Englaro. Bresso: il Piemonte pronto ad accogliere Eluana
Il laico Piemonte, considerato da molti una regione laboratorio in molte questioni sociali, politiche e culturali, presieduto da una presidente, Mercedes Bresso, che del laicismo, pur ovviamente rispettoso di ogni diverso sentire, ha fatto una bandiera, potrebbe ospitare Eluana Englaro, nel suo momento piu' complesso, relativo al distacco del sondino che la nutre artificialmente mantenendola in vita.
Questo perche' la presidente Bresso, oggi da Bruxelles ha manifestato la sua disponibilita' ad ospitare in una struttura sanitaria pubblica la giovane donna, divenuta ormai in Italia un simbolo per chi lotta contro il mantenimento forzato in vita dei malati senza speranza di migliorare la propria esistenza.
'A noi non e' stato chiesto niente e non ci offriamo - ha detto Bresso - pero' se ci viene richiesto per noi non ci sono problemi. Se ce lo chiedono, noi siamo disposti. Ovviamente in strutture pubbliche - ha aggiunto - perche' quelle private sono sotto scacco del ministro'. D'altronde parole analoghe la presidente le aveva gia' pronunciate in novembre, in un incontro pubblico a Cuneo. Allora come oggi la Bresso sostiene di voler rispettare la sentenza della Corte d'Appello di Milano che l'anno scorso ha dato l'autorizzazione a sospendere l'alimentazione e l'idratazione.
Posizione, quella della Bresso, che allora come oggi, ha gia' suscitato in Regione, consensi accorati, come potenti critiche.
'Garantire l'alimentazione e l'idratazione ad una persona malata anche in condizioni particolarmente gravi come nel caso di Eluana Englaro - ha spiegato l'Arcivescovo di Torino, cardinale Severino Poletto - non significa fare accanimento terapeutico perche' non si tratta di cure mediche, ma semplicemente di dare cibo e bevande ad una persona perche' possa vivere. Se Eluana Englaro venisse accolta in una qualunque struttura sanitaria piemontese al fine di toglierle l'alimentazione e l'idratazione, questo sarebbe un chiaro intervento di eutanasia'.
D'altronde la vicenda Englaro, pur cosi' umana, sofferta e intima, non riesce a smarcarsi dalla politica che ne ha fatto un terreno di battaglia specifica. Se in novembre il vicepresidente del Pdl alla Camera, Osvaldo Napoli, aveva definito l' apertura della Bresso 'un'oggettiva forzatura sul piano giuridico e sul piano politico' e anche 'un federalismo funebre', oggi il coordinatore piemontese di Fi-Pdl, Enzo Ghigo, ha definito la disponibilita' della Bresso l' 'ennesima e scandalosa strumentalizzazione da parte di una regione governata dalla sinistra che cosi' cerca di trasgredire agli indirizzi che il ministro della Sanita' ha correttamente espresso'.
Si sono invece subito detti molto soddisfatti per le dichiarazioni della Bresso i radicali attraverso il loro esponente piu' rappresentativo di questa campagna, il ginecologo dell'ospedale Sant'Anna, Silvio Viale, 'un presidente di Regione deve dire semplicemente che la regione non interferira' in quella che e' una sentenza della magistratura', e il Pdci attraverso il consigliere regionale, Vincenzo Chieppa: 'Bresso mostra sensibilita' umana e rilevante coraggio politico, pur prevedendo che tale disponibilita' verra' strumentalizzata e fatta oggetto di attacchi politici dall'opposizione e dalla parte piu' reazionaria delle gerarchie ecclesiastiche'.
Dal canto suo Beppino Englaro, il papa' di Eluana, ha ringraziato la Bresso per 'le sue parole limpide e precise'.
Ringraziamento raccolto dalla stessa Bresso: 'E' nostro dovere stargli vicino. La tragica storia di Eluana e' una questione non piu' sopportabile in un paese civile. C'e' stata una lunga battaglia giuridica e sono stati calpestati i diritti di un padre che, dopo aver sofferto per 16 anni, si vede sballottato da un'interdizione all'altra. Ciascuno e' libero di avere un'opinione etica o religiosa su qualsiasi argomento, ma esiste pur sempre un'etica civile e laica che impone il rispetto delle persone alla quale desidero attenermi, fermo restando che spetta alla famiglia decidere'.
