Englaro? Berlusconi: cambiare la Costituzione 'filo-sovietica'
Riformare una Costituzione vecchia, alla quale hanno contribuito persone influenzate dall'ideologia sovietica, e chiarire le competenze che la Carta affida al potere esecutivo in materia di decretazione d'urgenza.
Silvio Berlusconi, anziche' stemperare i toni con il Quirinale intende andare avanti sulla sua strada bocciando l'idea che un governo, gia' imbrigliato da tanti cavilli burocratici, possa essere soggetto ad un controllo preventivo da parte del Quirinale: Una cosa che 'fa ridere', ha detto oggi a Cagliari.
Ma il premier va ben oltre, arrivando a sostenere che la lettera inviata da Giorgio Napolitano al Cdm contiene una 'implicazione grave di eutanasia'.
Che i motivi della visita a Cagliari sarebbero rimasti del tutto in secondo piano lo si capisce fin da subito.
Berlusconi arriva nel capoluogo sardo per risolvere i problemi delle aziende della zona del Sulcis e per sostenere il candidato del centrodestra nella sfida per le regionali, Ugo Cappellacci. Ma e' il caso di Eluana Englaro a tenere banco.
Il premier comincia attaccando i medici: 'Francamente mi lascia stupito che dei professionisti votati a salvare la vita umana, possano impegnarsi in una azione che porta sicuramente alla morte, anche attraverso delle crudelta' come quella di privare l'alimentazione e la nutrizione'. Dai medici al Colle il passo e' breve: 'Immaginavo si potesse superare da parte del Colle una posizione legata a fatti giuridici, anche non condivisibili, e che noi non condividiamo', dice il premier a proposito del 'no' di Napolitano al decreto per impedire che i medici stacchino la spina ad Eluana. Poi l'affondo: la lettera del Quirinale arrivata ieri in consiglio dei ministri 'conteneva anche una implicazione grave di una eutanasia introdotta nel nostro ordinamento senza una disposizione di legge'.
Il Cavaliere parla di 'due culture a confronto' in questa vicenda: una 'della vita e per la liberta'' ed una 'per la morte e per lo statalismo'. Nessun riferimento al Colle, naturalmente, anche se - osserva - Napolitano e' stato 'influenzato' da chi gli sta intorno. Certo, a domanda diretta, il premier smussa e cerca di ricucire: parla di 'enfatizzazione' di uno scontro che non esiste e nega che vi sia un 'disegno politico' contro il Quirinale. Auspica anzi che i rapporti con il Capo dello Stato possano restare 'cordiali' come sono sempre stati.
Tant'e' che successivamente corregge il tiro: 'Ho detto solo che la decisione di portare avanti la denutrizione e' un caso di eutanasia, ma non ho fatto riferimento alla lettera di Napolitano. E' il solito ribaltamento della realta''.
Quindi, torna sul caso di Eluana per dire che da padre non staccherebbe mai la spina, ma si rifiuta di fare un appello in questo senso al papa' della ragazza. Poi aggiunge: 'A me sembra che non ci sia altro che la volonta' di togliersi di mezzo una scomodita''. Attacca Walter Veltroni, sostenendo che le critiche del leader del Pd su un suo disegno politico sono 'stupidaggini'.
Berlusconi appare sicuro di se'. Chi gli ha parlato ne spiega le ragioni: pur nella drammaticita' dell'evento, e' soddisfatto di come sono andate le cose. L'appoggio del Vaticano, la compattezza dimostrata dal governo (nonostante i rimbrotti di Gianfranco Fini i ministri di An si sono dimostrati leali al premier), le spaccature nel Pd ed infine la possibilita' di usare lo 'scontro' con il Colle per avviare un 'chiarimento' sulla Carta costituzionale, lo rinfrancano sulle sue decisioni.
E infatti, prima di lasciare Cagliari, il premier torna sul tema delle riforme: una revisione della Costituzione 'e' necessaria perche' e' una legge fatta molti anni fa sotto l'influsso di una fine di una dittatura e con la presenza al tavolo di forze ideologizzate che hanno guardato alla Costituzione sovietica come un modello'. Sul come ritoccarla Berlusconi non entra in dettagli. Si limita a dire che lo strumento della decretazione d'urgenza ('senza il quale per un governo e' meglio andare a casa') e' indispensabile per un esecutivo che altrimenti non ha poteri. E' necessario pero' chiarire una volta per tutte chi debba stabilire come e quando usare i dl: spetta al governo, sostiene, assumersi la responsabilita' di farlo e al Parlamento il compito di verificare se quei requisiti vi siano oppure no.
Sulla falsariga di questo ragionamento, parte l'ultimo affondo all'indirizzo del Colle: 'Con i non poteri che ha il presidente del Consiglio, l'ipotesi di una prassi che fa intervenire il presidente della Repubblica addirittura prima che si prendano le decisioni e' veramente una cosa che fa ridere'.
Normale quindi che all'ultima domanda, se abbia cioe' parlato con Napolitano dopo lo scontro di ieri, la sua risposta sia un doppio 'no'.
Silvio Berlusconi, anziche' stemperare i toni con il Quirinale intende andare avanti sulla sua strada bocciando l'idea che un governo, gia' imbrigliato da tanti cavilli burocratici, possa essere soggetto ad un controllo preventivo da parte del Quirinale: Una cosa che 'fa ridere', ha detto oggi a Cagliari.
Ma il premier va ben oltre, arrivando a sostenere che la lettera inviata da Giorgio Napolitano al Cdm contiene una 'implicazione grave di eutanasia'.
Che i motivi della visita a Cagliari sarebbero rimasti del tutto in secondo piano lo si capisce fin da subito.
Berlusconi arriva nel capoluogo sardo per risolvere i problemi delle aziende della zona del Sulcis e per sostenere il candidato del centrodestra nella sfida per le regionali, Ugo Cappellacci. Ma e' il caso di Eluana Englaro a tenere banco.
Il premier comincia attaccando i medici: 'Francamente mi lascia stupito che dei professionisti votati a salvare la vita umana, possano impegnarsi in una azione che porta sicuramente alla morte, anche attraverso delle crudelta' come quella di privare l'alimentazione e la nutrizione'. Dai medici al Colle il passo e' breve: 'Immaginavo si potesse superare da parte del Colle una posizione legata a fatti giuridici, anche non condivisibili, e che noi non condividiamo', dice il premier a proposito del 'no' di Napolitano al decreto per impedire che i medici stacchino la spina ad Eluana. Poi l'affondo: la lettera del Quirinale arrivata ieri in consiglio dei ministri 'conteneva anche una implicazione grave di una eutanasia introdotta nel nostro ordinamento senza una disposizione di legge'.
Il Cavaliere parla di 'due culture a confronto' in questa vicenda: una 'della vita e per la liberta'' ed una 'per la morte e per lo statalismo'. Nessun riferimento al Colle, naturalmente, anche se - osserva - Napolitano e' stato 'influenzato' da chi gli sta intorno. Certo, a domanda diretta, il premier smussa e cerca di ricucire: parla di 'enfatizzazione' di uno scontro che non esiste e nega che vi sia un 'disegno politico' contro il Quirinale. Auspica anzi che i rapporti con il Capo dello Stato possano restare 'cordiali' come sono sempre stati.
Tant'e' che successivamente corregge il tiro: 'Ho detto solo che la decisione di portare avanti la denutrizione e' un caso di eutanasia, ma non ho fatto riferimento alla lettera di Napolitano. E' il solito ribaltamento della realta''.
Quindi, torna sul caso di Eluana per dire che da padre non staccherebbe mai la spina, ma si rifiuta di fare un appello in questo senso al papa' della ragazza. Poi aggiunge: 'A me sembra che non ci sia altro che la volonta' di togliersi di mezzo una scomodita''. Attacca Walter Veltroni, sostenendo che le critiche del leader del Pd su un suo disegno politico sono 'stupidaggini'.
Berlusconi appare sicuro di se'. Chi gli ha parlato ne spiega le ragioni: pur nella drammaticita' dell'evento, e' soddisfatto di come sono andate le cose. L'appoggio del Vaticano, la compattezza dimostrata dal governo (nonostante i rimbrotti di Gianfranco Fini i ministri di An si sono dimostrati leali al premier), le spaccature nel Pd ed infine la possibilita' di usare lo 'scontro' con il Colle per avviare un 'chiarimento' sulla Carta costituzionale, lo rinfrancano sulle sue decisioni.
E infatti, prima di lasciare Cagliari, il premier torna sul tema delle riforme: una revisione della Costituzione 'e' necessaria perche' e' una legge fatta molti anni fa sotto l'influsso di una fine di una dittatura e con la presenza al tavolo di forze ideologizzate che hanno guardato alla Costituzione sovietica come un modello'. Sul come ritoccarla Berlusconi non entra in dettagli. Si limita a dire che lo strumento della decretazione d'urgenza ('senza il quale per un governo e' meglio andare a casa') e' indispensabile per un esecutivo che altrimenti non ha poteri. E' necessario pero' chiarire una volta per tutte chi debba stabilire come e quando usare i dl: spetta al governo, sostiene, assumersi la responsabilita' di farlo e al Parlamento il compito di verificare se quei requisiti vi siano oppure no.
Sulla falsariga di questo ragionamento, parte l'ultimo affondo all'indirizzo del Colle: 'Con i non poteri che ha il presidente del Consiglio, l'ipotesi di una prassi che fa intervenire il presidente della Repubblica addirittura prima che si prendano le decisioni e' veramente una cosa che fa ridere'.
Normale quindi che all'ultima domanda, se abbia cioe' parlato con Napolitano dopo lo scontro di ieri, la sua risposta sia un doppio 'no'.
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