Eliminato il ministero della Salute. Michela Vittoria Brambilla probabile viceministro con delega salute
Oltre a quello di Giulio Tremonti, candidato sin dal giorno dopo le elezioni all'Economia, tra i nomi che erano stati dati per certi nei 'toto-ministri' di queste settimane c'erano quelli di Michela Vittoria Brambilla all'Ambiente e di Lucio Stanca all'Innovazione della Pubblica Amministrazione: e invece sono stati loro i 'grandi assenti' nella nuova squadra di governo. A giocare contro la Brambilla, che comunque andra' a fare il viceministro alla Salute, come ha assicurato Silvio Berlusconi in serata di ieri, sono stati fattori diversi. Prima di tutto il premier sarebbe stato costretto ad accontentare di piu' gli alleati, per garantirsi fedelta' assoluta, preferendo chiedere ai fedelissimi il sacrificio di farsi da parte. Nell'elenco dei ministri, infatti, sono comparsi all'ultimo momento dei nomi, come quello di Gianfranco Rotondi, ad esempio, che fino a pochi giorni fa non erano contemplati (l'accordo per andare all'Attuazione del Programma sarebbe stato concluso ieri sera). Poi, secondo quanto si apprende in ambienti 'forzisti', la candidatura della Brambilla non sarebbe risultata graditissima a tutta una serie di esponenti del Pdl tra cui anche Marcello Dell'Utri e il necoordinatore Denis Verdini. E poi ci sarebbe stata anche l'impossibilita' per il Cavaliere di ritornare sulla promessa fatta a Stefania Prestigiacomo all'indomani della scelta di Raffaele Lombardo come candidato alla presidenza della regione Sicilia, al posto della giovane ex ministra. In quell'occasione Berlusconi le disse che l'avrebbe voluta con se' al governo in caso di vittoria elettorale e ora rimangiarsi la parola sarebbe stato davvero difficile. Il problema con Stanca invece sembra sia stato quello di non poter spacchettare, almeno per ora, il ministero della Funzione Pubblica riservandogli, come avvenne nel precedente governo Berlusconi, il dicastero relativo all'Innovazione Tecnologica. Il ministero tutto intero e' toccato cosi' a Renato Brunetta, scelta che sarebbe stata particolarmente apprezzata da Confindustria e che avrebbe consentito di rispettare un'altra promessa: quella di dare due ministeri al Veneto.
"Mi sembra, nel compless,o una compagine governativa autorevole e, per quanto riguarda la delega per la Salute a Michela Vittoria Brambilla, ritengo che la sua esperienza di imprenditrice le sara' utile anche nel lavoro sul fronte della sanita', e la sua eta' giovane le consentira' di mettere entusiasmo in questo lavoro". E' l'opinione del presidente dei medici cattolici Enzo Saraceni (Amci) in merito alle nomine del governo Berlusconi e in particolare della delega per la Salute al viceministro Brambilla. "La nostra associazione- aggiunge Saraceni- si dichiara disponibile a collaborare, affinche' i luoghi di ricovero e cura mettano al centro del lavoro sanitario la persona umana". Perplessita' sulla delega della Salute al dipartimento di un altro ministero? "No- conclude il presidente dei medici cattolici-, credo che aver assegnato la delega alla Salute significhi aver riconosciuto l'importanza strategica di questo settore per il Paese".
'La scelta portata avanti dal Governo di accorpare sotto la dicitura 'welfare' lavoro, salute e politiche sociali, continua a sembrarci rischiosa'. E' quanto afferma in una nota Roberto Lala, segretario generale Sumai (Sindacato Unico della Medicina Ambulatoriale Italiana) che, nel fare i migliori auguri al nuovo ministro del Welfare Maurizio Sacconi e al viceministro con delega alla Salute Michela Vittoria Brambilla, assicura la massima disponibilita' a collaborare 'affinche' il Ssn continui ad essere garanzia di cura e salute per i cittadini italiani'. Molte, secondo Lala, le emergenze da affrontare. 'Prime fra tutte - afferma - la riqualificazione della sanita' sul territorio per la quale servono interventi riorganizzativi, forti investimenti economici e un progetto strategico che sia applicabile alle diverse realta' regionali. Siamo convinti che un coordinamento centrale sia necessario per condividere obiettivi comuni, quali ad esempio l'applicazione dei Lea e il diritto ad un'assistenza efficiente e di facile accessibilita''.