ANCORA POLEMICHE IN EMILIA-ROMAGNA - Forza Italia torna a puntare il dito sul presidente della Regione, Vasco Errani, per il caso di Eluana Englaro. Secondo il consigliere regionale Andrea Leoni 'e' ormai evidente che per Errani e compagni la possibilita' di fare morire Eluana si e' trasformata in una sorta di tragico traguardo politico'. Parla di un 'irresponsabile silenzio- assenso del Presidente della Regione' che renderebbe possibili diverse disponibilita' locali, ma 'Eluana - afferma - non deve essere uccisa'. Bacchetta le iniziative locali anche il capogruppo regionale Giorgio Dragotto, sottolineando che 'l'indirizzare messaggi politici e' compito tipico affidato ai politici, in questo caso lo stesso Governatore Errani' e 'coloro che invece sono deputati a gestire la cosa pubblica, e' sempre bene che conformino il loro operato ai principi dettati dall'art.97 della Costituzione e che si attengano alle gerarchie vigenti nella Pubblica Amministrazione'.
Difende invece la posizione di Errani (rispetto sia della separazione dei poteri, sia della non ingerenza dei governi nella legge che tutela la scelta del luogo di cura, sia della sentenza esecutiva gia' emessa dalla magistratura) il sindaco di Ravenna, Fabrizio Matteucci, che si augura 'prevalgano le ragioni della legge e della giurisdizione' e 'le ragioni di rispetto umano per Eluana e per i suoi familiari'. Per questo, 'dopo la sentenza della Cassazione, il teatrino della politica spenga sia gli altoparlanti che i riflettori'.
Il consigliere regionale dell'Idv, Paolo Nanni, ricorda che il parlamentino regionale si e' espresso il 3 dicembre scorso a maggioranza trasversale, approvando una risoluzione in cui 'si biasimava il conflitto di attribuzione, fra potere legislativo e potere giudiziario, sollevato dalle Camere, sulle sentenze che autorizzavano il padre di Eluana Englaro ad interrompere l' alimentazione e l'idratazione forzata della figlia', denunciando che 'non vi era stata un'invasione di campo della Magistratura, bensi' un'incertezza della politica, che non era stata capace di legiferare in materia di testamento biologico; il ricorso alla Corte costituzionale - metteva in chiaro la risoluzione - costituisce un precedente pericoloso, perche' ciascuna Camera potrebbe adirvi ogni qualvolta la sua maggioranza non condividesse una sentenza'. E si 'invitava il Parlamento a legiferare, non solo in materia di 'testamento biologico', ma anche sull'accanimento terapeutico e sulle terapie antidolore'. Trasversale il voto: a favore 15 dei 28 presenti, prosegue Nanni ('buona parte del centro-sinistra e il leghista Manfredini'), e 'si astennero, oltre al Governatore, Bortolazzi del Pdci, l'ex bertinottiano Delchiappo, l'ex diessino Montanari e 3 dei 4 esponenti ex Margherita presenti; l'altro, Mauro Bosi, voto' contro insieme al ciellino Varani di Fi, all'azzurro Lombardi, ai finiani Aimi, Bartolini e Renzi'.
I radicali criticano invece con Monica Mischiatti le dichiarazioni del cardinale arcivescovo di Bologna, Carlo Caffarra, che ha definito 'atto contro Dio' accogliere Eluana per sospendere alimentazione e idratazione. Secondo Mischiatti questo 'mette in evidenza la necessita' di rivedere la funzione pubblica dei ministri di culto, pur nel rispetto della liberta' di opinione e di espressione dei singoli cittadini'. E con il rinvio in Consiglio comunale a Bologna di 'un odg che dichiarava la citta' pronta ad accogliere Eluana', prosegue, 'e' scattato il timore della strumentalizzazione politica e il Pd ha fatto un passo indietro'.
Rifondazione, con il segretario regionale Nando Mainardi e il capogruppo Leonardo Masella, dice 'No alle crociate contro Eluana', apprezzando 'le parole dei giorni scorsi del presidente Vasco Errani e dell'assessore regionale alla sanita' Giovanni Bissoni', sia sulla possibilita' di accoglienza che sulla 'impossibilita' di impedirlo attraverso atti intimidatori come quello emanato dal Ministro Sacconi. Che il cardinal Caffarra abbia un'opinione diversa - aggiungono Mainardi e Masella - e' assolutamente legittimo, ma che si appelli senza alcun fondamento ai contenuti della Costituzione e' paradossale.
Noi diciamo No alle ingerenze ideologiche e chiediamo che la Regione Emilia-Romagna si muova esattamente attuando la Costituzione, di cui la laicita' e' una coordinata basilare'.
Questo perche' la presidente Bresso, oggi da Bruxelles ha manifestato la sua disponibilita' ad ospitare in una struttura sanitaria pubblica la giovane donna, divenuta ormai in Italia un simbolo per chi lotta contro il mantenimento forzato in vita dei malati senza speranza di migliorare la propria esistenza.
'A noi non e' stato chiesto niente e non ci offriamo - ha detto Bresso - pero' se ci viene richiesto per noi non ci sono problemi. Se ce lo chiedono, noi siamo disposti. Ovviamente in strutture pubbliche - ha aggiunto - perche' quelle private sono sotto scacco del ministro'. D'altronde parole analoghe la presidente le aveva gia' pronunciate in novembre, in un incontro pubblico a Cuneo. Allora come oggi la Bresso sostiene di voler rispettare la sentenza della Corte d'Appello di Milano che l'anno scorso ha dato l'autorizzazione a sospendere l'alimentazione e l'idratazione.
Posizione, quella della Bresso, che allora come oggi, ha gia' suscitato in Regione, consensi accorati, come potenti critiche.
'Garantire l'alimentazione e l'idratazione ad una persona malata anche in condizioni particolarmente gravi come nel caso di Eluana Englaro - ha spiegato l'Arcivescovo di Torino, cardinale Severino Poletto - non significa fare accanimento terapeutico perche' non si tratta di cure mediche, ma semplicemente di dare cibo e bevande ad una persona perche' possa vivere. Se Eluana Englaro venisse accolta in una qualunque struttura sanitaria piemontese al fine di toglierle l'alimentazione e l'idratazione, questo sarebbe un chiaro intervento di eutanasia'.
D'altronde la vicenda Englaro, pur cosi' umana, sofferta e intima, non riesce a smarcarsi dalla politica che ne ha fatto un terreno di battaglia specifica. Se in novembre il vicepresidente del Pdl alla Camera, Osvaldo Napoli, aveva definito l' apertura della Bresso 'un'oggettiva forzatura sul piano giuridico e sul piano politico' e anche 'un federalismo funebre', oggi il coordinatore piemontese di Fi-Pdl, Enzo Ghigo, ha definito la disponibilita' della Bresso l' 'ennesima e scandalosa strumentalizzazione da parte di una regione governata dalla sinistra che cosi' cerca di trasgredire agli indirizzi che il ministro della Sanita' ha correttamente espresso'.
Si sono invece subito detti molto soddisfatti per le dichiarazioni della Bresso i radicali attraverso il loro esponente piu' rappresentativo di questa campagna, il ginecologo dell'ospedale Sant'Anna, Silvio Viale, 'un presidente di Regione deve dire semplicemente che la regione non interferira' in quella che e' una sentenza della magistratura', e il Pdci attraverso il consigliere regionale, Vincenzo Chieppa: 'Bresso mostra sensibilita' umana e rilevante coraggio politico, pur prevedendo che tale disponibilita' verra' strumentalizzata e fatta oggetto di attacchi politici dall'opposizione e dalla parte piu' reazionaria delle gerarchie ecclesiastiche'.
Dal canto suo Beppino Englaro, il papa' di Eluana, ha ringraziato la Bresso per 'le sue parole limpide e precise'.
Ringraziamento raccolto dalla stessa Bresso: 'E' nostro dovere stargli vicino. La tragica storia di Eluana e' una questione non piu' sopportabile in un paese civile. C'e' stata una lunga battaglia giuridica e sono stati calpestati i diritti di un padre che, dopo aver sofferto per 16 anni, si vede sballottato da un'interdizione all'altra. Ciascuno e' libero di avere un'opinione etica o religiosa su qualsiasi argomento, ma esiste pur sempre un'etica civile e laica che impone il rispetto delle persone alla quale desidero attenermi, fermo restando che spetta alla famiglia decidere'.
