Englaro. Bossi: capisco i genitori
"Capisco che i parenti delle persone in coma da tanti anni, e con nessuna possibilita' di risveglio, lottino per cambiare la loro vita. Sono anche consapevole del dilemma dei medici, soggetti a una scelta contro il loro giuramento professionale". E' quanto dichiara il leader della Lega Nord, Umberto Bossi, in un'intervista che sara' pubblicata sul settimanale "Gente" in edicola da oggi. Una frase in risposta alla domanda sul suo punto di vista in merito alla tragica storia di Eluana Englaro, la giovane lecchese in coma da quasi 13 anni per le conseguenze di un incidente stradale per la quale i genitori hanno condotto una lunga battaglia per ottenere l'interruzione dell'alimentazione e idratazione artificiale cui e' sottoposta, per garantirle "una morte dignitosa come e' nel suo diritto", per usare le parole del papa' Beppino. "In Italia sara' molto difficile arrivare a una soluzione legislativa in materia di eutanasia, almeno per adesso", ha aggiunto Bossi, che non ha remore a parlare dei momenti piu' duri della sua malattia, quando "ho pensato di lasciarmi andare, di non piu' lottare per sopravvivere". Colpito da improvviso ictus nella sua abitazione di Gemonio (Varese), Bossi rimase in gravi condizioni in una clinica di Brissago (Ticino) per diverso tempo. "In quei momenti ero convinto che non sarei guarito e non intravedevo un futuro", racconta nell'intervista. "Una una lotta durissima tra paura, angoscia e speranza. In una situazione simile si provano tantissime sensazioni contrastanti. Forse pero', in fondo, non ho mai pensato alla morte in quanto tale, ma soltanto alla fine di una sofferenza enorme che mi stava opprimendo. Pero' sono un lottatore vero e ho continuato a combattere. La speranza, fortunatamente, e' sempre l'ultima ad andarsene".
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