Englaro. Continua la resistenza contro l'articolo 32 della Costituzione
'Penso che la sentenza della Cassazione non avrebbero dovuta farla. E' una evidente forzatura'. Lo ha detto Rocco Buttiglione, presidente dell'Udc e vicepresidente della Camera. 'Ed e' cosi' evidente che e' una forzatura - ha aggiunto Buttiglione - che le Regioni, anche quelle che ideologicamente sarebbero portate a dire di si', poi hanno paura a farlo, perche' sentono che quella sentenza non offre loro una base giuridica sufficiente'.
In merito poi alla proposta del presidente del Consiglio regionale della Toscana Riccardo Nencini, che aveva chiesto che sia 'la Toscana ad offrire a Eluana, se dovesse occorrere, quel 'dignitoso accompagnamento' alla fine vita', Buttiglione ha affermato: 'La Toscana non puo' diventare ideologicamente la regione che si pone all'avanguardia di una concezione della realta', di una concezione della vita, in profondo contrasto con il sentimento popolare cristiano, dell'Italia ma anche dei toscani'
La comunita' Giovanni XXIII fondata da don Oreste Benzi invita i cittadini a partecipare alla fiaccolata che a Roma, martedi' 16, nel pomeriggio sfilera' davanti a Montecitorio contro l' eutanasia, 'partendo dalla condanna a morte di Eluana Englaro, perche' il Governo Italiano si mobiliti per sospendere questa terribile sentenza'.
'Chiediamo ai parlamentari di essere presenti alla manifestazione per Eluana Englaro e le tante vite che non vengono considerate, accolte ed amate come persone con pari dignita'', si legge in una nota.
La comunita' critica poi il presidente del Consiglio regionale toscano, Riccardo Nencini, il quale ha chiesto che sia 'la Toscana ad offrire a Eluana, se dovesse occorrere, quel 'dignitoso accompagnamento' alla fine vita'. Cio' che Nencini 'considera un'opportunita' da offrire per un dignitoso accompagnamento alla fine vita - sottolinea la nota - per la Comunita' Papa Giovanni XXIII che da oltre 40 anni condivide la vita con le persone piu' deboli e indifese, come Eluana, e' la condanna a morte piu' ipocrita che possa realizzarsi con il beneplacito dello Stato. E' la democrazia italiana - continua il comunicato - che sta tradendo la propria identita' cristiana e dignita'. Una sentenza di Cassazione non puo' rappresentare i cittadini italiani su un tema cosi' complesso dove sono in discussione principi etici fondamentali sull'esistenza umana'.
Sia il giudice a indicare quale specifica struttura sanitaria debba eseguire la sentenza. Lo ha detto Luciano Bresciani, assessore alla sanita' della Regione Lombardia, a margine a Milano di un convegno sulla storia del Sistema sanitario nazionale.
'La situazione attuale non ci mette in condizione di eseguire la sentenza - ha spiegato Bresciani - perche' e' una violazione di una legge nazionale che impone l'obbligo, anche nelle cure terminali, di erogare sia l'alimentazione che l'idratazione nell'accudimento del paziente; e non credo che una sentenza possa abbattere una legge nazionale'.
'L'unica strada - ha aggiunto - e' quella di chiedere al giudice dell'ottemperanza chi e' che deve eseguire la sentenza, e bisogna che il medico accolga questa richiesta e non sia obiettore di coscienza. Insomma, il giudice lascia la responsabilita' decisionale all'attore, che pero' potrebbe incorrere in una violazione della legge. Il giudice ci indichi allora chi non ha indicato nella sentenza'.
E alla domanda se, qualora il giudice indicasse una struttura, e qualora un medico non obiettore sia disposto ad eseguire la sentenza, la Regione Lombardia sia disposta a metterla in pratica, Bresciani a concluso: 'Certamente'.
L'eutanasia? È una roba da ricchi. La pensa cosi' Pier Ferdinando Casini, leader dell'Udc, ospite del congresso nazionale dei giovani delle Acli a Bologna.
"Dobbiamo domandarci chi sarebbero i destinatari dell'eutanasia-si chiede Casini nel corso del suo saluto al congresso- sarebbero i rappresentanti dei ceti alti, di chi ha la possibilita' di avere un'assistenza ventiquattro ore su ventiquattro? Oppure i soggetti vittime di eutanasia non sarebbero invece i poveri diseredati privi di una rete di assistenza?".
Insomma, sostiene Casini, una legge sull'eutanasia sarebbe una "selezione umana basata sul censo, antitetica ai principi del progressismo e della solidarieta'. Dobbiamo interrogarci su questo", esorta Casini che invita la platea delle Acli a "sfatare il mito che i cattolici siano contrari a un certo progressismo".
