Englaro. Circolare ministeriale prevale su decisioni Corte d'Appello e Cassazione. Commenti
L'opposizione parla di un 'ricatto' che ha sortito il suo effetto, la maggioranza plaude. Dinanzi alla decisione che la Clinica 'Citta' di Udine' ha reso nota ieri dopo settimane di attesa - quella di non accogliere Eluana Englaro, in stato vegetativo persistente da 17 anni, per accompagnarla alla morte con il distacco del sondino per la nutrizione artificiale, come autorizzato dalla Corte di appello di Milano - il mondo politico, prevedibilmente, si spacca.
La casa di cura e' stata chiara, motivando la decisione presa anche con il timore di possibili 'ritorsioni' da parte del ministro del Welfare Maurizio Sacconi. Ovvero, ha spiegato la Clinica in una nota, 'provvedimenti che - per quanto di validita' temporanea proprio in virtu' delle specifiche pertinenze delle Istituzioni - metterebbero a repentaglio l'operativita' della struttura, e quindi il posto di lavoro di piu' di 300 persone'. Altrettanto chiaro era stato il ministro, con l'atto di indirizzo inviato alle regioni lo scorso dicembre: e' 'illegale', aveva detto, procedere alla sospensione di trattamenti di alimentazione-idratazione artificiale nelle strutture del Servizio sanitario nazionale.
E la validita' di tale atto e' stata ribadita oggi anche dal sottosegretario alla salute Eugenia Roccella: la decisione della clinica, rileva, 'conferma che nel SSN non possono esistere zone di 'extraterritorialita'. Con l'atto d'indirizzo del 16 dicembre 2008, il ministro Sacconi ha invitato le Regioni a rispettare l'articolo 25 della Convenzione Onu sui diritti dei disabili, la quale impone di garantire a tutte le persone con disabilita' alimentazione e idratazione'. I legali della clinica, precisa Roccella, 'hanno dunque riconosciuto la validita' dell'atto d'indirizzo'. Un giudizio che vede il governo unanime: 'Dal punto di vista giuridico - dichiara il sottosegretario all'Interno Alfredo Mantovano - la decisione della clinica dimostra che il decreto della Corte di appello di Milano, confermato dalla Cassazione, non e' eseguibile senza trasformarsi in una diretta lesione del diritto alla vita, e quindi in un omicidio'.
Dalla maggioranza, dunque, piena soddisfazione per la decisione: Dal Pdl, Gabriella Carlucci afferma che Sacconi 'ha evitato la condanna a morte di Eluana', mentre Isabella Bertolini invita il presidente della Regione Emilia Romagna, Vasco Errani, a dire 'no' alla possibilita' di far morire la donna in una struttura della regione. Dall'Udc, Pier Ferdinanado Casini afferma di concordare con Sacconi e Maurizio Ronconi invita il governo ad emanare un decreto per stabilire il divieto di interruzione dei trattamenti di alimentazione artificiale su tutto il territorio italiano. Apprezzamento arriva pure da La Destra di Francesco Storace.
Ben diversi i giudizi che giungono dall'opposizione, che parla, appunto, di vero e proprio 'ricatto'. L'Italia 'arretra sul terreno dei diritti sotto le minacce del governo', afferma Ignazio Marino (Pd); 'Il ricatto di Sacconi e' un oltraggio al diritto', incalza M. Antonietta Coscioni dei Radicali. E di 'triste ricatto' che 'ha avuto il suo effetto' parla anche Barbara Pollastrini (Pd), mentre il segretario dell'associazione Coscioni, Marco Cappato, afferma che il ministro Sacconi dovrebbe 'rispondere penalmente del suo ricatto eversivo'.
E se anche Carlo Alberto Defanti, il neurologo che segue Eluana, argomenta che il governo 'ha posto la clinica davanti a un ricatto', mentre l'arcivescovo di Udine Pietro Brollo auspica che 'prevalga sempre in Friuli e in qualsiasi altro luogo la cultura della vita', da Beppino Englaro, il padre di Eluana, giunge un unico commento: 'Rispettiamo la decisione'.
Il 'no' della clinica di Udine segna un nuovo stop nella vicenda di Eluana. Ora, a Beppino Englaro, e' l'amara conclusione del Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanattiva, non restano che due possibilita': 'infrangere la legge oppure continuare nell'agonia'.
ANCHE PAPA' BEPPINO A FIACCOLATA VOLUTA DAI RADICALI - Diciassette rose, simbolo degli anni trascorsi dall'incidente che ha coinvolto Eluana Englaro, saranno consegnate a papa' Beppino al termine della fiaccolata che e' in programma nel tardo pomeriggio di domenica a Lecco.
Organizzata dalle cellule Coscioni di Lecco e Milano, insieme all'associazione Radicali Lecco e all'associazione Enzo Tortora-Radicali Milano, la manifestazione - che cade proprio nel giorno esatto dell'incidente avvenuto il 18 gennaio 1992 - vedra' dunque anche la partecipazione del padre della donna in stato vegetativo permanente da 17 anni.
Englaro, la cui presenza e' stata confermata dagli organizzatori della fiaccolata, non partecipera', pero', all' intero corteo, ma attendera' l'arrivo di quest'ultimo fuori dalla clinica 'Beato Luigi Talamoni' dove la figlia e' tuttora ricoverata. Proprio qui, prima della conclusione dell' iniziativa, verranno consegnate a papa' Beppino le 17 rose che i radicali hanno preparato come 'omaggio alla liberta' di Eluana'.
