Englaro, in attesa della decisione della Cassazione
'Beppino Englaro attende la decisione della corte di cassazione per assumere qualunque determinazione sul prosieguo della vicenda'. E' scontato cio' che si limita a dire il prof. Vittorio Angiolini, legale di Beppino Englaro. Englaro, come del resto il suo legale e l'avvocato Franca Alessio, curatrice speciale di Eluana, in queste ore stanno aspettando il verdetto della Suprema Corte sul ricorso presentato dalla Procura generale di Milano contro il provvedimento di luglio. Non si sa quando arrivera' questa sentenza anche se ieri dalla cassazione e' arrivata una nota nella quale si parlava di tempi brevi. Tempi che, pero', anche secondo Angiolini, potrebbero essere di un paio di giorni. E dopo? Il prof. Angiolini non si sbilancia soprattutto nel caso in cui i supremi giudici dovessero dichiarare inammissibile, come ha chiesto ieri il pg della cassazione, il ricorso della Procura generale, e il decreto della prima sezione civile della Corte d'appello di Milano di quattro mesi fa diventare definitivo. Riguardo al problema della struttura dove portare Eluana per l'atto finale di questa dolorosa e drammatica vicenda, Angiolini ripete: 'Non c'e' nulla: il problema verra' posto dopo. Vediamo cosa dira' la cassazione'. Sulla posizione espressa ancora ieri dalla Santa Sede, il legale ha replicato: 'Mi pare che non si stesse parlando del caso Englaro. Comunque, ciascuno e' libero di dire la sua opinione'. Il padre di Eluana, tornato nella sua casa di Lecco dopo essere stato a Roma per l'udienza in cassazione, si e' chiuso in una silenziosa attesa.
'Non do' per scontato che la volonta' di Eluana sia quella di morire, se era un purosangue della liberta' non credo che avrebbe voluto che qualcuno, sia pure il padre, decidesse per lei. Ho molto dubbi su questa forzatura che hanno fatto i giudici: ricostruire la volonta' di Eluana attraverso delle testimonianze, che a rileggerle sono molto discutibili'. Con queste parole il sottosegretario al Welfare, Eugenia Roccella, alla vigilia della decisione della cassazione sull'eventuale sospensione di nutrizione e idratazione che da 16 anni tengono in vita Eluana Englaro, si e' espressa intervenendo a Repubblica Tv. In quest'ottica, ha spiegato il sottosegretario, sarebbe dunque grave se passasse il principio 'che qualcuno decide per chi non puo' esprimersi. Eluana non ha mai espresso qualcosa di scritto. Ricostruire ex post la volonta' di morire di una persona senza avere nessuna certezza trovo sia una procedura non garantista'. 'Penso - ha aggiunto il Sottosegretario - che idratazione e alimentazione siano un gesto di cura primaria, un'elementare attenzione nei confronti delle persone' per esempio 'rispetto all'accanimento terapeutico dove il paziente muore per la malattia, quando si sospendono idratazione e alimentazione il paziente muore di fame e di sete'. E in merito alla legge sul testamento biologico Roccella ha spiegato che dovra' 'rispettare l'articolo 32 della Costituzione, che prevede il diritto di rifiutare le cure e dare garanzie per le persone che sono vive e che hanno una dignita' di vita anche in uno stato di disabilita' gravissima'.
'Tutte le vite sono degne a prescindere della gravita' o lievita' della malattia. A fare la differenza e' la volonta' della persona nel decidere le cure da seguire, come previsto dalla nostra Costituzione'. A difendere ancora una volta il diritto a sospendere l'alimentazione artificiale di Eluana e' il senatore Pd commissione sanita' Ignazio Marino, intervistato su Repubblica radio Tv. Marino ha ricordato che 'esiste tutta una letteratura scientifica che dimostra che un paziente in coma vegetativo non soffre nel momento in cui viene sospesa l'alimentazione forzata' e che 'fino agli anni '70 tutti gli esseri umani in fase terminale si sono spenti cosi' in quanto questa tecnica medica ancora non esisteva'. 'Occorre fare una legge - conclude - in linea con la Costituzione, altrimenti e' meglio non farla. Oggi, per legge, chi e' in grado di parlare, puo' decidere come vuole essere curato'. Secondo Marino questo deve valere anche se lascio le volonta' per iscritto, esattamente come vale per il testamento.
'Non do' per scontato che la volonta' di Eluana sia quella di morire, se era un purosangue della liberta' non credo che avrebbe voluto che qualcuno, sia pure il padre, decidesse per lei. Ho molto dubbi su questa forzatura che hanno fatto i giudici: ricostruire la volonta' di Eluana attraverso delle testimonianze, che a rileggerle sono molto discutibili'. Con queste parole il sottosegretario al Welfare, Eugenia Roccella, alla vigilia della decisione della cassazione sull'eventuale sospensione di nutrizione e idratazione che da 16 anni tengono in vita Eluana Englaro, si e' espressa intervenendo a Repubblica Tv. In quest'ottica, ha spiegato il sottosegretario, sarebbe dunque grave se passasse il principio 'che qualcuno decide per chi non puo' esprimersi. Eluana non ha mai espresso qualcosa di scritto. Ricostruire ex post la volonta' di morire di una persona senza avere nessuna certezza trovo sia una procedura non garantista'. 'Penso - ha aggiunto il Sottosegretario - che idratazione e alimentazione siano un gesto di cura primaria, un'elementare attenzione nei confronti delle persone' per esempio 'rispetto all'accanimento terapeutico dove il paziente muore per la malattia, quando si sospendono idratazione e alimentazione il paziente muore di fame e di sete'. E in merito alla legge sul testamento biologico Roccella ha spiegato che dovra' 'rispettare l'articolo 32 della Costituzione, che prevede il diritto di rifiutare le cure e dare garanzie per le persone che sono vive e che hanno una dignita' di vita anche in uno stato di disabilita' gravissima'.
'Tutte le vite sono degne a prescindere della gravita' o lievita' della malattia. A fare la differenza e' la volonta' della persona nel decidere le cure da seguire, come previsto dalla nostra Costituzione'. A difendere ancora una volta il diritto a sospendere l'alimentazione artificiale di Eluana e' il senatore Pd commissione sanita' Ignazio Marino, intervistato su Repubblica radio Tv. Marino ha ricordato che 'esiste tutta una letteratura scientifica che dimostra che un paziente in coma vegetativo non soffre nel momento in cui viene sospesa l'alimentazione forzata' e che 'fino agli anni '70 tutti gli esseri umani in fase terminale si sono spenti cosi' in quanto questa tecnica medica ancora non esisteva'. 'Occorre fare una legge - conclude - in linea con la Costituzione, altrimenti e' meglio non farla. Oggi, per legge, chi e' in grado di parlare, puo' decidere come vuole essere curato'. Secondo Marino questo deve valere anche se lascio le volonta' per iscritto, esattamente come vale per il testamento.
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