'Per i medici e per i cittadini chiediamo una nuova articolazione del Governo, con un autorevole ed autonomo Ministero della Salute. Con l'attuale declassamento del Ministero della Salute all'interno del Ministero del Welfare - insieme alla presenza nel Governo di un Ministero specifico per il Federalismo - e' infatti forte il rischio di un'accentuazione delle diseguaglianze, derivante da 20 diversi sistemi sanitari regionali'. Cosi', Massimo Cozza, segretario nazionale FP CGIL Medici. 'In particolare - avverte - per i medici ed i veterinari - nell'ambito della compagine governativa e della Conferenza Stato Regioni- c'e' bisogno di un Ministero della Salute in grado di dare risposte allo stato di sofferenza della categoria: senza rivalorizzazione professionale, senza contratto e convenzioni dal 2005, senza rivalutazione della indennita' di esclusivita' dal 1999, senza risposte certe per il precariato'.
"Il nuovo governo che si appresta a giurare nasce gia' con un primato: aver fatto dell'Italia l'unico paese al mondo a non avere il ministero della Salute". Il segretario nazionale dell'Anaao Assomed, Carlo Lusenti, ribadisce cosi' la posizione dell'Associazione contraria all'accorpamento dei ministeri del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, che si concretizza in questo governo con l'istituzione di un unico ministero del Welfare. "Chiediamo al presidente del Consiglio di ripristinare il ministero della Salute perche' siamo fermamente convinti - spiega Lusenti - che la sopravvivenza di questo dicastero e' l'unico modo per garantire al Servizio sanitario nazionale il suo carattere di unitarieta' che abbiamo strenuamente difeso nelle nostre battaglie contro la devoluzione. In un paese dove vige il federalismo sanitario e' indispensabile mantenere un organismo che funga da baricentro per assicurare il coordinamento programmatorio e di salvaguardia dei criteri di uniformita' assistenziali ed evitare pericolose derive che negano il riconoscimento del diritto alla salute su tutto il territorio nazionale". Secondo Anaao "un ministero autonomo garantirebbe inoltre una specifica attenzione nei confronti dei molti e urgenti problemi della sanita' e dei medici ospedalieri: l'adeguato finanziamento del Ssn e dei contratti di lavoro, il rinnovo del Ccnl scaduto da oltre due anni, la sicurezza e qualita' delle cure con livelli minimi organizzativi e strutturali su tutto il territorio nazionale, il coinvolgimento dei medici nel governo clinico con chiare deleghe e competenze da affidare alla dirigenza medica, la soluzione del fenomeno del precariato dei medici, la rivalutazione dell'indennita' di esclusivita' di rapporto per premiare chi negli ospedali offre tutta la sua professionalita'. Porgiamo al neo ministro Maurizio Sacconi e a Michela Brambilla che, stando alle voci insistenti, dovrebbe ricoprire il ruolo di viceministro per la Salute, i nostri auguri di buon lavoro, auspicando un futuro di collaborazione e confronto, basato sul dialogo, nel reciproco rispetto dei ruoli".
'Il nuovo Governo nasce gia' con un primato: aver fatto dell'Italia l'unico Paese al mondo a non avere il Ministero della salute': il Segretario Nazionale dell'Anaao Assomed, Carlo Lusenti, ribadisce oggi la posizione dell'Associazione da sempre contraria all'accorpamento dei Ministeri del lavoro, della salute e delle politiche sociali, che si concretizza in questo Governo con l'istituzione di un unico Ministero del welfare. Una posizione condivisa da altre sigle sindacali di categoria come la Cgil-Medici. 'Chiediamo al Presidente del Consiglio di ripristinare il Ministero della salute perche' siamo fermamente convinti - e' il commento di Lusenti - che la sopravvivenza di questo dicastero e' l'unico modo per garantire al Servizio sanitario nazionale il suo carattere di unitarieta' che abbiamo strenuamente difeso nelle nostre battaglie contro la devoluzione. In un Paese dove vige il federalismo sanitario e' indispensabile mantenere un organismo che funga da baricentro per assicurare il coordinamento programmatorio e di salvaguardia dei criteri di uniformita' assistenziali ed evitare pericolose derive che negano il riconoscimento del diritto alla salute su tutto il territorio nazionale'. Anche Massimo Cozza, leader dei medici-Cgil, porge la stessa richiesta al neo Ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, e a Michela Brambilla che dovrebbe ricoprire il ruolo di vice ministro per la salute. 'Per i medici e per i cittadini - ha spiegato Cozza - chiediamo una nuova articolazione del Governo, con un autorevole ed autonomo Ministero della Salute. Con l'attuale declassamento del Ministero della Salute all'interno del Ministero del Welfare, insieme alla presenza nel Governo di un Ministero specifico per il Federalismo, e' infatti forte il rischio di un'accentuazione delle diseguaglianze, derivante da 20 diversi sistemi sanitari regionali. In particolare per i medici ed i veterinari, nell'ambito della compagine governativa e della Conferenza Stato Regioni, c'e' bisogno di un Ministero della Salute in grado di dare risposte allo stato di sofferenza della categoria: senza rivalorizzazione professionale, senza contratto e convenzioni dal 2005, senza rivalutazione della indennita' di esclusivita' dal 1999, senza risposte certe per il precariato'.
"Mi sembra, nel compless,o una compagine governativa autorevole e, per quanto riguarda la delega per la Salute a Michela Vittoria Brambilla, ritengo che la sua esperienza di imprenditrice le sara' utile anche nel lavoro sul fronte della sanita', e la sua eta' giovane le consentira' di mettere entusiasmo in questo lavoro". E' l'opinione del presidente dei medici cattolici Enzo Saraceni (Amci) in merito alle nomine del governo Berlusconi e in particolare della delega per la Salute al viceministro Brambilla. "La nostra associazione- aggiunge Saraceni- si dichiara disponibile a collaborare, affinche' i luoghi di ricovero e cura mettano al centro del lavoro sanitario la persona umana". Perplessita' sulla delega della Salute al dipartimento di un altro ministero? "No- conclude il presidente dei medici cattolici-, credo che aver assegnato la delega alla Salute significhi aver riconosciuto l'importanza strategica di questo settore per il Paese".
'La scelta portata avanti dal Governo di accorpare sotto la dicitura 'welfare' lavoro, salute e politiche sociali, continua a sembrarci rischiosa'. E' quanto afferma in una nota Roberto Lala, segretario generale Sumai (Sindacato Unico della Medicina Ambulatoriale Italiana) che, nel fare i migliori auguri al nuovo ministro del Welfare Maurizio Sacconi e al viceministro con delega alla Salute Michela Vittoria Brambilla, assicura la massima disponibilita' a collaborare 'affinche' il Ssn continui ad essere garanzia di cura e salute per i cittadini italiani'. Molte, secondo Lala, le emergenze da affrontare. 'Prime fra tutte - afferma - la riqualificazione della sanita' sul territorio per la quale servono interventi riorganizzativi, forti investimenti economici e un progetto strategico che sia applicabile alle diverse realta' regionali. Siamo convinti che un coordinamento centrale sia necessario per condividere obiettivi comuni, quali ad esempio l'applicazione dei Lea e il diritto ad un'assistenza efficiente e di facile accessibilita''.
'Per i medici e per i cittadini chiediamo una nuova articolazione del Governo, con un autorevole ed autonomo Ministero della Salute. Con l'attuale declassamento del Ministero della Salute all'interno del Ministero del Welfare - insieme alla presenza nel Governo di un Ministero specifico per il Federalismo - e' infatti forte il rischio di un'accentuazione delle diseguaglianze, derivante da 20 diversi sistemi sanitari regionali'. Cosi', Massimo Cozza, segretario nazionale FP CGIL Medici. 'In particolare - avverte - per i medici ed i veterinari - nell'ambito della compagine governativa e della Conferenza Stato Regioni- c'e' bisogno di un Ministero della Salute in grado di dare risposte allo stato di sofferenza della categoria: senza rivalorizzazione professionale, senza contratto e convenzioni dal 2005, senza rivalutazione della indennita' di esclusivita' dal 1999, senza risposte certe per il precariato'.
"Il nuovo governo che si appresta a giurare nasce gia' con un primato: aver fatto dell'Italia l'unico paese al mondo a non avere il ministero della Salute". Il segretario nazionale dell'Anaao Assomed, Carlo Lusenti, ribadisce cosi' la posizione dell'Associazione contraria all'accorpamento dei ministeri del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, che si concretizza in questo governo con l'istituzione di un unico ministero del Welfare. "Chiediamo al presidente del Consiglio di ripristinare il ministero della Salute perche' siamo fermamente convinti - spiega Lusenti - che la sopravvivenza di questo dicastero e' l'unico modo per garantire al Servizio sanitario nazionale il suo carattere di unitarieta' che abbiamo strenuamente difeso nelle nostre battaglie contro la devoluzione. In un paese dove vige il federalismo sanitario e' indispensabile mantenere un organismo che funga da baricentro per assicurare il coordinamento programmatorio e di salvaguardia dei criteri di uniformita' assistenziali ed evitare pericolose derive che negano il riconoscimento del diritto alla salute su tutto il territorio nazionale". Secondo Anaao "un ministero autonomo garantirebbe inoltre una specifica attenzione nei confronti dei molti e urgenti problemi della sanita' e dei medici ospedalieri: l'adeguato finanziamento del Ssn e dei contratti di lavoro, il rinnovo del Ccnl scaduto da oltre due anni, la sicurezza e qualita' delle cure con livelli minimi organizzativi e strutturali su tutto il territorio nazionale, il coinvolgimento dei medici nel governo clinico con chiare deleghe e competenze da affidare alla dirigenza medica, la soluzione del fenomeno del precariato dei medici, la rivalutazione dell'indennita' di esclusivita' di rapporto per premiare chi negli ospedali offre tutta la sua professionalita'. Porgiamo al neo ministro Maurizio Sacconi e a Michela Brambilla che, stando alle voci insistenti, dovrebbe ricoprire il ruolo di viceministro per la Salute, i nostri auguri di buon lavoro, auspicando un futuro di collaborazione e confronto, basato sul dialogo, nel reciproco rispetto dei ruoli".
'Il nuovo Governo nasce gia' con un primato: aver fatto dell'Italia l'unico Paese al mondo a non avere il Ministero della salute': il Segretario Nazionale dell'Anaao Assomed, Carlo Lusenti, ribadisce oggi la posizione dell'Associazione da sempre contraria all'accorpamento dei Ministeri del lavoro, della salute e delle politiche sociali, che si concretizza in questo Governo con l'istituzione di un unico Ministero del welfare. Una posizione condivisa da altre sigle sindacali di categoria come la Cgil-Medici. 'Chiediamo al Presidente del Consiglio di ripristinare il Ministero della salute perche' siamo fermamente convinti - e' il commento di Lusenti - che la sopravvivenza di questo dicastero e' l'unico modo per garantire al Servizio sanitario nazionale il suo carattere di unitarieta' che abbiamo strenuamente difeso nelle nostre battaglie contro la devoluzione. In un Paese dove vige il federalismo sanitario e' indispensabile mantenere un organismo che funga da baricentro per assicurare il coordinamento programmatorio e di salvaguardia dei criteri di uniformita' assistenziali ed evitare pericolose derive che negano il riconoscimento del diritto alla salute su tutto il territorio nazionale'. Anche Massimo Cozza, leader dei medici-Cgil, porge la stessa richiesta al neo Ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, e a Michela Brambilla che dovrebbe ricoprire il ruolo di vice ministro per la salute. 'Per i medici e per i cittadini - ha spiegato Cozza - chiediamo una nuova articolazione del Governo, con un autorevole ed autonomo Ministero della Salute. Con l'attuale declassamento del Ministero della Salute all'interno del Ministero del Welfare, insieme alla presenza nel Governo di un Ministero specifico per il Federalismo, e' infatti forte il rischio di un'accentuazione delle diseguaglianze, derivante da 20 diversi sistemi sanitari regionali. In particolare per i medici ed i veterinari, nell'ambito della compagine governativa e della Conferenza Stato Regioni, c'e' bisogno di un Ministero della Salute in grado di dare risposte allo stato di sofferenza della categoria: senza rivalorizzazione professionale, senza contratto e convenzioni dal 2005, senza rivalutazione della indennita' di esclusivita' dal 1999, senza risposte certe per il precariato'.
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