Englaro, Cassazione: possibile utilizzo della polizia per rispetto sentenza
Sembrava vicina alla conclusione ed e' invece improvvisamente e inaspettatamente tornata in una situazione di stallo la vicenda di Eluana Englaro, la ragazza che da 17 anni e' in stato di coma vegetativo permanente a causa di un incidente stradale e per la quale la Corte di Appello di Milano ha autorizzato l'interruzione dell'alimentazione e dell'idratazione.
La casa di cura 'Citta' di Udine', che nei giorni scorsi aveva dato la disponibilita' a ospitare Eluana nel suo ultimo viaggio, in serata ha rimesso tutto in discussione: ha definito 'intimidazioni' le iniziative del ministro Maurizio Sacconi (che ieri ha inviato un atto di indirizzo alle Regioni al fine di 'garantire a qualunque persona diversamente abile il diritto alla nutrizione e idratazione'), confermando la propria disponibilita' ad accogliere Eluana a condizione, pero', che 'la Regione Friuli Venezia Giulia si prenda la responsabilita' di condividere questo percorso di pietas'.
Al duro attacco della clinica hanno risposto i sottosegretari Eugenia Roccella e Francesca Martini. 'Sacconi - ha detto Roccella - non ha intimidito nessuno, ma ha richiamato il Servizio Sanitario Nazionale alla sua funzione principale, che e' quella di tutelare la salute di tutti i cittadini'. Non meno dura Martini, per la quale 'non e' compito del Servizio Sanitario Nazionale quello di far morire le persone e una struttura che accettasse di farlo tradirebbe il suo mandato istituzionale'.
La posizione della clinica ha aperto un fronte di polemica politica anche in Friuli Venezia Giulia, dove non appare per nulla scontata la posizione della Regione. Se il Presidente della Regione, Renzo Tondo (Pdl), che nei giorni scorsi non ha dato alcuno 'stop' alla clinica sostenendo che 'si tratta di rapporti fra privati', oggi ha detto che 'non parla del caso di Eluana', Lega Nord e Udc, che fanno parte della maggioranza che regge la Giunta Tondo, si sono schierati apertamente sulle posizioni di Sacconi, la prima, e contro l'interruzione dell'alimentazione e dell'idratazione, il secondo.
Il nuovo colpo di scena nella vicenda di Eluana e' arrivato intorno alle 18, quando Claudio Riccobon, amministratore delegato della clinica 'Citta' di Udine', ha incontrato i giornalisti in un albergo del capoluogo friulano. Riccobon e' stato molto duro con Sacconi che - a suo parere - ha cercato, con l'atto di indirizzo, 'di colpire una azienda nel suo interesse vitale arrivando a minacciare la sospensione dell'attivita' in accreditamento con il Servizio Nazionale'.
Dopo aver parlato di 'un Paese alla deriva' perche' 'non si riesce a dare applicazione a un decreto di Corte d'Appello, ratificato dalla Corte di Cassazione, e quindi inoppugnabile'.
Quello che la clinica 'citta' di Udine' vuole capire e' se e come l'atto di indirizzo del ministro Sacconi sara' o meno attuato dalla Regione Friuli Venezia Giulia. Questo per capire gli eventuali 'rischi' cui la clinica si esporrebbe in caso di assistenza a Eluana. In sostanza, dopo l'atto di indirizzo e quelle che Riccobon ha definito 'minacce', la casa di cura 'vuole una dichiarazione chiara e definitiva della Regione sull' applicazione dell'atto di indirizzo' di Sacconi.
In questa situazione, gli avvocati della famiglia Englaro hanno espresso moderato ottimismo ('Speriamo che la Regione confermi la disponibilita' ', ha detto Franca Alessio), sostenuti anche dalla posizione della Procura Generale della Cassazione ('L'atto del ministro non puo' fermare la sentenza'), mentre il cardinale di Milano, Dionigi Tettamanzi, ha parlato di pieta' cristiana auspicando che la cultura della vita possa sempre prevalere.
CASSAZIONE,POSSIBILE USO POLIZIA PER RISPETTO SENTENZA - "Per far rispettare la sentenza della Corte d'Appello di Milano, confermata dalla Cassazione, e' possibile fare ricorso alle forze dell'ordine qualora nessuna struttura sanitaria dovesse rendersi disponibile al distacco del sondino naso-gastrico che alimenta e idrata Eluana Englaro". A dirlo e' il Sostituto procuratore generale della Suprema Corte, Marcello Matera, sottolineando che "una decisione in tal senso, comunque, tocca alla famiglia" e aggiungendo che in ogni caso "l'atto amministrativo del Ministro Sacconi non puo' vanificare l'esecuzione della sentenza", si legge sul sito on-line del quotidiano 'la Provincia di Lecco'. Allo stato attuale non sembra sia necessario il ricorso alla forza pubblica dato che la clinica 'Citta' di Udine' finora ha confermato la sua disponibilita' a ospitare gli ultimi giorni di Eluana. "Da parte delle strutture sanitarie - ha aggiunto Matera - sta al senso di responsabilita' di ciascuna decidere se dare attuazione alla sentenza".
La casa di cura 'Citta' di Udine', che nei giorni scorsi aveva dato la disponibilita' a ospitare Eluana nel suo ultimo viaggio, in serata ha rimesso tutto in discussione: ha definito 'intimidazioni' le iniziative del ministro Maurizio Sacconi (che ieri ha inviato un atto di indirizzo alle Regioni al fine di 'garantire a qualunque persona diversamente abile il diritto alla nutrizione e idratazione'), confermando la propria disponibilita' ad accogliere Eluana a condizione, pero', che 'la Regione Friuli Venezia Giulia si prenda la responsabilita' di condividere questo percorso di pietas'.
Al duro attacco della clinica hanno risposto i sottosegretari Eugenia Roccella e Francesca Martini. 'Sacconi - ha detto Roccella - non ha intimidito nessuno, ma ha richiamato il Servizio Sanitario Nazionale alla sua funzione principale, che e' quella di tutelare la salute di tutti i cittadini'. Non meno dura Martini, per la quale 'non e' compito del Servizio Sanitario Nazionale quello di far morire le persone e una struttura che accettasse di farlo tradirebbe il suo mandato istituzionale'.
La posizione della clinica ha aperto un fronte di polemica politica anche in Friuli Venezia Giulia, dove non appare per nulla scontata la posizione della Regione. Se il Presidente della Regione, Renzo Tondo (Pdl), che nei giorni scorsi non ha dato alcuno 'stop' alla clinica sostenendo che 'si tratta di rapporti fra privati', oggi ha detto che 'non parla del caso di Eluana', Lega Nord e Udc, che fanno parte della maggioranza che regge la Giunta Tondo, si sono schierati apertamente sulle posizioni di Sacconi, la prima, e contro l'interruzione dell'alimentazione e dell'idratazione, il secondo.
Il nuovo colpo di scena nella vicenda di Eluana e' arrivato intorno alle 18, quando Claudio Riccobon, amministratore delegato della clinica 'Citta' di Udine', ha incontrato i giornalisti in un albergo del capoluogo friulano. Riccobon e' stato molto duro con Sacconi che - a suo parere - ha cercato, con l'atto di indirizzo, 'di colpire una azienda nel suo interesse vitale arrivando a minacciare la sospensione dell'attivita' in accreditamento con il Servizio Nazionale'.
Dopo aver parlato di 'un Paese alla deriva' perche' 'non si riesce a dare applicazione a un decreto di Corte d'Appello, ratificato dalla Corte di Cassazione, e quindi inoppugnabile'.
Quello che la clinica 'citta' di Udine' vuole capire e' se e come l'atto di indirizzo del ministro Sacconi sara' o meno attuato dalla Regione Friuli Venezia Giulia. Questo per capire gli eventuali 'rischi' cui la clinica si esporrebbe in caso di assistenza a Eluana. In sostanza, dopo l'atto di indirizzo e quelle che Riccobon ha definito 'minacce', la casa di cura 'vuole una dichiarazione chiara e definitiva della Regione sull' applicazione dell'atto di indirizzo' di Sacconi.
In questa situazione, gli avvocati della famiglia Englaro hanno espresso moderato ottimismo ('Speriamo che la Regione confermi la disponibilita' ', ha detto Franca Alessio), sostenuti anche dalla posizione della Procura Generale della Cassazione ('L'atto del ministro non puo' fermare la sentenza'), mentre il cardinale di Milano, Dionigi Tettamanzi, ha parlato di pieta' cristiana auspicando che la cultura della vita possa sempre prevalere.
CASSAZIONE,POSSIBILE USO POLIZIA PER RISPETTO SENTENZA - "Per far rispettare la sentenza della Corte d'Appello di Milano, confermata dalla Cassazione, e' possibile fare ricorso alle forze dell'ordine qualora nessuna struttura sanitaria dovesse rendersi disponibile al distacco del sondino naso-gastrico che alimenta e idrata Eluana Englaro". A dirlo e' il Sostituto procuratore generale della Suprema Corte, Marcello Matera, sottolineando che "una decisione in tal senso, comunque, tocca alla famiglia" e aggiungendo che in ogni caso "l'atto amministrativo del Ministro Sacconi non puo' vanificare l'esecuzione della sentenza", si legge sul sito on-line del quotidiano 'la Provincia di Lecco'. Allo stato attuale non sembra sia necessario il ricorso alla forza pubblica dato che la clinica 'Citta' di Udine' finora ha confermato la sua disponibilita' a ospitare gli ultimi giorni di Eluana. "Da parte delle strutture sanitarie - ha aggiunto Matera - sta al senso di responsabilita' di ciascuna decidere se dare attuazione alla sentenza".
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti