Englaro. Clinica di Udine 'Quiete' minacciata e insultata in nome della 'vita'
"Andiamo avanti con le nostre verifiche tecniche, nonostante gli insulti e le minacce ricevute in questi giorni via fax, e-mail e telefono". A parlare e' Ines Domenicali, presidentessa della casa di cura 'La Quiete' di Udine, la struttura friulana che in queste ore sta valutando tutti gli aspetti tecnici e amministrativi da affrontare per rendere possibile un eventuale ricovero di Eluana Englaro.
Da quando e' stato reso noto che 'La Quiete' lavora all'ipotesi di accogliere la donna lecchese in stato vegetativo permanente da 17 anni per garantire l'esecuzione del decreto che ne dispone l'interruzione dell'idratazione e alimentazione artificiale, alla segreteria della struttura sono cominciati ad arrivare insulti di vario genere. "Ma fra le offese e le minacce, che comunque non ci toccano e non ci faranno fare marcia indietro, abbiamo ricevuto anche tanti attestati di solidarieta'", precisa Domenicali all'Adnkronos Salute. La risposta definitiva sul ricovero di Eluana, spiega, "potrebbe arrivare domani come fra qualche giorno. Stiamo lavorando intensamente. In questo momento stiamo discutendo proprio delle stanze in cui potremmo ricoverare Eluana". Stanze in cui dovra' essere garantita la massima privacy.
"Un'idea c'e' gia' - annuncia - ma sono tanti gli aspetti che dobbiamo affrontare, come anche le autorizzazioni necessarie per trasportare la paziente da Lecco a Udine". Dopo il primo si' informale strappato al consiglio di amministrazione della residenza protetta, uno degli istituti geriatrici di riferimento della citta', il lavoro si e' intensificato. Non sono stati giorni facili, aggiunge Domenicali, "ma arriveremo presto a una decisione". E se il Cda dara' il via libera ufficiale, partira' immediatamente l'iter che si concludera' con il ricovero di Eluana nella struttura.
Da quando e' stato reso noto che 'La Quiete' lavora all'ipotesi di accogliere la donna lecchese in stato vegetativo permanente da 17 anni per garantire l'esecuzione del decreto che ne dispone l'interruzione dell'idratazione e alimentazione artificiale, alla segreteria della struttura sono cominciati ad arrivare insulti di vario genere. "Ma fra le offese e le minacce, che comunque non ci toccano e non ci faranno fare marcia indietro, abbiamo ricevuto anche tanti attestati di solidarieta'", precisa Domenicali all'Adnkronos Salute. La risposta definitiva sul ricovero di Eluana, spiega, "potrebbe arrivare domani come fra qualche giorno. Stiamo lavorando intensamente. In questo momento stiamo discutendo proprio delle stanze in cui potremmo ricoverare Eluana". Stanze in cui dovra' essere garantita la massima privacy.
"Un'idea c'e' gia' - annuncia - ma sono tanti gli aspetti che dobbiamo affrontare, come anche le autorizzazioni necessarie per trasportare la paziente da Lecco a Udine". Dopo il primo si' informale strappato al consiglio di amministrazione della residenza protetta, uno degli istituti geriatrici di riferimento della citta', il lavoro si e' intensificato. Non sono stati giorni facili, aggiunge Domenicali, "ma arriveremo presto a una decisione". E se il Cda dara' il via libera ufficiale, partira' immediatamente l'iter che si concludera' con il ricovero di Eluana nella struttura.
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