Egitto. Condanna a morte per il boss della droga dell'assedio di Nekheila
Un boss della droga che aveva tenuto in ostaggio un centinaio di persone lo scorso anno su un'isola sul Nilo a sud del Cairo e' stato condannato a morte con il fratello. La sentenza, inappellabile, e' ora in attesa dell'approvazione religiosa del mufti.Ezzat Hamed Hanafi e il fratello Hemdan Hanafi sono stati giudicati con altre 76 persone, di cui dieci in contumacia, dall'Alta corte per la sicurezza dello Stato con l'imputazione di presa di ostaggi, omicidio e traffico di droga. Hanafi era stato catturato nel marzo 2004 dopo sei giorni di assedio sull'isola di Nekheila (Isola delle palme), nell'Alto Egitto, 400 chilometri a sud del Cairo.
Le piantagioni di papaveri da oppio e bango -allucinogeno vegetale piu' leggero dell'hashish- sono vaste sull'isolotto, lungo circa tre chilometri ed abitato da 5 mila persone. Con la fine dell'assedio vennero rimessi in liberta' i cento ostaggi che Hanafi aveva catturato per usarli come scudi umani e per ricattare il governo e ottenere la revoca della condanna a sei ergastoli.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti