Mercoledì 10 giugno 2026
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Englaro. Il Consiglio superiore della Sanita' contro la Corte Suprema di Cassazione: sospendere cure e' eutanasia attiva

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Qualche giorno fa, Beppino Englaro aveva invocato silenzio e riflessione sulla vicenda della figlia Eluana. Niente da fare.

Togliere il sondino, e quindi sospendere idratazione ed alimentazione, si configura, e' azione attiva che inevitabilmente induce la morte nella paziente diversa da quella della patologia di cui e' affetta.
E' questa l'opinione strettamente 'personale' del Presidente del Consiglio Superiore di Sanita' e Rettore dell'Universita' di Chieti, Franco Cuccurullo sul 'caso Eluana'. La ragazza, dunque, in coma vegetativo da 16 anni, se privata del sondino morirebbe ma per disidratazione, causa diversa dalla sua patologia. "Parlo a titolo strettamente personale", precisa Cuccurullo e non come Presidente del Consiglio Superiore della Sanita', organo cui non e' stato richiesto alcun 'parere' sul caso.
"Se ad un malato terminale di tumore si sospende - afferma Cuccurullo - la chemioterapia, quando e' del tutto evidente che non ha piu' possibilita' di poter migliorare per cui proseguirla assume i connotati di accanimento terapeutico, la causa della sua morte sara' legata, dovuta alla patologia di cui e' affetto, la neoplasia". Viceversa, "se si toglie il sondino, si sospende l'idratazione e l'alimentazione - aggiunge Cuccurullo - che e' un intervento attivo si induce la morte nella paziente per sete, per disidratazione, causa diversa da quella della malattia cui e' affetto". Ebbene, in quest'ultimo caso, "quando la morte non ha direttamente a che vedere con la patologia del malato, ma e' dovuta ad altra causa in quanto indotta - conclude Cuccurullo - mi chiedo se questo atto non si debba configurare come eutanasia che, fino a prova contraria, nel nostro Paese non e' lecita: per me un atto che induce una morte diversa dalla patologia e' di fatto eutanasia". 
 
 'Se la famiglia di Eluana Englaro vuole portare la figlia in Friuli, la terra d'origine, ci sono hospice in grado di accoglierla per accompagnarla dignitosamente alla morte naturale'. Lo sottolinea il vescovo di Concordia-Pordenone, mons. Ovidio Poletto, dichiarando all'Asca che 'oggi, in ogni caso, e' necessaria una pausa di riflessione da parte di chi ha affrontato questa drammatica vicenda con una lettura ideologica'. In questo modo si e' corso il rischio, secondo il vescovo, 'di una grave strumentalizzazione politica'.
'L'ostinazione con cui si vuole arrivare ad una determinata conclusione della vita di Eluana - puntualizza infatti mons.
Poletto - testimonia la volonta' di rendere questa vicenda funzionale ad un progetto di carattere politico-legislativo di testamento biologico. Mi domando, in altre parole, se siamo davvero preoccupati della sofferenza di questa persona o se 'il caso' viene strumentalizzato in funzione di altro'. Dopo aver ribadito 'pieno rispetto della dignita' della persona' e dopo aver sottolineato 'la delicatezza che in ogni caso deve accompagnare la sofferenza ed il travaglio di una famiglia come quella di Eluana, il vescovo aggiunge: 'A noi viene chiesto un supplemento di riflessione per trovare le soluzioni che corrispondano puntualmente alle esigenze di umanita' e per non arrendersi neppure di fronte ai casi estremi'. Mons. Paletto conclude confermando che 'il Friuli e' per la vita' e che pertanto 'continueremo a mettere in atto, per quanto ci e' possibile, segni concreti di speranza, anche per una fedelta' alla ricchezza della nostra cultura'.
 
