti" altri valori come il diritto alla casa e al lavoro, l'accoglienza degli immigrati, la lotta alla criminalità organizzata, l'ecologia. Una gerarchia di valori morali ed elettorali, insomma, che, tradotta sulla scheda elettorale, è stata letta come un'implicita, ma decisa bocciatura di candidature come quella di Emma Bonino nel Lazio o di Mercedes Bresso in Piemonte. Il giorno dopo lo stesso Bagnasco afferma - in una nota dei vescovi liguri diffusa dall'ufficio stampa della Cei - che i diversi valori "non possono essere selezionati secondo la sensibilità personale, ma vanno assunti nella loro integralità". Lavoro e aborto pari sono? La Bonino non è da sconfessare piú di chi propone di ributtare a mare gli immigrati?
Insomma, una retromarcia? No, assicurano in Cei. Il portavoce dei vescovi, mons. Domenico Pompili, puntualizza che è "francamente impossibile ipotizzare toni divaricanti" tra le due dichiarazioni di Bagnasco.
Tant'è, a pochi giorni dal voto la Cei è intervenuta, di peso, nella campagna elettorale. E, pur con le precisazioni successive, pur se la conferenza stampa conclusiva del consiglio permanente non si terrà piú, come inizialmente previsto, oggi, ma, prevedibilmente, la settimana prossima, a urne chiuse, il tema dell'aborto - e del rapporto tra Cei e Bonino - è entrato, alla fine, nel dibattito pre voto.
O, meglio, è rientrato. Perch‚ le fibrillazioni tra radicali e vescovi, tra 'pro life' e 'pro choice', tra Dico e Family Day, tra astensione e quorum al referendum sulla procreazione medicalmente assistita, cosí come la battaglia su Eluana Englaro e Piergiorgo Welby a colpi di dichiarazioni e sentenze, decreti e ddl, funerali negati e autoambulanze bloccate, è stata la prassi degli ultimi anni in Italia. E i protagonisti erano sempre gli stessi. Da una parte la Cei del cardinale Camillo Ruini e l'Avvenire' di Dino Boffo, dall'altra un fronte radicale, laico o laicista che dir si voglia.
Poi, peró, l'aria è cambiata. Ruini è andato in pensione, Boffo si è dimesso in seguito alle note vicende della scorsa estate. E al Vaticano è salito, insieme a Benedetto XVI, il cardinale Tarcisio Bertone, che ha subito impostato una linea di equidistanza lealista nei confronti delle istituzioni repubblicane ed ha spiegato al nuovo presidente della Cei, Bagnasco, di voler avocare a s‚ i rapporti con la politica italiana. Lo stesso Bagnasco - e con lui il nuovo segretario della Cei Mariano Crociata - ha scelto una gestione piú collegiale della Conferenza episcopale, ha preferito un taglio piú pastorale per le sue prolusioni, si è ritagliato un profilo meno definito sull'escandescente scenario della politica italiana. Nessuna inversione di tendenza plateale, questione di accenti, di sottolineature, di silenzi laddove prima c'erano molte parole, di toni pacati al posto di dichiarazioni perentorie. Complice la crisi economica, sono scivolate in secondo piano le questioni di bioetica, e la Cei si è invece impegnata a parlare di disoccupazione, povertà, mezzogiorno, immigrati. Finendo piú di una volta in rotta di collisione col governo e, in particolare, con la Lega. Anche sul "pasticcio" delle liste del Pdl nel Lazio non è mancata la voce critica di un presule molto stimato dai vertici Cei, monsignor Domenico Mogavero.
Insomma, un'altra Conferenza episcopale italiana. Almeno fino a lunedí. Perche', col passare, delle settimane, dal Pd sono usciti Paola Binetti e un drappello di parlamentari cattolici e 'teodem'. Si sono avvicinate le elezioni e l'idea che la radicale Bonino prenda la testa della regione dove risiede il Papa - con tanto di strette di mano e 'photo opportunity' ad ogni uscita romana del Pontefice - si materializza come un'ipotesi realistica. In Vaticano aumenta l'apprensione. Tra i vescovi italiani qualche protesta sale di tono. Ruini, intanto, continua a seguire, discretamente ma attentamente, la vita della Chiesa e della politica italiana. E, alla fine, Bagnasco prende la parola e parla di aborto. Proprio all'ultimo. O, meglio, al penultimo.
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