Venerdì 5 giugno 2026
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Englaro. Medico curante pronto a sospendere terapia

U.E. - ITALIA
Notizia ·
'Dire che Eluana soffrira' e' una menzogna retorica' perche' 'fame e sete sono sensazioni, per provarle occorre essere dotati di connessioni. Il centro del dolore e' nel talamo e noi pensiamo che il talamo di Eluana sia in larga parte distrutto'. Lo afferma Carlo Alberto Defanti, medico che ha vegliato per anni sullo stato di Eluana, in un'intervista a 'La Repubblica'. 'Esistono soggetti chiusi dentro, che possono cioe' sembrare vegetativi, ma se si studia un modello di comunicazione possono in qualche modo rispondere'. Questo non e' il caso di Eluana, i medici lo hanno 'escluso dopo un'analisi lunga e accurata'. 'Eluana e' uno dei piu' chiari stati vegetativi che abbia mai visto' afferma il medico e continua dicendo che 'cio' che e' determinante non e' la sospensione della nutrizione' ma il termine dell' idratazione del paziente, che avviene 'moltiplicando l'assistenza, come e' stabilito dai protocolli delle cure palliative'. Infine Defanti si dice pronto a staccare la sonda: 'se saro' chiamato a staccare il sondino nasogastrico lo faro', affinche' il percorso della morte naturale, interrotto dalla rianimazione, riprenda'.

L'avvio della procedura in Senato per aprire un conflitto di attribuzione presso la Consulta sulla sentenza della Cassazione sul caso di Eluana Englaro "non cambia il corso degli eventi". Parola di Vittorio Angiolini, l'avvocato del padre della ragazza che da 16 anni si trova in coma vegetativo permanente.  In una intervista al Messaggero, il legale spiega: "Non vorrei essere nei panni dell'avvocato che dovrà rappresentare il Senato. Mi sembra una iniziativa che lascia il tempo che trova. Credo che non abbiano molti spazi di manovra perch, sul punto la dottrina è ferma: il conflitto di attribuzione non puó essere usato per impugnare una sentenza. Non è ammissibile se l'intenzione è quella di dire che la sentenza è sbagliata, ma soltanto quando i giudici che l'hanno emanata hanno 'fatto una legge', cioè si sono sostituiti al legislatore. Non mi sembra questo il caso".  "Le sentenze che autorizzano l'interruzione dell'alimentazione artificiale a Eluana sono chiare nel definire il caso unico e nella sua unicità i giudici lo hanno valutato senza sostituirsi in alcun modo al legislatore", sottolinea Angiolini che è sicuro che l'iniziativa del Senato non potrà mutare il corso degli eventi. "Se non altro per una questione di tempi. Intanto il Senato deve deliberare una decisione, dopodich, deve scegliere un avvocato che si incaricherà di formulare il ricorso e di presentarlo alla Corte Costituzionale, poi questa deve valutarne l'ammissibilità, quindi notificarlo alla Cassazione. Nessuna sentenza è mai stata sospesa durante l'iter di un conflitto di attribuzione".    

