Englaro, commissione Aff. Costituzionali approva mozione conflitto di attribuzione
La commissione Affari costituzionali del Senato ha approvato la relazione del presidente Carlo Vizzini sulla vicenda di Eluana Englaro. Vizzini riferira' quindi nell'aula del Senato proponendo all'assemblea di sollevare conflitto di attribuzione presso la Corte costituzionale contro la sentenza della Corte di cassazione.
La relazione di Vizzini e' stata approvata con 14 voti a favore e 12 contrari. Alcuni commissari del PdL si erano fatti sostituire da altri colleghi (e' il caso dei senatori Ferruccio Saro e Lucio Malan), confermando in questo modo un certo disagio che si era registrato nel centrodestra gia' nella seduta pomeridiana della Commissione.
Alla votazione di questa sera non ha preso parte il presidente emerito della Repubblica, Francesco Cossiga, primo firmatario della mozione presentata al Senato.
L'opposizione ha votato compatta contro la relazione di Vizzini. In particolare, Enzo Bianco, capogruppo PD in Commissione, ha osservato che il conflitto di attribuzione presso la Corte Costituzionale non e' proponibile per la ragione che la Corte di Cassazione ha agito senza invadere la sfera del potere legislativo, ma sulla base dell'esperienza maturata su questa materia. Alcuni commissari hanno in particolare sottolineato l'intervento del senatore Ignazio Marino, che ha riferito di aver visitato nei giorni scorsi Eluana Englaro e di averne potuto constatare le condizioni davvero 'drammatiche e penose'.
COMMENTI
Sono almeno quattro i motivi per non accogliere il conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato sollevato al Senato dalla maggioranza in merito al caso di Eluana Englaro, secondo il costituzionalista del Pd Stefano Ceccanti che insieme a Enzo Bianco ha steso la controrelazione di minoranza all'esame della Commissione Affari Costituzionali di Palazzo Madama. 'Primo motivo: non si tratta - spiega Ceccanti - di una sentenza definitiva della Corte e il conflitto di attribuzioni si solleva solo nel caso di sentenze definitive. Secondo motivo: questa sentenza non ha valore extra omnes come per le leggi, ma e' una sentenza inter partes. Terzo motivo: qui non si deve discutere il merito della sentenza, decidendo se e' condivisibile o meno perche' su questo ciascuno puo' avere le sue idee. Quando - sottolinea Ceccanti - si solleva un conflitto di attribuzione lo si fa perche' si ritiene che la Corte non poteva decidere. Si discute di un problema di legittimita' e non altro'. 'Siamo arrivati al punto - osserva il senatore del Pd - che in Commissione c'e' stato detto che due colleghi della maggioranza si sono fatti sostituire per obiezione di coscienza. Ma l'obiezione di coscienza la si fa rispetto al merito di una decisione non su una questione di legittimita'. La mozione Cossiga-Quagliarello ci ha trascinato, invece, in una discussione di merito'. Per quanto riguarda il quarto motivo per cui non c'e' materia di conflitto di attribuzione, il costituzionalista del Pd ricorda che 'il giudice non puo' rifiutarsi di decidere e quando non c'e' una legge specifica egli, secondo l'articolo 12 del codice civile, cerca una interpretazione, quella che ritiene piu' convincente in base alle norma vigenti'. 'Se non ci piace questa interpretazione allora il Parlamento faccia una legge diversa dalla sentenza del giudice', conclude Ceccanti che sollecita, anche lui, l'approvazione da parte del senato di una legge specifica sul testamento biologico.
'Che l'amico Stefano Ceccanti, essendo stato uno dei presidenti della nuova Fuci postconciliare, non credesse nella corrente morale cattolica e quindi sia favorevole all'aborto fino al mese prima del parto, e alle unioni tra omosessuali, lo capisco. Ma che sia a favore dell'omicidio disposto dalla magistratura non lo credo proprio. Com'e' caduta in basso la Fuci...'. Lo afferma il senatore a vita Francesco Cossiga. ''Questo - prosegue - e' solo l'aperitivo di quello diro' in Aula; tanto che a Ceccanti consiglierei di non venire al Senato per non essere costretto a uscire dall'Emiciclo per quello che gli diro'.
"Eluana non e' una foglia d'insalata, non e' un carciofo, soprattutto non e' un cavolfiore, ma e' una persona". Cosi' la famiglia di Salvatore Crisafulli, il 38enne catanese rimasto in stato vegetativo per poco piu' due anni e poi risvegliatosi il 4 ottobre 2005, interviene sulla vicenda di Eluana Englaro. "Il problema - rileva la famiglia in una lettera inviata alla stampa - sta tutto nell'accettazione o no dell'eutanasia. Inutile - dice - girare ipocritamente intorno all'interpretazione piu' o meno penosa dello stato della povera Eluana".
Spera in un'accelerazione del dibattito parlamentare sul testamento biologico, il vicepresidente del Senato Emma Bonino, che in un'intervento su Radio Radicale ha commentato il caso di Eluana Englaro. 'L'idea di un conflitto di attribuzione sollevato dal Senato sul caso Englaro e' piuttosto peculiare - ha affermato Bonino - nel senso che il Senato non e' un potere dello Stato, lo sarebbe forse il Parlamento riunito, ma la questione e' piuttosto particolare'. L'auspicio della Radicale rimane comunque quello di arrivare presto a una legge sul testamento biologico. 'Spero che tutto questo porti a una accelerazione della discussione del progetto di legge almeno sul testamento biologico in un modo rigoroso - ha aggiunto -. Come sempre la bussola da tenere e' la determinazione e la volonta' dell'interessato, magari espresse in altri tempi, e pare invece che questo venga considerato un dettaglio marginale'. Riguardo alla vicenda di Eluana, secondo Emma Bonino deve prevalere la scelta fatta dalla ragazza e portata avanti oggi dal padre. 'Su questo - ha concluso - servirebbe un po' di pudore o di cristiana compassione, ho trovato alcuni intereventi piuttosto sguaiati'.(
"Non serve una legge sul testamento biologico". Sul caso di Eluana Englaro "e' tutto molto chiaro: privare qualcuno di acqua e cibo significa condannarlo a morte certa, qualunque sia la sua situazione di salute". A dirlo e' Isabella Bertolini, deputata del Pdl, che, in una nota, accusa: "parte della magistratura e della sinistra italiana tenta di strumentalizzare vicende penose per introdurre l'eutanasia in Italia. Il dibattito in materia, a mio avviso, si sta pericolosamente avvitando su stesso, perdendo di vista l'essenza del problema". Per Bertolini, "l'alimentazione e l'idratazione non sono trattamenti sanitari. Gli esseri umani - continua la nota - si mantengono in vita mangiando e bevendo. Privare qualcuno di acqua e cibo significa condannarlo a morte certa, qualunque sia la sua situazione di salute. Nessuna legge potra' autorizzare l'omicidio per fame e per sete. Sono totalmente contraria al testamento biologico. Ovunque esso sia stato introdotto, e' stato usato come cavallo di Troia per legittimare e legalizzare l'eutanasia".
La senatrice Laura Bianconi, vicecapogruppo del Pdl, e' d'accordo con la mozione che solleva il conflitto di attribuzione sulla vicenda di Eluana Englaro. Ma ancora di piu' contesta 'il voler permettere che una ragazza in uno stato vegetativo permanente, che non e' neppure uno stato grave quanto il coma, venga fatta morire perche' privata della forma minima di sostentamento, quello appunto fornito tramite l'alimentazione e l'idratazione'. Bianconi afferma, in una nota, di considerare Eluana Englaro al pari di un neonato o di un anziano che hanno bisogno di assistenza per tutte le loro necessita'. 'A questi ultimi - si chiede la senatrice - si avrebbe il coraggio di smettere di nutrirli o di dargli da bere? Non credo proprio. Perche',allora, con Eluana lo si dovrebbe fare? Anche il Comitato Nazionale di Bioetica ha sottolineato piu' volte che 'la nutrizione e l'idratazione, in uno stato vegetativo permanente, sono alla base del sostentamento ordinario indispensabili per garantire a queste persone le condizioni fisiologiche di base per vivere'. 'E questo - conclude la senatrice - perche' acqua e cibo non sono trattamenti medici o atti medici fino a quando risulta, come nel caso di Eluana, che l'organismo ne abbia un effettivo beneficio, diversamente la loro sospensione deve essere considerata un vero atto crudele di abbandono del malato che viene sottoposto anche per settimane ad una agonia terribile in attesa che sopraggiunga la morte per fame e sete'.
Il sondino che tiene in vita Eluana Englaro 'non e' accanimento terapeutico', anzi 'non e' nemmeno una terapia' e i pronunciamenti della Corte d'appello di Milano e della Cassazione, che consentirebbero di staccarlo, interrompendo l'idratazione e l'alimentazione artificiale, rischiano di incidere negativamente sul rapporto basato sull'alleanza ippocratica medico-paziente. Sono le conclusioni pressoche' unanimi emerse da una tavola rotonda di specialisti medici e legali cattolici, organizzata a Milano per riflettere sulle implicazioni di un caso che sta coinvolgendo particolarmente l'opinione pubblica. Affollatissima la sala del Circolo della stampa che ha ospitato la discussione. 'Secondo le definizioni di tutti i comitati di bioetica - spiega Felice Achilli, primario di cardiologia all'ospedale di Lecco - nel caso di Eluana non si puo' parlare di 'accanimento'. Dipendere dagli altri per essere nutriti e' una condizione comune a migliaia di malati ma questo non e' una ragione sufficiente perche' Eluana debba morire di fame e sete'. 'L'alimentazione non e' una terapia - gli fa eco Luciano Eusebi, ordinario di diritto penale alla Cattolica - inoltre, nel caso della ragazza, la ricostruzione fatta del suo consenso all'interruzione del trattamento e' del tutto indiziaria'. Il rischio della sentenza, secondo Achilli, e' che il medico in futuro 'non sia piu' sentito come un alleato dal paziente'. Secondo il presidente della Libera Associazione Forense Paolo Tosoni, addirittura 'la possibilita' della 'dolce morte' apre le porte a una sorta di 'dovere della morte' come e' successo in altri periodi dell'umanita''.
"Solo un saccente scribano di allegri annunci funebri puo' scrivere le cose di Adriano Prosperi oggi su 'Repubblica', tifoso della cultura della morte, di quel pietismo macabro che gia' dai tempi di Welby e recentemente di nuovo e' stato suffragato dal 'giurismo arcaico e ideologico' di Rodota'". Lo afferma Luca Volonte' dell'Unione di Centro, in una nota. "Evidentemente -aggiunge Volonte'- il 'club della pietosa eutanasia' non smette di raccogliere pomposi aderenti. Eluana e' la vittima predestinata da una sentenza omicida e senza alcun fondamento giuridico nell'ordinamento italiano. L'esperimento del testamento biologico volontario, sponsorizzato da Veronesi e dai Notai Italiani stato un colossale fallimento. Eluana e' viva, non un malato terminale sul quale ci si accanisce. "Nessun passo indietro, anzi la Procura faccia rapidamente passi avanti, le campane a morto per Eluana suonano gia' sulle pagine di 'Repubblica'. Chiedere di tacere e' cercare correita', complicita' con una sentenza infame per l'intera storia del diritto italiano -conclude l'esponente dell'Udc- dal medioevo ad oggi".
"La mozione presentata dal senatore a vita Francesco Cossiga è inammissibile ed improcedibile". Lo dichiarano gli esponenti dell'Italia dei Valori, Felice Belisario e Francesco Pardi, componenti della Commissione Affari Costituzionali a Palazzo Madama, in riferimento alla questione di un possibile conflitto di attribuzioni con la Cassazione da sollevare sul caso di Eluana Englaro. "E' evidente - aggiungono - che il Senato non puó rimproverare alla Cassazione di aver ecceduto oltre le proprie competenze. La mozione, di fatto, rappresenta un esercizio di potere eccessivo e calpesta l'attività della Corte, che si è limitata a svolgere il suo dovere nell'interpretazione di una sentenza. Si tratterebbe di un precedente di incredibile portata. Ogni sentenza - osservano i senatori dell'IdV - potrebbe essere potenzialmente ragione di sollevazione di conflitto ed impugnata dalle Camere: dall'eventuale condanna nei confronti del Presidente del Consiglio fino a quella piú banale". "Il Senato, quindi - concludono - farebbe meglio a rimanere nell'alveo che la costituzione gli assegna. Se il tema del testamento biologico deve entrare nell'agenda politica, il Parlamento smetta di occuparsi di leggi ad personam ed inizi la discussione sulle leggi nell'interesse del Paese".
