Ecuador. Il Parlamento andino e la lotta alle droghe
I problemi collegati al narcotraffico sono da ieri in discussione a Guayaquil nella tre giorni che il Parlamento Andino vi dedichera' per giungere ad una Dichiarazione di Lotta contro le Droghe. La prima giornata ha registrato un appello da parte del presidente del Paese ospitante Lucio Gutierrez perche' Peru', Venezuela e Colombia cambino le loro strategie antidroghe. Gutierrez ha detto che si e' "stigmatizzata la coca" e dato il via ad una "guerra indiscriminata" che e' passata sopra la testa dei popoli indigeni. La foglia di coca fa parte della cultura indigena andina "come il mais, la patata e il condor", ecco perche' il presidente ecuadoriano ha chiesto nuove formule per eradicare il consumo, senza colpire i campesinos: "la lotta non deve essere nelle comunita' indigene. Bisogna perseguire i grandi finanzieri e i centri di consumo".Che in Ecuador anche la situazione interna sia molto precaria, ne e' certo il segretario del Consep (Consiglio Nazionale di Controllo delle Sostanze Stupefacenti e Psicotrope), Cristian Cordova, che l'ha raccontata nel suo intervento. Il Consep non ha risorse sufficienti per la prevenzione, e non riesce neppure a gestire i beni e le sostanze sequestrate. I tossicodipendenti nel 1996 erano 560 mila, nel 1998 la cifra era quasi raddoppiata, 900 mila. E infine c'e' il problema del confine con la Colombia, delle fumigazioni e dei narcoguerriglieri che sconfinano, in entrambi i casi le vittime sono i campesinos.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti