Giovedì 4 giugno 2026
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Englaro. Casa di cura di Udine continua ad approfondire

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Proseguono alla Casa di Cura 'Citta' di Udine' gli incontri per valutare l'opportunita' di accogliere Eluana Englaro nella clinica friulana per attuare la sentenza che autorizza la sospensione dell'alimentazione e dell'idratazione artificiale della giovane donna, in stato vegetativo da 17 anni.
Sugli incontri viene mantenuto il riserbo e nessuna dichiarazione e' stata fatta dall'amministratore delegato della Casa di Cura, Claudio Riccobon.
Nel corso delle riunioni, che hanno per oggetto aspetti di carattere tecnico e amministrativo, si stanno valutando in particolare le conseguenze che potrebbero esserci per la struttura sanitaria udinese se non fosse recepito l'atto di indirizzo del ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, che definisce 'illegale' la sospensione dei trattamenti di alimentazione e idratazione in pazienti in stato vegetativo nelle strutture del sistema sanitario nazionale.
Una decisione, da parte della Casa di Cura, sara' presa nei prossimi giorni.

ALTRI COMMENTI


'La vicenda di Eluana Englaro non e' un affare solamente privato, ma un fatto pubblico': lo ha sottolineato in serata a Tolmezzo (Udine), partecipando ad un incontro pubblico, il docente di neuro-fisiologia dell'Universita' di Udine, Gian Luigi Gigli.
'La questione - ha spiegato- non puo' essere confinata nella sfera del rapporto tra un cittadino che esercita la funzione di tutore e una clinica, perche' investe la professione medica, la vocazione delle strutture sanitarie, i rapporti di convivenza sociale ed investe soprattutto il diritto, nel senso che e' innegabile che questa vicenda modifica le fondamenta del diritto nel nostro Paese.Oggi e' necessaria da parte della magistratura una presa di coscienza del fatto che, sia la sentenza della Cassazione che il dispositivo del decreto della Corte d'appello di Milano, presentano delle falle ormai evidenti'.
'La sentenza della Cassazione - ha proseguito Gigli - mostra i limiti innanzi tutto della pretesa della diagnosi di reversibilita' dello stato vegetativo, che credo ormai tutti abbiano detto e' impossibile avere con certezza. Abbiamo solo un dato di probabilita''. Gli altri aspetti della sentenza che Gigli ha messo in discussione, sono quelli relativi all'alimentazione artificiale ('Ora se e' vero che questa paziente deglutisce - ha detto - forse bisognera' tentare comunque di nutrirla con il cucchiaino') e all'autodeterminazione a tutti i costi, 'che - a suo parere - sta mostrando anch'esso ormai qualche limite'.Secondo il docente, anche le decisioni del giudice della Corte d'appello andrebbero ripensate, 'perche' vanno sicuramente contro quella che e' la buona pratica medica. Se la sentenza prevede che devono essere corrette le eventuali sofferenze del paziente provocate dalla disidratazione - ha concluso Gigli - allora uno non puo' correggere in medicina qualcosa che fa male, se puo' toglierne la causa. Deve togliere la causa'.