Alcuni in piedi, altri appoggiati ai camminamenti in ferro che, dalla strada accompagnano fino all'ingresso della casa di cura Beato Talamoni. Alcuni con il rosario tra le dita, altri con candele accese in mano. Cosi', questa sera a Lecco, il 'popolo della vita' ha pregato per Eluana Englaro, la donna in stato vegetativo dal 1992 per la quale la Corte d'Appello di Milano ha autorizzato lo stop dell'alimentazione e dell'idratazione. Un centinaio di persone ha partecipato alla veglia di preghiera organizzata proprio fuori dalla struttura che ospita Eluana. E proprio per chiedere a papa' Beppino di ripensarci e di desistere dalla sua battaglia il Movimento per la Vita ambrosiano e il Centro di Aiuto alla Vita di Lecco, promotori dell'iniziativa, hanno attaccato sulla ringhiera esterna della casa di cura uno striscione con questo messaggio: 'Al papa' Eluana, far morire di fame e di sete tua figlia non e' un gesto d'amore. Amore e' tenerle la mano, sentire il suo cuore battere all'unisono con il tuo perche' la vita e' in ogni respiro'.
E' stata un'iniziativa rigorosamente religiosa, quella organizzata questa sera dal Movimento per la vita ambrosiano fuori dalla clinica dove e' ricoverata in stato vegetativo permanente Eluana Englaro: un'iniziativa nata tramite il passa parola, ma che ha raccolto molti consensi.
A Lecco a pregare per Eluana e invocare un dietrofront di papa' Beppino, c'erano tanti lecchesi ma anche residenti nel milanese e nel comasco. A testimoniare il proprio si' convinto alla vita c'erano anche mamma Anita e papa' Giorgio insieme alla loro Paola, da 36 anni incapace di muoversi e parlare per una malattia che l'ha colpita quando aveva quattro mesi. 'Lei e' la nostra gioia - hanno spiegato i coniugi che vivono a Fino Mornasco (Como) - e senza di lei la nostra vita non ha un senso.
Dovrebbe essere cosi' anche per il padre di Eluana'.
Anche Gianni ha un fratello spastico. 'Partecipo alla sofferenza dei genitori di Eluana - ha detto - ma la vita deve trionfare sempre perche' e' il Signore che decide per noi'.
Tanti sono stati i giovani che hanno deciso di unirsi al corteo silenzioso per la vita: tra loro anche un ragazzo africano Bathie, che nel suo italiano un po' incerto si e' fatto comunque capire: 'non e' giusto che Eluana muoia cosi''.
La relazione di Vizzini e' stata approvata con 14 voti a favore e 12 contrari. Alcuni commissari del PdL si erano fatti sostituire da altri colleghi (e' il caso dei senatori Ferruccio Saro e Lucio Malan), confermando in questo modo un certo disagio che si era registrato nel centrodestra gia' nella seduta pomeridiana della Commissione.
Alla votazione di questa sera non ha preso parte il presidente emerito della Repubblica, Francesco Cossiga, primo firmatario della mozione presentata al Senato.
L'opposizione ha votato compatta contro la relazione di Vizzini. In particolare, Enzo Bianco, capogruppo PD in Commissione, ha osservato che il conflitto di attribuzione presso la Corte Costituzionale non e' proponibile per la ragione che la Corte di Cassazione ha agito senza invadere la sfera del potere legislativo, ma sulla base dell'esperienza maturata su questa materia. Alcuni commissari hanno in particolare sottolineato l'intervento del senatore Ignazio Marino, che ha riferito di aver visitato nei giorni scorsi Eluana Englaro e di averne potuto constatare le condizioni davvero 'drammatiche e penose'.
