Domenica 7 giugno 2026
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Englaro. Legali non escludono esposto contro Regione Lombardia: reato di mancata esecuzione di provvedimento giudiziario

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Gli avvocati di Beppino Englaro stanno valutando, in queste ore, le contromosse da opporre alla decisione della Regione Lombardia di non mettere a disposizione una struttura sanitaria dove sospendere i trattamenti che tengono in vita Eluana. Sono tre le strade percorribili tecnicamente dai legali dello studio Angiolini che si occupano della vicenda: un ricorso al giudice civile o al Tar oppure una denuncia alla giustizia penale nella quale si rileverebbe, a carico della Regione, il reato di mancata nosservanza di un provvedimento dell'autorita' giudiziaria. Quest'ultima sembra la possibilita' piu' remota perche' i tempi della giustizia penale sono piuttosto lunghi e mal si adatterebbero all'urgenza del caso. Intanto, nei prossimi giorni i legali presenteranno alla Corte di cassazione un 'controricorso' rispetto a quello col quale la Procura Generale di Milano ha chiesto agli 'ermellini', il 31 luglio scorso, di annullare l'ordinaza dei giudici d'appello che avevano disposto la sospensione dell'alimentazione e dell'idratazione a Eluana. C'e' pero' un'eventualita' che potrebbe determinare una svolta parziale nel puzzle giudiziario. Se la Procura Generale dovesse, com'e' molto probabile, chiedere la sospensione del provvedimento della Corte d'Appello, agli avvocati di Beppino Englaro, non resterebbe che attendere la fissazione di un'udienza davanti alla cassazione. A quel punto, qualsiasi ricorso contro la decisione della Regione non avrebbe piu' senso.    
"Tra le possibilita' che ponderiamo, c'e' anche quella di un esposto contro la Regione Lombardia alla Procura della Repubblica". Lo dice Franca Alessio, curatrice speciale di Eluana Englaro, dopo la negata indicazione da parte del Pirellone di una struttura dove sospendere i trattamenti sanitari che tengono in vita la donna in stato vegetativo permanente da 16 anni. "L'esposto alla Procura - spiega - e' giustificato dall'ipotesi di reato di mancata esecuzione di un provvedimento dell'autorita' giudiziaria - spiega - e potrebbe andare di pari passo con un ricorso alla giustizia civile". "Comunque - aggiunge la curatrice - stiamo valutando diverse strade". Un mese fa, era stato depositato presso la Procura di Lecco un altro esposto nei confronti dell' azienda ospedaliera locale e della casa di cura in cui Eluana e' ricoverata. Entrambe sono accusate dai legali della famiglia Englaro di non avere eseguito il provvedimento dei giudici d'appello di Milano.    

ASL FIRENZE,NESSUN CONTATTO UFFICIALE PER ACCOGLIENZA - 'Non c'e' alcun contatto ufficiale per accogliere Eluana in Toscana, a Firenze'. Lo afferma Piero Morino, responsabile dell'Unita' di cure palliative-leniterapia della Asl 10 di Firenze, riguardo la possibilita' di un trasferimento in Toscana di Eluana Englaro, la donna in coma da 16 anni, dopo la decisione della Regione Lombardia di non voler sospendere l'idratazione e l'alimentazione. A luglio c'era stato un contatto informale tra la famiglia di Eluana e Firenze: il luogo che sembrava idoneo e' un hospice nell'ex convento delle Obalte, nella piazza vicino all'ospedale di Careggi. Si tratta di una struttura da poco inaugurata, con 11 posti letto, e dedicata ai malati terminali, soprattutto oncologici. Per adesso, comunque, la posizione di Morino non si discosta da quella della Regione Toscana, espressa chiaramente ieri dall'assessore per il diritto alla salute Enrico Rossi. 'Nessuno ci ha contattato, non sappiamo nulla - ha detto Rossi -. Eluana e' in Lombardia e li' si trovi una soluzione. Se ci sono diritti questi devono poter essere esercitati in tutto il territorio nazionale. La Lombardia ha tutte le strutture adeguate a mettere in atto il decreto che autorizza lo stop all'alimentazione. La Toscana, come altre regioni, non puo' farsi carico dei problemi della Lombardia'. Qualche anno fa, proprio Morino si fece carico di un caso che fece scalpore: aiuto' a morire senza sofferenza un suo paziente, malato terminale, non facendogli mancare le cure o somministrandogli una sostanza che gli togliesse la vita, ma addormentandolo per le ultime ore, quando i sintomi della malattia si erano fatto insopportabili. Niente a che vedere, spiego', con l'eutanasia, ma nemmeno con l'accanimento terapeutico.   

