Venerdì 5 giugno 2026
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Englaro agli studenti: Eluana e' un simbolo di liberta'

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Ha affrontato centinaia di giovani sguardi curiosi, mani desiderose di congratularsi e orecchie pronte ad ascoltare dal vivo la sua storia. Lui, Beppino Englaro, al liceo classico Manzoni di Milano, invitato per un incontro, ha parlato per oltre due ore di quei '17 anni e 22 giorni' di battaglia per sua figlia, 'l'Eluana', come ha ripetuto centinaia di volte. E' stato un sunto di 'una tragedia personale', di una vicenda 'che non va contro nessuno', di 'un caso cristallino' ed e' stato il ricordo 'di quel purosangue della liberta' che era l'Eluana' che 'deve rimanere come un simbolo di liberta''.
In una palestra stracolma Beppino, per la sua prima volta in una scuola, ha ripercorso quei '5.750 giorni che abbiamo dovuto aspettare dal giorno dell'incidente per veder riconosciuti, nero su bianco, i principi di diritto'. Non e' venuto a convincere, ma 'a informare e poi voi stessi vi farete un'opinione'.
Quindi si sono susseguiti nelle sue parole l'incidente in auto del 18 gennaio 1992, i primi soccorsi, la rianimazione e la riabilitazione ('tecnologie altamente invasive') e i concetti di vita, morte, dignita' e liberta'. 'Fin da subito ho fatto notare le volonta' dell'Eluana', ha raccontato Beppino ma 'non hanno ascoltato la nostra voce per quando e fin dove spingersi'. 'Come si poteva lasciare una creatura in balia di un inferno del genere', ha aggiunto. La famiglia Englaro pero', lo ha ripetuto piu' volte, si e' trovata 'senza interlocutori'.
Beppino ha anche ricordato il lungo iter giudiziario e 'la gogna mediatica', 'le strumentalizzazioni, la disinformazione' e le 'parole esecrabili e ad effetto' che si sono spese sul caso di Eluana. Il tentativo ultimo di un intervento del Parlamento che 'non aveva fatto nulla e poi ha sollevato il conflitto di attribuzione - ha sostenuto -. Ma non c'era nessuna giustificazione costituzionale e perfino morale per farlo'. Il padre di Eluana non vuol sentir parlare di eutanasia. 'Niente eutanasia. La vita dell'Eluana e' stata tutelata prima dai medici e poi dai magistrati al massimo livello'. La sua e' stata una battaglia 'per la vita che e' liberta' di vivere, non condanna a vivere'. 'Bisogna credere nelle istituzioni', ha quindi concluso Beppino davanti ai ragazzi tutti in piedi per un lungo applauso, 'ma senza farsi trovare scoperti. Dite la vostra'.
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