COMMENTI
Sono almeno quattro i motivi per non accogliere il conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato sollevato al Senato dalla maggioranza in merito al caso di Eluana Englaro, secondo il costituzionalista del Pd Stefano Ceccanti che insieme a Enzo Bianco ha steso la controrelazione di minoranza all'esame della Commissione Affari Costituzionali di Palazzo Madama. 'Primo motivo: non si tratta - spiega Ceccanti - di una sentenza definitiva della Corte e il conflitto di attribuzioni si solleva solo nel caso di sentenze definitive. Secondo motivo: questa sentenza non ha valore extra omnes come per le leggi, ma e' una sentenza inter partes. Terzo motivo: qui non si deve discutere il merito della sentenza, decidendo se e' condivisibile o meno perche' su questo ciascuno puo' avere le sue idee. Quando - sottolinea Ceccanti - si solleva un conflitto di attribuzione lo si fa perche' si ritiene che la Corte non poteva decidere. Si discute di un problema di legittimita' e non altro'. 'Siamo arrivati al punto - osserva il senatore del Pd - che in Commissione c'e' stato detto che due colleghi della maggioranza si sono fatti sostituire per obiezione di coscienza. Ma l'obiezione di coscienza la si fa rispetto al merito di una decisione non su una questione di legittimita'. La mozione Cossiga-Quagliarello ci ha trascinato, invece, in una discussione di merito'. Per quanto riguarda il quarto motivo per cui non c'e' materia di conflitto di attribuzione, il costituzionalista del Pd ricorda che 'il giudice non puo' rifiutarsi di decidere e quando non c'e' una legge specifica egli, secondo l'articolo 12 del codice civile, cerca una interpretazione, quella che ritiene piu' convincente in base alle norma vigenti'. 'Se non ci piace questa interpretazione allora il Parlamento faccia una legge diversa dalla sentenza del giudice', conclude Ceccanti che sollecita, anche lui, l'approvazione da parte del senato di una legge specifica sul testamento biologico.
'Che l'amico Stefano Ceccanti, essendo stato uno dei presidenti della nuova Fuci postconciliare, non credesse nella corrente morale cattolica e quindi sia favorevole all'aborto fino al mese prima del parto, e alle unioni tra omosessuali, lo capisco. Ma che sia a favore dell'omicidio disposto dalla magistratura non lo credo proprio. Com'e' caduta in basso la Fuci...'. Lo afferma il senatore a vita Francesco Cossiga. ''Questo - prosegue - e' solo l'aperitivo di quello diro' in Aula; tanto che a Ceccanti consiglierei di non venire al Senato per non essere costretto a uscire dall'Emiciclo per quello che gli diro'.
"Eluana non e' una foglia d'insalata, non e' un carciofo, soprattutto non e' un cavolfiore, ma e' una persona". Cosi' la famiglia di Salvatore Crisafulli, il 38enne catanese rimasto in stato vegetativo per poco piu' due anni e poi risvegliatosi il 4 ottobre 2005, interviene sulla vicenda di Eluana Englaro. "Il problema - rileva la famiglia in una lettera inviata alla stampa - sta tutto nell'accettazione o no dell'eutanasia. Inutile - dice - girare ipocritamente intorno all'interpretazione piu' o meno penosa dello stato della povera Eluana".
Spera in un'accelerazione del dibattito parlamentare sul testamento biologico, il vicepresidente del Senato Emma Bonino, che in un'intervento su Radio Radicale ha commentato il caso di Eluana Englaro. 'L'idea di un conflitto di attribuzione sollevato dal Senato sul caso Englaro e' piuttosto peculiare - ha affermato Bonino - nel senso che il Senato non e' un potere dello Stato, lo sarebbe forse il Parlamento riunito, ma la questione e' piuttosto particolare'. L'auspicio della Radicale rimane comunque quello di arrivare presto a una legge sul testamento biologico. 'Spero che tutto questo porti a una accelerazione della discussione del progetto di legge almeno sul testamento biologico in un modo rigoroso - ha aggiunto -. Come sempre la bussola da tenere e' la determinazione e la volonta' dell'interessato, magari espresse in altri tempi, e pare invece che questo venga considerato un dettaglio marginale'. Riguardo alla vicenda di Eluana, secondo Emma Bonino deve prevalere la scelta fatta dalla ragazza e portata avanti oggi dal padre. 'Su questo - ha concluso - servirebbe un po' di pudore o di cristiana compassione, ho trovato alcuni intereventi piuttosto sguaiati'.(
"Non serve una legge sul testamento biologico". Sul caso di Eluana Englaro "e' tutto molto chiaro: privare qualcuno di acqua e cibo significa condannarlo a morte certa, qualunque sia la sua situazione di salute". A dirlo e' Isabella Bertolini, deputata del Pdl, che, in una nota, accusa: "parte della magistratura e della sinistra italiana tenta di strumentalizzare vicende penose per introdurre l'eutanasia in Italia. Il dibattito in materia, a mio avviso, si sta pericolosamente avvitando su stesso, perdendo di vista l'essenza del problema". Per Bertolini, "l'alimentazione e l'idratazione non sono trattamenti sanitari. Gli esseri umani - continua la nota - si mantengono in vita mangiando e bevendo. Privare qualcuno di acqua e cibo significa condannarlo a morte certa, qualunque sia la sua situazione di salute. Nessuna legge potra' autorizzare l'omicidio per fame e per sete. Sono totalmente contraria al testamento biologico. Ovunque esso sia stato introdotto, e' stato usato come cavallo di Troia per legittimare e legalizzare l'eutanasia".
