Lunedì 8 giugno 2026
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Ecuador. I "muli" del narcotraffico

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Nei primi sei mesi dell'anno sono stati arrestati 296 ecuadoriani per aver cercato di uscire dal Paese carichi di stupefacenti, cocaina o eroina, nelle valige, nei vestiti, o nello stomaco, i cosiddetti "muli". Il numero e' allarmante perche' in crescita, e perche', se paragonato a quello degli stranieri arrestati in Ecuador per lo stesso reato, e' quattro volte superiore.
Da questo dato il quotidiano ecuadoriano "El Comercio" parte per cercare di tracciare un profilo dei cosiddetti "muli". Il rischio e' elevatissimo e doppio: la morte se le capsule si aprono nello stomaco e dover scontare una condana a 25 anni di carcere nel caso di essere scoperti dalle forze dell'ordine. Ma chi sono? Per Miguel Palacios, direttore dell'Ospedale Psichiatrico Lorenzo Ponce de Guayaquil e docente universitario, sono "semplicemente" delinquenti e psicopatici, perche' "carenti di coscienza morale, vivono grazie ai loro propri codici morali, hanno un comportamento sistematicamente delinquenziale, e sono incapaci di assimilare esperienze punitive o sentimenti di colpa".
Le cose si complicano pero' quando si vedono le biografie delle persone in carne ed ossa. Non sono solo poveri, come sarebbe facile pensare. Il 27 maggio del 2001 all'aeroporto di Miami e' stato fermato l'attore colombiano Luis Fernando Montoya, aveva dentro di se' 40 capsule di cocaina. Lo scorso 15 aprile l'ex allenatore della nazionale di calcio dell'Ecuador, Jorge Lazo Logroño, e' stato arrestato per trasportare droga nello stomaco. Ma non solo personaggi famosi, in Peru' 32 ecuadoriani sono arrestati con la stessa accusa, e cinque di loro hanno placidamente confessato che con i soldi guadagnati sarebbero andati in Giappone a vedere i Mondiali di calcio.
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