Casini, che indica il rischio di una "istituzionalizzazione della barbarie", riferito all'eutanasia, sostiene la necessita' di "riflettere se il fronte progressista lo sia davvero o se sia invece un elemento involutivo".
In merito poi alla proposta del presidente del Consiglio regionale della Toscana Riccardo Nencini, che aveva chiesto che sia 'la Toscana ad offrire a Eluana, se dovesse occorrere, quel 'dignitoso accompagnamento' alla fine vita', Buttiglione ha affermato: 'La Toscana non puo' diventare ideologicamente la regione che si pone all'avanguardia di una concezione della realta', di una concezione della vita, in profondo contrasto con il sentimento popolare cristiano, dell'Italia ma anche dei toscani'
La comunita' Giovanni XXIII fondata da don Oreste Benzi invita i cittadini a partecipare alla fiaccolata che a Roma, martedi' 16, nel pomeriggio sfilera' davanti a Montecitorio contro l' eutanasia, 'partendo dalla condanna a morte di Eluana Englaro, perche' il Governo Italiano si mobiliti per sospendere questa terribile sentenza'.
'Chiediamo ai parlamentari di essere presenti alla manifestazione per Eluana Englaro e le tante vite che non vengono considerate, accolte ed amate come persone con pari dignita'', si legge in una nota.
La comunita' critica poi il presidente del Consiglio regionale toscano, Riccardo Nencini, il quale ha chiesto che sia 'la Toscana ad offrire a Eluana, se dovesse occorrere, quel 'dignitoso accompagnamento' alla fine vita'. Cio' che Nencini 'considera un'opportunita' da offrire per un dignitoso accompagnamento alla fine vita - sottolinea la nota - per la Comunita' Papa Giovanni XXIII che da oltre 40 anni condivide la vita con le persone piu' deboli e indifese, come Eluana, e' la condanna a morte piu' ipocrita che possa realizzarsi con il beneplacito dello Stato. E' la democrazia italiana - continua il comunicato - che sta tradendo la propria identita' cristiana e dignita'. Una sentenza di Cassazione non puo' rappresentare i cittadini italiani su un tema cosi' complesso dove sono in discussione principi etici fondamentali sull'esistenza umana'.
Sia il giudice a indicare quale specifica struttura sanitaria debba eseguire la sentenza. Lo ha detto Luciano Bresciani, assessore alla sanita' della Regione Lombardia, a margine a Milano di un convegno sulla storia del Sistema sanitario nazionale.
'La situazione attuale non ci mette in condizione di eseguire la sentenza - ha spiegato Bresciani - perche' e' una violazione di una legge nazionale che impone l'obbligo, anche nelle cure terminali, di erogare sia l'alimentazione che l'idratazione nell'accudimento del paziente; e non credo che una sentenza possa abbattere una legge nazionale'.
'L'unica strada - ha aggiunto - e' quella di chiedere al giudice dell'ottemperanza chi e' che deve eseguire la sentenza, e bisogna che il medico accolga questa richiesta e non sia obiettore di coscienza. Insomma, il giudice lascia la responsabilita' decisionale all'attore, che pero' potrebbe incorrere in una violazione della legge. Il giudice ci indichi allora chi non ha indicato nella sentenza'.
E alla domanda se, qualora il giudice indicasse una struttura, e qualora un medico non obiettore sia disposto ad eseguire la sentenza, la Regione Lombardia sia disposta a metterla in pratica, Bresciani a concluso: 'Certamente'.
L'eutanasia? È una roba da ricchi. La pensa cosi' Pier Ferdinando Casini, leader dell'Udc, ospite del congresso nazionale dei giovani delle Acli a Bologna.
"Dobbiamo domandarci chi sarebbero i destinatari dell'eutanasia-si chiede Casini nel corso del suo saluto al congresso- sarebbero i rappresentanti dei ceti alti, di chi ha la possibilita' di avere un'assistenza ventiquattro ore su ventiquattro? Oppure i soggetti vittime di eutanasia non sarebbero invece i poveri diseredati privi di una rete di assistenza?".
Insomma, sostiene Casini, una legge sull'eutanasia sarebbe una "selezione umana basata sul censo, antitetica ai principi del progressismo e della solidarieta'. Dobbiamo interrogarci su questo", esorta Casini che invita la platea delle Acli a "sfatare il mito che i cattolici siano contrari a un certo progressismo".
Casini, che indica il rischio di una "istituzionalizzazione della barbarie", riferito all'eutanasia, sostiene la necessita' di "riflettere se il fronte progressista lo sia davvero o se sia invece un elemento involutivo".
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