Sabato 6 giugno 2026
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Englaro. Oggi decide la Camera, polemiche in Toscana, il Senato rinvia

U.E. - ITALIA
Notizia ·
SLITTA VOTO CONFLITTO ATTRIBUZIONI A DOPO MANOVRA  - Slitta a dopo il voto sulla manovra il voto dell'assemblea del senato sulla relazione di Carlo Vizzini su Eluana Englaro, riguardante il conflitto di attribuzioni tra i poteri dello Stato. Lo ha deciso la Conferenza dei capigruppo. La Conferenza ha stabilito di avviare oggi il dibattito sul caso Englaro sospendendo pero' i lavori alle 18 per consentire alla Commissione di Bilancio di proseguire l'esame degli emendamenti alla manovra.  

PD PRESENTA ODG E CHIEDE LEGGE ENTRO IL 2008 - "Un'apposita sessione per l'esame e l'eventuale approvazione entro l'anno 2008 di un disegno di legge in materia di consenso informato e dichiarazioni di volonta' anticipate nei trattamenti sanitari, idoneo a colmare il segnalato vuoto legislativo e ad assicurare, attraverso il riconoscimento dell'autonomia e la liberta' della persona nelle scelte riguardanti la sua salute fisica e psicologica, la piena e omogenea tutela dei diritti fondamentali di cui agli articoli 2, 13 e 32 della Costituzione". E' quanto chiede il Partito democratico nell'ordine del giorno depositato al Senato. Ipotesi sulla quale, invece, il Pd ha annunciato la non partecipazione al voto. Una decisione unanime arrivata al termine di una riunione pomeridiana del gruppo nel corso della quale si sono confrontate, anche con qualche tensione (riferisce chi ha partecipato), le diverse posizioni che animano cattolici e laici del Pd. Inizialmente, infatti, la posizione della componente cattolica era quella di un voto di astensione, che non trovava d'accordo i laici del gruppo. La composizione della segreteria e' arrivata con la decisione, appunto, di non partecipare al voto.   
E che il confronto sia stato animato lo testimonia anche una vivace discussione che si e' svolta, al termine della seduta dell'aula, davanti alla buvette di Palazzo Madama, dove un gruppo di senatori del Pd, diciamo di orientamento laico, e' ritornato sulla questione usando termini come "escamotage tattico" o "c'e' stato un cedimento", ma affermando anche che "non e' che puo' andare sempre cosi'" e lo stupore per aver visto "la Margherita porsi nella sua totalita' su quella posizione". Dall'altro lato, un senatore del Pd cercava di smorzare i toni spiegando che non percepiva "alcun cedimento" e che si e' trattato di un "felice compromesso".
Tornando all'ordine del giorno, a firma dei capigruppo Anna Finocchiaro, Luigi Zanda e Nicola Latorre, e a cui seguono quelle di molti senatori tra cui cattolici come Manuela Baio, Marco Follini, Mauro Marino, si rileva anche che "l'ampio dibattito parlamentare sviluppato su questi temi ha condotto a significative convergenze sulla portata e i contenuti dell'intervento legislativo auspicato, facendo ritenere mature le condizioni per l'approvazione di una disciplina legislativa sul 'fine vita'".
Ecco perche', si legge nel documento, "un intervento legislativo in tal senso consentirebbe di disciplinare con chiarezza il divieto di praticare ogni forma di eutanasia e di accanimento terapeutico, realizzando al contempo l'alleanza terapeutica tra medico e paziente, l'equa distribuzione delle cure palliative e l'accompagnamento terapeutico".

