Englaro. Dieci preti friulani in disaccordo con il Vaticano: non e' omicidio
Dieci preti del Friuli Venezia Giulia non condividono 'la posizione di chi definisce omicidio una scelta drammatica vissuta nell'ambito di una relazione di amore'.
Nella 'Lettera ai fedeli e ai laici' preparata in occasione del prossimo Natale, senza mai citare la vicenda di Eluana Englaro, i dieci preti (fra i quali don Pierluigi Di Piazza di Udine e don Mario Vatta di Trieste), dicono di avvertire 'l'esigenza di porsi molto di piu' in ascolto della vita e di tutte le sue situazioni, e per questo - aggiungono - di aprirci con rispetto a diverse possibilita''.
'Come e' vero - scrivono nella lettera anticipata oggi da alcuni quotidiani locali - che nessuno dovrebbe sollecitare, tantomeno obbligare qualcuno ad anticipare la propria morte biologica, ci chiediamo se altrettanto e' possibile che nessuno sia obbligato a vivere anche in quelle condizioni estreme che inducono a desiderare la morte come una liberazione da una vita considerata impossibile'.
'O - concludono - ci sarebbero questioni morali che non sono di competenza della liberta' di coscienza di ciascuna persona? E davvero ci si puo' sostituire a Dio affermando di conoscere la sua volonta' riguardo alla sofferenza e alla morte delle persone?'
IMMEDIATA LA CENSURA DELLE GERARCHIE - Per il Vescovo di Trieste Eugenio Ravignani, la lettera di dieci sacerdoti che non condividono 'la posizione di chi definisce omicidio una scelta drammatica vissuta nell'ambito di una relazione di amore' e' una 'personale opinione che - ha detto Ravignani - non corrisponde all'insegnamento del Magistero della Chiesa'.
'I vescovi del Friuli Venezia Giulia - ha aggiunto Ravignani, interpellato dall'ANSA - hanno gia' espresso con chiarezza la loro posizione in merito alla dolorosa vicenda di Eluana Englaro e la confermano'.
'Quanto alla lettera di dieci sacerdoti - ha concluso - essa non corrisponde all'insegnamento del Magistero della Chiesa, come appare dalle note dichiarazioni della Santa Sede e della Conferenza Episcopale Italiana'.
PROCURA UDINE ESAMINA PROTOCOLLO ATTUAZIONE SENTENZA - Il Procuratore di Udine, Antonio Biancardi, ha incontrato oggi i responsabili della casa di cura 'Citta' di Udine', la struttura che si e' resa disponibile ad accogliere Eluana Englaro e attuare il protocollo per l'attuazione della sentenza che autorizza la sospensione dell'alimentazione artificiale che tiene in vita la donna da 17 anni.
'Ho ricevuto il protocollo - ha detto Biancardi, interpellato dall'ANSA - e lo sto esaminando. Ma al momento non c'e' altro da dire, perche' Eluana non e' ancora arrivata alla Casa di Cura Citta' di Udine. Il mio compito - ha concluso - potrebbe essere verificare che l'eventuale decesso avvenga con le modalita' tracciate dai giudici'.
POLEMICHE IN CONSIGLIO REGIONALE FVG - Posizioni diversificate dei partiti del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia sulle affermazioni del Presidente della Giunta, Renzo Tondo (Pdl), che stamani ha annunciato che la Regione si asterra' dall'intervenire nella vicenda di Eluana Englaro.
L'applauso raccolto in Aula da Tondo non e' condiviso da tutti: Pdl, Lega e Italia dei Valori sostengono il Presidente, mentre Pd e Sinistra Arcobaleno sono su posizioni critiche.
Per il Presidente del Consiglio Regionale, Edouard Ballaman (Lega), 'la politica deve fare un passo indietro sul caso Englaro e due avanti sulla questione che fa riferimento non solo al caso di Eluana ma a molti altri, molto meno conosciuti'.
Secondo Ballaman, 'la politica non puo' discutere di un caso singolo, ma deve avere e prospettare una sua idea generale.
Personalmente farei di tutto per far cambiare idea al signor Englaro, ma tutti rispettiamo la sua decisione'.
Anche per Danilo Narduzzi, capogruppo della Lega, 'non e' compito della politica discutere il caso Englaro, ma piuttosto di una legge sul tema'.
Il capogruppo dell'Idv, Piero Colussi, 'sottoscrive la posizione di Tondo', al quale ha espresso 'pieno e incondizionato sostegno', definendo l'atto di indirizzo del ministro Sacconi 'un provvedimento incostituzionale e, pertanto, inaccettabile'.
Secca la posizione del capogruppo del Pdl, Daniele Galasso: 'Ha parlato il Presidente - ha detto - io non aggiungo altro'.
Per il vicecapogrupo del Pd, Mauro Travanut, invece, 'Tondo sbaglia a ritenere che non sia deputato a esprimersi su questa vicenda' perche' - a suo parere - in uno Stato di diritto 'c'e' chi ha il compito di risolvere con sentenze i problemi e chi, come noi, ha il diritto e il dovere di esprimersi senza mettere in alcun modo in discussione i distinti compiti che lo Stato, nella sua Costituzione, assegna a ciascun soggetto'.
Per Igor Kocijancic (Sa), Tondo ha fatto 'una scelta pilatesca. Sono d'accordo che si tratta di un fatto privato - ha detto - ma sarebbe stato corretto, da un punto di vista istituzionale, fornire un supporto politico alla clinica'.
Il capogruppo dell'Udc, Edoardo Sasco, infine, se fosse al posto di Tondo, farebbe una verifica 'con gli uffici dal punto di vista tecnico per consultarsi poi con gli assessori e la Giunta'.
Nella 'Lettera ai fedeli e ai laici' preparata in occasione del prossimo Natale, senza mai citare la vicenda di Eluana Englaro, i dieci preti (fra i quali don Pierluigi Di Piazza di Udine e don Mario Vatta di Trieste), dicono di avvertire 'l'esigenza di porsi molto di piu' in ascolto della vita e di tutte le sue situazioni, e per questo - aggiungono - di aprirci con rispetto a diverse possibilita''.
'Come e' vero - scrivono nella lettera anticipata oggi da alcuni quotidiani locali - che nessuno dovrebbe sollecitare, tantomeno obbligare qualcuno ad anticipare la propria morte biologica, ci chiediamo se altrettanto e' possibile che nessuno sia obbligato a vivere anche in quelle condizioni estreme che inducono a desiderare la morte come una liberazione da una vita considerata impossibile'.
'O - concludono - ci sarebbero questioni morali che non sono di competenza della liberta' di coscienza di ciascuna persona? E davvero ci si puo' sostituire a Dio affermando di conoscere la sua volonta' riguardo alla sofferenza e alla morte delle persone?'
IMMEDIATA LA CENSURA DELLE GERARCHIE - Per il Vescovo di Trieste Eugenio Ravignani, la lettera di dieci sacerdoti che non condividono 'la posizione di chi definisce omicidio una scelta drammatica vissuta nell'ambito di una relazione di amore' e' una 'personale opinione che - ha detto Ravignani - non corrisponde all'insegnamento del Magistero della Chiesa'.
'I vescovi del Friuli Venezia Giulia - ha aggiunto Ravignani, interpellato dall'ANSA - hanno gia' espresso con chiarezza la loro posizione in merito alla dolorosa vicenda di Eluana Englaro e la confermano'.
'Quanto alla lettera di dieci sacerdoti - ha concluso - essa non corrisponde all'insegnamento del Magistero della Chiesa, come appare dalle note dichiarazioni della Santa Sede e della Conferenza Episcopale Italiana'.
PROCURA UDINE ESAMINA PROTOCOLLO ATTUAZIONE SENTENZA - Il Procuratore di Udine, Antonio Biancardi, ha incontrato oggi i responsabili della casa di cura 'Citta' di Udine', la struttura che si e' resa disponibile ad accogliere Eluana Englaro e attuare il protocollo per l'attuazione della sentenza che autorizza la sospensione dell'alimentazione artificiale che tiene in vita la donna da 17 anni.
'Ho ricevuto il protocollo - ha detto Biancardi, interpellato dall'ANSA - e lo sto esaminando. Ma al momento non c'e' altro da dire, perche' Eluana non e' ancora arrivata alla Casa di Cura Citta' di Udine. Il mio compito - ha concluso - potrebbe essere verificare che l'eventuale decesso avvenga con le modalita' tracciate dai giudici'.
POLEMICHE IN CONSIGLIO REGIONALE FVG - Posizioni diversificate dei partiti del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia sulle affermazioni del Presidente della Giunta, Renzo Tondo (Pdl), che stamani ha annunciato che la Regione si asterra' dall'intervenire nella vicenda di Eluana Englaro.
L'applauso raccolto in Aula da Tondo non e' condiviso da tutti: Pdl, Lega e Italia dei Valori sostengono il Presidente, mentre Pd e Sinistra Arcobaleno sono su posizioni critiche.
Per il Presidente del Consiglio Regionale, Edouard Ballaman (Lega), 'la politica deve fare un passo indietro sul caso Englaro e due avanti sulla questione che fa riferimento non solo al caso di Eluana ma a molti altri, molto meno conosciuti'.
Secondo Ballaman, 'la politica non puo' discutere di un caso singolo, ma deve avere e prospettare una sua idea generale.
Personalmente farei di tutto per far cambiare idea al signor Englaro, ma tutti rispettiamo la sua decisione'.
Anche per Danilo Narduzzi, capogruppo della Lega, 'non e' compito della politica discutere il caso Englaro, ma piuttosto di una legge sul tema'.
Il capogruppo dell'Idv, Piero Colussi, 'sottoscrive la posizione di Tondo', al quale ha espresso 'pieno e incondizionato sostegno', definendo l'atto di indirizzo del ministro Sacconi 'un provvedimento incostituzionale e, pertanto, inaccettabile'.
Secca la posizione del capogruppo del Pdl, Daniele Galasso: 'Ha parlato il Presidente - ha detto - io non aggiungo altro'.
Per il vicecapogrupo del Pd, Mauro Travanut, invece, 'Tondo sbaglia a ritenere che non sia deputato a esprimersi su questa vicenda' perche' - a suo parere - in uno Stato di diritto 'c'e' chi ha il compito di risolvere con sentenze i problemi e chi, come noi, ha il diritto e il dovere di esprimersi senza mettere in alcun modo in discussione i distinti compiti che lo Stato, nella sua Costituzione, assegna a ciascun soggetto'.
Per Igor Kocijancic (Sa), Tondo ha fatto 'una scelta pilatesca. Sono d'accordo che si tratta di un fatto privato - ha detto - ma sarebbe stato corretto, da un punto di vista istituzionale, fornire un supporto politico alla clinica'.
Il capogruppo dell'Udc, Edoardo Sasco, infine, se fosse al posto di Tondo, farebbe una verifica 'con gli uffici dal punto di vista tecnico per consultarsi poi con gli assessori e la Giunta'.
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