Sono oltre 300, ad oggi, i medici che hanno sottoscritto una lettera-appello per dire 'no' alla 'morte per fame e per sete' di Eluana Englaro. L'appello, promosso tra gli altri dal neurologo dell'Universita' di Udine Gian Luigi Gigli e pubblicato dal quotidiano Avvenire, ha un obiettivo preciso: arrivare ad una revisione della decisione della Corte di appello di Milano che ha dato il via libera alla possibilita' di interruzione della nutrizione-idratazione artificiale per la donna, in stato vegetativo persistente da 17 anni.
'Nessuno, in questo Paese - afferma Gigli, facendo un primo bilancio dell'iniziativa - deve essere lasciato morire di fame e di sete. Ad oggi abbiamo raccolto oltre 300 adesioni e la raccolta firme proseguira' anche nei prossimi giorni alla casella di posta elettronica [email protected]'.
'Crediamo - spiega l'esperto - che Eluana debba rimanere nella Casa di cura dove si trova attualmente e che ha gia' dichiarato la disponibilita' a continuare ad assisterla. Non si capisce - aggiunge - tale accanimento nel voler far morire Eluana privandola di nutrizione e acqua'.
L'obiettivo, per i medici firmatari dell'appello, e' inviare le firme raccolte alla magistratura ed alla Federazione nazionale degli ordini dei medici: 'Riteniamo, infatti - rileva Gigli - che il decreto della Corte d'appello mostri sempre di piu' i propri limiti, dal momento che nella vicenda di Eluana emergono elementi nuovi che non possono non essere presi in considerazione, a partire dal suo reale stato alla luce della eventuale possibilita' di deglutizione che permetterebbe una nutrizione naturale'. L'auspicio, conclude il neurologo, e' che 'la magistratura rimetta dunque mano a tale pronunciamento'.
 
 Togliere il sondino ad Eluana non e' sospendere una cura ma interrompere un'assistenza. Quindi puo' essere considerato un atto di eutanasia. Cosi' il presidente emerito della Corte costituzionale, Antonio Baldassarre da' ragione al professor Franco Cuccurullo. Il ragionamento del presidente del Consiglio superiore di sanita' "fa riflettere", ha detto Baldassarre all'Agi, che trova "insoddisfacente" il concetto che qualsiasi cosa che non puo' fare il malato autonomamente deve essere considerata come cura. "Il concetto e' troppo ampio - ha detto - se alimento una persona diversamente abile con non ha le braccia, non la sto curando, la sto assistendo". E se Eluana in tutti questi anni non e' stata curata ma assistita, e' il ragionamento di Baldassarre, allora cade tutta l'impostazione della sentenza della Cassazione. 
 
"Da giurista condivido le considerazioni del professor Franco Cuccurullo". Massimo Vari interviene sul caso di Eluana Englaro e aderisce al ragionamento del presidente del Consiglio superiore di sanita': togliere il sondino che alimenta la ragazza in coma vegetativo da 16 anni "puo' essere considerato un atto di eutanasia" perche' Eluana morirebbe per una causa diversa dalla patologia che l'affligge. Vari, gia' componente della Corte Costituzionale, ha seguito attentamente il caso e critica la decisione dei giudici di Milano che a suo dire non avrebbero valutato a pieno un aspetto importante: Eluana e' in grado di deglutire dunque non si puo' che considerarla come una persona vivente alla quale non si possono togliere cibo e acqua.
 
La 'maggioranza dei medici d'Italia sono con la mano che stacchera' il sondino' ad Eluana Englaro.
Ad affermarlo e' Silvio Viale, medico ed esponente Radicale, commentando l'appello firmato da oltre 300 medici per 'non far morire Eluana di fame e di sete'.
Riferendosi alla possibilita' per Eluana di deglutire, sostenuta dal neurologo Giuliano Dolce, Viale sottolinea come la donna, in stato vegetativo persistente da 17 anni, 'non puo' masticare e nemmeno un ingozzamento continuo con un cucchiaino, 24 ore su 24, di preparati farmacologici, potrebbe sostituire il sondino'. La seconda questione, afferma Viale, 'e' quella della ripresa del flusso mestruale' da considerarsi, pero', come una 'ripresa di un riflesso ormonale con la conseguente stimolazione della mucosa endometriale' e non come il 'segnale di una ripresa minima dello stato di coscienza'.
Eluana, sostiene Viale, 'e' in uno stato irreversibile ed e' assistita con terapie che non avrebbe mai voluto. Eluana ha il diritto di rifiutare le terapie nutrizionali, come fece Giovanni Paolo II. In quell'occasione - prosegue l'esponente Radicale - nessun medico cattolico disse che per agire in modo deontologicamente e scientificamente corretto il medico avrebbe dovuto intervenire'.
'In attesa di adeguate risposte - conclude Viale - mi consola constatare che i padri d'Italia sono con Beppino, che le madri d'Italia sono con Saturna e che i medici d'Italia sono con Eluana e con la mano che stacchera' il sondino'.
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