Englaro. Corte d'Appello di Milano: in uno Stato di diritto il giudice deve decidere
La Corte d'Appello di Milano, nel decidere sul cosiddetto caso Englaro "non ha invaso territori altrui".
E' quanto si legge nella relazione del presidente della Corte d'Appello del capoluogo lombardo, Giuseppe Grechi, in occasione dell'inaugurazione dell'Anno giudiziario milanese. "Qui dobbiamo solo ribadire -scrive il magistrato- che in uno Stato di diritto il giudice non puo' rifiutare una risposta, per quanto nuova o difficile sia la domanda di giustizia che gli viene rivolta e che, per altro verso, nel cercare la risposta, deve mantenere un atteggiamento di genuina umilta' ed un costante ancoraggio ai principi della Costituzione".
Nella sua relazione Grechi ricorda poi come la Corte Costituzionale, la Corte di Cassazione e la Corte europea dei diritti dell'uomo "hanno gia' confermato la correttezza dell'operato" dei magistrati milanesi nella vicenda Englaro.
ELUANA: DA RADICALI A GIOVANI PD ORDINE GIORNO PRO BRESSO - Un ordine del giorno a sostegno di Mercedes Bresso, presidente del Piemonte, nel caso Eluana Englaro: sara' questa una delle mozioni che i delegati radicali presenteranno all'assemblea regionale dei Giovani democratici, in programma domani a Torino.
I due componenti della delegazione, Michele Savino e Salvatore Grizzanti, dell'associazione Adelaide Aglietta, chiederanno di votare anche ordini del giorno su pillola RU486, Tibet, Cecenia, anagrafe pubblica degli eletti. 'Crediamo - spiegano - che questo sia il modo migliore per onorare l'impegno con la nostra elezione, lo scorso 21 novembre, alle primarie dei Giovani democratici. E' prioritario lavorare perche' il Pd diventi realmente il partito riformatore e liberale di cui l'Italia ha disperatamente bisogno'.
Savino e Grizzanti annunciano inoltre che il medico radicale Silvio Viale si e' messo a disposizione per prescrivere alle delegate Pd la cosiddetta pillola del giorno dopo.
FORMIGONI RESPINGE LE SENTENZE COME POCO CHIARE - Eluana Englaro è una persona " che respira ed ha una vita piena" mentre sulle sentenze della magistratura "c', incertezza".
E' quanto afferma, in un'intervista a Repubblica, il governatore della Regione Lombardia, Roberto Formigoni che aggiunge: "io non remo contro, non esiste un mio accanimento individualistico", anzi "sto rispettando le leggi e le sentenze al cento per cento" ma "noi delle Regioni siamo tra due fuochi dal punto di vista giuridico e io sono orgoglioso di tutelare una vita".
Secondo Formigoni, infatti, la vita di Eluana, seppur "dovuta ai progressi della medicina, io la dico piena".
Mentre, a proposito della sentenza che ha stabilito il diritto al rifiuto dell'alimentazione e dell'idratazione di Englaro, il governatore della Lombardia afferma : "Non stiamo parlando di una sentenza su tangenti. Perció io domando alla magistratura cose piú chiare" perch, "c', incertezza".
MANTOVANO CRITICA IL DDL CALABRO' - Il sottosegretario all'Interno Alfredo Mantovano (Pdl) torna a criticare il disegno di legge sul cosiddetto testamento biologico, presentato dal relatore Raffaele Calabró (Pdl) alla commissione Igiene e sanità del Senato.
"Se passa la concezione di accanimento terapeutico contenuta nel ddl del relatore di maggioranza - afferma Mantovano in un'intervista al quotidiano online 'L'Occidentale' - addirittura si rischia di avallare situazioni in cui non c'è alcun bisogno del consenso informato o dello stato di morte imminente se il medico si convince che siamo in presenza di forme di accanimento terapeutico. In definitiva - prosegue l'esponente di maggioranza - con questa legge Eluana Englaro sarebbe morta perch, ci sono tutti i presupposti per poter ritenere alimentazione e idratazione forme di accanimento terapeutico".
"Questo testo - conclude Mantovano - rischia di ribaltare le buone intenzioni del relatore, che non nego ci sono, in pessimi atti pratici".
"L'idea del sottosegretario all'Interno Alfredo Mantovano secondo il quale il disegno di legge Calabro' sul testamento biologico consentirebbe un'interpretazione troppo estensiva del divieto di accanimento terapeutico, non e' vera e suona anche paradossale". Lo afferma Benedetto Della Vedova, presidente dei Riformatori-liberali e deputato del Pdl, sottolineando che il ddl in questione "non solo rende inefficace qualunque disposizione anticipata in ordine ai trattamenti futuri, ma nega anche cio' che la Costituzione afferma, cioe' il diritto del paziente cosciente di rifiutare le cure che gli vengono proposte".
Per Della Vedova, dunque, "ora Mantovano parte all'attacco dell'unico principio deontologico che esce (anche se solo parzialmente) indenne dalla proposta di riforma: quello contro l'accanimento terapeutico". Se la maggioranza seguisse la strada indicata dal sottosegretario, conclude l'esponente del Pdl, "peggiorerebbe e renderebbe ancora piu' clamorosamente anti-costituzionale e anti-deontologico un testo che anziche' disciplinare i termini per l'espressione del consenso alle cure sanitarie, limita fortemente il diritto stesso alla liberta' terapeutica".
