Englaro. Altra clinica di Udine si offre ad accoglierla
La clinica 'La Quiete' di Udine è pronta a accogliere Eluana Englaro: le stanze sono state individuate, in una zona piú appartata rispetto ai reparti di passaggio per rispettare la privacy. La direzione ha in mano la cartella clinica della donna e il trasferimento potrebbe avvenire la settimana prossima.
Lo scrive il quotidiano La Repubblica, che cita anche la curatrice speciale di Eluana, l'avvocato Franca Alessio: "Il papà è piú orientato verso questa struttura e le trattative, anche se sono cominciate mercoledí, sono piú avanti. C'era già un protocollo operativo - afferma l'avvocato - ci sono ragioni affettive in cui non centro. Peró un fatto è certo, il ventaglio di possibilità oggi si è ampliato e dobbiamo solo ringraziare".
Sul tema interviene anche il parlamentare del Pdl e presidente della Commissione Affari Sociali della Camera Giuseppe Palumbo: in un'intervista al quotidiano romano dice che "le sentenze vanno rispettate tutte, anche quella che riguarda Eluana. Una vicenda di fronte alla quale si dovrebbero abbandonare ideologie e schieramenti e lasciare in pace una famiglia che ha già tanto sofferto".
OSPEDALE NOVARA, NON C'E' CANDIDATURA MA NON CI SOTTRARREMO A RICHIESTA - L'ospedale Maggiore di Novara qualora ci fosse la richiesta di ospitare Eluana Englaro "non si sottrarrebbe dal mettere a disposizione le risorse e le strutture dell'ospedale", ma precisa che "non c'e' alcuna candidatura ufficiale". A fare chiarezza sulla vicenda e' il direttore generale dell'ospedale, Claudio Macchi, che in una nota spiega: "Si tratta di una decisione che e' indipendente da ogni mia valutazione personale.
Vista la sentenza della Cassazione, se il tutore legale di Eluana fara' richiesta, non credo che ci sia alcun motivo perche' l'ospedale si debba sottrarre ma e' importante sottolineare che ci troviamo ancora nel campo delle ipotesi".
Entrando poi nello specifico nella vicenda Englaro, Macchi aggiunge: "il caso che coinvolge questa giovane e' del tutto particolare ed ha elementi che toccano a livello piu' profondo le convinzioni e i valori religiosi, morali e personali di ciascuno. La legge non consente che sia l'azienda a fare obiezione di coscienza, che e' prevista solamente per il singolo professionista. Tuttavia -aggiunge- considerando la delicatezza del caso credo che da un punto di vista umano i medici possano avere la facolta' di non intervenire.
Da parte nostra, dunque, non ci sara' la volonta' di obbligare alcuno".
"Nel contempo -conclude il direttore dell'ospedale Maggiore di Novara- prendiamo pero' atto della disponibilita' concreta da parte di alcuni professionisti che operano al Maggiore di occuparsi del caso qualora la famiglia Englaro scegliesse la nostra struttura".
VIALE (RADICALI), LETTERA APERTA A CARDINALE POLETTO - Silvio Viale, medico torinese, radicale, prende carta e penna e scrive "una lettera aperta" al vescovo di Torino, il cardinale Severino Poletto, sulla vicenda di Eluana Englaro. "Intervenendo sul caso di Eluana Englaro - scrive Viale - Lei invita all'obiezione di coscienza, ma in realta' Lei auspica che si impedisca ai medici, come me, di agire secondo la propria coscienza. Che l'intervento medico richiesto da Beppino Englaro sia legittimo e' stato sancito dall'autorita' giudiziaria, che nel nostro ordinamento e' l'unica preposta a farlo, e trova il suo fondamento nella Carta Costituzionale e nel complesso delle leggi attuali". Ed ancora "se, fino ad ora, fino al caso di Eluana, la questione non era ancora stata affrontata e' perche' lo stato vegetativo e' un prodotto recente della tecnologia medica e le famiglie coinvolte sono colte di sorpresa. Il SSN non e' preparato e la sua "pietas" si limita spesso ad invitare a portare a casa il proprio caro. Dopo 17 anni Eluana ha ancora una vita biologica, ma non ha piu' alcuna parvenza di vita relazionale: e' un corpo senza piu' anima". Viale sottolinea poi "la differenza tra me e Lei e' che io non voglio imporre nulla a nessuno e come difendo, condividendola, la scelta della famiglia Englaro, allo stesso modo difendo, non condividendola, la scelta di chi vuole che lo Stato mantenga ad oltranza i propri cari in quella condizione causato da intervento medico tempestivo che li ha strappati alla morte ma non gli ha restituito alla vita".