"Ma davvero c'e' qualcuno che in buona fede pensa che una decisione del genere la si prenda a cuor leggero? Burocraticamente? Prima di decidere io per molte notti non ho dormito, e so che le stesse notti in bianco le hanno fatte i miei due colleghi. Pero' sono un giudice e devo applicare la legge. E in base alla legge non era possibile una decisione diversa". Lo ha detto in un'intervista a 'Il Giornale', diretto da Mario Giordano, il giudice della Corte d'appello di Milano che ha scritto la sentenza che stacca la spina ad Eluana Englaro, Filippo Lamanna.  "Noi ci siamo pronunciati - ha continuato Lamanna - in una situazione in cui nessuno, neanche la Procura generale che si batteva per una soluzione diversa, metteva in dubbio la situazione clinica. Coma irreversibile, assenza totale di coscienza. E ci siamo mossi seguendo principi fondamentali della nostra Costituzione. Articolo 32: nessuno puo' essere obbligato ad un trattamento sanitario; articolo 3: tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge. Anche gli incapaci. Anche Eluana".  "Non abbiamo mai attribuito a Eluana - ha osservato Lamanna - una sorta di testamento biologico. Ma le indicazioni della Cassazione, quando ci ha rinviato la decisione, erano nette: andava verificato se le scelte del tutore della ragazza erano infondate, o se invece erano basate su dati di fatto reali. Tutti gli elementi che abbiamo raccolto dimostravano che il padre di Eluana ha fatto proprie le convinzioni che ripetutamente e senza incertezze sua figlia aveva manifestato quando era in grado di farlo. Alle stesse conclusioni e' arrivato anche il curatore speciale, nominato per tutelare i diritti di Eluana nell'ipotesi che il padre fosse condizionato da interessi personali. Per chi, come noi, ha conosciuto il signor Englaro era una ipotesi inverosimile. Ma e' uno scrupolo -conclude Lamanna- che bisognava farsi. E la conclusione non e' cambiata".    

SENATO, CONFLITTO ATTRIBUZIONE GIÀ LUNEDÌ IN COMMISSIONE -
Sulla vicenda di Eluana Englaro il Senato accelera i tempi. E' stata infatti convocata per lunedi', 21 luglio, alle 14, una seduta apposita della commissione Affari costituzionali per l'esame della proposta di un eventuale conflitto di attribuzione davanti alla Consulta tra il Senato e la Corte di Cassazione, in merito alla vicenda di Eluana Englaro.    

SE NE PARLA ANCHE ALLA CAMERA -
Il caso di Eluana Englaro, la ragazza in coma vegetativo permanente da 16 anni e per la quale la Corte d'Appello di Milano ha acconsentito allo stop dell'alimentazione e dell'idratazione artificiale, irrompe nell'Aula della Camera, dove e' in corso la discussione generale sul decreto legge che compone la manovra economica triennale. A sollevare la questione e' Roberto Giachetti, del Partito democratico, che parla di "carenze parlamentari" richiamando la mancanza di una legge sul testamento biologico, tema lungamente discusso nelle aule parlamentari ma sul quale non si e' mai giunti a un provvedimento. Massimo Polledri, della Lega Nord, replica prontamente che "non e' certo nel testamento biologico la soluzione". E sul caso Englaro, aggiunge: "qui si sta parlando di eutanasia".  Mentre il Senato ha aperto le procedure per sollevare davanti alla Corte costituzionale un conflitto di attribuzione con la magistratura, Polledri parla di "invasioni di campo" e aggiunge che oggi sara' alla manifestazione per Eluana in programma nel pomeriggio in Piazza del Campidoglio. Lucia Codurelli, del Pd, chiede "rispetto per la famiglia di Eluana", e polemica aggiunge: "il Parlamento sembra voler fare ora il suo dovere mentre, su questo tema, non lo ha mai fatto finora. Su questo caso - conclude - non vogliamo pieta', ma chiediamo rispetto".

