Englaro. In molti alla fiaccolata per Eluana. Il padre: vado avanti per rispettare il nostro patto
'Vado avanti per rispettare l' accordo tacito e il patto di sangue con mia figlia'. Lo ha garantito Beppino Englaro che ieri a Lecco ha ricevuto 17 rose Thea, un dono simbolico per sua figlia Eluana che da 17 anni si trova relegata in un letto, prima in coma e poi in stato vegetativo permanente e che ora sta aspettando che venga 'rispettata la sua volonta''.
Si e' conclusa cosi' con la consegna di questo mazzo di fiori la fiaccolata, arrivata alla terza edizione, organizzata a Lecco dalle cellule Coscioni della cittadina lombarda e di Milano, insieme ai Radicali e all'associazione Enzo Tortora. Una fiaccolata preceduta da una 'maratona oratoria' dove rappresentanti della politica nazionale e locale hanno parlato ai numerosi cittadini che hanno partecipato alla manifestazione: alcune centinaia di persone, forse 200, forse 300 o anche di piu'.
La vicenda di Eluana 'e' diventato il caso Englaro - ha detto Marco Cappato, segretario dell'associazione Luca Coscioni - perche' l'Italia non e' uno stato di diritto ne' una democrazia. Ci sono una clinica e un padre che vengono ricattati e tutto questo non avverrebbe se ci fosse un'opposizione degna di questa situazione'.
Per Cappato, che ha chiesto che il ministro Sacconi, indagato per violenza privata, rinunci alla sua immunita', 'la tortura non puo' essere un'imposizione come invece questo regime sta attuando per fare la rincorsa clericale al Vaticano'. Tra i politici presente Riccardo Nencini, segretario del Partito Socialista, che ha parlato di 'battaglia di civilta' contro un ministro che non rispetta la legge e la Costituzione e che e' quindi venuto meno alla sua funzione'. E poi ancora Lucia Codurelli, deputata del Pd, che e' venuta fino a Lecco per 'esprimere la sua solidarieta' a Beppino Englaro che ci sta dando una lezione di legalita''. Per la parlamentare, 'e' un sopruso inaccettabile da parte del governo e della Regione Lombardia' non voler applicare i provvedimenti della magistratura, in primis quello della Corte d'Appello di Milano che ha autorizzato Beppino Englaro ad interrompere l' alimentazione e l'idratazione artificiali che tengono in vita la figlia. Michele De Lucia dei Radicali Italiani ha lanciato un appello: 'Caro Bossi, tu hai vissuto una terribile vicenda, ma cosa ha fatto il tuo partito?'.
Dopo un'ora di interventi, tra cui quelli di Silvio Viale, il medico diventato noto per il suo sostegno alla pillola del giorno e membro di Exit Italia, e quello di Valerio Federico, segretario dei Radicali di Milano che ha definito la situazione in cui si trova ora Eluana 'un sequestro di persona' e ha additato tra i responsabili il ministro Sacconi e il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni, la fiaccolata si e' snodata per le vie della cittadina: giovani, vecchi, bambini, politici e non, tutti insieme in nome della 'liberta'' di Eluana, fino alla clinica Luigi Beato Talamoni, dove la donna e' ricoverata.
Qui le 17 rose, che corrispondono agli anni trascorsi da quel tragico 18 gennaio in cui Eluana si schianto' in macchina, sono state consegnate a papa' Beppino. Un dono simbolico per la figlia che lui non ha alcuna intenzione di tradire. Andra' avanti per far in modo che venga rispettata la sua volonta' per trovare una struttura che la possa ospitare per l'atto finale di questa dolorosa vicenda. Atto che non vuole che avvenga all' estero, ma in Italia e per il quale si stanno affacciando altre ipotesi come una struttura in Piemonte o in Emilia Romagna, comunque una struttura che sia privata e non dipenda dal servizio sanitario nazionale.
'E' tutto come prima ma prima o poi ci arriveremo. Vado avanti per rispettare l'accordo tacito e il patto di sangue con mia figlia'. Lo ha detto Beppino Englaro, il papa' di Eluana, qualche istante prima di ricevere 17 rose davanti alla clinica Beato Luigi Talamoni, un dono simbolico per la figlia ricoverata nella struttura.
Parlando con i giornalisti Beppino Englaro ha ribadito che andra' avanti 'nella legalita' all'interno della societa'. E a proposito del fatto che alla fiaccolata abbia partecipato molta gente, alcune centinaia di persone, ha affermato: 'Eluana non e' sola, in tanti si sono resi conto che la questione delle liberta' fondamentali ci riguarda tutti. Noi siamo i primi ad aver iniziato questa battaglia - ha proseguito - anche se non ci eravamo resi conto di quante difficolta' c'erano state'.
Rispondendo a una domanda, Englaro ha ammesso 'e' arduo dire che siamo vicini all'epilogo' e ha ripetuto 'andremo avanti nella legalita' perche' non si puo' tradire la propria creatura'. Beppino Englaro ha escluso per ora una soluzione della vicenda all'estero ('sempre e solo in Italia') perche' se cosi' fosse 'sarebbe una sconfitta per la nazione e sarebbe una sconfitta della civilta''.
Il papa' di Eluana, dopo aver ripetuto che sua figlia era 'un purosangue della liberta', ha detto, parlando di se stesso e della moglie 'per 21 anni abbiamo rispettato la volonta' di nostra figlia e adesso questa volonta' non viene rispettata'. E ha sottolineato che non viene rispettata in quanto 'ci sono anche certi deliri umani, giuridici e politici'.
PDL DIFENDE SACCONI; VELTRONI, DIA SPIEGAZIONI - Il Pdl alza gli scudi e fa quadrato attorno al 'suo' ministro. All'indomani dell'iscrizione di Maurizio Sacconi sul registro degli indagati da parte della Procura di Roma dopo una denuncia dei radicali in relazione al caso di Eluana Englaro, le polemiche non si placano. E se gli esponenti del pdl bollano come 'inconcepibile' l'apertura dell'indagine a carico del titolare del Welfare, l'opposizione scende in campo con una dura presa di posizione del segretario del Pd Walter Veltroni: 'Sacconi - dice - dia spiegazioni al Paese'.