Secondo Viale non si puo' parlare in questa vicenda di eutanasia: "se fosse eutanasia, - prosegue la lettera - io potrei agire come farei in Olanda con farmaci appropriati e non avrei bisogno di attendere per due settimane che il cuore di Eluana smetta di battere. A differenza dei trapianti, per Eluana non bastera' constatare la completa morte cerebrale, ma occorrera' attendere quella cardiaca. Nel caso di Eluana si tratta di sospendere una terapia futile come e' accaduto per Terri Schiavo negli USA, dove l'eutanasia e' illegale come in Italia".
ASS.COSCIONI, IN DUE GIORNATE 10MILA CITTADINI CHIEDONO LEGGE - A due anni dalla scomparsa di Welby ed a 16 anni dall'incidente che ha ridotto la Englaro in stato vegetativo, il 20 dicembre ed il 20 gennaio, oltre 10mila cittadini hanno firmato una petizione dell'Associazione Luca Coscioni per la legalizzazione dell'eutanasia in Italia. 'Immobilismo di palazzo, tavoli di governo', questo uno degli slogan presenti ai tavoli che si sono tenuti in decine di piazze nei comuni di tutta Italia.
Mentre il Parlamento non ha ancora legiferato in materia di scelte di fine vita, centinaia di cittadini sono scesi per due giorni in piazza con un tavolo, una penna e alcuni moduli, sostituendo i media con proposte di governo della realta' sociale, 'su testamento biologico ed eutanasia'.
Oltre alla legalizzazione sull'eutanasia, l'appello sottoscritto chiede anche 'il riconoscimento legale del testamento biologico attraverso il quale siano obbligatoriamente rispettate le scelte individuali, compresa quella di non ricorrere alla nutrizione e idratazione artificiale', come pure 'un'indagine conoscitiva parlamentare sull'eutanasia clandestina'.
La mobilitazione, partita dal sito web dell'Associazione Luca Coscioni, vuole essere il primo passo 'per la costituzione di una rete di cittadini che si candidano a conquistare diritto di cittadinanza nel dibattito pubblico', maggioritaria secondo i sondaggi ma 'senza rappresentanza politica e mediatica'.
"Sempre piu' per andare a cercare un lavoro si emigra, per andare a cercare la felicita' si emigra, per cercare di far nascere un figlio si emigra. Si emigra anche per morire dignitosamente. Questa volta, qualcosa e' cambiato.
C'e' un uomo che ha cercato di far valere le proprie ragioni attraverso la giustizia. E' questo il messaggio che io ho sentito vicino ai miei temi. La legalita' non e' piu' un tema metafisico, lontano o da andare a prendere all'estero, ma qualcosa che si puo' ottenere nel proprio paese". Cosi' lo scrittore Roberto Saviano, intervistato dal Tg1.
Lo scrive il quotidiano La Repubblica, che cita anche la curatrice speciale di Eluana, l'avvocato Franca Alessio: "Il papà è piú orientato verso questa struttura e le trattative, anche se sono cominciate mercoledí, sono piú avanti. C'era già un protocollo operativo - afferma l'avvocato - ci sono ragioni affettive in cui non centro. Peró un fatto è certo, il ventaglio di possibilità oggi si è ampliato e dobbiamo solo ringraziare".
Sul tema interviene anche il parlamentare del Pdl e presidente della Commissione Affari Sociali della Camera Giuseppe Palumbo: in un'intervista al quotidiano romano dice che "le sentenze vanno rispettate tutte, anche quella che riguarda Eluana. Una vicenda di fronte alla quale si dovrebbero abbandonare ideologie e schieramenti e lasciare in pace una famiglia che ha già tanto sofferto".
OSPEDALE NOVARA, NON C'E' CANDIDATURA MA NON CI SOTTRARREMO A RICHIESTA - L'ospedale Maggiore di Novara qualora ci fosse la richiesta di ospitare Eluana Englaro "non si sottrarrebbe dal mettere a disposizione le risorse e le strutture dell'ospedale", ma precisa che "non c'e' alcuna candidatura ufficiale". A fare chiarezza sulla vicenda e' il direttore generale dell'ospedale, Claudio Macchi, che in una nota spiega: "Si tratta di una decisione che e' indipendente da ogni mia valutazione personale.
Vista la sentenza della Cassazione, se il tutore legale di Eluana fara' richiesta, non credo che ci sia alcun motivo perche' l'ospedale si debba sottrarre ma e' importante sottolineare che ci troviamo ancora nel campo delle ipotesi".
Entrando poi nello specifico nella vicenda Englaro, Macchi aggiunge: "il caso che coinvolge questa giovane e' del tutto particolare ed ha elementi che toccano a livello piu' profondo le convinzioni e i valori religiosi, morali e personali di ciascuno. La legge non consente che sia l'azienda a fare obiezione di coscienza, che e' prevista solamente per il singolo professionista. Tuttavia -aggiunge- considerando la delicatezza del caso credo che da un punto di vista umano i medici possano avere la facolta' di non intervenire.
