Energia. Fine mercato tutelato rinviata a luglio 2019
Lo stop del mercato tutelato dell'energia verrà rinviato di un anno: il ddl concorrenza prevede il passaggio al mercato libero dal primo luglio 2018 ma il termine verrà spostato al primo luglio 2019. La decisione è stata presa a un vertice tra governo, relatori e maggioranza, durante il quale si è stabilito che il provvedimento approderà nell'Aula del Senato dopo Pasqua e sarà blindato. Basta modifiche dunque al testo uscito dalla commissione Industria ormai otto mesi fa quando si è arenato per l'ennesima volta. L'ipotesi di un ritorno, seppur rapido, in commissione, è stata scartata per evitare di riaprire il vaso di Pandora. E di norme nuove dovrebbe entrarne solo una: quella anti-scorrerie caldeggiata dal ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda (su cui però la parola definitiva non è ancora arrivata). Per il resto, quindi rimangono fuori le soluzioni ad alcuni nodi, da Flixbus (che potrebbe finire nel decreto enti locali) alle farmacie. L'obiettivo prioritario del governo ora sembra essere quello di arrivare ai tavoli Ue, in vista del Def, con il ddl concorrenza approvato: "è importantissimo", tra le riforme che l'Europa chiede "questa è una delle più importanti", ha detto il ministro Calenda dopo il vertice sul provvedimento. La decisione di blindare il provvedimento, assunta al vertice con Calenda, la ministra dei rapporti con il Parlamento, Anna Finocchiaro, il presidente della commissione Industria del Senato, Massimo Mucchetti, i relatori Salvatore Tomaselli (Pd) e Luigi Marino (Ap) e la capogruppo a Palazzo Madama di Articolo 1-Mdp, Maria Cecilia Guerra, non sarà indolore per chi auspicava quel pacchetto di circa 30 emendamenti su cui c'era stata già una sorta di "istruttoria". A cominciare dal relatore Marino che riteneva assolutamente fattibile approvare qualche novità in "tempi rapidi. Vedremo - ha sottolineato - se questa estrema urgenza verrà rispettata".
Tornando al mercato tutelato, il ministro Calenda ha spiegato la scelta del rinvio del mercato libero con la necessità di non correre il rischio di un aumento delle bollette per "tantissime famiglie. Noi - ha detto - dobbiamo avere un sufficiente lasso di tempo per fare il lavoro che va fatto con grandissima cautela ed essere sicuri di avere tutte le garanzie affinché non ci siano aumenti di prezzo. Stiamo parlando di una liberalizzazione grandissima, non possiamo correre alcun rischio", ha sottolineato aggiungendo che l'aggiornamento delle scadenze è stato determinato anche dal fatto che il provvedimento è stato approvato dalla commissione Industria ormai otto mesi fa. La questione era stata definita "dirimente" e posta con forza da Articolo 1-Mdp che ha ottenuto da Calenda l'impegno ad inserire nel prossimo ddl concorrenza una "clausola di monitoraggio per essere sicuri che il mercato tutelato non si tradurrà in uno svantaggio" per i consumatori, ha riferito Cecilia Guerra. Quanto alla norma anti-scorrerie che il governo si appresta a varare, ha precisato Calenda, non sarà retroattiva e dovrebbe indicare una soglia del 10% dopo la quale scatta l'obbligo di acquisto delle azioni delle imprese interessate da scalate e riguarderà le imprese quotate, non solo quelle strategiche. Ma non si escludono ulteriori affinamenti fino a quando il nodo non sarà definitivamente sciolto all'interno del governo. "Se non entra nel ddl concorrenza stiamo già lavorando per capire qual è il veicolo adatto", ha infatti puntualizzato il ministro.
Tornando al mercato tutelato, il ministro Calenda ha spiegato la scelta del rinvio del mercato libero con la necessità di non correre il rischio di un aumento delle bollette per "tantissime famiglie. Noi - ha detto - dobbiamo avere un sufficiente lasso di tempo per fare il lavoro che va fatto con grandissima cautela ed essere sicuri di avere tutte le garanzie affinché non ci siano aumenti di prezzo. Stiamo parlando di una liberalizzazione grandissima, non possiamo correre alcun rischio", ha sottolineato aggiungendo che l'aggiornamento delle scadenze è stato determinato anche dal fatto che il provvedimento è stato approvato dalla commissione Industria ormai otto mesi fa. La questione era stata definita "dirimente" e posta con forza da Articolo 1-Mdp che ha ottenuto da Calenda l'impegno ad inserire nel prossimo ddl concorrenza una "clausola di monitoraggio per essere sicuri che il mercato tutelato non si tradurrà in uno svantaggio" per i consumatori, ha riferito Cecilia Guerra. Quanto alla norma anti-scorrerie che il governo si appresta a varare, ha precisato Calenda, non sarà retroattiva e dovrebbe indicare una soglia del 10% dopo la quale scatta l'obbligo di acquisto delle azioni delle imprese interessate da scalate e riguarderà le imprese quotate, non solo quelle strategiche. Ma non si escludono ulteriori affinamenti fino a quando il nodo non sarà definitivamente sciolto all'interno del governo. "Se non entra nel ddl concorrenza stiamo già lavorando per capire qual è il veicolo adatto", ha infatti puntualizzato il ministro.
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