Englaro. Ancora reazioni allo stop della Regione Lombardia
Continuano le reazioni alla decisione della Regione Lombardia di non sospendere le cure ad Eluana Englaro.
'Oltre che per convinzione personale e per solidarieta' alla famiglia di Eluana, e' per dovere istituzionale necessario assumere una posizione nettamente contraria a quella di Formigoni. Con leggerezza inaudita e sulla base di valori ascrivibili alla sua sfera personale, il Presidente della Regione Lombardia nega incredibilmente l'esercizio di un diritto riconosciuto ai genitori da una sentenza. Formigoni viene cosi' meno alla funzione di garante di tutti i cittadini e, con una subalternita' a una cultura confessionale incompatibile con la rappresentanza istituzionale, fa strane di un diritto di minoranza che invece lo Stato laico assicura per definizione". Cosi' Mario Agostinelli, capogruppo di Rifondazione Comunista al consiglio regionale della Lombardia commenta la decisione della Regione di non sospendere le cure ad Eluana Englaro. "Purtroppo il patto laico della Costituzione italiana in Lombardia subisce continui arretramenti che, con la totale opposizione di Rifondazione Comunista, sono stati recepiti all' Art. 2 del nuovo Statuto della Regione Lombardia, dove in base alla discrezionalita' si riconosce su basi discutibili 'alla chiesa cattolica e alle formazioni religiose il compito di cooperare con la Regione per il riconoscimento dei diritti e della dignita' dei cittadini'. Dobbiamo augurarci che la discussione che si e' aperta susciti il necessario allarme tra i cittadini della nostra Regione", conclude Agostinelli.
Maurizio Mori, presidente della Consulta di Bioetica Onlus, interviene sulla vicenda di Eluana Englaro attaccando il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni, che ieri aveva appoggiato la decisione della direzione sanitaria regionale di negare la sospensione dell'alimentazione artificiale alla donna, in stato vegetativo da 16 anni. "È incredibile che un uomo politico nelle sue funzioni pubbliche anteponga convinzioni personali al rispetto della legge dello Stato" dichiara Mori mediante una nota. "Se vuole fare obiezione di coscienza al di fuori delle norme previste lo puó fare, ma si dimetta dall'incarico". "La Consulta è sconcertata dal rifiuto della Regione Lombardia di prestare l'ultima assistenza medica a Eluana Englaro come stabilito dalla Corte d'Appello di Milano" aggiunge Mori. "Che una Regione rifiuti di dar corso a quanto ammesso da un Tribunale è un atto gravissimo. Ancora piú incomprensibile per la Regione Lombardia che è sempre stata all'avanguardia nella difesa delle libertà civili. Milano è sempre stata terra di libertà e aperta all'Europa, ed ora si chiude su posizioni clericali e conservatrici".
'Non e' mai utile opporre una scelta politica contro la volonta' della famiglia ed una sentenza della magistratura. Le motivazioni assunte dalla regione Lombardia sembrano infatti piu' dettate da motivi politici che dal rispetto della volonta' della famiglia Englaro'. E' la posizione espressa dal consigliere della Regione Lazio del Pd Alessio D'Amato che ha sottolineato come 'nel Lazio ci sono sicuramente strutture in grado di ospitare Eluana nel pieno rispetto delle sue volonta' e della sensibilita' dei suoi familiari'.
"La sentenza costituisce l'esito di un lungo e complesso iter giudiziario che deve ritenersi concluso, e quindi deve essere rispettato. L'autonomia della giustizia e le sue sentenze, soprattutto quando giungono dopo lunghe fasi di dibattimento e confronto, devono essere rispettate anche nella nostra Regione. Chiedere alla politica di intervenire per metterle in discussione, come ha fatto Formigoni, dimostra uno scarso rispetto della laicita' e del principio della separazione dei poteri dello Stato". Cosi' la Cgil Lombardia commenta la decisione della Regione di non sospendere le cure ad Eluana Englaro. "I diritti delle persone, le scelte e le volonta' degli individui, tanto piu' se sostenute da una chiara definizione da parte della ricerca e della scienza medica, imporrebbero alla politica un passo indietro ed un rispetto -aggiuge la Cgil lombarda- che in questo caso sono mancati. Le dichiarazioni di queste ore attaccano anche l'autonomia e le competenze dei medici, arrivando a minacciare sanzioni disciplinari verso chi 'verrebbe meno ai propri obblighi professionali e di servizio'. In realta' gli 'obblighi professionali' non competono alla sfera politica: sono gia' definiti dal codice deontologico dei medici, cui ogni medico deve far riferimento£. La Cgil della Lombardia chiede alla Regione "un passo indietro e il rispetto delle sentenze, della legge, dell'autonomia professionale e delle prerogative dei medici. A Formigoni chiede, al di la' delle sue convinzioni personali, di rispettare la volonta' e le scelte, senz'altro dolorose, della famiglia Englaro, restituendo cosi' alla politica un profilo di solidarieta' e di umanita'".
'Sono d'accordo con monsignor Fisichella: su vicende cosi' dolorose va cercato un consenso largo. E io spero che si arrivi a fare subito una legge che copra un vuoto drammatico'. Lo dice Franco Marini in una intervista all'Espresso che sara' in edicola domani. Il Pd, aggiunge Marini, non e' uscito dall'Aula per il voto sul caso Englaro 'per sfuggire, ma perche' ci sembrava piu' forte del no' e ricorda: 'abbiamo fatto approvare un ordine del giorno che impegna il Senato a decidere entro l'anno sul testamento biologico'.