Il programma dell'iniziativa prevede, alle 17.30, il ritrovo in piazza Diaz a Lecco e l'avvio della maratona oratoria, momento di confronto in cui i partecipanti potranno esprimere la propria opinione sulla vicenda di Eluana e sulla liberta' di scelta. Poi, alle 18.30, la fiaccolata vera e propria che si snodera' per le vie del centro per poi confluire, appunto, davanti alla clinica privata dove la donna viene accudita dalle Suore Misericordine.
La casa di cura e' stata chiara, motivando la decisione presa anche con il timore di possibili 'ritorsioni' da parte del ministro del Welfare Maurizio Sacconi. Ovvero, ha spiegato la Clinica in una nota, 'provvedimenti che - per quanto di validita' temporanea proprio in virtu' delle specifiche pertinenze delle Istituzioni - metterebbero a repentaglio l'operativita' della struttura, e quindi il posto di lavoro di piu' di 300 persone'. Altrettanto chiaro era stato il ministro, con l'atto di indirizzo inviato alle regioni lo scorso dicembre: e' 'illegale', aveva detto, procedere alla sospensione di trattamenti di alimentazione-idratazione artificiale nelle strutture del Servizio sanitario nazionale.
E la validita' di tale atto e' stata ribadita oggi anche dal sottosegretario alla salute Eugenia Roccella: la decisione della clinica, rileva, 'conferma che nel SSN non possono esistere zone di 'extraterritorialita'. Con l'atto d'indirizzo del 16 dicembre 2008, il ministro Sacconi ha invitato le Regioni a rispettare l'articolo 25 della Convenzione Onu sui diritti dei disabili, la quale impone di garantire a tutte le persone con disabilita' alimentazione e idratazione'. I legali della clinica, precisa Roccella, 'hanno dunque riconosciuto la validita' dell'atto d'indirizzo'. Un giudizio che vede il governo unanime: 'Dal punto di vista giuridico - dichiara il sottosegretario all'Interno Alfredo Mantovano - la decisione della clinica dimostra che il decreto della Corte di appello di Milano, confermato dalla Cassazione, non e' eseguibile senza trasformarsi in una diretta lesione del diritto alla vita, e quindi in un omicidio'.
Dalla maggioranza, dunque, piena soddisfazione per la decisione: Dal Pdl, Gabriella Carlucci afferma che Sacconi 'ha evitato la condanna a morte di Eluana', mentre Isabella Bertolini invita il presidente della Regione Emilia Romagna, Vasco Errani, a dire 'no' alla possibilita' di far morire la donna in una struttura della regione. Dall'Udc, Pier Ferdinanado Casini afferma di concordare con Sacconi e Maurizio Ronconi invita il governo ad emanare un decreto per stabilire il divieto di interruzione dei trattamenti di alimentazione artificiale su tutto il territorio italiano. Apprezzamento arriva pure da La Destra di Francesco Storace.
Ben diversi i giudizi che giungono dall'opposizione, che parla, appunto, di vero e proprio 'ricatto'. L'Italia 'arretra sul terreno dei diritti sotto le minacce del governo', afferma Ignazio Marino (Pd); 'Il ricatto di Sacconi e' un oltraggio al diritto', incalza M. Antonietta Coscioni dei Radicali. E di 'triste ricatto' che 'ha avuto il suo effetto' parla anche Barbara Pollastrini (Pd), mentre il segretario dell'associazione Coscioni, Marco Cappato, afferma che il ministro Sacconi dovrebbe 'rispondere penalmente del suo ricatto eversivo'.
E se anche Carlo Alberto Defanti, il neurologo che segue Eluana, argomenta che il governo 'ha posto la clinica davanti a un ricatto', mentre l'arcivescovo di Udine Pietro Brollo auspica che 'prevalga sempre in Friuli e in qualsiasi altro luogo la cultura della vita', da Beppino Englaro, il padre di Eluana, giunge un unico commento: 'Rispettiamo la decisione'.
Il 'no' della clinica di Udine segna un nuovo stop nella vicenda di Eluana. Ora, a Beppino Englaro, e' l'amara conclusione del Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanattiva, non restano che due possibilita': 'infrangere la legge oppure continuare nell'agonia'.
ANCHE PAPA' BEPPINO A FIACCOLATA VOLUTA DAI RADICALI - Diciassette rose, simbolo degli anni trascorsi dall'incidente che ha coinvolto Eluana Englaro, saranno consegnate a papa' Beppino al termine della fiaccolata che e' in programma nel tardo pomeriggio di domenica a Lecco.
Organizzata dalle cellule Coscioni di Lecco e Milano, insieme all'associazione Radicali Lecco e all'associazione Enzo Tortora-Radicali Milano, la manifestazione - che cade proprio nel giorno esatto dell'incidente avvenuto il 18 gennaio 1992 - vedra' dunque anche la partecipazione del padre della donna in stato vegetativo permanente da 17 anni.
Englaro, la cui presenza e' stata confermata dagli organizzatori della fiaccolata, non partecipera', pero', all' intero corteo, ma attendera' l'arrivo di quest'ultimo fuori dalla clinica 'Beato Luigi Talamoni' dove la figlia e' tuttora ricoverata. Proprio qui, prima della conclusione dell' iniziativa, verranno consegnate a papa' Beppino le 17 rose che i radicali hanno preparato come 'omaggio alla liberta' di Eluana'.
Il programma dell'iniziativa prevede, alle 17.30, il ritrovo in piazza Diaz a Lecco e l'avvio della maratona oratoria, momento di confronto in cui i partecipanti potranno esprimere la propria opinione sulla vicenda di Eluana e sulla liberta' di scelta. Poi, alle 18.30, la fiaccolata vera e propria che si snodera' per le vie del centro per poi confluire, appunto, davanti alla clinica privata dove la donna viene accudita dalle Suore Misericordine.
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