Ma mentre nell'arena' politica si continua a discutere, la famiglia Englaro non demorde. Nel giorno del 17/mo anniversario dal tragico incidente automobilistico che ha segnato il destino della giovane - in stato vegetativo persistente da quel 18 gennaio 1992 - ed anche nel giorno in cui i radicali hanno promosso a Lecco la manifestazione 'per la liberta' di Eluana', la famiglia va avanti, cercando soluzioni alternative dopo il rifiuto della clinica di Udine ad accogliere la donna per accompagnarla alla morte, dando cosi' attuazione al decreto della Corte di appello di Milano che ha autorizzato il distacco del sondino per la nutrizione artificiale. In campo, di ipotesi ce ne sono varie, ma tutte non confermate: sembrerebbe che la Campania abbia mostrato disponibilita' ad accogliere la donna in una delle sue strutture (ma non e' giunta alcuna conferma ufficiale), mentre da piu' parti (con una richiesta esplicita da parte del partito socialista) continua il 'pressing' sul presidente della Regione Emilia Romagna, Vasco Errani, perche' apra le porte ad Eluana (ma anche in questo caso, nessuna presa di posizione ufficiale da parte della Regione). Certo e' che la famiglia Englaro non e' disposta a fermarsi, ora piu' che mai. E resta fortemente in campo anche l'ipotesi gia' annunciata dalla curatrice di Eluana, l'avvocato Franca Alessio: 'Se non si dovessero trovare altre soluzioni, ritorneremo a chiedere con forza che l'attuazione della decisione di interrompere l'alimentazione artificiale a Eluana avvenga in Lombardia, non escludendo neppure la stessa clinica Beato Luigi Talamoni, dove ora e' ricoverata'.
Ad ogni modo, la ricerca di soluzioni alternative sara' all'insegna della massima riservatezza. Non altrettanto 'silenzioso' il dibattito scatenatosi dopo l'avvio dell'indagine su Sacconi. Dure le parole di Veltroni: 'Non e' possibile che un ministro dica ad un ospedale 'se fate questo noi vi facciamo delle ritorsioni di carattere amministrativo'. Questo in un paese democratico non esiste'. E chiara anche la richiesta di Marco Cappato dei Radicali: 'Chiediamo che il ministro rinunci all'immunita' parlamentare. Se Sacconi dice di non aver fatto alcuna minaccia e aver agito nella legalita', allora rinunci all'immunita'. Per noi, che abbiamo sporto denuncia e' stato commesso un crimine'.
Difesa a tutto campo di Sacconi e duri attacchi al segretario del Pd, invece, da parte del Pdl. Veltroni 'insegue i radicali nella battaglia per far morire i malati, mentre Sacconi ha agito per far rispettare la legge', afferma Isabella Bertolini; I magistrati 'indaghino sugli omicidi, non su chi difende la vita', incalza Maurizio Gasparri; Sacconi e' 'vittima delle intimidazioni dei radicali' tuona Cesare Cursi, mentre per il sottosegretario allo sviluppo economico e membro dell'esecutivo di An, Adoldo Urso, la 'vera violenza e' solo quella giudiziaria' nei confronti del titolare del Welfare.
COMMENTI
'La polemica contro il ministro del Welfare Sacconi e' strumentale'. Lo sostiene la senatrice Pdl Laura Bianconi in relazione al caso di Eluana Englaro, dopo l'avvio di un'indagine sul ministro per 'violenza privata'.
'Non sapendo piu' come difendere la loro convinzione che la vita e' degna di essere vissuta solo se si e' in piena salute i radicali e la sinistra italiana continuano ad arrampicarsi sugli specchi. Il ministro Sacconi - afferma Bianconi in una nota - ha difeso un diritto sancito dal nostro ordinamento, quello della tutela della salute del paziente; nel nostro Paese le strutture sanitarie servono per curare le persone e non per agevolarne la morte'.
'Mi stupisce - sottolinea inoltre la senatrice - che anche per Veltroni, il diritto alla salute conti cosi' poco tanto da decidere di appoggiare i radicali nella battaglia per far morire coloro che non sono piu' in perfetta salute, cercando di snaturare il compito delle case di cura o degli hospice attribuendo loro la veste di luoghi dove praticare l'eutanasia'.
'Siamo qui per manifestare affetto e solidarieta' a Beppino Englaro per una battaglia di civilta' e contro un ministro che non rispetta la legge e la Costituzione'. Lo ha detto Riccardo Nencini, segretario del Partito Socialista, a margine della fiaccolata per la liberta' di Eluana organizzata a Lecco a 17 anni di distanza dal tragico incidente che l'ha relegata a un letto di ospedale in stato vegetativo permanente.
Secondo Nencini la sentenza della magistratura e' legge in quanto c'e' un vuoto normativo sul tema. Inoltre ha spiegato che le 17 rose che verranno consegnate a Beppino Englaro affinche' siano poi donate a Eluana, hanno un significato ben preciso: 'La nostra vicinanza a una famiglia che e' distrutta dal dolore'.
"L'indiretto appoggio del segretario del Pd Walter Veltroni all'iscrizione del ministro Sacconi sul registro degli indagati non fa onore alla sua esperienza nella politica e nelle istituzioni". Lo afferma in una nota Gaetano Quagliariello, vicepresidente vicario dei senatori del PdL.
"Veltroni - spiega Quagliariello - dovrebbe sapere, infatti, che nel momento in cui un ministro emette una direttiva, egli deve fare di tutto affinch, essa sia presa sul serio e rispettata. E' altrettanto evidente - prosegue - che una direttiva puó essere considerata legittima o meno, e qualora vi siano dubbi in proposito, esistono gli organi di giustizia amministrativa ai quali potersi rivolgere".
Concedendo che "le idee di un ministro possono non essere condivise, e anche radicalmente contestate", Quagliariello sottolinea che "in questo caso esistono le sedi istituzionali e i luoghi di confronto politico. Quel che è inaccettabile - puntualizza peró - è che tali contestazioni vengano sempre piú spesso trasferite nella sede penale. Ci eravamo rassegnati, seppur con tristezza, a vedere appellarsi alle Procure coloro che un tempo lottavano attraverso la disobbedienza civile e in nome delle loro idee erano disposti a finire in galera. Che una simile deriva, che rischia di uccidere la politica, possa essere condivisa dal segretario del maggior partito d'opposizione - conclude - è francamente troppo".
L'associazione Comunita' Papa Giovanni XXIII ha espresso sconcerto nei confronti della disponibilita' a valutare la richiesta di Beppino Englaro, avanzata dal direttore generale dell'Ausl di Rimini Marcello Tonini, come si legge in un articolo pubblicato dall'edizione riminese del Resto del Carlino. Al quotidiano Tonini ha precisato che 'allo stato attuale non e' stata fatta alcuna richiesta formale alla nostra azienda rispetto al caso Englaro'. Tuttavia, rifacendosi a quanto detto nei giorni scorsi dai vertici della Regione Emilia-Romagna, ha chiarito: 'la scelta del luogo di cura e assistenza per un paziente appartiene alla libera valutazione del cittadino, e questa liberta' di scelta e' tutelata dalla legge. Noi, come nostra consuetudine, ci atterremo alla legge'.
Una posizione che per Giovanni Paolo Ramonda, responsabile generale dell'associazione fondata da don Benzi, 'e' un orrore', perche' 'Eluana vive e vuole vivere, come gli ospiti dell'hospice riminese che, e al pari di Eluana, potranno intuire di essere un incomodo da far fuori, di non avere piu' la dignita' sufficiente per essere curati come un qualsiasi altro malato. I disabili sono una componente umanizzante della nostra societa' e delle nostre famiglie, non chiedono di morire ma di poter amare ed essere amati'. Da qui l'invito a Tonini 'ad adempiere al meglio al suo ruolo a favore della salute e della vita di ogni uomo e di ogni donna, anche quando si trovassero in condizioni di disabilita' come Eluana oggi'.
Marco Pannella passera' dallo sciopero della sete a quello della fame dopo la decisione della Procura di Roma, in seguito a due denunce presentate proprio dal leader radicale, di aprire un fascicolo sugli atti compiuti dal ministro del Welfare Maurizio Sacconi in relazione al caso Englaro. Una protesta che il leader radicale allarga anche al mancato funzionamento della commissione di Vigilanza Rai.
A comunicare la scelta e' lo stesso Pannella in un intervento che sara' pubblicato sul numero di domani di notizie Radicali.
'Sono personalmente convinto - scrive Pannella - che il Paese si trovi dinanzi al sistemico operare di massime istituzioni costituzionali contro la stessa Costituzione, contro lo Stato di Diritto e contro la democrazia. L'Italia non vive nella condizione di deserto, ma in quello di una giungla e delle sue legge mortali. Per questo, in questa giungla, ritengo che il semplice gesto con cui la Procura della Repubblica di Roma ha ritenuto opportuno di rendere noto che, in ossequio alla obbligatorieta' dell'esercizio dell'azione penale, a di gia' compiuto l'atto dovuto di ritenere perfino noi Radicali degni di essere considerati come cittadini, e come tali di non essere discriminati, sia un evento'.
'E' per questo, e' per rendere grazie ai magistrati che ci e mi hanno ritenuti non altro che titolari della dignita' e dei diritti minimi di cittadini di questa infausta Gehenna, consapevoli che non hanno per ora altro che un atto da loro dovuto, che converto il mio sciopero della sete in sciopero della fame'.
"Credo sia un problema dello Stato cui spettano le decisioni in questa materia". Lo sostiene Sandro Sandri, assessore del Veneto alla Sanita' sull'eventualita' che Eluana Englaro, dopo che l'ipotesi friulana e' definitivamente tramontata, possa venire a concludere il suo cammino in un ospedale del Veneto.
"Il caso di Eluana - sottolinea Sandri - riguarda convinzioni proprie e personali di tipo etico, morale e religioso mentre la Regione e' un ente amministrativo: la questione di Eluana non e' un semplice atto amministrativo".
E comunque per Sandri, sul caso "vi sono indicazioni dal Governo" e piu' precisamente del ministro Sacconi. Quello della figlia di Beppino Englaro pero', per Sandri, "e' un atto che forse non e' neppure da giudicare come eutanasia perche' in questo caso si porta alla morte una persona di fame e sete. Non sono medico, ma per quanto mi riguarda, si tratta di una morte che mi fa rabbrividire".
Sulla vicenda Englaro 'io sto con il ministro Sacconi senza se senza ma, anzi colgo l'occasione per esprimergli solidarieta''. Lo afferma Pier Ferdinando Casini, intervistato da 'Panorama del Giorno' (Canale 5).
'Il ministro Sacconi - prosegue - ha posto una questione di ordine generale inerente al rispetto della legge. Francamente mi verrebbe da dire che e' quasi uno scherzo la notizia dell'indagine giudiziaria che puo' riguardarlo su questo punto, noi stiamo con Sacconi evidentemente'.
Sulla necessita' di una legge, Casini aggiunge: 'C'e' l'onorevole Bottiglione che si sta preoccupando concretamente di una legge sul fine vita, e' giusto che si chiariscano ulteriormente i contorni per evitare anche una supplenza impropria dei magistrati che devono applicare la legge e non devono essere sostitutivi al legislatore'.
"E' paradossale vedere una persona davanti al Tribunale dei ministri per aver cercato di tutelare i diritti di una persona disabile e per voler salvare una vita umana". Il sottosegretario al Welfare Eugenia Roccella commenta cosí la notizia dell'indagine sul titolare del proprio dicastero, Maurizio Sacconi. In un'intervista a Il Giornale, Roccella spiega che l'atto di indirizzo del ministro "non è ricattatorio n, minaccioso" e che "è rivolto a tutte le Regioni. E ogni governatore (che decidesse di violarlo, ndr) poi se ne assumerebbe la responsabilità politica". Il riferimento è all'Emilia-Romagna di Errani che da alcuni era stata indicata come pronta ad accogliere Eluana. "Oggi - replica Roccella - mi sembra che l'assessore alla Salute Giovanni Bissoni sia molto piú cauto".
Il sottosegretario ribadisce che il decreto della Corte d'Appello di Milano "non comporta alcun obbligo. E comunque il Servizio sanitario nazionale deve curare, e non applicare le sentenze dei giudici".
'Alla base della sentenza c'e' il concetto della disponibilita' del proprio corpo e quindi della liberta' di poter decidere se subire o meno un trattamento terapeutico': cosi l'avv. Massimiliano Naso commenta il provvedimento con cui il tribunale civile di Milano ha condannato un ospedale e quattro medici a risarcire la vedova di un testimone di Geova, morto d'infarto dopo aver protestato con forza per una trasfusione di sangue da lui rifiutata.
La vicenda, riportata oggi dal quotidiano la Repubblica, conclusasi un mese fa con una sentenza civile in cui si sostiene tra l'altro che c'e' 'una dignita' anche nel morire', era stata oggetto in passato anche di un processo penale concluso con una archiviazione. Un sostanza l'uomo di tumore, per la sua fede religiosa, rifiutava di sottoporsi ad una trasfusione sebbene i medici la ritenessero essenziale. I sanitari di fronte ai reiterati rifiuti avevano chiesto l'autorizzazione della magistratura, ottenendola. Agirono cosi' in maniera coercitiva, l'uomo ebbe una reazione molto forte in seguito alla quale ebbe un infarto considerato una concausa della morte.
L'avvocato Naso, esperto in materia di responsabilita' professionale medica si e' occupato della vicenda per commentarla su un suo sito internet. Parlando del caso ha spiegato all'Ansa che la vicenda del testimone di Geova ha delle analogie con quella di Eluana Englaro. 'La differenza - precisa pero' l'avvocato - e' che Eluana non e' capace di intendere e volere' mentre il testimone di Geova era cosciente e aveva espresso la sua volonta' '.
"La vera violenza non e' certo quella del ministro Sacconi che ha agito con grande correttezza a tutela della vita e della legge ma di chi utilizza l'azione giudiziaria per imporre le proprie idee contro la vita e la legge". E' quanto rileva il sottosegretario allo sviluppo economico e membro dell'esecutivo di Alleanza Nazionale, Adoldo Urso, esprimendo la propria solidarieta' umana e politica al ministro Sacconi che "ha difeso dalla violenza proprio chi non puo' difendersi, agendo con grande correttezza nel pieno rispetto della vita e della legge".
"Per quel che riguarda il caso di Eluana Englaro, occorre rispettare le sentenze e il travaglio di un padre che da 17 anni sta vivendo un dramma in cui la politica non deve entrare". Lo afferma il presidente del Gruppo di Italia dei Valori al Senato, Felice Belisario, ribadendo poi che "le questioni etiche devono essere lasciate alla sensibilita' e alla coscienza dei cittadini, perche' non siamo in uno stato totalitario".
I magistrati 'indaghino sugli omicidi, non su chi difende la vita'. E' il commento del presidente del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, circa l'inchiesta a carico del ministro Maurizio Sacconi da parte della Procura di Roma in relazione al caso di Eluana Englaro. 'La magistratura italiana - afferma Gasparri in una nota - non smette di sorprendere. Dopo il vilipendio al tricolore e le fantasmagoriche decisioni a favore della cannabis acerba della Cassazione, ora siamo alle indagini contro il ministro Sacconi'.
'Solidale con il ministro - prosegue Gasparri - suggerisco ai magistrati di indagare sugli omicidi commessi in Italia, non sul tentativo di difendere la vita. Ancora una volta dei togati suscitano sentimenti di indignazione causando - conclude - danni non meritati alla reputazione dell'intera magistratura'.
"Chiediamo al presidente della regione Emilia Romagna Vsco Errani di andare avanti con coraggio e dignita'. Non si faccia bloccare dal veto illegale del ministro Sacconi". Lo sostengono gli ex parlamentari del Partito Socialista, Mauro Del Bue e Lanfranco Turci. "Non pieghi la laicita' delle istituzioni di fronte a imposizioni confessionali come ha fatto la lombardia. Non segua la strada di don Abbondio come ha fatto la regione toscana. Accolga la richiesta di Beppino Englaro -concludono- e tenga alta la bandiera della solidarieta' e della giustizia che e' propria della nostra regione!".
Le questioni etiche 'devono essere lasciate alla sensibilita' e alla coscienza dei cittadini, perche' non siamo in uno stato totalitario'. Lo afferma il presidente del Gruppo Italia dei Valori al Senato, Felice Belisario, a proposito del caso di Eluana Englaro, la donna in stato vegetativo persistente da 17 anni e per la quale la Corte di appello di Milano ha autorizzato il distacco del sondino per la nutrizione artificiale.
'Per quel che riguarda il caso di Eluana Englaro - afferma Belisario - occorre rispettare le sentenze e il travaglio di un padre che da 17 anni sta vivendo un dramma in cui la politica non deve entrare. Le questioni etiche devono essere lasciate alla sensibilita' e alla coscienza dei cittadini, perche' - conclude - non siamo in uno stato totalitario'.
Nessuna presa di posizione ufficiale da parte della Regione Emilia-Romagna sulla vicenda di Eluana Englaro dopo le notizie che indicano in una delle strutture della regione il luogo possibile dove dare esecuzione alla sentenza della corte di appello di Milano. Dagli ambienti della giunta si rimanda pero' alla presa di posizione di alcuni giorni fa nella quale il presidente Vasco Errani fissava alcuni punti ben precisi sulla vicenda. Uno di questi e' senz'altro l'insistenza sul 'rispetto per la separazione dei poteri'; un modo per sottolineare che nella vicenda non e' accettabile l'ingerenza di alcuna autorita', nazionale o regionale che fosse, 'di fronte ad una sentenza esecutiva dell'autorita' giudiziaria'. Gli altri paletti riguardano invece 'la scelta del luogo di cura e assistenza che appartiene alla libera scelta del cittadino', come un fatto che e' tutelato dalla legge ed appunto 'non puo' essere frutto di atti delle autorita' di Governo regionali o nazionali'. Infine, la considerazione che l'atto di indirizzo alle regioni del Ministro Sacconi, che ha definito illegale la sospensione della nutrizione, viene valutato come 'ininfluente' dal punto di vista giuridico. Una opinione che con altre parole Errani aveva gia' espresso un mese fa proprio nel momento in cui il ministro aveva spedito la lettera alle regioni. Se questi sono i punti chiave di quella presa di posizione, dagli ambienti della regione si fa osservare ancora che 'altre ipotesi hanno carattere puramente giornalistico'.
Italia dei Valori vuole discutere in Parlamento gli atti compiuti dal ministro del Welfare Maurizio Sacconi in relazione al caso Englaro. Secondo Silvana Mura, deputata di Idv e membro della Commissione affari sociali alla Camera, "l`atto di indirizzo emanato dal ministro del Welfare Sacconi rappresentava di per s, un atto di ingerenza politica grave, con il quale era evidente che il governo volesse impedire l`esecuzione della sentenza che accoglieva le richieste della famiglia Englaro".
"Ora l`apertura di un`inchiesta da parte della procura di Roma nei confronti del ministro - prosegue l'esponente dipietrista - rende la vicenda ancora piú grave, dal momento che si ipotizza che Sacconi possa aver commesso un reato arrivando a minacciare ritorsioni amministrative nei confronti della struttura che avesse posto fine alla sofferenza di Eluana. Spetta ai magistrati appurare se siano stati commessi illeciti o meno, ma è evidente che il governo deve fornire una spiegazione politica del suo operato".
"Almeno ora - conclude Mura - sarebbe doveroso da parte di Sacconi venire in parlamento a riferire sul proprio operato consentendo di dar vita ad un dibattito parlamentare sull`intera vicenda, cosa che fino ad oggi il ministro si è sempre rifiutato di fare".
"Cio' che sta accadendo intorno al dolorosa caso di Eluana Englaro svela un arbitrio gravissimo. Quando un ministro puo' bloccare una sentenza della magistratura, confermata dalla Corte di Cassazione, non si verifica solo una lesione della liberta' personale ma la distruzione di un pilastro democratico, quello della divisione dei poteri".Lo afferma Claudio Fava, segretario nazionale di Sinistra Democratica.
"Sinistra Democratica -prosegue Fava- dopo aver protestato sotto la sede del ministro Sacconi nelle settimane scorse, aderisce oggi alla manifestazione di Lecco promossa dai radicali e da varie associazioni. E' arrivato il momento di organizzare una reazione civile e democratica piu' decisa. E di chiedere, anche a chi presiede il Csm e vigila sul rispetto della Costituzione -conclude Fava- di far sentire la necessita' che tutti osservino le regole su cui si regge lo Stato di diritto".
'Da tempo teniamo sotto osservazione la Regione Campania per le sue spinte laiciste. Ma il tutto era limitato, al momento,al controllo circa il possibile utilizzo da parte di strutture sanitarie pubbliche campane della pillola abortiva RU486'. Lo afferma Pietro Diodato, consigliere regionale della Campania, componente della commissione sanita'.
'Non e' necessario sapere se ci sia stata o meno la disponibilita' di Bassolino ad offrire una struttura sanitaria per eseguire la sentenza dei giudici nei confronti di Eluana Englaro - prosegue Diodato - ci basta aver appreso come la pensa il Governatore della Campania rispetto a temi che attengono alla sacralita' della vita umana'.
'Sappia pero' Bassolino - conclude Diodato - che una ipotesi del genere trovera' una durissima opposizione, anche di piazza,a difesa di un valore, quale quello della vita umana, che per noi e soprattutto per i cittadini campani, e' e rimane un bene indisponibile'.
Si e' conclusa cosi' con la consegna di questo mazzo di fiori la fiaccolata, arrivata alla terza edizione, organizzata a Lecco dalle cellule Coscioni della cittadina lombarda e di Milano, insieme ai Radicali e all'associazione Enzo Tortora. Una fiaccolata preceduta da una 'maratona oratoria' dove rappresentanti della politica nazionale e locale hanno parlato ai numerosi cittadini che hanno partecipato alla manifestazione: alcune centinaia di persone, forse 200, forse 300 o anche di piu'.
La vicenda di Eluana 'e' diventato il caso Englaro - ha detto Marco Cappato, segretario dell'associazione Luca Coscioni - perche' l'Italia non e' uno stato di diritto ne' una democrazia. Ci sono una clinica e un padre che vengono ricattati e tutto questo non avverrebbe se ci fosse un'opposizione degna di questa situazione'.
Per Cappato, che ha chiesto che il ministro Sacconi, indagato per violenza privata, rinunci alla sua immunita', 'la tortura non puo' essere un'imposizione come invece questo regime sta attuando per fare la rincorsa clericale al Vaticano'. Tra i politici presente Riccardo Nencini, segretario del Partito Socialista, che ha parlato di 'battaglia di civilta' contro un ministro che non rispetta la legge e la Costituzione e che e' quindi venuto meno alla sua funzione'. E poi ancora Lucia Codurelli, deputata del Pd, che e' venuta fino a Lecco per 'esprimere la sua solidarieta' a Beppino Englaro che ci sta dando una lezione di legalita''. Per la parlamentare, 'e' un sopruso inaccettabile da parte del governo e della Regione Lombardia' non voler applicare i provvedimenti della magistratura, in primis quello della Corte d'Appello di Milano che ha autorizzato Beppino Englaro ad interrompere l' alimentazione e l'idratazione artificiali che tengono in vita la figlia. Michele De Lucia dei Radicali Italiani ha lanciato un appello: 'Caro Bossi, tu hai vissuto una terribile vicenda, ma cosa ha fatto il tuo partito?'.
Dopo un'ora di interventi, tra cui quelli di Silvio Viale, il medico diventato noto per il suo sostegno alla pillola del giorno e membro di Exit Italia, e quello di Valerio Federico, segretario dei Radicali di Milano che ha definito la situazione in cui si trova ora Eluana 'un sequestro di persona' e ha additato tra i responsabili il ministro Sacconi e il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni, la fiaccolata si e' snodata per le vie della cittadina: giovani, vecchi, bambini, politici e non, tutti insieme in nome della 'liberta'' di Eluana, fino alla clinica Luigi Beato Talamoni, dove la donna e' ricoverata.
Qui le 17 rose, che corrispondono agli anni trascorsi da quel tragico 18 gennaio in cui Eluana si schianto' in macchina, sono state consegnate a papa' Beppino. Un dono simbolico per la figlia che lui non ha alcuna intenzione di tradire. Andra' avanti per far in modo che venga rispettata la sua volonta' per trovare una struttura che la possa ospitare per l'atto finale di questa dolorosa vicenda. Atto che non vuole che avvenga all' estero, ma in Italia e per il quale si stanno affacciando altre ipotesi come una struttura in Piemonte o in Emilia Romagna, comunque una struttura che sia privata e non dipenda dal servizio sanitario nazionale.
'E' tutto come prima ma prima o poi ci arriveremo. Vado avanti per rispettare l'accordo tacito e il patto di sangue con mia figlia'. Lo ha detto Beppino Englaro, il papa' di Eluana, qualche istante prima di ricevere 17 rose davanti alla clinica Beato Luigi Talamoni, un dono simbolico per la figlia ricoverata nella struttura.
Parlando con i giornalisti Beppino Englaro ha ribadito che andra' avanti 'nella legalita' all'interno della societa'. E a proposito del fatto che alla fiaccolata abbia partecipato molta gente, alcune centinaia di persone, ha affermato: 'Eluana non e' sola, in tanti si sono resi conto che la questione delle liberta' fondamentali ci riguarda tutti. Noi siamo i primi ad aver iniziato questa battaglia - ha proseguito - anche se non ci eravamo resi conto di quante difficolta' c'erano state'.
Rispondendo a una domanda, Englaro ha ammesso 'e' arduo dire che siamo vicini all'epilogo' e ha ripetuto 'andremo avanti nella legalita' perche' non si puo' tradire la propria creatura'. Beppino Englaro ha escluso per ora una soluzione della vicenda all'estero ('sempre e solo in Italia') perche' se cosi' fosse 'sarebbe una sconfitta per la nazione e sarebbe una sconfitta della civilta''.
Il papa' di Eluana, dopo aver ripetuto che sua figlia era 'un purosangue della liberta', ha detto, parlando di se stesso e della moglie 'per 21 anni abbiamo rispettato la volonta' di nostra figlia e adesso questa volonta' non viene rispettata'. E ha sottolineato che non viene rispettata in quanto 'ci sono anche certi deliri umani, giuridici e politici'.
PDL DIFENDE SACCONI; VELTRONI, DIA SPIEGAZIONI - Il Pdl alza gli scudi e fa quadrato attorno al 'suo' ministro. All'indomani dell'iscrizione di Maurizio Sacconi sul registro degli indagati da parte della Procura di Roma dopo una denuncia dei radicali in relazione al caso di Eluana Englaro, le polemiche non si placano. E se gli esponenti del pdl bollano come 'inconcepibile' l'apertura dell'indagine a carico del titolare del Welfare, l'opposizione scende in campo con una dura presa di posizione del segretario del Pd Walter Veltroni: 'Sacconi - dice - dia spiegazioni al Paese'.
Ma mentre nell'arena' politica si continua a discutere, la famiglia Englaro non demorde. Nel giorno del 17/mo anniversario dal tragico incidente automobilistico che ha segnato il destino della giovane - in stato vegetativo persistente da quel 18 gennaio 1992 - ed anche nel giorno in cui i radicali hanno promosso a Lecco la manifestazione 'per la liberta' di Eluana', la famiglia va avanti, cercando soluzioni alternative dopo il rifiuto della clinica di Udine ad accogliere la donna per accompagnarla alla morte, dando cosi' attuazione al decreto della Corte di appello di Milano che ha autorizzato il distacco del sondino per la nutrizione artificiale. In campo, di ipotesi ce ne sono varie, ma tutte non confermate: sembrerebbe che la Campania abbia mostrato disponibilita' ad accogliere la donna in una delle sue strutture (ma non e' giunta alcuna conferma ufficiale), mentre da piu' parti (con una richiesta esplicita da parte del partito socialista) continua il 'pressing' sul presidente della Regione Emilia Romagna, Vasco Errani, perche' apra le porte ad Eluana (ma anche in questo caso, nessuna presa di posizione ufficiale da parte della Regione). Certo e' che la famiglia Englaro non e' disposta a fermarsi, ora piu' che mai. E resta fortemente in campo anche l'ipotesi gia' annunciata dalla curatrice di Eluana, l'avvocato Franca Alessio: 'Se non si dovessero trovare altre soluzioni, ritorneremo a chiedere con forza che l'attuazione della decisione di interrompere l'alimentazione artificiale a Eluana avvenga in Lombardia, non escludendo neppure la stessa clinica Beato Luigi Talamoni, dove ora e' ricoverata'.