ANCORA POLEMICHE IN EMILIA-ROMAGNA - Forza Italia torna a puntare il dito sul presidente della Regione, Vasco Errani, per il caso di Eluana Englaro. Secondo il consigliere regionale Andrea Leoni 'e' ormai evidente che per Errani e compagni la possibilita' di fare morire Eluana si e' trasformata in una sorta di tragico traguardo politico'. Parla di un 'irresponsabile silenzio- assenso del Presidente della Regione' che renderebbe possibili diverse disponibilita' locali, ma 'Eluana - afferma - non deve essere uccisa'. Bacchetta le iniziative locali anche il capogruppo regionale Giorgio Dragotto, sottolineando che 'l'indirizzare messaggi politici e' compito tipico affidato ai politici, in questo caso lo stesso Governatore Errani' e 'coloro che invece sono deputati a gestire la cosa pubblica, e' sempre bene che conformino il loro operato ai principi dettati dall'art.97 della Costituzione e che si attengano alle gerarchie vigenti nella Pubblica Amministrazione'.
Difende invece la posizione di Errani (rispetto sia della separazione dei poteri, sia della non ingerenza dei governi nella legge che tutela la scelta del luogo di cura, sia della sentenza esecutiva gia' emessa dalla magistratura) il sindaco di Ravenna, Fabrizio Matteucci, che si augura 'prevalgano le ragioni della legge e della giurisdizione' e 'le ragioni di rispetto umano per Eluana e per i suoi familiari'. Per questo, 'dopo la sentenza della Cassazione, il teatrino della politica spenga sia gli altoparlanti che i riflettori'.
Il consigliere regionale dell'Idv, Paolo Nanni, ricorda che il parlamentino regionale si e' espresso il 3 dicembre scorso a maggioranza trasversale, approvando una risoluzione in cui 'si biasimava il conflitto di attribuzione, fra potere legislativo e potere giudiziario, sollevato dalle Camere, sulle sentenze che autorizzavano il padre di Eluana Englaro ad interrompere l' alimentazione e l'idratazione forzata della figlia', denunciando che 'non vi era stata un'invasione di campo della Magistratura, bensi' un'incertezza della politica, che non era stata capace di legiferare in materia di testamento biologico; il ricorso alla Corte costituzionale - metteva in chiaro la risoluzione - costituisce un precedente pericoloso, perche' ciascuna Camera potrebbe adirvi ogni qualvolta la sua maggioranza non condividesse una sentenza'. E si 'invitava il Parlamento a legiferare, non solo in materia di 'testamento biologico', ma anche sull'accanimento terapeutico e sulle terapie antidolore'. Trasversale il voto: a favore 15 dei 28 presenti, prosegue Nanni ('buona parte del centro-sinistra e il leghista Manfredini'), e 'si astennero, oltre al Governatore, Bortolazzi del Pdci, l'ex bertinottiano Delchiappo, l'ex diessino Montanari e 3 dei 4 esponenti ex Margherita presenti; l'altro, Mauro Bosi, voto' contro insieme al ciellino Varani di Fi, all'azzurro Lombardi, ai finiani Aimi, Bartolini e Renzi'.
I radicali criticano invece con Monica Mischiatti le dichiarazioni del cardinale arcivescovo di Bologna, Carlo Caffarra, che ha definito 'atto contro Dio' accogliere Eluana per sospendere alimentazione e idratazione. Secondo Mischiatti questo 'mette in evidenza la necessita' di rivedere la funzione pubblica dei ministri di culto, pur nel rispetto della liberta' di opinione e di espressione dei singoli cittadini'. E con il rinvio in Consiglio comunale a Bologna di 'un odg che dichiarava la citta' pronta ad accogliere Eluana', prosegue, 'e' scattato il timore della strumentalizzazione politica e il Pd ha fatto un passo indietro'.
Rifondazione, con il segretario regionale Nando Mainardi e il capogruppo Leonardo Masella, dice 'No alle crociate contro Eluana', apprezzando 'le parole dei giorni scorsi del presidente Vasco Errani e dell'assessore regionale alla sanita' Giovanni Bissoni', sia sulla possibilita' di accoglienza che sulla 'impossibilita' di impedirlo attraverso atti intimidatori come quello emanato dal Ministro Sacconi. Che il cardinal Caffarra abbia un'opinione diversa - aggiungono Mainardi e Masella - e' assolutamente legittimo, ma che si appelli senza alcun fondamento ai contenuti della Costituzione e' paradossale.
Noi diciamo No alle ingerenze ideologiche e chiediamo che la Regione Emilia-Romagna si muova esattamente attuando la Costituzione, di cui la laicita' e' una coordinata basilare'.
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