Venerdì 5 giugno 2026
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Egitto. Assedio all'isola di Nekhelia

Notizia ·
E' in corso l'offensiva della polizia egiziana contro l'isola di Nekhelia, nell'Alto Egitto, centinaia di ettari in mezzo al Nilo coltivati quasi esclusivamente a bango e papavero da oppio.
Un esercito di centinaia di poliziotti e agenti di sicurezza vi ha imposto il coprifuoco per catturare un pugno di ricercati per vari reati -tra cui traffico di droga e omicidi per vendetta- che sta assediando da mercoledi' scorso e che spera di catturare dopo aver fatto esaurire le munizioni in possesso dei fuorilegge. Stasera, ulteriori rinforzi sono attesi da Il Cairo. La "fama" dell'isola e' iniziata nel 1959, quando vi si insedio' un capostipite della famiglia, Mohamed Ali Hanafi, comprandovi circa un ettaro e mezzo di terra.
Secondo i quotidiani egiziani Hanafi , con l'aiuto dei fratelli Hamdan e Abdel Ali, riusci' presto a impadronirsi di terreni circostanti, usurpandoli ai proprietari. Il figlio di Abdel Ali e' in prigione ad Assiut, dove sconta una pena di 15 anni per aver ucciso proprietari di terre, requisite poi per se'.
Circondata da motovedette della polizia, l'isola con i suoi circa 2.000 abitanti sta vivendo ore di incubo da quando le autorita' hanno deciso di non poter piu' rinviare l'arresto dei ricercati (gli agenti sarebbero riusciti a fermarne 15, ma non si hanno conferme) per 45 ordini di cattura e sentenze in contumacia, e di voler mettere fine all'illegalita' che caratterizzava da tempo quell'angolo di Egitto.
L'isola di Nekheila e le rive circostanti hanno fornito al mercato della droga quantita' inestimabili di papavero da oppio e bango -trattati nella stessa isola in modo molto rudimentale- che hanno arricchito la famiglia Hanafi fino ad indurre alcuni giornali ad accusarla anche di traffico di armi, oltre che di aver imposto una vera e propria 'tirannia' sugli abitanti del circondario.
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