Englaro. Formigoni attacca il Tar. Avv. Angiolini: da oggi la Lombardia viola la legge
E' polemica a distanza tra il presidente del Tar della Lombardia, Piermaria Piacentini, e il Governatore Roberto Formigoni, dopo la sentenza con cui ieri i giudici del Tribunale amministrativo hanno accolto il ricorso di Beppino Englaro. Sentenza con la quale hanno annullato il provvedimento con cui a settembre la direzione generale della sanita' lombarda aveva negato la possibilita' al personale di tutte le strutture di interrompere l'alimentazione forzata che tiene in vita Eluana.
Il governatore e' partito all'attacco. Ha definito il verdetto 'aberrante' e assicura che 'per ora' non intende applicarlo. Ha parlato di un possibile ricorso al Consiglio di Stato, entro 60 giorni, e dell'intenzione di valutare 'altre strade' per opporsi a una sentenza che gli sembra 'poco fondata'.
La risposta non e' tardata ad arrivare. Piacentini, nel suo ufficio al primo piano della palazzina di via Conservatorio, premettendo che non vuole commentare la sentenza ne' gettare benzina sul fuoco, ha detto: 'Noi siamo interpreti della legge e la applichiamo secondo scienza e coscienza'.
Una frase secca alla quale ha fatto seguito una altrettanto secca controreplica: 'La legge non c'e'. Quale legge ha applicato il Tar - ha chiesto il governatore - se la legge non c'e', tanto che si parla di vuoto legislativo? Quale legge dovrebbe applicare la Regione Lombardia se la legge non c'e'?'.
'Sarebbe bene che qualcuno provvedesse a ribadire che l'ordinamento costituzionale italiano e' in pieno vigore ricordando a tutte le magistrature, a partire da quella amministrativa, che il loro compito non e' quello di innovare facendo leggi, neppure in presenza di un ipotetico vuoto legislativo'.
La decisione di non attuare, per ora, la sentenza del Tar e, poi, dopo la notifica, eventualmente impugnare il provvedimento, ha provocato la reazione del prof. Vittorio Angiolini, legale di Englaro, e dell'avv. Franca Alessio, curatrice speciale di Eluana. 'Non comprendo le parole del presidente Formigoni. La sentenza del Tar e' esecutiva e, quindi, da oggi la Regione Lombardia e' fuori dalla legge', ha affermato Angiolini. 'E' una pura ribellione al diritto', ha fatto eco l'avvocato Alessio precisando che 'dal decreto della Corte d'Appello e' illegale continuare a somministrare il trattamento a Eluana senza il consenso del cosiddetto avente diritto, cioe' il padre.
Padre che ha ottenuto legalmente l'autorizzazione a sospendere la cura'.
'Comunque noi andremo avanti per la nostra strada', ha garantito Angiolini. Il che dovrebbe significare, da un lato, dar corpo all'ipotesi di ricoverare Eluana alla casa di cura 'La Quiete' di Udine, senza per questo scartare l'opzione Piemonte.
Notificare gia' domani alla Regione la sentenza del Tar ed eventualmente fare una diffida perche' indichi la struttura per l'interruzione dell'alimentazione e l'idratazione artificiali e avviare un processo di ottemperanza che porta alla nomina di un commissario ad acta che attui quanto stabilito dalla magistratura.
'LA QUIETE',NESSUNA RICHIESTA DI RICOVERO DA FAMIGLIA - Alla Casa di riposo 'La Quiete' di Udine non e' ancora arrivata dalla famiglia Englaro alcuna richiesta di ricovero di Eluana, che potrebbe essere accolta nella struttura per l'attuazione della sentenza che autorizza la sospensione dei trattamenti di alimentazione-idratazione artificiale.
Lo si e' appreso oggi dal vicedirettore generale della Casa di riposo, Luciano Cattivello. 'La richiesta non e' stata avanzata - ha spiegato - perche' la famiglia Englaro attende una risposta da parte nostra. E' pero' evidente la loro intenzione - ha proseguito - che Eluana sia trasferita nella sua terra d'origine'. Il vicedirettore ha poi riferito che 'la Casa di riposo non ha avuto ancora contatti diretti con la famiglia Englaro, che si muove attraverso i suoi legali'.
Cattivello ha fatto sapere che alla Casa di risposo proseguono le verifiche sul percorso per l'attuazione della sentenza. 'Abbiamo contatti continui con i nostri partner - ha detto - in primo luogo con l'Azienda sanitaria e con il Comune, ai quali dobbiamo concedere i tempi tecnici per ottenere determinate risposte. Dunque prevedo - ha aggiunto - che ci vorra' tutta la settimana in corso per dire se possiamo accogliere Eluana oppure no'.
'Sentiamo di avere i requisiti per proporci per l'accoglienza - ha concluso il vicedirettore - ma per dire si' dobbiamo verificare se il percorso che abbiamo in mente, rispetta tutti i criteri della legittimita' e della legalita''.
Il governatore e' partito all'attacco. Ha definito il verdetto 'aberrante' e assicura che 'per ora' non intende applicarlo. Ha parlato di un possibile ricorso al Consiglio di Stato, entro 60 giorni, e dell'intenzione di valutare 'altre strade' per opporsi a una sentenza che gli sembra 'poco fondata'.
La risposta non e' tardata ad arrivare. Piacentini, nel suo ufficio al primo piano della palazzina di via Conservatorio, premettendo che non vuole commentare la sentenza ne' gettare benzina sul fuoco, ha detto: 'Noi siamo interpreti della legge e la applichiamo secondo scienza e coscienza'.
Una frase secca alla quale ha fatto seguito una altrettanto secca controreplica: 'La legge non c'e'. Quale legge ha applicato il Tar - ha chiesto il governatore - se la legge non c'e', tanto che si parla di vuoto legislativo? Quale legge dovrebbe applicare la Regione Lombardia se la legge non c'e'?'.
'Sarebbe bene che qualcuno provvedesse a ribadire che l'ordinamento costituzionale italiano e' in pieno vigore ricordando a tutte le magistrature, a partire da quella amministrativa, che il loro compito non e' quello di innovare facendo leggi, neppure in presenza di un ipotetico vuoto legislativo'.
La decisione di non attuare, per ora, la sentenza del Tar e, poi, dopo la notifica, eventualmente impugnare il provvedimento, ha provocato la reazione del prof. Vittorio Angiolini, legale di Englaro, e dell'avv. Franca Alessio, curatrice speciale di Eluana. 'Non comprendo le parole del presidente Formigoni. La sentenza del Tar e' esecutiva e, quindi, da oggi la Regione Lombardia e' fuori dalla legge', ha affermato Angiolini. 'E' una pura ribellione al diritto', ha fatto eco l'avvocato Alessio precisando che 'dal decreto della Corte d'Appello e' illegale continuare a somministrare il trattamento a Eluana senza il consenso del cosiddetto avente diritto, cioe' il padre.
Padre che ha ottenuto legalmente l'autorizzazione a sospendere la cura'.
'Comunque noi andremo avanti per la nostra strada', ha garantito Angiolini. Il che dovrebbe significare, da un lato, dar corpo all'ipotesi di ricoverare Eluana alla casa di cura 'La Quiete' di Udine, senza per questo scartare l'opzione Piemonte.
Notificare gia' domani alla Regione la sentenza del Tar ed eventualmente fare una diffida perche' indichi la struttura per l'interruzione dell'alimentazione e l'idratazione artificiali e avviare un processo di ottemperanza che porta alla nomina di un commissario ad acta che attui quanto stabilito dalla magistratura.
'LA QUIETE',NESSUNA RICHIESTA DI RICOVERO DA FAMIGLIA - Alla Casa di riposo 'La Quiete' di Udine non e' ancora arrivata dalla famiglia Englaro alcuna richiesta di ricovero di Eluana, che potrebbe essere accolta nella struttura per l'attuazione della sentenza che autorizza la sospensione dei trattamenti di alimentazione-idratazione artificiale.
Lo si e' appreso oggi dal vicedirettore generale della Casa di riposo, Luciano Cattivello. 'La richiesta non e' stata avanzata - ha spiegato - perche' la famiglia Englaro attende una risposta da parte nostra. E' pero' evidente la loro intenzione - ha proseguito - che Eluana sia trasferita nella sua terra d'origine'. Il vicedirettore ha poi riferito che 'la Casa di riposo non ha avuto ancora contatti diretti con la famiglia Englaro, che si muove attraverso i suoi legali'.
Cattivello ha fatto sapere che alla Casa di risposo proseguono le verifiche sul percorso per l'attuazione della sentenza. 'Abbiamo contatti continui con i nostri partner - ha detto - in primo luogo con l'Azienda sanitaria e con il Comune, ai quali dobbiamo concedere i tempi tecnici per ottenere determinate risposte. Dunque prevedo - ha aggiunto - che ci vorra' tutta la settimana in corso per dire se possiamo accogliere Eluana oppure no'.
'Sentiamo di avere i requisiti per proporci per l'accoglienza - ha concluso il vicedirettore - ma per dire si' dobbiamo verificare se il percorso che abbiamo in mente, rispetta tutti i criteri della legittimita' e della legalita''.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti