Venerdì 5 giugno 2026
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Englaro: Nuvoli ed Eluana vittime sacrificali dei protocolli

U.E. - ITALIA
Notizia ·
'Il problema rimane sempre la liberta' di cura e terapia' dice, interpellato sul caso Nuvoli, Beppino Englaro, padre di Eluana, la 36enne di Lecco in coma vegetativo permanente dal 1992, dopo un incidente stradale.
Da subito, Englaro si e' battuto contro l' 'accanimento terapeutico' nei confronti della figlia, che aveva espresso il desiderio di non essere mantenuta artificialmente in vita nel caso le fosse accaduto un incidente come quello di cui era rimasto vittima un amico, esattamente un anno prima che la tragedia la investisse direttamente. Per Eluana, il padre ha chiesto piu' volte di 'staccare la spina', ma per sette volte le sue richieste sono state respinte dai giudici.
'La condizione di Eluana e' iatrogenica, deriva dalla rianimazione, non e' naturale, per questo bisogna affrontare il problema degli stati vegetativi: se la Corte Costituzionale e la Commissione nominata dal ministero della Salute faranno la loro parte, quella di mia figlia non sara' piu' una tragedia dimenticata'. Convinto che ''non possono essere gli altri a disporre della vita creata da uno stato vegetativo', Englaro ricorda che sua figlia 'era un purosangue della liberta': vedeva la vita in bianco e nero, non avrebbe mai voluto essere confinata in una zona grigia'.
Nel suo caso, staccare la spina non sarebbe eutanasia: 'sull'argomento, c'e' confusione concettuale, giuridica e clinica, per questo il testamento biologico e' il minimo passo'. Dopo 15 anni di lotta, Englaro avverte pero' che 'il clima culturale e' cambiato'. Oggi, la sua, e' 'piu' che una speranza: il problema viene finalmente affrontato: non si puo' diventare vittime sacrificali dei protocolli, bisogna mantenere la possibilita' di dire no'.
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