Englaro: non imporre trattamenti dall'alto. Sacconi fa gli auguri al vescovo contro "eutanasia"
'Chi vuole i trattamenti ha il diritto di riceverli, ma allo stesso tempo chi non li vuole piu' ha il diritto di rifiutarli e che non gli siano imposti da altri'.Queste le parole di Beppino Englaro, padre di Eluana, la donna morta lo scorso 9 febbraio dopo 17 anni trascorsi in stato vegetativo, intervenuto ieri a Napoli al convegno promosso dall'Universita' Federico II di Napoli su biotestamento e dichiarazioni anticipate di volonta'.
'Sono due mondi diversi - ha aggiunto Englaro - che meritano lo stesso rispetto, discriminarne uno e' la scelta piu' anticostituzionale che ci possa essere'. Cio' che chiede il padre di Eluana che, ha sottolineato, combatte per se stesso, e' la 'rivendicazione di quei principi di diritto propri in uno Stato di diritto'. Una battaglia che porta avanti affinche' 'anche quando non siamo capaci di intendere e di volere possiamo avere la possibilita' di godere degli stessi diritti di cui godiamo quando siamo capaci di intendere e di volere in base ai propri convincimenti etici, filosofici, culturali e anche confessionali. Cio' che chiedo e' che si abbia la possibilita' di scegliere in base ai propri convincimenti e non a quelli di uno stato etico'.
Commentando le parole del presidente della Camera Gianfranco Fini che, nei giorni scorsi, in merito alla prossima votazione a Montecitorio del testo sul testamento biologico, si e' augurato 'un voto secondo coscienza', Englaro ha affermato che 'il presidente Fini ha capito che una cosa e' lo stato etico e un'altra e' lo stato di diritto'.
SACCONI CHIEDE AIUTO AL VESCOVO CONTRO IL TESTAMENTO BIOLOGICO - 'Ho fatto i miei piu' sentiti auguri a mons. Andrea Bruno Mazzoccato, il vescovo di Treviso trasferito a Udine, perche' va in una citta' segnata dal primo atto eutanasico istituzionalizzato nella storia del nostro paese'. Sono le parole che il ministro Maurizio Sacconi ha pronunciato, a margine di un convegno sulla bioetica, con riferimento al caso di Eluana Englaro.
'Su questo punto - ha aggiunto - non vedo mediazione. Parlo confortato da un parere unanime dal Consiglio dei Ministri pronunciato in una seduta molto tesa. Una cosa e' l'accanimento terapeutico nel ciclo finale di vita. Altra cosa e' un disabile che puo' vivere ancora decenni e che dunque va alimentato ed idratato'.
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