E' quanto si legge nella relazione del presidente della Corte d'Appello del capoluogo lombardo, Giuseppe Grechi, in occasione dell'inaugurazione dell'Anno giudiziario milanese. "Qui dobbiamo solo ribadire -scrive il magistrato- che in uno Stato di diritto il giudice non puo' rifiutare una risposta, per quanto nuova o difficile sia la domanda di giustizia che gli viene rivolta e che, per altro verso, nel cercare la risposta, deve mantenere un atteggiamento di genuina umilta' ed un costante ancoraggio ai principi della Costituzione".
Nella sua relazione Grechi ricorda poi come la Corte Costituzionale, la Corte di Cassazione e la Corte europea dei diritti dell'uomo "hanno gia' confermato la correttezza dell'operato" dei magistrati milanesi nella vicenda Englaro.
ELUANA: DA RADICALI A GIOVANI PD ORDINE GIORNO PRO BRESSO - Un ordine del giorno a sostegno di Mercedes Bresso, presidente del Piemonte, nel caso Eluana Englaro: sara' questa una delle mozioni che i delegati radicali presenteranno all'assemblea regionale dei Giovani democratici, in programma domani a Torino.
I due componenti della delegazione, Michele Savino e Salvatore Grizzanti, dell'associazione Adelaide Aglietta, chiederanno di votare anche ordini del giorno su pillola RU486, Tibet, Cecenia, anagrafe pubblica degli eletti. 'Crediamo - spiegano - che questo sia il modo migliore per onorare l'impegno con la nostra elezione, lo scorso 21 novembre, alle primarie dei Giovani democratici. E' prioritario lavorare perche' il Pd diventi realmente il partito riformatore e liberale di cui l'Italia ha disperatamente bisogno'.
Savino e Grizzanti annunciano inoltre che il medico radicale Silvio Viale si e' messo a disposizione per prescrivere alle delegate Pd la cosiddetta pillola del giorno dopo.
FORMIGONI RESPINGE LE SENTENZE COME POCO CHIARE - Eluana Englaro è una persona " che respira ed ha una vita piena" mentre sulle sentenze della magistratura "c', incertezza".
E' quanto afferma, in un'intervista a Repubblica, il governatore della Regione Lombardia, Roberto Formigoni che aggiunge: "io non remo contro, non esiste un mio accanimento individualistico", anzi "sto rispettando le leggi e le sentenze al cento per cento" ma "noi delle Regioni siamo tra due fuochi dal punto di vista giuridico e io sono orgoglioso di tutelare una vita".
Secondo Formigoni, infatti, la vita di Eluana, seppur "dovuta ai progressi della medicina, io la dico piena".
Mentre, a proposito della sentenza che ha stabilito il diritto al rifiuto dell'alimentazione e dell'idratazione di Englaro, il governatore della Lombardia afferma : "Non stiamo parlando di una sentenza su tangenti. Perció io domando alla magistratura cose piú chiare" perch, "c', incertezza".
MANTOVANO CRITICA IL DDL CALABRO' - Il sottosegretario all'Interno Alfredo Mantovano (Pdl) torna a criticare il disegno di legge sul cosiddetto testamento biologico, presentato dal relatore Raffaele Calabró (Pdl) alla commissione Igiene e sanità del Senato.
"Se passa la concezione di accanimento terapeutico contenuta nel ddl del relatore di maggioranza - afferma Mantovano in un'intervista al quotidiano online 'L'Occidentale' - addirittura si rischia di avallare situazioni in cui non c'è alcun bisogno del consenso informato o dello stato di morte imminente se il medico si convince che siamo in presenza di forme di accanimento terapeutico. In definitiva - prosegue l'esponente di maggioranza - con questa legge Eluana Englaro sarebbe morta perch, ci sono tutti i presupposti per poter ritenere alimentazione e idratazione forme di accanimento terapeutico".
"Questo testo - conclude Mantovano - rischia di ribaltare le buone intenzioni del relatore, che non nego ci sono, in pessimi atti pratici".
"L'idea del sottosegretario all'Interno Alfredo Mantovano secondo il quale il disegno di legge Calabro' sul testamento biologico consentirebbe un'interpretazione troppo estensiva del divieto di accanimento terapeutico, non e' vera e suona anche paradossale". Lo afferma Benedetto Della Vedova, presidente dei Riformatori-liberali e deputato del Pdl, sottolineando che il ddl in questione "non solo rende inefficace qualunque disposizione anticipata in ordine ai trattamenti futuri, ma nega anche cio' che la Costituzione afferma, cioe' il diritto del paziente cosciente di rifiutare le cure che gli vengono proposte".
Per Della Vedova, dunque, "ora Mantovano parte all'attacco dell'unico principio deontologico che esce (anche se solo parzialmente) indenne dalla proposta di riforma: quello contro l'accanimento terapeutico". Se la maggioranza seguisse la strada indicata dal sottosegretario, conclude l'esponente del Pdl, "peggiorerebbe e renderebbe ancora piu' clamorosamente anti-costituzionale e anti-deontologico un testo che anziche' disciplinare i termini per l'espressione del consenso alle cure sanitarie, limita fortemente il diritto stesso alla liberta' terapeutica".
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