Ad ogni modo, la ricerca di soluzioni alternative sara' all'insegna della massima riservatezza. Non altrettanto 'silenzioso' il dibattito scatenatosi dopo l'avvio dell'indagine su Sacconi. Dure le parole di Veltroni: 'Non e' possibile che un ministro dica ad un ospedale 'se fate questo noi vi facciamo delle ritorsioni di carattere amministrativo'. Questo in un paese democratico non esiste'. E chiara anche la richiesta di Marco Cappato dei Radicali: 'Chiediamo che il ministro rinunci all'immunita' parlamentare. Se Sacconi dice di non aver fatto alcuna minaccia e aver agito nella legalita', allora rinunci all'immunita'. Per noi, che abbiamo sporto denuncia e' stato commesso un crimine'.
Difesa a tutto campo di Sacconi e duri attacchi al segretario del Pd, invece, da parte del Pdl. Veltroni 'insegue i radicali nella battaglia per far morire i malati, mentre Sacconi ha agito per far rispettare la legge', afferma Isabella Bertolini; I magistrati 'indaghino sugli omicidi, non su chi difende la vita', incalza Maurizio Gasparri; Sacconi e' 'vittima delle intimidazioni dei radicali' tuona Cesare Cursi, mentre per il sottosegretario allo sviluppo economico e membro dell'esecutivo di An, Adoldo Urso, la 'vera violenza e' solo quella giudiziaria' nei confronti del titolare del Welfare.
COMMENTI
'La polemica contro il ministro del Welfare Sacconi e' strumentale'. Lo sostiene la senatrice Pdl Laura Bianconi in relazione al caso di Eluana Englaro, dopo l'avvio di un'indagine sul ministro per 'violenza privata'.
'Non sapendo piu' come difendere la loro convinzione che la vita e' degna di essere vissuta solo se si e' in piena salute i radicali e la sinistra italiana continuano ad arrampicarsi sugli specchi. Il ministro Sacconi - afferma Bianconi in una nota - ha difeso un diritto sancito dal nostro ordinamento, quello della tutela della salute del paziente; nel nostro Paese le strutture sanitarie servono per curare le persone e non per agevolarne la morte'.
'Mi stupisce - sottolinea inoltre la senatrice - che anche per Veltroni, il diritto alla salute conti cosi' poco tanto da decidere di appoggiare i radicali nella battaglia per far morire coloro che non sono piu' in perfetta salute, cercando di snaturare il compito delle case di cura o degli hospice attribuendo loro la veste di luoghi dove praticare l'eutanasia'.
'Siamo qui per manifestare affetto e solidarieta' a Beppino Englaro per una battaglia di civilta' e contro un ministro che non rispetta la legge e la Costituzione'. Lo ha detto Riccardo Nencini, segretario del Partito Socialista, a margine della fiaccolata per la liberta' di Eluana organizzata a Lecco a 17 anni di distanza dal tragico incidente che l'ha relegata a un letto di ospedale in stato vegetativo permanente.
Secondo Nencini la sentenza della magistratura e' legge in quanto c'e' un vuoto normativo sul tema. Inoltre ha spiegato che le 17 rose che verranno consegnate a Beppino Englaro affinche' siano poi donate a Eluana, hanno un significato ben preciso: 'La nostra vicinanza a una famiglia che e' distrutta dal dolore'.
"L'indiretto appoggio del segretario del Pd Walter Veltroni all'iscrizione del ministro Sacconi sul registro degli indagati non fa onore alla sua esperienza nella politica e nelle istituzioni". Lo afferma in una nota Gaetano Quagliariello, vicepresidente vicario dei senatori del PdL.
"Veltroni - spiega Quagliariello - dovrebbe sapere, infatti, che nel momento in cui un ministro emette una direttiva, egli deve fare di tutto affinch, essa sia presa sul serio e rispettata. E' altrettanto evidente - prosegue - che una direttiva puó essere considerata legittima o meno, e qualora vi siano dubbi in proposito, esistono gli organi di giustizia amministrativa ai quali potersi rivolgere".
Concedendo che "le idee di un ministro possono non essere condivise, e anche radicalmente contestate", Quagliariello sottolinea che "in questo caso esistono le sedi istituzionali e i luoghi di confronto politico. Quel che è inaccettabile - puntualizza peró - è che tali contestazioni vengano sempre piú spesso trasferite nella sede penale. Ci eravamo rassegnati, seppur con tristezza, a vedere appellarsi alle Procure coloro che un tempo lottavano attraverso la disobbedienza civile e in nome delle loro idee erano disposti a finire in galera. Che una simile deriva, che rischia di uccidere la politica, possa essere condivisa dal segretario del maggior partito d'opposizione - conclude - è francamente troppo".
L'associazione Comunita' Papa Giovanni XXIII ha espresso sconcerto nei confronti della disponibilita' a valutare la richiesta di Beppino Englaro, avanzata dal direttore generale dell'Ausl di Rimini Marcello Tonini, come si legge in un articolo pubblicato dall'edizione riminese del Resto del Carlino. Al quotidiano Tonini ha precisato che 'allo stato attuale non e' stata fatta alcuna richiesta formale alla nostra azienda rispetto al caso Englaro'. Tuttavia, rifacendosi a quanto detto nei giorni scorsi dai vertici della Regione Emilia-Romagna, ha chiarito: 'la scelta del luogo di cura e assistenza per un paziente appartiene alla libera valutazione del cittadino, e questa liberta' di scelta e' tutelata dalla legge. Noi, come nostra consuetudine, ci atterremo alla legge'.
Una posizione che per Giovanni Paolo Ramonda, responsabile generale dell'associazione fondata da don Benzi, 'e' un orrore', perche' 'Eluana vive e vuole vivere, come gli ospiti dell'hospice riminese che, e al pari di Eluana, potranno intuire di essere un incomodo da far fuori, di non avere piu' la dignita' sufficiente per essere curati come un qualsiasi altro malato. I disabili sono una componente umanizzante della nostra societa' e delle nostre famiglie, non chiedono di morire ma di poter amare ed essere amati'. Da qui l'invito a Tonini 'ad adempiere al meglio al suo ruolo a favore della salute e della vita di ogni uomo e di ogni donna, anche quando si trovassero in condizioni di disabilita' come Eluana oggi'.