LE BOTTIGLIETTE DI GIULIANO FERRARA -
All'indomani della decisione del Senato di valutare un possibile conflitto di attribuzione con la Corte di Cassazione che, con la sua sentenza, ha consentito alla Corte d'Appello civile di Milano di autorizzare la sospensione dei trattamenti sanitari e alimentari per Eulana Englaro, da 16 anni in stato vegetativo permanente, oggi e' stata la giornata della mobilitazione, che ha toccato sia Milano sia Roma, per chiedere che la donna sia tenuta in vita. Questa sera in piazza Duomo e' arrivato anche Giuliano Ferrara, direttore del quotidiano il Foglio, e promotore, assieme al Movimento per la Vita, dell'iniziativa di deporre sul sagrato bottiglie di acqua per protestare contro un decreto che, a suo avviso, condanna la donna a morire di fame e di sete. ''E' un gesto simbolico - ha spiegato il giornalista - contro una decisione che ci sembra folle, la decisione di spegnere una vita degna come tutte le vite umane di essere vissuta'. Per Ferrara, che ha invitato il padre di Eluana ad ascoltare la testimonianza delle suore che da tanti anni accudiscono la donna, 'non c'e' nelle nostre leggi, nelle nostre sensibilita' e nella nostra umanita', l'idea di acconsentire a un suicidio di persona consenziente, a un omicidio di persona consenziente'. Oltre 300 persone, tra cui numerosi candidati alle scorse elezioni politiche per la lista Pro-life, hanno seguito l'appello e si sono radunate sul sagrato della cattedrale milanese per 'chiedere che Eluana viva'. 'Siamo venuti da Torino per te. Non possiamo accettare questa decisione camuffata con qualche toga. La vita non e' nella disponibilita' dello Stato e tanto meno della magistratura', recita un cartello. Da Milano, la mobilitazione ha raggiunto anche la capitale, dove domenica prossima, tutte le chiese dedicheranno, durante le celebrazioni eucaristiche, una preghiera perche Eluana rimanga in vita. Al Campidoglio un centinaio di persone hanno seguito il gesto del presidente del consiglio comunale, Marco Pomarici e del sindaco Gianni Alemanno che hanno deposto una bottiglia d'acqua davanti al municipio. 'Non c'e' nessun motivo logico e razionale - ha affermato il primo cittadino romano - che debba prevedere la morte di questa persona. E' una scelta di morte fatta quasi in maniera ideologica'. Il protagonismo dei difensori della vita non ha fatto che alimentare le polemiche che da giorni si abbattono sul papa' di Eluana, Beppino Englaro, che dal 1999 combatte la sua personale battaglia per interrompere la sofferenza della figlia. A Milano, alcuni contestatori hanno fatto una breve irruzione sul sagrato esibendo cartelli con su scritto 'sia fatta la volonta' di Eluana' mentre il comitato di Bioetica, con una nota, ha voluto esprimere la sua solidarieta' al padre della donna. 'In queste ore e giorni - scrive il Maurizio Mori, presidente della consulta - opinionisti devoti e rappresentanti del clero mossi da sacri furori si ingegnano a costruire le piu' macabre formule per 'tenere in caldo' un'opinione pubblica ritenuta forse ghiotta solo di emozioni forti e colpi di teatro'. E se nei giorni scorsi il quotidiano il Foglio ha lanciato l'appello delle bottigliette d'acqua, domani un altro giornale, il Riformista, portera' il proprio contributo, ma di segno diametralmente opposto, al dibattito sul diritto di vivere o morire, pubblicando in prima pagina il modulo per il testamento biologico proposto dalla Fondazione Umberto Veronesi, invitando i propri lettori a compilarlo e a consegnarne una copia a un notaio.    

'Le chiedo se e' veramente riuscito ad elaborare il lutto per sua figlia': in una lettera pubblicata su Avvenire di oggi, don Michele Aramini, si rivolge al padre di Eluana Englaro, Beppino, per chiedergli di ripensare alla sua decisione di ordinare la sospensione dell'alimentazione e idratazione artificiale alla figlia in coma vegetativo permanente da 16 anni. 'Mi chiedo che cosa puo' succedere se un padre diventa l'artefice della morte di sua figlia - scrive Aramini -. Penso infatti che probabilmente lei soffrira' sia nel caso che Eluana dovesse restare in cura presso le Suore sia nel caso della sua scomparsa perche' lasciata morire'. 'Dopo la vittoria dell'irreparabile davvero si sentira' meglio?', chiede ancora il sacerdote. 'Su di lei e' rimasto un enorme peso', aggiunge.   

'In Italia non c'e' la pena di morte neanche per i condannati per gravi reati e si vorrebbe, giocando con le parole e la giustizia, lasciar morire di sete un malato?'. Se lo chiede il presidente del Movimento per la vita di Torino, Valter Boero, che oggi pomeriggio si rechera' con una delegazione a Milano. 'Anche noi - spiega - portiamo la nostra bottiglia d'acqua davanti al Duomo'. Il Movimento per la vita di Torino intende cosi' aderire all'appello di Giuliano Ferrara per la vita di Eluana Englaro, la trentasettenne di Lecco in stato vegetativo dal '92 per la quale la Corte d'Appello di Milano ha acconsentito allo stop dell'alimentazione e dell'idratazione artificiale. 'Non si puo' negare l'acqua a nessuno - sottolinea ancora Boero - figuriamoci ad un malato. La vita delle persone non e' nella disponibilita' di nessuno, neanche dei giudici. Ci piacerebbe incontrare e guardare negli occhi - conclude - le persone e le famiglie di queste persone che ci vogliono trascinare sulla via dell'eutanasia'.   

Una interrogazione alla Commissione Ue e al Consiglio per avere chiarimenti sulla sentenza della Corte d'appello di Milano che 'approfittando di un vuoto legislativo, si arroga il diritto di decidere su chi deve vivere e chi deve morire nel nostro Paese'. E' l'iniziativa di Mario Mauro (Fi), vicepresidente del Parlamento europeo, a proposito del caso di Eluana Englaro. 'La sentenza della Corte d'appello civile di Milano rappresenta un pericoloso precedente volto ad orientare fatalmente il legislatore verso l'eutanasia', osserva l'eurodeputato, il quale si chiede 'quale esperto potrebbe dichiarare, allo stato attuale, l'irreversibilita' della condizione di stato vegetativo'. 'E soprattutto - prosegue Mauro - come si puo' considerare la dichiarazione di un momento come parametro per presumere la volonta' di Eluana? La vita va difesa fino alla sua naturale conclusione e con essa va difeso il principio dell'indisponibilita' della vita stessa'.    

La Chiesa cattolica italiana continua ad occuparsi del caso di Eluana Englaro: domenica prossima, 20 luglio, i sacerdoti della diocesi di Roma durante la messa inviteranno i fedeli a invocare Dio perche' "illumini le coscienze sul valore intangibile di ogni vita umana, particolarmente nelle situazioni estreme di sofferenza e di dolore".  "Si potranno inserire nella preghiera universale - si legge nel settimanale diocesano, 'Roma Sette' - alcune delle seguenti intenzioni proposte dall'ufficio liturgico della diocesi":   "Perche' il Padre, che 'ha cura di tutte le cose' ispiri a tutti gli uomini e le donne una profonda gratitudine per il dono della vita e li spinga alla sua tutela amorosa, soprattutto nei momenti di debolezza e fragilità, preghiamo".  "Perche' le famiglie e tutta la società educhino le coscienze a prendersi cura con rispetto e amore della vita umana, dal concepimento fino alla morte naturale, preghiamo".  "Perche' il Dio della vita ci insegni a sostenere e amare la vita umana e a contemplare in ogni fratello e in ogni sorella, anche ferito dal dolore e dalla prova, il volto del Figlio crocifisso e risorto, preghiamo".  "Perche' tutti i cristiani siano testimoni dell'amore per la vita, che non spezza una canna incrinata e non spegne uno stoppino dalla fiamma smorta, ma si prende cura del dono di Dio e vi coglie la bellezza della creazione che si manifesta in ogni esistenza, preghiamo".  "Perche' il Dio della vita accompagni con la sua consolazione e la sua forza quanti sono chiamati a farsi carico della sofferenza e del dolore di persone care, e la fraterna solidarietà della comunità cristiana li sostenga nel riconoscere i segni della presenza di Dio in ogni persona e in ogni istante, preghiamo".    

"Da quando e' arrivata la sentenza della Corte d'Appello di Milano, la vita di Eluana Englaro e' ogni giorno in serio pericolo. Ci aspettiamo che la Procura Generale della Repubblica, verso la quale nutriamo massimo rispetto, si attivi al piu' presto per ottenere la sospensione degli effetti della sentenza e un immediato ricorso nei confronti delle decisioni dei giudici di Milano, che vorrebbero arrogarsi il diritto, con un colpo di martello, di decretare la vita o la morte di una persona". E' quanto afferma il deputato dell'Udc Luca Volonte'.  "In Italia -conclude Volonte'- non esiste nessun vuoto normativo: c'e' il reato di omicidio del consenziente e, nel caso di Eluana, c'e' molto dubbio che lei abbia mai voluto la propria morte".    