PRESIDIO SOCIALISTI DAVANTI SEDE REGIONE LOMBARDIA - Il Partito Socialista scende in piazza 'contro Formigoni' dopo il 'no' della Regione Lombardia alla possibilita' di sospendere l'alimentazione artificiale ad Eluana Englaro in coma vegetativo dal 1992. Nel pomeriggio alcuni militanti e l'ex parlamentare Roberto Biscardini hanno attuato un presidio, in piazza Duca d'Aosta, davanti alla sede della Regione Lombardia per protestare contro questa decisione. 'Non tutti i cittadini lombardi la pensano come Formigoni - ha detto Biscardini -, e' bene che la gente lo sappia. Eluana Englaro ha diritto di usufruire del sistema sanitario cosi' come prescrive la sentenza della Corte d'Appello. Siamo convinti che questo sia il sentimento della maggioranza dei lombardi e siamo mortificati dall'idea che Eluana debba emigrare in un'altra regione'. 'Formigoni non puo' - ha concluso Biscardini - far prevalere le proprie convinzioni politiche e ideologiche sulla Legge. Noi Socialisti siamo dalla parte dei cittadini che chiedono il rispetto della legalita' sempre e per tutti. Finche' non c'e' la Legge sul testamento biologico e sull'eutanasia, che i grandi partiti in parlamento non hanno mai voluto, piaccia o non piaccia, contano le sentenze dei tribunali'.   

ALTRI COMMENTI

Curare anche quando e' inutile non e' accanimento terapeutico ma, ai sensi dei protocolli sanitari, e' assistenza. Il presidente della Lombardia, Roberto Formigoni, difende la decisione della Regione di negare al papa' di Eluana Englaro un struttura dove lasciar morire la figlia, da sedici anni in stato vegetativo. In un'intervista a 'La Repubblica' Formigoni spiega che 'il servizio sanitario nazionale da' compito alla Regione di assistere, curare, tentare di guarire, non esiste l'obbligo alle Regioni di dare la morte interrompendo quella che non e' una prestazione intrusiva, ma e' idratazione e cura delle persone. Sono convinto - prosegue il presidente della Lombardia - sul piano personale e sul piano delle leggi, che assistere le persone sia un dovere'. 'Mi rifiuto di credere che sia pieta' dare la morte ad un organismo vivente. E' un gesto di pieta' sperare contro ogni speranza e quindi continuare a prendersi cura di questa vita umana, come stanno facendo le suore e anche la famiglia. Certo, per me interviene un punto di vista religioso, ma non e' irrazionale sperare', continua Formigoni. Quanto all'aspetto legale se la cassazione dovesse confermare quanto stabilito dalla corte d'appello il governatore della Lombardia chiarisce che 'la cassazione puo' dire che ha ragione il padre, ma non ci basterebbe lo stesso'. In ogni caso sarebbe 'un passaggio di notevole peso e non credo che una simile imposizione possa avvenire per sentenza, ma solo attraverso una legge', conclude Formigoni.    