'Oltre che per convinzione personale e per solidarieta' alla famiglia di Eluana, e' per dovere istituzionale necessario assumere una posizione nettamente contraria a quella di Formigoni. Con leggerezza inaudita e sulla base di valori ascrivibili alla sua sfera personale, il Presidente della Regione Lombardia nega incredibilmente l'esercizio di un diritto riconosciuto ai genitori da una sentenza. Formigoni viene cosi' meno alla funzione di garante di tutti i cittadini e, con una subalternita' a una cultura confessionale incompatibile con la rappresentanza istituzionale, fa strane di un diritto di minoranza che invece lo Stato laico assicura per definizione". Cosi' Mario Agostinelli, capogruppo di Rifondazione Comunista al consiglio regionale della Lombardia commenta la decisione della Regione di non sospendere le cure ad Eluana Englaro. "Purtroppo il patto laico della Costituzione italiana in Lombardia subisce continui arretramenti che, con la totale opposizione di Rifondazione Comunista, sono stati recepiti all' Art. 2 del nuovo Statuto della Regione Lombardia, dove in base alla discrezionalita' si riconosce su basi discutibili 'alla chiesa cattolica e alle formazioni religiose il compito di cooperare con la Regione per il riconoscimento dei diritti e della dignita' dei cittadini'. Dobbiamo augurarci che la discussione che si e' aperta susciti il necessario allarme tra i cittadini della nostra Regione", conclude Agostinelli.
Maurizio Mori, presidente della Consulta di Bioetica Onlus, interviene sulla vicenda di Eluana Englaro attaccando il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni, che ieri aveva appoggiato la decisione della direzione sanitaria regionale di negare la sospensione dell'alimentazione artificiale alla donna, in stato vegetativo da 16 anni. "È incredibile che un uomo politico nelle sue funzioni pubbliche anteponga convinzioni personali al rispetto della legge dello Stato" dichiara Mori mediante una nota. "Se vuole fare obiezione di coscienza al di fuori delle norme previste lo puó fare, ma si dimetta dall'incarico". "La Consulta è sconcertata dal rifiuto della Regione Lombardia di prestare l'ultima assistenza medica a Eluana Englaro come stabilito dalla Corte d'Appello di Milano" aggiunge Mori. "Che una Regione rifiuti di dar corso a quanto ammesso da un Tribunale è un atto gravissimo. Ancora piú incomprensibile per la Regione Lombardia che è sempre stata all'avanguardia nella difesa delle libertà civili. Milano è sempre stata terra di libertà e aperta all'Europa, ed ora si chiude su posizioni clericali e conservatrici".
'Non e' mai utile opporre una scelta politica contro la volonta' della famiglia ed una sentenza della magistratura. Le motivazioni assunte dalla regione Lombardia sembrano infatti piu' dettate da motivi politici che dal rispetto della volonta' della famiglia Englaro'. E' la posizione espressa dal consigliere della Regione Lazio del Pd Alessio D'Amato che ha sottolineato come 'nel Lazio ci sono sicuramente strutture in grado di ospitare Eluana nel pieno rispetto delle sue volonta' e della sensibilita' dei suoi familiari'.
"La sentenza costituisce l'esito di un lungo e complesso iter giudiziario che deve ritenersi concluso, e quindi deve essere rispettato. L'autonomia della giustizia e le sue sentenze, soprattutto quando giungono dopo lunghe fasi di dibattimento e confronto, devono essere rispettate anche nella nostra Regione. Chiedere alla politica di intervenire per metterle in discussione, come ha fatto Formigoni, dimostra uno scarso rispetto della laicita' e del principio della separazione dei poteri dello Stato". Cosi' la Cgil Lombardia commenta la decisione della Regione di non sospendere le cure ad Eluana Englaro. "I diritti delle persone, le scelte e le volonta' degli individui, tanto piu' se sostenute da una chiara definizione da parte della ricerca e della scienza medica, imporrebbero alla politica un passo indietro ed un rispetto -aggiuge la Cgil lombarda- che in questo caso sono mancati. Le dichiarazioni di queste ore attaccano anche l'autonomia e le competenze dei medici, arrivando a minacciare sanzioni disciplinari verso chi 'verrebbe meno ai propri obblighi professionali e di servizio'. In realta' gli 'obblighi professionali' non competono alla sfera politica: sono gia' definiti dal codice deontologico dei medici, cui ogni medico deve far riferimento£. La Cgil della Lombardia chiede alla Regione "un passo indietro e il rispetto delle sentenze, della legge, dell'autonomia professionale e delle prerogative dei medici. A Formigoni chiede, al di la' delle sue convinzioni personali, di rispettare la volonta' e le scelte, senz'altro dolorose, della famiglia Englaro, restituendo cosi' alla politica un profilo di solidarieta' e di umanita'".
'Sono d'accordo con monsignor Fisichella: su vicende cosi' dolorose va cercato un consenso largo. E io spero che si arrivi a fare subito una legge che copra un vuoto drammatico'. Lo dice Franco Marini in una intervista all'Espresso che sara' in edicola domani. Il Pd, aggiunge Marini, non e' uscito dall'Aula per il voto sul caso Englaro 'per sfuggire, ma perche' ci sembrava piu' forte del no' e ricorda: 'abbiamo fatto approvare un ordine del giorno che impegna il Senato a decidere entro l'anno sul testamento biologico'.
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