Domenica 7 giugno 2026
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Englaro. Indagato il padre per 'omicidio volontario'. E la Chiesa si spacca

U.E. - ITALIA
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Una denuncia per omicidio volontario e' stata inviata dall'associazione 'Scienza e vita' alla Procura della Repubblica di Udine in relazione alla morte di Eluana Englaro, la donna deceduta il 9 febbraio scorso nella casa di riposo La Quiete del capoluogo friulano dopo 17 anni in stato vegetativo persistente. In seguito alla denuncia - si e' appreso in serata da fonti investigative friulane - il Procuratore della Repubblica di Udine, Antonio Biancardi, quale atto dovuto indaga nei riguardi di 14 persone, fra le quali il papa' di Eluana, Beppino Englaro, l'anestesista Amato De Monte che ha guidato l'equipe medica che ha attuato il protocollo per il distacco del sondino della donna, e 12 componenti dell'associazione 'Per Eluana'. L'associazione aveva preso in carico la donna dalla clinica privata di Lecco, la notte del 2 febbraio scorso, per portarla alla casa di riposto 'La Quiete' di Udine dove, sulla base del decreto della Corte d'appello di Milano, e' stato attuato il protocollo per l'interruzione dell'alimentazione e dell'idratazione.    

'Un atto dovuto'. Cosi' il procuratore di Udine Antonio Biancardi ha definito l'indagine nei confronti di 14 persone per la morte di Eluana Englaro. 'L'iscrizione e' avvenuta solo in questi ultimi giorni per la necessita' di separare le specifiche denunce verso le persone poi iscritte dai pure numerosissimi esposti, a volte deliranti, privi tuttavia di rilevanza penale o di precise accuse'. Sara' lo stesso Procuratore a seguire il procedimento.   
"E' solo un'indagine, siamo assolutamente tranquilli e lo e' anche il signor Beppino Englaro". Cosi' l'avvocato Vittorio Angiolini, legale della famiglia di Eluana. "Se il procuratore riceve notizie di reato ha il dovere di indagare. Ovviamente siamo disponibili a fornire tutti i chiarimenti che ci verranno richiesti", assicura l'avvocato. E naturalmente, conclude, qualora fosse necessario "sapremo difenderci", chiude.    

LA CHIESA CATTOLICA SI SPACCA - "Abbiamo un comandamento, il quinto, che dice 'non uccidere'. Chi uccide un innocente commette un omicidio e questo e' chiaro. Se Beppino Englaro ha ammazzato la figlia Eluana allora e' un omicida. Se non l'ha ammazzata allora non e' un omicida. Questo mi sembra totalmente chiaro". Lo ha affermato il cardinale Javier Lozano Barragan, presidente del Pontificio Consiglio per gli operatori sanitari per la Pastorale della salute, oggi a Roma a margine di un convegno sulle malattie rare.  "Una volta ho gia' parlato con Beppino Englaro - ricorda Barragan - e penso che non devo aggiungere altro. In una conversazione che ho avuto con lui gli ho detto tutte queste cose e lui ha reagito arrabbiandosi, dicendo che io lo catalogavo come assassino. Ma quello che io ribadisco e' che esiste un comandamento e se qualcuno lo infrange allora e' un assassino. E' un ragionamento logico e non polemico", conclude.    
"Gli uomini di Chiesa moderino il linguaggio, non si puo' usare un linguaggio come quello del cardinale Barragan". Lo dichiara don Tarcisio Puntel, parroco di Paluzza, il paese d'origine della famiglia Englaro, uno dei pochi sacerdoti che ha ancora un contatto con Beppino Englaro. Barragan in una dichiarazione aveva affermato che 'Beppino lo catalogo come un assassino'. "Beppino - aggiunge Puntel - ha sbagliato, gliel'ho sempre detto, lui sa che ho una visione opposta alla sua, ma tra noi c'e' rispetto - afferma il parroco - ed e' per questo che continua il dialogo. Usare parole come 'assassino' o 'omicida' e apostrofare una persona in questo modo non e' da cristiani. La verita' va detta fino in fondo, senza mezzi termini, ma in un rapporto dialogico".   
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