Educazione sessuale: un kit per le scuole
Nelle scuole superiori arriva un "kit" per l'educazione sessuale, con materiali che vanno da un cortometraggio (firmato dal vignettista Bruno Bozzetto) a un magazine, fino ad un test da fare prima e dopo le lezioni. E' un'iniziativa della Societa' Italiana di Ginecologia e Ostetricia (Sigo) per rispondere a quella che viene definita "un'emergenza": ovvero, il fatto che "i giovani italiani sono ignoranti in materia di sesso. E lo sanno". Infatti, si legge in una nota, "chiedono a gran voce piu' informazioni qualificate, a scuola (lo dice il 64%, il 70% delle femmine e il 58% dei maschi) ma anche a casa (44%)". Inoltre uno su quattro dichiara di non utilizzare metodi contraccettivi perche' il partner "preferisce non farlo", mentre sei ragazze su dieci non li usano perche' "non li hanno a portata di mano". Il 21% si "documenta" tramite siti o riviste pornografici, il 10% davanti alla TV. E' il quadro che emerge da un'indagine internazionale condotta in occasione della Terza Giornata Mondiale della Contraccezione, che si celebrera' sabato 26 settembre.La Sigo mette in campo "il primo kit strutturato e validato per l'educazione sessuale nelle scuole": un pacchetto formativo uniforme per tutto il territorio nazionale, organico e condiviso, che verra' distribuito a partire da ottobre. "Si tratta di un'iniziativa assolutamente unica e innovativa in Italia pensata per tutti i ginecologi che si recano nelle classi per parlare di questi temi", spiega Emilio Arisi, membro del direttivo Sigo e direttore di 'Scegli Tu', il progetto della Societa' scientifica per una sessualita' consapevole.
Il Kit della Sigo, multimediale, comprende materiale per gli studenti e gli insegnanti. "Vogliamo infatti stabilire una sinergia fra giovani e adulti, con il medico come mediatore. E' l'unica via per riuscire davvero a stimolare l'interesse e far maturare la responsabilita'. Chiediamo e lanciamo un appello al Ministero perche' strumenti come questi possano venire adottati ufficialmente".
L'Italia presenta "contraddizioni assolutamente peculiari", sottolinea il comunicato, alla luce dell'indagine condotta nello scorso luglio che ha coinvolto 2.825 ragazzi fra i 15 e i 21 anni di 14 nazioni (Italia, Francia, Spagna, Gran Bretagna, Austria, Polonia, Russia, Turchia, Australia, Cina, Malesia, Singapore, Corea e Tailandia). Meno di un adolescente su quattro (22%) si sente completamente a proprio agio quando parla di contraccezione, persino con il proprio partner. Dato che si riduce ulteriormente se si considerano le sole ragazze (18%).
Conoscono in media solo tre metodi per proteggersi e il 27% non ne utilizza attualmente nessuno, percentuale che sale al 35% fra le donne. Eppure il nostro Paese ha il piu' basso tasso di gravidanze indesiderate. "Le ragioni possono essere varie- afferma Salvatore Caruso, presidente della Fiss (Federazione Italiana Sessuologia Scientifica)- ma non bisogna credere che questo ci renda immuni dai rischi. I giovani dovrebbero poter trovare disponibilita' di informazioni e comunicazione qualificati, con una progettazione integrata famiglia, servizi e istituzioni. Una strategia che vede necessariamente la scuola protagonista".
L'Italia presenta "contraddizioni assolutamente peculiari", sottolinea il comunicato, alla luce dell'indagine condotta nello scorso luglio che ha coinvolto 2.825 ragazzi fra i 15 e i 21 anni di 14 nazioni (Italia, Francia, Spagna, Gran Bretagna, Austria, Polonia, Russia, Turchia, Australia, Cina, Malesia, Singapore, Corea e Tailandia). Meno di un adolescente su quattro (22%) si sente completamente a proprio agio quando parla di contraccezione, persino con il proprio partner. Dato che si riduce ulteriormente se si considerano le sole ragazze (18%).
Conoscono in media solo tre metodi per proteggersi e il 27% non ne utilizza attualmente nessuno, percentuale che sale al 35% fra le donne. Eppure il nostro Paese ha il piu' basso tasso di gravidanze indesiderate. "Le ragioni possono essere varie- afferma Salvatore Caruso, presidente della Fiss (Federazione Italiana Sessuologia Scientifica)- ma non bisogna credere che questo ci renda immuni dai rischi. I giovani dovrebbero poter trovare disponibilita' di informazioni e comunicazione qualificati, con una progettazione integrata famiglia, servizi e istituzioni. Una strategia che vede necessariamente la scuola protagonista".
Il primo progetto di legge per l'inserimento dell'educazione sessuale nelle scuole italiane risale al 1910 "ma ancora non esiste nulla di strutturato- sottolinea la nota- solo interventi sporadici e saltuari di ginecologi quando il singolo Istituto lo richieda". Si tratta di "esperienze comunque preziose- rimarca Arisi- che la Sigo ha raccolto e deciso di proporre in modo organico. Ecco come e' nato il kit, con un linguaggio adatto ai giovani, ricco, personalizzabile a seconda degli interlocutori e, soprattutto, con il 'bollino di garanzia' della Societa' scientifica". Oltre al cortometraggio, per gli studenti prevede una guida informativa sotto forma di magazine, poster dedicati ai metodi contraccettivi e agli organi genitali, un calendario mestruale e test in ingresso e in uscita per misurare il livello di conoscenza e il gradimento sulla lezione. Per gli insegnanti, invece, e' stata predisposta una guida dove si insiste su messaggi chiave, come l'importanza di utilizzare sempre la doppia protezione (pillola e preservativo), si condanna senza appello il coito interrotto, si ribadisce l'importanza di rispondere con serenita' alle domande dei ragazzi, anche se provocatorie.
I principali obiettivi degli interventi formativi sono due: difendere i ragazzi dal rischio di gravidanze indesiderate e dalle malattie sessualmente trasmissibili. In Italia gli aborti fra le minorenni sono in aumento, piu' che raddoppiati nelle under-14, passati dallo 0,5% del 1995 all'1,2% del 2005. Lo stesso vale per malattie come la clamydia, cresciuta negli ultimi 10 anni da 6 a 10 volte a seconda delle regioni. La strategia per difendersi, promossa anche in occasione della Terza Giornata mondiale, e' utilizzare in maniera consapevole i contraccettivi piu' sicuri: pillola e preservativo, abbinati.
I principali obiettivi degli interventi formativi sono due: difendere i ragazzi dal rischio di gravidanze indesiderate e dalle malattie sessualmente trasmissibili. In Italia gli aborti fra le minorenni sono in aumento, piu' che raddoppiati nelle under-14, passati dallo 0,5% del 1995 all'1,2% del 2005. Lo stesso vale per malattie come la clamydia, cresciuta negli ultimi 10 anni da 6 a 10 volte a seconda delle regioni. La strategia per difendersi, promossa anche in occasione della Terza Giornata mondiale, e' utilizzare in maniera consapevole i contraccettivi piu' sicuri: pillola e preservativo, abbinati.
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