Venerdì 5 giugno 2026
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Englaro. Depositata relazione su autopsia, la Procura chiede altri accertamenti

U.E. - ITALIA
Notizia ·
La Procura della Repubblica di Udine ha disposto ulteriori accertamenti sulla morte di Eluana Englaro avvenuta il 9 febbraio scorso, alla casa di cura 'La Quiete' del capoluogo friulano, dopo 17 anni di stato vegetativo persistente. Lo ha deciso il Procuratore Antonio Biancardi che, in particolare, 'per il totale completamento delle informazioni medico-legali', ha disposto l'esame dell'encefalo della donna incaricando due specialisti del settore, il professor Fabrizio Tagliavini, dell'universita' di Milano, e il professor Raffaele De Caro, dell'universita' di Padova.
Nel conferire l'incarico, Biancardi ha anche dato ulteriori 90 giorni di tempo ai due professionisti. La parola 'fine' sulla morte della ragazza che ha diviso l'Italia, almeno dal punto di vista legale, non arrivera' quindi, vista la concomitanza con il periodo di ferie, prima dell'autunno. Si tratta di esami che erano previsti dal protocollo stilato sulla base del decreto della Corte d'appello di Milano che autorizzava il papa' di Eluana a staccare la spina che teneva in vita la ragazza. Nuovi accertamenti e nuovi esami che hanno visto anche la difesa dei 14 indagati per l'ipotesi di reato di omicidio volontario - Beppino Englaro, l'anestesista Amato De Monte e i 12 componenti l'equipe che ha assistito Eluana negli ultimi giorni di vita - assecondare le scelte del Pubblico ministero.
A Biancardi, ieri, e' stata anche consegnata la relazione dell'anatomopatologo Carlo Moreschi incaricato dal Pm degli esami autoptici sul corpo di Eluana. 133 pagine, piu' gli allegati, per spiegare come e perche' Eluana sia morta prima dei 15 giorni preventivati. Tra l'altro Moreschi - coadiuvato dai professori Rino Froldi e Daniele Rodriguez - nella perizia ha spiegato che 'la morta di Eluana e' riconducibile ad un arresto cardiaco causato dalla disidratazione, dalla pneumopatia osteoplastica racenosa e dalla disreattivita' del controllo simpatico verso-motore del tetraplegico'. Insomma per una carenza polmonare causata da 17 anni di stato vegetativo persistente.
Nella sua relazione, Moreschi ha anche precisato che 'i dati tossicologici hanno evidenziato elementi che consentono di affermare l'avvenuto rispetto del protocollo' mentre gli stessi risultati 'sono compatibili con le somministrazioni pregresse di farmaci come evidenziato dalle cartelle cliniche di Eluana'.
Insomma una relazione che ha soddisfatto Giuseppe Campeis, uno dei legali della famiglia Englaro. 'C'e' la conferma - ha detto il legale - che alla casa di riposo La Quiete e' stato fatto quello che si doveva fare, insomma quello che era stato previsto dal protocollo. Nulla di diverso'. Per questo Campeis ha anche detto che 'l'indagine avviata dalla Procura per l'ipotesi di reato di omicidio volontario sara' archiviata'.

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