La senatrice Laura Bianconi, vicecapogruppo del Pdl, e' d'accordo con la mozione che solleva il conflitto di attribuzione sulla vicenda di Eluana Englaro. Ma ancora di piu' contesta 'il voler permettere che una ragazza in uno stato vegetativo permanente, che non e' neppure uno stato grave quanto il coma, venga fatta morire perche' privata della forma minima di sostentamento, quello appunto fornito tramite l'alimentazione e l'idratazione'. Bianconi afferma, in una nota, di considerare Eluana Englaro al pari di un neonato o di un anziano che hanno bisogno di assistenza per tutte le loro necessita'. 'A questi ultimi - si chiede la senatrice - si avrebbe il coraggio di smettere di nutrirli o di dargli da bere? Non credo proprio. Perche',allora, con Eluana lo si dovrebbe fare? Anche il Comitato Nazionale di Bioetica ha sottolineato piu' volte che 'la nutrizione e l'idratazione, in uno stato vegetativo permanente, sono alla base del sostentamento ordinario indispensabili per garantire a queste persone le condizioni fisiologiche di base per vivere'. 'E questo - conclude la senatrice - perche' acqua e cibo non sono trattamenti medici o atti medici fino a quando risulta, come nel caso di Eluana, che l'organismo ne abbia un effettivo beneficio, diversamente la loro sospensione deve essere considerata un vero atto crudele di abbandono del malato che viene sottoposto anche per settimane ad una agonia terribile in attesa che sopraggiunga la morte per fame e sete'.
Il sondino che tiene in vita Eluana Englaro 'non e' accanimento terapeutico', anzi 'non e' nemmeno una terapia' e i pronunciamenti della Corte d'appello di Milano e della Cassazione, che consentirebbero di staccarlo, interrompendo l'idratazione e l'alimentazione artificiale, rischiano di incidere negativamente sul rapporto basato sull'alleanza ippocratica medico-paziente. Sono le conclusioni pressoche' unanimi emerse da una tavola rotonda di specialisti medici e legali cattolici, organizzata a Milano per riflettere sulle implicazioni di un caso che sta coinvolgendo particolarmente l'opinione pubblica. Affollatissima la sala del Circolo della stampa che ha ospitato la discussione. 'Secondo le definizioni di tutti i comitati di bioetica - spiega Felice Achilli, primario di cardiologia all'ospedale di Lecco - nel caso di Eluana non si puo' parlare di 'accanimento'. Dipendere dagli altri per essere nutriti e' una condizione comune a migliaia di malati ma questo non e' una ragione sufficiente perche' Eluana debba morire di fame e sete'. 'L'alimentazione non e' una terapia - gli fa eco Luciano Eusebi, ordinario di diritto penale alla Cattolica - inoltre, nel caso della ragazza, la ricostruzione fatta del suo consenso all'interruzione del trattamento e' del tutto indiziaria'. Il rischio della sentenza, secondo Achilli, e' che il medico in futuro 'non sia piu' sentito come un alleato dal paziente'. Secondo il presidente della Libera Associazione Forense Paolo Tosoni, addirittura 'la possibilita' della 'dolce morte' apre le porte a una sorta di 'dovere della morte' come e' successo in altri periodi dell'umanita''.
"Solo un saccente scribano di allegri annunci funebri puo' scrivere le cose di Adriano Prosperi oggi su 'Repubblica', tifoso della cultura della morte, di quel pietismo macabro che gia' dai tempi di Welby e recentemente di nuovo e' stato suffragato dal 'giurismo arcaico e ideologico' di Rodota'". Lo afferma Luca Volonte' dell'Unione di Centro, in una nota. "Evidentemente -aggiunge Volonte'- il 'club della pietosa eutanasia' non smette di raccogliere pomposi aderenti. Eluana e' la vittima predestinata da una sentenza omicida e senza alcun fondamento giuridico nell'ordinamento italiano. L'esperimento del testamento biologico volontario, sponsorizzato da Veronesi e dai Notai Italiani stato un colossale fallimento. Eluana e' viva, non un malato terminale sul quale ci si accanisce. "Nessun passo indietro, anzi la Procura faccia rapidamente passi avanti, le campane a morto per Eluana suonano gia' sulle pagine di 'Repubblica'. Chiedere di tacere e' cercare correita', complicita' con una sentenza infame per l'intera storia del diritto italiano -conclude l'esponente dell'Udc- dal medioevo ad oggi".
