Sabato 6 giugno 2026
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Englaro. Dopo il 6 gennaio la decisione della clinica di Udine.

U.E. - ITALIA
Notizia ·
La Casa di cura 'Citta' di Udine' decidera' dopo il 6 gennaio se accogliere Eluana Englaro per l'attuazione della sentenza che autorizza la sospensione dell'alimentazione artificiale della donna. Lo ha detto Claudio Riccobon, amministratore delegato della struttura sanitaria udinese.
Interpellato dall'ANSA, Riccobon ha spiegato che 'sono in corso alcuni approfondimenti giuridici su aspetti tecnici e amministrativi, che proseguiranno attraverso alcune riunioni in programma dopo il 6 gennaio. Nei giorni successivi - ha aggiunto - prenderemo una decisione'.
L'Amministratore delegato ha precisato che gli approfondimenti giuridici 'riguardano le competenze di Stato e Regione per l'accreditamento delle strutture sanitarie sul territorio e la validita' dell'atto di indirizzo del ministro del Lavoro e della Salute, Maurizio Sacconi, tenendo conto che - ha concluso - in questa situazione operiamo al di fuori del servizio sanitario nazionale e in regime privatistico'.
Eluana Englaro e' da 17 anni in coma vegetativo per i postumi di un incidente stradale. Suo papa' Beppino ha piu' volte detto di voler portare la figlia a morire in Friuli, terra di origine degli Englaro.
 
BOTTA E RISPOSTA COSCIONI-ROCCELLA
'Esiste una Costituzione, e l'Italia, per quanti sforzi si faccia in questo senso, non e' ancora una provincia vaticana. Dunque il diritto a non subire trattamenti sanitari non voluti e imposti, e' un diritto che va difeso, garantito e tutelato'. Cosi Maria Antonietta Farina Coscioni, deputata radicale e co-presidente dell'Associazione Luca Coscioni, replica a Eugenia Roccella in un botta e risposta iniziato in seguito a un'intervista del sottosegretario al Welfare apparsa oggi su 'La Repubblica'.
'Con il suo zelo - afferma in una nota - l'onorevole Roccella incassa, e ne sara' compiaciuta, il plauso dell'onorevole Luca Volonte''. La deputata ricorda poi che e' la prima firmataria di una proposta di legge, presentata a giugno 2008, per la ratifica ed esecuzione della Convenzione sui diritti delle persone con disabilita' adottata dall' Assemblea generale delle Nazioni Unite e che sia in base all'art. 25 della Convenzione che all'art. 32 delal Costituzione (caso Welby), una persona non disabile ha diritto a rifiutare qualsiasi cura. 'Se Eluana fosse cosciente - sottolinea - potrebbe rifiutare sondini ed alimentazione. Poiche' e' disabile grave (stato di incoscienza) viene discriminata'.

La Costituzione tutela la dignita' umana ma non da' il diritto a morire, ne' quello di disporre a piacimento del proprio corpo. E' quanto precisa il sottosegretario al Welfare Eugenia Roccella, replicando a Farina Coscioni la quale. "L'articolo 32 della Costituzione di cui l'onorevole Farina Coscioni si fa interprete - spiega Roccella - garantisce la liberta' di cura, cioe' la liberta' di scegliere le terapie e di decidere se sottoporsi o no a un determinato trattamento sanitario. Nulla a che vedere, dunque, con il 'diritto a morire' sostenuto dai Cavalli-Sforza.
Ricordiamo che per la legge italiana la disponibilita' del proprio corpo ha dei limiti: per esempio, non e' possibile vendere i propri organi o affittare un utero, ed e' punito chi istiga al suicidio o chi vi coopera. Ad essere coerente nella richiesta di modificare l'articolo 32 della Costituzione dovrebbe quindi essere l'onorevole Farina Coscioni".
"L'ostinazione a interpretare tutto attraverso la lente deformante dell'ideologia - attacca poi la Roccella - impedisce all'onorevole Farina Coscioni persino di capire l'italiano. La frase virgolettata che riporta dalla mia intervista a Repubblica ('ferma opposizione alla selezione genetica perche' la societa' sarebbe costretta a sopportare costi economici troppo elevati'), ha un senso esattamente opposto a quello da lei indicato. Di malattie genetiche da evitare attraverso l'aborto o l'eutanasia perche', appunto, 'i costi alla societa' sarebbero 'molto gravi' parlava l'articolo di Francesco e Luca Cavalli-Sforza pubblicato da Repubblica il giorno precedente, e io riferendomi a quel testo citato dall'intervistatore ribadivo 'la mia ferma opposizione alla selezione genetica', ancora piu' inaccettabile se legata a una pura valutazione di convenienza economica".   
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