Domenica 7 giugno 2026
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Englaro. Fissata per il 24 l'udienza sulla sospensione del provvedimento della Corte d'Appello di Milano

U.E. - ITALIA
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E' stata fissata al prossimo 24 settembre l'udienza durante la quale si discutera' la richiesta, presentata dalla Procura Generale di Milano, di sospensiva del provvedimento col quale i giudici della Corte d'Appello di Milano autorizzavano l'interruzione dell'alimentazione artificiale per Eluana Englaro, la donna lecchese in stato vegetativo da 16 anni. Oltre che la richiesta di sospensiva il sostituto Pg di Milano, Maria Antonietta Pezza, ha presentato ricorso in cassazione contro il decreto dei giudici milanesi.   

La via da percorrere "non e' quella di una legge che introduca un indebolimento del principio di indisponibilita' della vita umana", ma, semmai, "quella di una legge che tuteli la vita umana in condizioni di malattia inguaribile o di grande disabilita'". E' quanto si legge in un articolo, intitolato "Il decreto della Corte di appello di Milano sul caso Englaro e la richiesta di una legge sul cosiddetto testamento biologico", di Carlo Casini, presidente del Movimento per la Vita, e di Marina Casini, Maria Luisa Di Pietro ed Emma Traisci dell'Istituto di Bioetica dell'Universita' Cattolica di Roma, in uscita sul nuovo numero di 'Medicina & Morale', la rivista di bioetica del Centro di Ateneo di Bioetica dell'Universita' Cattolica. Necessario, secondo gli autori dello scritto, ribadire "il principio fondamentale, e cardine della moderna idea dei diritti umani, di indisponibilita' della vita umana sempre e comunque degna del massimo rispetto e sostegno e incentivando ogni forma di assistenza con una grande attenzione ai bisogni del malato e delle famiglie". Nell'articolo pubblicato da 'Medicina & Morale', si analizza il decreto, emesso il 9 luglio scorso, con cui la prima sezione civile della Corte d'Appello di Milano si e' pronunciata sulla vicenda di Eluana Englaro, autorizzando l'"interruzione del trattamento di sostegno vitale artificiale realizzato mediante alimentazione e idratazione con sondino nasogastrico", esito di una lunga vicenda giudiziaria che si e' dipanata attraverso nove decisioni pronunciate tra il 1999 e il 2008. Dallo studio, emergono alcuni aspetti connessi alla richiesta di una legge sul "testamento biologico" (o, come altrimenti definito, "direttive anticipate" o "dichiarazioni anticipate di trattamento"): il rifiuto della vita gravemente "debilitata" e della responsabilita' verso l'altro nei momenti di massima fragilita'. Gli autori mettono in relazione la situazione dell'ordinamento giuridico italiano attuale con riguardo ai temi di fine vita con la situazione dell'ordinamento giuridico prima dell'approvazione della legge sulla procreazione medicalmente assistita e prima dell'approvazione della legge sull'interruzione volontaria di gravidanza.    
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