Marco Pannella passera' dallo sciopero della sete a quello della fame dopo la decisione della Procura di Roma, in seguito a due denunce presentate proprio dal leader radicale, di aprire un fascicolo sugli atti compiuti dal ministro del Welfare Maurizio Sacconi in relazione al caso Englaro. Una protesta che il leader radicale allarga anche al mancato funzionamento della commissione di Vigilanza Rai.
A comunicare la scelta e' lo stesso Pannella in un intervento che sara' pubblicato sul numero di domani di notizie Radicali.
'Sono personalmente convinto - scrive Pannella - che il Paese si trovi dinanzi al sistemico operare di massime istituzioni costituzionali contro la stessa Costituzione, contro lo Stato di Diritto e contro la democrazia. L'Italia non vive nella condizione di deserto, ma in quello di una giungla e delle sue legge mortali. Per questo, in questa giungla, ritengo che il semplice gesto con cui la Procura della Repubblica di Roma ha ritenuto opportuno di rendere noto che, in ossequio alla obbligatorieta' dell'esercizio dell'azione penale, a di gia' compiuto l'atto dovuto di ritenere perfino noi Radicali degni di essere considerati come cittadini, e come tali di non essere discriminati, sia un evento'.
'E' per questo, e' per rendere grazie ai magistrati che ci e mi hanno ritenuti non altro che titolari della dignita' e dei diritti minimi di cittadini di questa infausta Gehenna, consapevoli che non hanno per ora altro che un atto da loro dovuto, che converto il mio sciopero della sete in sciopero della fame'.
"Credo sia un problema dello Stato cui spettano le decisioni in questa materia". Lo sostiene Sandro Sandri, assessore del Veneto alla Sanita' sull'eventualita' che Eluana Englaro, dopo che l'ipotesi friulana e' definitivamente tramontata, possa venire a concludere il suo cammino in un ospedale del Veneto.
"Il caso di Eluana - sottolinea Sandri - riguarda convinzioni proprie e personali di tipo etico, morale e religioso mentre la Regione e' un ente amministrativo: la questione di Eluana non e' un semplice atto amministrativo".
E comunque per Sandri, sul caso "vi sono indicazioni dal Governo" e piu' precisamente del ministro Sacconi. Quello della figlia di Beppino Englaro pero', per Sandri, "e' un atto che forse non e' neppure da giudicare come eutanasia perche' in questo caso si porta alla morte una persona di fame e sete. Non sono medico, ma per quanto mi riguarda, si tratta di una morte che mi fa rabbrividire".
Sulla vicenda Englaro 'io sto con il ministro Sacconi senza se senza ma, anzi colgo l'occasione per esprimergli solidarieta''. Lo afferma Pier Ferdinando Casini, intervistato da 'Panorama del Giorno' (Canale 5).
'Il ministro Sacconi - prosegue - ha posto una questione di ordine generale inerente al rispetto della legge. Francamente mi verrebbe da dire che e' quasi uno scherzo la notizia dell'indagine giudiziaria che puo' riguardarlo su questo punto, noi stiamo con Sacconi evidentemente'.
Sulla necessita' di una legge, Casini aggiunge: 'C'e' l'onorevole Bottiglione che si sta preoccupando concretamente di una legge sul fine vita, e' giusto che si chiariscano ulteriormente i contorni per evitare anche una supplenza impropria dei magistrati che devono applicare la legge e non devono essere sostitutivi al legislatore'.
"E' paradossale vedere una persona davanti al Tribunale dei ministri per aver cercato di tutelare i diritti di una persona disabile e per voler salvare una vita umana". Il sottosegretario al Welfare Eugenia Roccella commenta cosí la notizia dell'indagine sul titolare del proprio dicastero, Maurizio Sacconi. In un'intervista a Il Giornale, Roccella spiega che l'atto di indirizzo del ministro "non è ricattatorio n, minaccioso" e che "è rivolto a tutte le Regioni. E ogni governatore (che decidesse di violarlo, ndr) poi se ne assumerebbe la responsabilità politica". Il riferimento è all'Emilia-Romagna di Errani che da alcuni era stata indicata come pronta ad accogliere Eluana. "Oggi - replica Roccella - mi sembra che l'assessore alla Salute Giovanni Bissoni sia molto piú cauto".
Il sottosegretario ribadisce che il decreto della Corte d'Appello di Milano "non comporta alcun obbligo. E comunque il Servizio sanitario nazionale deve curare, e non applicare le sentenze dei giudici".
'Alla base della sentenza c'e' il concetto della disponibilita' del proprio corpo e quindi della liberta' di poter decidere se subire o meno un trattamento terapeutico': cosi l'avv. Massimiliano Naso commenta il provvedimento con cui il tribunale civile di Milano ha condannato un ospedale e quattro medici a risarcire la vedova di un testimone di Geova, morto d'infarto dopo aver protestato con forza per una trasfusione di sangue da lui rifiutata.
La vicenda, riportata oggi dal quotidiano la Repubblica, conclusasi un mese fa con una sentenza civile in cui si sostiene tra l'altro che c'e' 'una dignita' anche nel morire', era stata oggetto in passato anche di un processo penale concluso con una archiviazione. Un sostanza l'uomo di tumore, per la sua fede religiosa, rifiutava di sottoporsi ad una trasfusione sebbene i medici la ritenessero essenziale. I sanitari di fronte ai reiterati rifiuti avevano chiesto l'autorizzazione della magistratura, ottenendola. Agirono cosi' in maniera coercitiva, l'uomo ebbe una reazione molto forte in seguito alla quale ebbe un infarto considerato una concausa della morte.
L'avvocato Naso, esperto in materia di responsabilita' professionale medica si e' occupato della vicenda per commentarla su un suo sito internet. Parlando del caso ha spiegato all'Ansa che la vicenda del testimone di Geova ha delle analogie con quella di Eluana Englaro. 'La differenza - precisa pero' l'avvocato - e' che Eluana non e' capace di intendere e volere' mentre il testimone di Geova era cosciente e aveva espresso la sua volonta' '.
"La vera violenza non e' certo quella del ministro Sacconi che ha agito con grande correttezza a tutela della vita e della legge ma di chi utilizza l'azione giudiziaria per imporre le proprie idee contro la vita e la legge". E' quanto rileva il sottosegretario allo sviluppo economico e membro dell'esecutivo di Alleanza Nazionale, Adoldo Urso, esprimendo la propria solidarieta' umana e politica al ministro Sacconi che "ha difeso dalla violenza proprio chi non puo' difendersi, agendo con grande correttezza nel pieno rispetto della vita e della legge".
"Per quel che riguarda il caso di Eluana Englaro, occorre rispettare le sentenze e il travaglio di un padre che da 17 anni sta vivendo un dramma in cui la politica non deve entrare". Lo afferma il presidente del Gruppo di Italia dei Valori al Senato, Felice Belisario, ribadendo poi che "le questioni etiche devono essere lasciate alla sensibilita' e alla coscienza dei cittadini, perche' non siamo in uno stato totalitario".