La politica 'deve tornare a decidere, a stabilire principi, senza limitarsi ad 'accertare l'esistente''. Di piu', 'scelga i nuovi beni da proteggere; la giurisdizione dara' tutela concreta a quei diritti'. Ad affermarlo e' il presidente della Corte costituzionale, Giovanni Maria Flick, che intervenendo ad un convegno organizzato dall'Universita' Luiss di Roma sulle riforme, dal titolo 'Rileggere la costituzione oggi', nell'ambito delle celebrazioni per il 60.esimo anninversario della Carta dei diritti fondamentali, alla presenza del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha aggiunto: 'Senza scelte chiare, ancorche' opinabili, dei legislatori, si rincorrono risposte contrastanti'.
Esempi nella cronaca dei nostri giorni non mancano, ricorda ancora Flick. 'In assenza di una decisione politica legittima e assunta con la massima maggioranza possibile - si chiede - come si puo' stabilire per via giurisprudenziale, senza una sicura traccia scritta, l'inizio e la fine della vita, la struttura e i limiti di un testamento biologico; l'estensione del diritto all'identita' sessuale fino alla vita di relazione e alla genitorialita'?'.
Il presidente della Consulta, ricordando come 'gli attuali valori fondanti della Costituzione furono espressione di un forte senso di coesione e di scelte precise e chiare, ancorche' di compromesso' esorta a 'rinverdire oggi quella stessa coesione', e per quanto riguarda il terreno dei rapporti tra politica e giustizia osserva: 'Se nei rapporti tra popoli e culture preferisco i ponti ai muri, nel rapporto tra organi istituzionali preferisco i confini alle invasioni di campo: un rispetto reciproco, vorrei dire una sensibilita' istituzionale, senza le quali una Costituzione ne' si puo' rileggere, ne' si dovrebbe riscrivere'.
 
"Ha perfettamente ragione il presidente della Corte costituzionale, Flick, quando parla di una 'frenesia di aggiornamento dei diritti fondamentali', di 'euforia e 'enfasi' che si e' tentati di liquidare come 'sfogo della modernita' che applica alla Costituzione la smania (o la nevrosi) del lifting e del fitness'". Cosi' il presidente dell'Udc, Rocco Buttiglione commenta le dichiarazioni rilasciate oggi dal presidente della Corte costituzionale Giovanni Maria Flick anche in relazione al caso Englaro. "La Carta- continua- non e' un pretesto che si puo' utilizzare per coprire intenzioni radicalmente diverse da quelle dei padri che l'hanno scritta".
In questo spirito, dice, "si puo' e si deve intervenire per dire cosa e' diritto e cosa non lo e' nel magma delle rivendicazioni oggi avanzate da una cultura relativista globalmente estranea allo spirito dei Costituenti". Per esempio, spiega Buttiglione, l'Udc "ha presentato, un disegno di legge sulle indicazioni anticipate di cura, che cerca di offrire una interpretazione rigorosa delle nuove situazioni determinate dagli sviluppi della medicina, pienamente in linea con la lettera e lo spirito della Costituzione".

"Ha ragione il Presidente della Corte Costituzionale Giovanni Maria Flick, quando sollecita il Parlamento a legiferare sui 'nuovi diritti fondamentali dagli incerti confini', proprio come le unioni omosessuali o il testamento biologico e quando invita ad evitare il rischio di uno squilibrato rapporto tra legislazione e giurisprudenza. È da tempo che la magistratura cerca di colmare il vuoto legislativo in cui vivono le coppie gay e lesbiche italiane, inesistenti di fronte alla legge. È da troppi anni che la politica, sia a destra che a sinistra, vuole nascondere la testa sotto la sabbia. Il Parlamento smetta di fare lo struzzo e affronti con dignita' il tema del riconoscimento delle nostre unioni, dando finalmente una risposta legislativa". Lo dichiara Aurelio Mancuso, presidente nazionale Arcigay.

Il segretario della Dca Gianfranco Rotondi ha telefonato al presidente della commissione parlamentare di vigilanza Rai Riccardo Villari, invitandolo a convocarla "per le polemiche sorte dopo la trasmissione di Raitre 'Che tempo che fa' condotta da Fabio Fazio sul caso Englaro".
Osserva Rotondi: "Con molto rispetto per Beppino Englaro, il padre di Eluana, le cui ragioni sono da me profondamente rispettate, ritengo che la trasmissione di Fabio Fazio su Raitre 'Che tempo che fa' abbia violato un diritto fondamentale per chi fa giornalismo e cioe' sentire tutte le posizioni. Il caso Englaro -afferma il ministro per l'attuazione del programma di Governo- e' argomento politico di stretta attualita': nel momento in cui il servizio pubblico se ne occupa, deve permettere a tutte le voci di essere ascoltate. Era giusto, infatti, rendere note ai telespettatori anche le posizioni del mondo cattolico". 
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