Da parte nostra, dunque, non ci sara' la volonta' di obbligare alcuno".
"Nel contempo -conclude il direttore dell'ospedale Maggiore di Novara- prendiamo pero' atto della disponibilita' concreta da parte di alcuni professionisti che operano al Maggiore di occuparsi del caso qualora la famiglia Englaro scegliesse la nostra struttura".
VIALE (RADICALI), LETTERA APERTA A CARDINALE POLETTO - Silvio Viale, medico torinese, radicale, prende carta e penna e scrive "una lettera aperta" al vescovo di Torino, il cardinale Severino Poletto, sulla vicenda di Eluana Englaro. "Intervenendo sul caso di Eluana Englaro - scrive Viale - Lei invita all'obiezione di coscienza, ma in realta' Lei auspica che si impedisca ai medici, come me, di agire secondo la propria coscienza. Che l'intervento medico richiesto da Beppino Englaro sia legittimo e' stato sancito dall'autorita' giudiziaria, che nel nostro ordinamento e' l'unica preposta a farlo, e trova il suo fondamento nella Carta Costituzionale e nel complesso delle leggi attuali". Ed ancora "se, fino ad ora, fino al caso di Eluana, la questione non era ancora stata affrontata e' perche' lo stato vegetativo e' un prodotto recente della tecnologia medica e le famiglie coinvolte sono colte di sorpresa. Il SSN non e' preparato e la sua "pietas" si limita spesso ad invitare a portare a casa il proprio caro. Dopo 17 anni Eluana ha ancora una vita biologica, ma non ha piu' alcuna parvenza di vita relazionale: e' un corpo senza piu' anima". Viale sottolinea poi "la differenza tra me e Lei e' che io non voglio imporre nulla a nessuno e come difendo, condividendola, la scelta della famiglia Englaro, allo stesso modo difendo, non condividendola, la scelta di chi vuole che lo Stato mantenga ad oltranza i propri cari in quella condizione causato da intervento medico tempestivo che li ha strappati alla morte ma non gli ha restituito alla vita".
Secondo Viale non si puo' parlare in questa vicenda di eutanasia: "se fosse eutanasia, - prosegue la lettera - io potrei agire come farei in Olanda con farmaci appropriati e non avrei bisogno di attendere per due settimane che il cuore di Eluana smetta di battere. A differenza dei trapianti, per Eluana non bastera' constatare la completa morte cerebrale, ma occorrera' attendere quella cardiaca. Nel caso di Eluana si tratta di sospendere una terapia futile come e' accaduto per Terri Schiavo negli USA, dove l'eutanasia e' illegale come in Italia".
ASS.COSCIONI, IN DUE GIORNATE 10MILA CITTADINI CHIEDONO LEGGE - A due anni dalla scomparsa di Welby ed a 16 anni dall'incidente che ha ridotto la Englaro in stato vegetativo, il 20 dicembre ed il 20 gennaio, oltre 10mila cittadini hanno firmato una petizione dell'Associazione Luca Coscioni per la legalizzazione dell'eutanasia in Italia. 'Immobilismo di palazzo, tavoli di governo', questo uno degli slogan presenti ai tavoli che si sono tenuti in decine di piazze nei comuni di tutta Italia.
Mentre il Parlamento non ha ancora legiferato in materia di scelte di fine vita, centinaia di cittadini sono scesi per due giorni in piazza con un tavolo, una penna e alcuni moduli, sostituendo i media con proposte di governo della realta' sociale, 'su testamento biologico ed eutanasia'.
Oltre alla legalizzazione sull'eutanasia, l'appello sottoscritto chiede anche 'il riconoscimento legale del testamento biologico attraverso il quale siano obbligatoriamente rispettate le scelte individuali, compresa quella di non ricorrere alla nutrizione e idratazione artificiale', come pure 'un'indagine conoscitiva parlamentare sull'eutanasia clandestina'.
La mobilitazione, partita dal sito web dell'Associazione Luca Coscioni, vuole essere il primo passo 'per la costituzione di una rete di cittadini che si candidano a conquistare diritto di cittadinanza nel dibattito pubblico', maggioritaria secondo i sondaggi ma 'senza rappresentanza politica e mediatica'.
"Sempre piu' per andare a cercare un lavoro si emigra, per andare a cercare la felicita' si emigra, per cercare di far nascere un figlio si emigra. Si emigra anche per morire dignitosamente. Questa volta, qualcosa e' cambiato.
C'e' un uomo che ha cercato di far valere le proprie ragioni attraverso la giustizia. E' questo il messaggio che io ho sentito vicino ai miei temi. La legalita' non e' piu' un tema metafisico, lontano o da andare a prendere all'estero, ma qualcosa che si puo' ottenere nel proprio paese". Cosi' lo scrittore Roberto Saviano, intervistato dal Tg1.
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