"Il presidente Schifani ha solamente attivato una procedura che era stata chiesta attraverso una mozione. I problemi posti dal caso Englaro sono di quelli che vengono detti eticamente sensibili. Ci troviamo di fronte a grandi novita': la sentenza della Corte di Cassazione non si limita a coprire un vuoto ma decide su alcuni aspetti che sono attualmente in discussione in Parlamento e su cui si sta svolgendo un dibattito serrato, estremamente importante anche per il futuro della nostra convivenza civile. Noi chiediamo che sia il Parlamento a fare le leggi, non vogliamo che i tanti casi Englaro, che purtroppo ci saranno, vengano risolti a suon di sentenze". Lo dice Gaetano Quagliariello, presidente vicario del Pdl, in merito alla decisione della Giunta del regolamento di Palazzo Madama di affidare alla commissione Affari costituzionali l'esame della proposta di sollevare un conflitto di attribuzione tra Senato e Corte di Cassazione, davanti alla Consulta, sulla vicenda di Eluana Englaro. In merito alle osservazioni dell'avvocato della famiglia della ragazza, prosegue Quagliariello, "credo che non sia possibile decidere su temi cosi' importanti nel giro di settimane o mesi. C'e' pero' da prendere atto di una cosa, questa sentenza la porta in emersione in maniera evidente: una legge serve, lo dice chi riteneva fino a poco tempo fa, il sottoscritto, che su problemi di questo tipo che riguardano la vita o la morte, sarebbe stato meglio non avere un eccesso di legislazione; ma il rischio che noi corriamo oggi e' che, invece, siano le sentenze, di volta in volta diverse, a decidere di queste questioni". E allora, insiste l'esponente del Pdl, "prendere una iniziativa di questo tipo, lo dico senza polemiche, non vuol dire fare ostruzionismo, vuol dire anche prendere un impegno da parte del Parlamento: e' evidente che se l'iniziativa andra' avanti questo sara' un impegno a fare una legge in tempi estremamente brevi".    

Il presidente del Consiglio comunale di Roma, Marco Pomarici, deporra' una bottiglietta d'acqua in piazza del Campidoglio per testimoniare la propria adesione "alle iniziative volte a sensibilizzare l'opinione pubblica in merito alla sentenza che ha autorizzato l'interruzione dell'alimentazione e idratazione per Eluana Englaro".   

"Leggo con stupore che il presidente del Consiglio comunale di Roma, Marco Pomarici, si appresterebbe a depositare nelle prossime ore una bottiglietta d'acqua in piazza del Campidoglio per testimoniare la propria adesione alle iniziative volte a sensibilizzare l'opinione pubblica in merito alla sentenza che ha autorizzato l'interruzione dell'alimentazione e idratazione per Eluana Englaro. Mi permetto di ricordare all'onorevole Pomarici che in qualita' di presidente rappresenta l'assemblea elettiva (art. 18 comma 1 dello Statuto del Comune di Roma) e non mi risulta che i consiglieri comunali gli abbiano dato mandato a depositare alcunche'". È quanto afferma Massimiliano Iervolino, segretario dell'associazione Radicali Roma. "Voglio anche ricordare - aggiunge - che il presidente del Consiglio comunale e' il garante dello Statuto. Cio' non toglie che come esponente politico o come libero cittadino Pomarici puo' prendere tutte le iniziative che vuole, ma nell'adempienza della sua figura istituzionale non puo' farlo con la carica che oggi ricopre. Le regole vanno rispettate sempre e comunque".    

 "La Commissione Affari Costituzionali esaminera' da lunedi' la questione del possibile conflitto di attribuzione contro la Corte di Cassazione sul caso Eluana. Non appare uno strumento percorribile, indipendentemente dal giudizio sulla questione e dalla sua grande importanza, per almeno quattro motivi". Lo dichiara il senatore del Pd Stefano Ceccanti, che pone al primo posto il fatto che "una sentenza di rinvio non e' definitiva e quindi non rientra negli atti impugnabili secondo la legge che regolamenta i conflitti di attribuzione".  Il secondo motivo, per Ceccanti, e' dato dal fatto che "un Parlamento che non legifera su una materia lascia di fatto ai giudici che devono comunque rispondere a una richiesta di giustizia dei cittadini senza potersi astenere la possibilita' di varie e legittime alternative giurisprudenziali; se vuole ridurre queste possibilita' deve fare il suo dovere e non proporre conflitti che da qui in poi tenderebbero a moltiplicarsi. Non a caso questa via sin qui non e' mai stata percorsa". Ceccanti indica poi come terzo motivo che "sulla base della Costituzione il ricorso dovrebbe rimanere esclusivamente sul piano della legittimita' mentre qui si tende pericolosamente a scivolare sul merito".  "Infine, casomai in un ordinamento contrassegnato dal bicameralismo perfetto un ricorso per lesione del potere legislativo dovrebbe essere presentato da entrambe le Camere con due atti identici e convergenti a ricorrere. Si rischia di esporre il Senato della Repubblica a una solenne smentita da parte della Corte costituzionale, evitando di affrontare la questione nel modo giusto, verificando la possibilita' di un ampio consenso su una legge che non scarichi sui giudici le nostre contraddizioni".    

"Stupisce che Stefano Ceccanti di fronte alla sentenza della Cassazione sul caso di Eluana Englaro e al conseguente decreto della Corte d'Appello non abbia avvertito, come costituzionalista e come parlamentare, l'esigenza di difendere le prerogative del legislatore da quella che è una evidente invasione di campo". Lo dichiara Gaetano Quagliariello, vicepresidente vicario dei senatori PdL.  "Nessuno infatti - prosegue Quagliariello - obietta che la Cassazione, interpellata, dovesse pronunciarsi in qualche modo; ma nel rispondere alle istanze dei cittadini i giudici devono attenersi alle leggi vigenti, magari rinviando alle migliori pratiche mediche, dal momento che nessun vuoto normativo autorizza una Corte a 'creare' diritto appropriandosi di ambiti e stili argomentativi propri del legislatore".  "Quanto poi - prosegue il parlamentare - al paventato rischio che dal piano della legittimità il conflitto di attribuzione rischierebbe di entrare nel merito, stupisce ancor di piú che Ceccanti, invece di criticare un ricorso che non è ancora stato scritto, non abbia avuto nulla da obiettare di fronte ad una sentenza della Cassazione - giudice, essa sí, di legittimità e non di merito - che si è spinta a stabilire cosa sia accanimento terapeutico e cosa non lo sia, giungendo di fatto ad enunciare una sorta di 'norma autoapplicativa'".  "A tal proposito - conclude Quagliariello - anche il senatore Bianco farebbe bene a leggere attentamente la sentenza: scoprirebbe che i magistrati hanno assunto una determinazione univoca proprio sul tema sul quale si dividono le diverse proposte legislative in materia, e su cui la XII Commissione sta discutendo. Quanto alla scelta della Commissione Affari Costituzionali come sede di discussione del conflitto di attribuzione, Bianco farebbe bene a rivolgersi al suo capogruppo Anna Finocchiaro e agli altri senatori del Pd in Giunta del Regolamento, che hanno condiviso tale scelta".  "Se si ha infine a cuore il prestigio del Parlamento, come Ceccanti dice di avere - è il ragionamento di Quagliariello - è dell'invasione di campo della magistratura che ci si dovrebbe preoccupare, a prescindere da quel che si pensa a proposito dell'eutanasia. E se si tiene alla convivenza civile di fronte ad un pronunciamento come quello della Cassazione, ci si dovrebbe battere affinch, il legislatore si riappropri al piú presto dello spazio per intervenire, al fine di evitare che sulla vita e la morte delle tante Eluana Englaro nel nostro Paese si possa decidere a colpi di sentenze, magari fra di loro contrastanti".    

'Di fronte all'interesse che sembra esserci in Parlamento rispetto al buco normativo sul testamento biologico, invece di sollevare assurdi e impercorribili conflitti di attribuzione, sarebbe opportuno che le Camere facessero il loro dovere'. Lo dice la senatrice Marilena Adamo (Pd), segretario della commissione Affari Costituzionali. 'Al Senato - aggiunge - come gruppo del Pd abbiamo approntato vari testi di legge che affrontano la materia e sui quale, se si vuole, e' possibile lavorare da subito per giungere ad una rapida soluzione legislativa. Del resto, i tempi ai quali e' stato costretto il Parlamento per una legge cosi' complessa e delicata come il lodo Alfano, dimostrano che quando vi e' la volonta' politica di approvare rapidamente un provvedimento questo e' possibile'.    

'Concordo pienamente con quanto affermato da piu' di un collega del mio partito, rispetto all'esigenza di porre rimedio in modo serio e concreto al vuoto legislativo in materia di testamento biologico'. E' quanto afferma in una nota la Senatrice del Pd Dorina Bianchi, membro della commissione Igiene e Sanita' di Palazzo Madama.  'Si tratta dell'unica soluzione - aggiunge Dorina Bianchi - per far uscire da una lunga impasse il Parlamento italiano, colpevolmente in ritardo. Allo stesso tempo, sulla drammatica vicenda che vede coinvolta Eluana Englaro - prosegue la Senatrice - e' inopportuno cedere alla tentazione di uno sterile e anacronistico muro contro muro tra cattolici e laici e, soprattutto, a iniziative come quella promossa dal direttore del 'Foglio' Giuliano Ferrara che rischiano, con una certa dose di spettacolarizzazione, di venire meno al rispetto che si deve al calvario della famiglia Englaro'.    

La Corte di Cassazione non ha "invaso il campo di attribuzioni che spettano al Parlamento, piuttosto e' il potere legislativo ad aver da anni disatteso il suo compito, vale a dire l'emanazione di una legge atta a regolare le questioni di fine vita". E' quanto afferma la pastora Erika Tomassone, membro della Commissione bioetica delle chiese metodiste e valdesi, in un editoriale che verra' pubblicato sul prossimo numero di New-Notizie evangeliche. Secondo Tomassone, "quello che manca in Italia e' una legge che, come in ogni Stato di diritto, regoli le azioni dei cittadini e delle cittadine davanti allo Stato, qualunque sia il loro orientamento etico particolare. Piu' che censurare la Cassazione, il Parlamento, nei suoi due rami, deve seriamente arrivare ad una legge non sull'onda del caso Englaro, me nel rispetto dei cittadini e delle cittadine che, in stato di salute e piena coscienza, possono esprimere le loro volonta' come parte di un patto terapeutico in quanto soggetti consapevoli. Se esistesse una tale legge, non ci sarebbe stato alcun bisogno di rivolgersi alla Cassazione". "In gioco - precisa Tomassone - e' il diritto di una persona ad esprimere la sua volonta' su situazioni di fine vita, in rapporto a eventuali terapie da mettere in atto oppure no. Questo e' il vero nodo nella legislazione italiana, ma anche nella pratica sanitaria. Perche' si teme tanto l'assunzione di responsabilita' dell'individuo? Nessuno Stato puo' eliminare dalla mia vita il dilemma etico, e se pretende di farlo muta natura e fa dei suoi cittadini dei sudditi e non degli individui liberi. Forse perche' alla parola liberta' viene associato l'arbitrio? La parola liberta' si lega invece alla parola responsabilita'. Farsi carico della propria vita". "Mi auguro - ha concluso Tomassone - che tutti coloro che in questi giorni utilizzano la situazione coraggiosa e sofferente della famiglia Englaro per i propri fini ideologici o politici, sappiano fare un passo indietro, perche' le questioni in gioco non possono essere oggetto di battaglie ideologiche, ma piuttosto di un serio lavoro legislativo".    

'I veri medici non vanno a raccontare di risvegli impossibili non documentati'. Il radicale Silvio Viale critica cosi' il documento con cui un gruppo di neurologi, tra cui Gian Luigi Gigli, hanno chiesto alla corte d'appello di Milano di bloccare l'esecuzione della sentenza che autorizza lo stop all'alimentazione forzata di Eluana Englaro, in coma da diciotto anni. 'Chi parla di risvegli - sostiene Viale - dice il falso. Non a caso nel loro documento usano sapientemente, direi furbescamente, le parole 'molto rari', 'parziale contatto' e 'lunghissima distanza di tempo' per gettare fumo negli occhi con allusioni generiche. In realta', 'molto rari' vuol dire 'nessuno'; 'parziale contatto' significa persistenza dello stato vegetativo senza coscienza e 'lunghissima distanza di tempo' significa invece non essere nemmeno capaci di dire se dopo 16 anni dal trauma sia mai esistito un caso che abbia manifestato un parziale recupero di contatto con il mondo esterno'. 'Ritengono curioso - conclude Viale - che alcuni medici cattolici si sentano sempre in dovere di scendere in campo per ribadire affermazioni astratte'.   

"Personalmente ritengo che trasformare la vicenda di Eluana Englaro in un nuovo caso Welby sia la cosa piu' sbagliata che si possa fare, oltre che un torto nei confronti della ragazza e dei suoi famigliari". Lo afferma Silvana Mura, parlamentare dell'Italia dei Valori e membro della commissione Affari Sociali.  "In questo senso non condivido la scelta del Senato di sollevare un conflitto di attribuzione nei confronti della sentenza della corte d'appello di Milano, come giudico in maniera molto negativa le petizioni e gli appelli a vario titolo -aggiunge Mura- come quello che chiede di raccogliere simbolicamente delle bottiglie di acqua per Eluana, perche' non hanno altro fine che quello di solleticare inutili fanatismi".  "Eluana e i suoi cari hanno gia' pagato un salatissimo conto nei confronti del destino, sarebbe doveroso dunque rispettare le loro volonta' riconosciute anche da una sentenza di un tribunale, invece di giocare una partita tra sostenitori della vita ad ogni costo e fautori dell'eutanasia per casi molto diversi da questo, sul corpo di un essere umano in stato vegetativo dal 1992 e che -conclude l'esponente dell'Idv- la scienza ci dice non e' piu' in grado di provare alcuna sensazione".    

La Consulta di Bioetica e' vicina alla famiglia Englaro e invita i critici ad abbassare i toni. Lo dichiara in una nota l'associazione, spiegando che 'alcuni appelli sono sopra le righe andando al di la' dei limiti tollerati dalla buona educazione prima ancora che dall'etica'. 'In queste ore e giorni - prosegue la nota - opinionisti devoti e rappresentanti del clero mossi da sacri furori si ingegnano a costruire le piu' macabre formule per 'tenere in caldo' un'opinione pubblica ritenuta forse ghiotta solo di emozioni forti e colpi di teatro'. La Consulta si oppone a questa linea, chiarendo che 'in Italia e' riconosciuto anche su base costituzionale il diritto delle persone coscienti e capaci di rifiutare le cure mediche. Riconoscere questo diritto ai capaci e negarlo agli incapaci o a chi abbia definitivamente perso la coscienza e' in contrasto col principio di eguaglianza e con quello di non discriminazione dei cittadini'. 'Nessun omicidio di Stato, dunque. Nessun atto eutanasico - conclude Maurizio Mori, presidente della Consulta - Semplicemente l'autorizzazione a esercitare un diritto che esiste ed e' incoercibile: rifiutare i trattamenti medici, come sono quelli riguardanti la terapia nutrizionale'.    
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