"La mozione presentata dal senatore a vita Francesco Cossiga è inammissibile ed improcedibile". Lo dichiarano gli esponenti dell'Italia dei Valori, Felice Belisario e Francesco Pardi, componenti della Commissione Affari Costituzionali a Palazzo Madama, in riferimento alla questione di un possibile conflitto di attribuzioni con la Cassazione da sollevare sul caso di Eluana Englaro. "E' evidente - aggiungono - che il Senato non puó rimproverare alla Cassazione di aver ecceduto oltre le proprie competenze. La mozione, di fatto, rappresenta un esercizio di potere eccessivo e calpesta l'attività della Corte, che si è limitata a svolgere il suo dovere nell'interpretazione di una sentenza. Si tratterebbe di un precedente di incredibile portata. Ogni sentenza - osservano i senatori dell'IdV - potrebbe essere potenzialmente ragione di sollevazione di conflitto ed impugnata dalle Camere: dall'eventuale condanna nei confronti del Presidente del Consiglio fino a quella piú banale". "Il Senato, quindi - concludono - farebbe meglio a rimanere nell'alveo che la costituzione gli assegna. Se il tema del testamento biologico deve entrare nell'agenda politica, il Parlamento smetta di occuparsi di leggi ad personam ed inizi la discussione sulle leggi nell'interesse del Paese".
Alcuni in piedi, altri appoggiati ai camminamenti in ferro che, dalla strada accompagnano fino all'ingresso della casa di cura Beato Talamoni. Alcuni con il rosario tra le dita, altri con candele accese in mano. Cosi', questa sera a Lecco, il 'popolo della vita' ha pregato per Eluana Englaro, la donna in stato vegetativo dal 1992 per la quale la Corte d'Appello di Milano ha autorizzato lo stop dell'alimentazione e dell'idratazione. Un centinaio di persone ha partecipato alla veglia di preghiera organizzata proprio fuori dalla struttura che ospita Eluana. E proprio per chiedere a papa' Beppino di ripensarci e di desistere dalla sua battaglia il Movimento per la Vita ambrosiano e il Centro di Aiuto alla Vita di Lecco, promotori dell'iniziativa, hanno attaccato sulla ringhiera esterna della casa di cura uno striscione con questo messaggio: 'Al papa' Eluana, far morire di fame e di sete tua figlia non e' un gesto d'amore. Amore e' tenerle la mano, sentire il suo cuore battere all'unisono con il tuo perche' la vita e' in ogni respiro'.
E' stata un'iniziativa rigorosamente religiosa, quella organizzata questa sera dal Movimento per la vita ambrosiano fuori dalla clinica dove e' ricoverata in stato vegetativo permanente Eluana Englaro: un'iniziativa nata tramite il passa parola, ma che ha raccolto molti consensi.
A Lecco a pregare per Eluana e invocare un dietrofront di papa' Beppino, c'erano tanti lecchesi ma anche residenti nel milanese e nel comasco. A testimoniare il proprio si' convinto alla vita c'erano anche mamma Anita e papa' Giorgio insieme alla loro Paola, da 36 anni incapace di muoversi e parlare per una malattia che l'ha colpita quando aveva quattro mesi. 'Lei e' la nostra gioia - hanno spiegato i coniugi che vivono a Fino Mornasco (Como) - e senza di lei la nostra vita non ha un senso.
Dovrebbe essere cosi' anche per il padre di Eluana'.
Anche Gianni ha un fratello spastico. 'Partecipo alla sofferenza dei genitori di Eluana - ha detto - ma la vita deve trionfare sempre perche' e' il Signore che decide per noi'.
Tanti sono stati i giovani che hanno deciso di unirsi al corteo silenzioso per la vita: tra loro anche un ragazzo africano Bathie, che nel suo italiano un po' incerto si e' fatto comunque capire: 'non e' giusto che Eluana muoia cosi''.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti