Domenica 7 giugno 2026
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Englaro. Errani contro Sacconi: no a ingerenze. Udine verso il no

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Nuova polemica sul caso di Eluana Englaro, la donna in stato vegetativo persistente da 17 anni e per la quale la Corte di appello di Milano ha dato l'autorizzazione al distacco del sondino per l'alimentazione artificiale. Questa volta, la questione riguarda la possibilita' o meno da parte delle autorita' regionali o nazionali di intervenire sulla scelta del luogo di assistenza dove Eluana potra' essere accompagnata alla morte. Con un duro botta e risposta tra il presidente della giunta regionale dell' Emilia-Romagna Vasco Errani, che dice 'no' a qualunque 'ingerenza', e il ministro del Welfare Maurizio Sacconi.
Tutto parte da una petizione-appello firmata da circa 250 persone tra cui la vice sindaco di Bologna, la cattolica Adriana Scaramuzzino, ed il politologo Gianfranco Pasquino, in cui si chiede ad Errani di offrire la disponibilita' delle strutture sanitarie della regione 'per accompagnare la famiglia Englaro nell'adempimento delle volonta' espresse dalla propria figlia', sospendendo quindi l'alimentazione forzata.
Una petizione alla quale Errani ha risposto affermando, in sostanza, che ne' le autorita' regionali ne' quelle nazionali hanno un potere di intervento su quella che e' una libera scelta del cittadino: 'La scelta del luogo di cura e assistenza - e' la risposta di Errani in una nota - appartiene alla libera scelta del cittadino, e' tutelata dalla legge e non puo' essere frutto di atti delle autorita' di governo regionali o nazionali'. Ed ancora: 'Fermo restando che questa dolorosa vicenda dimostra quanto sia urgente una legge nazionale sul testamento biologico - scrive Errani - voglio sottolineare che, nel rispetto della separazione dei poteri e a fronte di una sentenza esecutiva dell'Autorita' giudiziaria, la scelta del luogo di cura e assistenza appartiene alla libera scelta del cittadino. In questo senso ho gia' risposto al ministro Sacconi sulla lettera ministeriale inviata alle Regioni il mese scorso (che dichiarava illegale la sospensione della nutrizione in tutte le strutture sanitarie, ndr) - prosegue - circa l'ininfluenza giuridica di un tale atto di fronte alla definitiva pronuncia della Corte di Cassazione'. Insomma, da Errani arriva un secco 'no' a qualsiasi 'ingerenza' nella vicenda sia della Regione come del Governo. Posizione che ha riscosso l'approvazione anche del sindaco di Bologna Sergio Cofferati.
Ma il ministro Sacconi non ci sta e, in un botta e risposta a mezzo comunicato stampa, precisa: Il presidente Errani 'sa bene che il Servizio sanitario nazionale deve operare secondo principi e criteri omogenei in tutto il territorio nazionale ed e' quindi nel potere del Governo effettuare atti di ricognizione fondati sui principi generali dell'ordinamento e su leggi dello Stato, come sara' presto quella di ratifica della Convenzione Onu sui disabili'. La richiesta dell'impiego di strutture del Servizio sanitario nazionale 'ai fini di privazione di forme di erogazione dell'idratazione e dell'alimentazione di persone disabili - conclude Sacconi - mette in ogni caso coloro che hanno la responsabilita' di funzioni istituzionali nella condizione di dover prendere posizione. A nessuno e' dato di fare come Ponzio Pilato'.
Nella polemica e' intervenuto anche l'assessore regionale alle politiche per la Salute dell'Emilia-Romagna, Giovanni Bissoni: 'Spiace constatare - ha affermato - che il ministro Sacconi non abbia valutato appieno il contenuto della dichiarazione del presidente Errani. Non e' intenzione della Regione Emilia-Romagna mettere in discussione i principi e i criteri di funzionamento del Servizio Sanitario Nazionale che abbiamo sempre tutelato. Fra questi - ha concluso - e' certamente compreso il rispetto dello stato di diritto a fronte di una sentenza definitiva della magistratura'.
 
NO DALLA CLINICA CITTA' DI UDINE PER POCHE GARANZIE - 'Poche garanzie'. Con questa motivazione la clinica Citta' di Udine dira' di no ad accogliere Eluana Englaro. Lo sostiene il 'Messaggero Veneto' di Udine, anticipando l'ufficializzazione da parte del policlinico friulano del ritiro della disponibilita' a ricevere da Lecco la donna.
Le garanzie di 'copertura' non sarebbero arrivate ne' dalla regione Friuli Venezia Giulia, tantomeno dal governo, secondo le confidenze raccolte dal giornale, secondo il quale sarebbe stato lo stesso presidente dell'istituto, Antonio Agosto, a confermare il pronunciamento di diniego ad un politico udinese La nota ufficiale della clinica dovrebbe arrivare nelle prossime ore, al piu' tardi entro venerdi'.
 
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