'Molti cittadini lombardi sono sconcertati e vergognati che la sanita' pubblica in Lombardia sia sottoposta alla discrezionalita' politica e culturale di Comunione e Liberazione. Ma e' chiaro che sulla vicenda bisognera' andare a fondo. Mi auguro che chi di dovere intervenga. O Formigoni sta commettendo abuso di potere e dove rientrare nei ranghi o e' gia in corso un Federalismo sanitario che non garantisce a tutti gli italiani le stesse prestazioni sanitarie". Lo afferma Roberto Biscardini, della segreteria nazionale del Partito Socialista, dopo il presidio organizzato ieri dai socialisti davanti alla sede della Regione Lombardia, dopo la decisione di non sospendere le cure ad Eluana Englaro.  'Formigoni si rifiuta di applicare la sentenza della Corte d'Appello -continua- e nei panni del super direttore sanitario della Lombardia decide lui che le strutture sanitarie non potranno aiutare Eluana Englaro. Esperti e giuristi sostengono che e' obbligato a farlo. Eluana dovra' forse andare in un'altra Regione".    

'La questione aperta dall' Osservatore romano sulla 'morte cerebrale' e le recentissime dichiarazioni del Presidente Formigoni sul dramma di Eluana Englaro non possono essere trattate dalle piu' alte istituzioni come fatti episodici'. Lo sottolinea il segretario del Partito Socialista, Riccardo Nencini, secondo il quale 'genetica e bioetica rappresentano da tempo la frontiera attorno alla quale laici e cattolici si confrontano, spesso senza esclusione di colpi'.  'Come sta succedendo per la nascita - prosegue Nencini - anche per la morte la tecnica sta cancellando l'assoluto naturale ed e' prevedibile che i prossimi anni condurranno a scoperte ancor piu' significative. La materia, delicatissima, non puo' essere lasciata alle mani di esperti magistrati oppure alle decisioni di singoli rappresentanti delle istituzioni. Urge di piu'. La Costituzione italiana - nota il segretario socialista - a differenza di altre Costituzioni, in testa quella francese, non contiene in nessuno degli articoli dall'1 all'11, il termine 'laicita''.  'L' inserimento fra i Principi fondamentali della Carta, e, piu' in generale nel nostro ordinamento, di quella parola -evidenzia- si rivelerebbe decisivo'. Contribuirebbe a contenere le tante invasioni di campo dei vertici religiosi (di tutte le religioni!) e aiuterebbe la scienza a muoversi lungo la sua strada. Quali controindicazioni potrebbe avere il comma 1° dell' art. 1 della Carta cosi' scritto : 'L' Italia e' una repubblica 'laica', democratica, fondata sul lavoro?''.    

"Mi auguro che il presidente Marrazzo chiarisca quanto prima le gravi dichiarazioni del consigliere del Pd D'Amato e impedisca alla regione Lazio di trovare la ribalta nazionale e internazionale per aver favorito la morte di Eluana Englaro". Lo afferma il capogruppo regionale dell'Udc Aldo Forte. "Questo tipo di popolarita' - continua - non ci interessa e comunque l'Udc fara' di tutto per impedire che questo accada".  "Mi aspetto che il governatore Marrazzo - conclude Forte - prenda una posizione precisa su quanto detto da un consigliere della sua stessa maggioranza, perche' sarebbe veramente grave che il Lazio mettesse a disposizione strutture in grado di favorire la morte di Eluana".    

 Le strutture sanitarie del Lazio "hanno l'obiettivo di assistere e curare le persone, non certo di lasciarle morire": lo sostiene il vicecapogruppo del Pd alla Regione Lazio, Claudio Moscardelli, che in merito all'ipotesi di staccare la spina ad Eluana Englaro contraddice la proposta del suo compagno di partito Alessio D'Amato di ospitare la donna in una struttura laziale. "Trovo assolutamente fuori luogo - spiega - le affermazioni del consigliere regionale Alessio D'Amato, e assolutamente non rappresentative della posizione del Partito democratico regionale. Non credo - conclude Moscardelli - che la Regione Lazio sarà ricordata per aver favorito in qualche modo la morte di Eluana Englaro".    

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