I magistrati 'indaghino sugli omicidi, non su chi difende la vita'. E' il commento del presidente del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, circa l'inchiesta a carico del ministro Maurizio Sacconi da parte della Procura di Roma in relazione al caso di Eluana Englaro. 'La magistratura italiana - afferma Gasparri in una nota - non smette di sorprendere. Dopo il vilipendio al tricolore e le fantasmagoriche decisioni a favore della cannabis acerba della Cassazione, ora siamo alle indagini contro il ministro Sacconi'.
'Solidale con il ministro - prosegue Gasparri - suggerisco ai magistrati di indagare sugli omicidi commessi in Italia, non sul tentativo di difendere la vita. Ancora una volta dei togati suscitano sentimenti di indignazione causando - conclude - danni non meritati alla reputazione dell'intera magistratura'.
"Chiediamo al presidente della regione Emilia Romagna Vsco Errani di andare avanti con coraggio e dignita'. Non si faccia bloccare dal veto illegale del ministro Sacconi". Lo sostengono gli ex parlamentari del Partito Socialista, Mauro Del Bue e Lanfranco Turci. "Non pieghi la laicita' delle istituzioni di fronte a imposizioni confessionali come ha fatto la lombardia. Non segua la strada di don Abbondio come ha fatto la regione toscana. Accolga la richiesta di Beppino Englaro -concludono- e tenga alta la bandiera della solidarieta' e della giustizia che e' propria della nostra regione!".
Le questioni etiche 'devono essere lasciate alla sensibilita' e alla coscienza dei cittadini, perche' non siamo in uno stato totalitario'. Lo afferma il presidente del Gruppo Italia dei Valori al Senato, Felice Belisario, a proposito del caso di Eluana Englaro, la donna in stato vegetativo persistente da 17 anni e per la quale la Corte di appello di Milano ha autorizzato il distacco del sondino per la nutrizione artificiale.
'Per quel che riguarda il caso di Eluana Englaro - afferma Belisario - occorre rispettare le sentenze e il travaglio di un padre che da 17 anni sta vivendo un dramma in cui la politica non deve entrare. Le questioni etiche devono essere lasciate alla sensibilita' e alla coscienza dei cittadini, perche' - conclude - non siamo in uno stato totalitario'.
Nessuna presa di posizione ufficiale da parte della Regione Emilia-Romagna sulla vicenda di Eluana Englaro dopo le notizie che indicano in una delle strutture della regione il luogo possibile dove dare esecuzione alla sentenza della corte di appello di Milano. Dagli ambienti della giunta si rimanda pero' alla presa di posizione di alcuni giorni fa nella quale il presidente Vasco Errani fissava alcuni punti ben precisi sulla vicenda. Uno di questi e' senz'altro l'insistenza sul 'rispetto per la separazione dei poteri'; un modo per sottolineare che nella vicenda non e' accettabile l'ingerenza di alcuna autorita', nazionale o regionale che fosse, 'di fronte ad una sentenza esecutiva dell'autorita' giudiziaria'. Gli altri paletti riguardano invece 'la scelta del luogo di cura e assistenza che appartiene alla libera scelta del cittadino', come un fatto che e' tutelato dalla legge ed appunto 'non puo' essere frutto di atti delle autorita' di Governo regionali o nazionali'. Infine, la considerazione che l'atto di indirizzo alle regioni del Ministro Sacconi, che ha definito illegale la sospensione della nutrizione, viene valutato come 'ininfluente' dal punto di vista giuridico. Una opinione che con altre parole Errani aveva gia' espresso un mese fa proprio nel momento in cui il ministro aveva spedito la lettera alle regioni. Se questi sono i punti chiave di quella presa di posizione, dagli ambienti della regione si fa osservare ancora che 'altre ipotesi hanno carattere puramente giornalistico'.
Italia dei Valori vuole discutere in Parlamento gli atti compiuti dal ministro del Welfare Maurizio Sacconi in relazione al caso Englaro. Secondo Silvana Mura, deputata di Idv e membro della Commissione affari sociali alla Camera, "l`atto di indirizzo emanato dal ministro del Welfare Sacconi rappresentava di per s, un atto di ingerenza politica grave, con il quale era evidente che il governo volesse impedire l`esecuzione della sentenza che accoglieva le richieste della famiglia Englaro".
"Ora l`apertura di un`inchiesta da parte della procura di Roma nei confronti del ministro - prosegue l'esponente dipietrista - rende la vicenda ancora piú grave, dal momento che si ipotizza che Sacconi possa aver commesso un reato arrivando a minacciare ritorsioni amministrative nei confronti della struttura che avesse posto fine alla sofferenza di Eluana. Spetta ai magistrati appurare se siano stati commessi illeciti o meno, ma è evidente che il governo deve fornire una spiegazione politica del suo operato".
"Almeno ora - conclude Mura - sarebbe doveroso da parte di Sacconi venire in parlamento a riferire sul proprio operato consentendo di dar vita ad un dibattito parlamentare sull`intera vicenda, cosa che fino ad oggi il ministro si è sempre rifiutato di fare".
"Cio' che sta accadendo intorno al dolorosa caso di Eluana Englaro svela un arbitrio gravissimo. Quando un ministro puo' bloccare una sentenza della magistratura, confermata dalla Corte di Cassazione, non si verifica solo una lesione della liberta' personale ma la distruzione di un pilastro democratico, quello della divisione dei poteri".Lo afferma Claudio Fava, segretario nazionale di Sinistra Democratica.
"Sinistra Democratica -prosegue Fava- dopo aver protestato sotto la sede del ministro Sacconi nelle settimane scorse, aderisce oggi alla manifestazione di Lecco promossa dai radicali e da varie associazioni. E' arrivato il momento di organizzare una reazione civile e democratica piu' decisa. E di chiedere, anche a chi presiede il Csm e vigila sul rispetto della Costituzione -conclude Fava- di far sentire la necessita' che tutti osservino le regole su cui si regge lo Stato di diritto".
'Da tempo teniamo sotto osservazione la Regione Campania per le sue spinte laiciste. Ma il tutto era limitato, al momento,al controllo circa il possibile utilizzo da parte di strutture sanitarie pubbliche campane della pillola abortiva RU486'. Lo afferma Pietro Diodato, consigliere regionale della Campania, componente della commissione sanita'.
'Non e' necessario sapere se ci sia stata o meno la disponibilita' di Bassolino ad offrire una struttura sanitaria per eseguire la sentenza dei giudici nei confronti di Eluana Englaro - prosegue Diodato - ci basta aver appreso come la pensa il Governatore della Campania rispetto a temi che attengono alla sacralita' della vita umana'.
'Sappia pero' Bassolino - conclude Diodato - che una ipotesi del genere trovera' una durissima opposizione, anche di piazza,a difesa di un valore, quale quello della vita umana, che per noi e soprattutto per i cittadini campani, e' e rimane un bene indisponibile'.
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