Giovedì 4 giugno 2026
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Englaro a Firenze, oggi il conferimento della cittadinanza onoraria

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Un po' frastornato e stanco, dopo i tanti appuntamenti che da sabato pomeriggio lo hanno visto protagonista, Beppino Englaro ieri mattina e' entrato, per la prima volta nella sua vita, in Palazzo Vecchio, la casa dei fiorentini e quindi in quella che, da oggi, dopo la cerimonia con la quale gli verra' conferita la cittadinanza onoraria di Firenze, sara' anche casa sua. Una citta' che da ieri mattina, dopo l'incontro con il sindaco Leonardo Domenici, per lui 'Cicerone' nella Sala di Clemente VII, ha detto di 'capire di piu'', dove forse gli sarebbe piaciuto entrare con Eluana, di cui parla come se fosse fisicamente accanto a lui.
L'appuntamento di oggi e' stato preceduto da non poche polemiche, politiche e non solo, dopo che il Consiglio comunale, a maggioranza, aveva votato per l'onorificenza al padre di Eluana. I consiglieri del Pdl gli avevano chiesto di rifiutarla: 'non potevo farlo - ha detto - anche per rispetto al presidente del Consiglio Eros Cruccolini e al capogruppo del Ps, Alessandro Falciani', che aveva presentato la mozione. E da sabato Cruccolini e Falciani lo accompagnano come ombre, ad ogni incontro gli sono vicini, lo 'coccolano'. Anzi, Cruccolini lancia appelli, fino a oggi accolti, perche' non ci siano manifestazioni di protesta.
L'arcivescovo di Firenze, Giuseppe Betori, aveva definito la cittadinanza a Englaro 'un'offesa alla citta'. Beppino non nasconde di sentirsi lontano da lui e dai vertici della Chiesa, 'anche se io li rispetto mentre loro non fanno altrettanto con me'. Ma non e' sorpreso che tra gli incontri di ieri ci fossero quelli con la comunita' dell'Isolotto, di Enzo Mazzi, il sacerdote che nel 1968 fu rimosso dall'allora cardinale Ermenegildo Florit, e con la comunita' delle Piagge di don Alessandro Santoro. E se in Palazzo Vecchio Englaro era rimasto colpito dalle parole del sindaco Domenici, che domani non sara' a Firenze per impegni con l'Anci ma che ha voluto firmare la pergamena della cittadinanza onoraria davanti a lui, probabilmente lo hanno colto un po' di sorpresa la richiesta di 'perdono' arrivata da don Santoro. Il prete, critico con i vertici ecclesiastici colpevoli di aver 'offeso' Englaro, spiega che oggi 'l'unico Dio possibile che io posso intravedere, eventualmente, e' nel dolore composto, nella fede laica profonda della vita, in questa battaglia civile che tu hai deciso di portare avanti'. Frase che il sacerdote, noto per le posizioni di 'frontiera', fa seguire da un'altra affermazione: 'se la Chiesa e' quella che in questo tempo hanno fatto vedere i vertici, il mio vescovo, non mi ci riconosco piu''.
Ieri sera l'ultimo appuntamento di Englaro, al teatro Puccini, con l'associazione 'Liberi di decidere' nata per raccogliere il 'testamento biologico' di chi vuole anticipare la legge. Il presidente Stefano Stefani ha detto che l'associazione ha gia' raccolto 'oltre 3.000 testamenti'. Ma Englaro, che non esclude il ricorso al referendum qualora il ddl venga approvato cosi',  dopo le parole di Gianfranco Fini davanti alla platea del Pdl a Roma, che aveva richiamato a far si' che lo Stato 'sia laico e non etico', ha piu' fiducia: 'ci sono tutte le premesse che il ddl alla Camera possa cambiare', dice uscendo da Palazzo Vecchio, da domani la sua seconda casa. (ansa)
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