Lunedì 8 giugno 2026
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Englaro. I Nas cercano di bloccare i medici per 'anomalie amministrative'. Accelerazione al Senato, Radicali presentano 1.592 emendamenti

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Nel giorno in cui a Roma si avvia l'iter parlamentare del disegno di legge del governo per vietare di sospendere alimentazione e idratazione in casi come quello di Eluana Englaro, a Udine cominciano gli accertamenti presso la casa di riposo "La Quiete", in seguito alla denuncia dei Nas che hanno rilevato "anomalie amministrative". I carabinieri del Nucleo antisofisticazioni e sanita' hanno infatti redatto un verbale in cui si parla di "non idoneita'" delle stanze riservate per Eluana perche' prive della necessaria certificazione da parte dell'azienda sanitaria, inoltre esse non sarebbero qualificabili come "hospice o luogo di ricovero confacente" come richiesto dalla sentenza della Cassazione. Il tempo stringe, e ieri in Regione Friuli Venezia Giulia e' stata convocata una riunione d'urgenza: all'azienda sanitaria 4 il compito di provvedere all'ispezione e l'invito alla casa di cura a sospendere il protocollo. Da questa mattina - ha comunicato l'azienda sanitaria - sono cominciati gli accertamenti e la relazione dei tecnici sara' pronta entro stasera. In pratica, si dovra' stabilire se le stanze riservate a Eluana si configurano come struttura "ex novo" all'interno della casa di cura e dunque bisognosa di una "ulteriore certificazione e autorizzazione". Se si dovesse arrivare a questo risultato, il protocollo per portare Eluana a morire dovra' essere sospeso. Tutti i materiali saranno depositati in Procura di Udine.   
Proprio in Procura e' giunto questa mattina il legale della famiglia Englaro, Giuseppe Campeis, che ha smentito l'ipotesi di un sequestro delle stanze: "Attualmente non esiste nessun provvedimento cautelare" ha detto dopo aver incontrato il procuratore Antonio Biancardi. Sull'ipotesi della nomina di un commissario da parte della Procura alla casa di riposo, Campeis replica: "Il procuratore agira' prudentemente seguendo le indicazioni della Procura generale e valutando tutti gli elementi acquisiti anche dai suoi consulenti". Sul frone politico, alle 12 si riuniranno i capigruppo al Senato.
Alle 14.30 il ddl sara' esaminato dalla commissione Sanita' di Palazzo Madama, quindi approdera' in Aula per il dibattito, con inizio alle 19, e a seguire il voto, che dovrebbere raccogliere i consensi della maggioranza, dell'Udc e di alcuni senatori Idv e (i cattolici) del Pd. Il Partito democratico ha convocato una riunione dei senatori alle 17, in cui verra' ufficialmente sancita la liberta' di voto.
Domani il testo passera' alla Camera, dove potrebbe incontrare maggiori difficolta' e tentativi di ostruzionismo.
Il ddl, secondo le previsioni piu' ottimistiche, potrebbe diventare legge tra mercoledi' e giovedi'.

RADICALI PRESENTERANNO 1.592 EMENDAMENTI
- I Radicali hanno deciso di presentare al Senato 'piu' di 1.000 emendamenti' al disegno di legge sulla vicenda Englaro. Lo ha annunciato la senatrice Donatella Poretti che ha spiegato come questi emendamenti sono 'tutti nel merito e non sono tra loro eguali'. 'Ora vedremo - aggiunge la senatrice eletta nelle liste del Pd - se passeranno al vaglio di ammissibilita''.
I Radicali hanno intenzione di ripresentare gli emendamenti, che la Commissione non riuscira' ad esaminare direttamente per l'Aula prevista alle 19.

BEPPINO ENGLARO, CHIESA NON PUO' IMPORMI SUA VOLONTA'
- 'La Chiesa non ha nulla a che vedere con questa questione. Non mi puo' imporre i suoi valori': Beppino Englaro, il padre della donna in stato vegetativo da 17 anni, torna a parlare del ruolo della Chiesa e delle istituzioni nella vicenda della figlia Eluana. Lo ha fatto in un'intervista al quotidiano spagnolo El Pais, nella quale ha parlato anche dei suoi appelli alle istituzioni, raccontando della lettera che nel 2004 aveva inviato all'allora presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, e al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. 'Della Chiesa non parlo, sento un grande rispetto verso di lei - ha detto Englaro nell'intervista - e spero lo stesso per me da parte della Chiesa. Spero che sappiano quello che dicono e che fanno, ma non polemizzo con loro'. Il padre di Eluana ha quindi rilevato che 'il magistero della Chiesa e' morale; lo Stato e' laico e in esso convivono anche i cattolici. Quello che dice la Chiesa riguarda solo loro, non noi che non professiamo questa confessione'. Sottolineando che nel caso di Eluana 'la condanna a vivere senza limiti e' peggio della condanna a morte'. Della lettera del 2004 Englaro ha raccontato che era stata una richiesta di aiuto. Scriverla, aveva detto allora, era stato 'uno dei momenti piu' tragici della nostra vita da 12 anni a questa parte'. Ecco il testo: 'ci auguriamo che lei signor presidente e gli altri destinatari di questa lettera vogliano trovare gli atti opportuni per dare uno sbocco alla vicenda di nostra figlia Eluana che da 4.430 giorni e' costretta da istituzioni e medici a una non vita'. Arrivo' la risposta di Ciampi, ha detto oggi Beppino Englaro: 'mi esprimeva la sua vicinanza, aggiungendo pero' che non poteva fare altro che interessare del caso gli organismi competenti'. La lettera, ha detto il padre di Eluana, non ebbe risposta: 'dal momento che la politica non fece nulla e nemmeno il governo, mi rivolsi ai giudici. Chiesi loro aiuto ed essi fecero il loro dovere'. Ma la segreteria del presidente del Consiglio ha risposto che non risultava una richiesta di intervento da parte del signor Englaro nell'anno 2004. Immediata la replica del padre di Eluana: 'ho inviato quell'appello in diverse copie, tra gli altri, al presidente della Repubblica, a quello del Senato, al presidente del Consiglio e al ministro della Salute: mi risposero solo Ciampi e il presidente del Senato'. Lettere che, ha precisato Englaro, sono state inviate per raccomandata con ricevuta di ritorno: 'ho tutta la documentazione'.   

ARCIVESCOVO, PER CRISTIANI PERSONE SONO SOPRA LEGGE
- La voce della Chiesa, nella vicenda di Eluana Englaro, 'si e' rivelata caratterizzata da quella fragilita' che e' propria di chi non puo' fare appello che alla coscienza'. L'arcivescovo di Firenze, Giuseppe Betori, in un'intervista al Corriere della Sera riassume la posizione della Chiesa nel caso Englaro. E' difficile che la coscienza maturi sotto l'influsso delle grida e dei proclami ideologici, come avviene in questo caso, secondo Betori, 'soprattutto quando anche le istituzioni invece di mettersi in ascolto dei diritti naturali, si erigono a produttori di pseudo nuovi diritti'. 'Se questa e' la porta aperta per un'autodeterminazione che vuole giungere a legalizzare l'eutanasia - spiega l'arcivescovo - la nostra societa' si avvia verso una tragica involuzione'. L'arcivescovo di Firenze spiega che 'c'e' un realismo cristiano per il quale, il valore di una persona e' superiore anche agli interessi di tenuta di un sistema politico e alle esigenze delle stesse forme giuriche'. E se questa posizione puo' attirare qualche ingiuria, come quella di 'meschino integralismo - dice Betori - per noi e' nulla purche' una vita umana venga salvata'. Betori e' favorevole ad una legge che che consenta alle persone di esprimersi con modalita' certe sulla fine della propria vita ma nel caso di Eluana, secondo Betori, la sentenza della Cassazione ha preso in considerazione alcune indicazioni sulla sua volonta' e non altre. L'arcivescovo, infine, rileva un generale impoverimento della politica che non risparmia la citta' di Firenze e sulla vicenda del negazionista Williamson che ha negato l'Olocausto, dice: 'e' gravissimo, inqualificabile, vergognoso, e' inaccettabile che un cristiano neghi cose realmente accadute'.   
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