SENATORI RADICALI DEL PD VOTANO CONTRO MOZIONE -
I senatori Radicali voteranno contro la mozione Pdl che promuove il conflitto di attribuzioni in Corte Costituzionale contro la Cassazione per la decisione su Eluana Englaro, sulla quale l'aula di palazzo Madama si esprimerà subito dopo il varo della manovra economica, probabilmente nella giornata di venerdí. In questo senso, i senatori Radicali del Pd intendono marcatre il dissenso con la decisione del loro gruppo parlamentare di non partecipare al voto sulla mozione Pdl .
"L delegazione dei Radicali nel Pd sostiene che non esiste alcun conflitto tra poteri dello Stato", spiega Donatella Poretti, paA fronte di questa richiesta della Pdl la nostra risposta e' di votare e votare contro. La sentenza della Cassazione e' un atto dovuto nei confronti di un cittadino che chiede un pronunciamento della giustizia da 16 anni e non una supplenza del potere legislativo. Non c'è nessun omicidio, nessun caso di eutanasia, solo l'applicazione del principio costituzionale".

CAMERA DECIDE OGGI - L'ufficio di presidenza della Camera decidera' oggi se sollevare o meno la questione del conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato nei confronti della Corte di Cassazione per la sentenza sul caso di Eluana Englaro. La vicepresidente della Camera, Rosy Bindi (Pd), ha presentato ieri all'Ufficio di Presidenza di Montecitorio la relazione sull'inammissibilita' del conflitto di attribuzione. "Si puo' discutere e criticare il contenuto delle sentenze, che intervengono su una materia densa di implicazioni etiche e sulle quali sono possibili diverse opzioni di valore. Ma questi argomenti non mettono in discussione la legittimita' della decisione assunta dalla Corte di cassazione. La relazione sottolinea infatti la natura squisitamente giurisdizionale delle decisioni assunte. Ricordando che la questione non riguarda il merito della vicenda ma solo la delimitazione delle sfere costituzionali delle Camere e della magistratura - prosegue Bindi nella relazione - nel caso in esame, ogni affermazione dei giudici appare confortata da un rinvio diretto o indiretto, per analogia, alle norme vigenti, secondo la relativa giurisprudenza interpretativa. Le motivazione delle sentenze, evidenziano con chiarezza le argomentazioni di fatto e di diritto alla base delle decisioni e dimostrano il carattere indefettibile della loro natura giurisdizionale. C'e' da chiedersi, allora, se il conflitto di attribuzione non riguardi piuttosto il merito della decisione. Se cosi' fosse, si tratterebbe di un improprio e anomalo mezzo di impugnazione della decisione della Corte di cassazione ed anzi, configurandosi come una censura da parte di un diverso potere, rischierebbe di porre in discussione proprio quella indipendenza della magistratura sancita dall'art. 110 della Costituzione a tutela del principio di divisione dei poteri. La relazione contesta anche la tesi che l'esercizio dell'attivita' giurisdizionale possa aver menomato la sfera di attribuzione del Parlamento. Le decisioni dell'autorita' giudiziaria costituiscono pieno ed esclusivo esercizio della funzione giurisdizionale e, anche quando assumono carattere innovativo, lasciano del tutto inalterato il potere delle Camere. E in proposito la relazione auspica che sia presto colmano il vuoto legislativo su questa materia". Per la presidente Bindi, in questo contesto sollevare un conflitto di attribuzione a tutela della liberta' di "non decidere" del Parlamento, significa "in realta' implicitamente dichiarare la propria impotenza, auspicando, attraverso lo strumento del conflitto, una diversa composizione degli interessi in sede di interpretazione giurisdizionale. Una strada che comporta forti rischi sul piano del rispetto del principio della divisione dei poteri. Neanche i valori piu' alti, come il diritto alla vita - conclude la Bindi - possono essere tutelati al di fuori della legge o contro la legge".   

C'E' 'CONTATTO' PER RICOVERO IN TOSCANA - Nessuna richiesta formale, ma una 'presa di contatto' c'e' stata per capire se, come e quando Eluana Englaro, la donna in coma da 16 anni e tenuta in vita da alimentazione artificiale, possa essere ricoverata a Firenze. La 'presa di contatto' e' stata confermata da fonti qualificate presso le quali, tuttavia, e' emersa la sorpresa per il fatto che non vi siano strutture in Lombardia in grado di assicurare il ricovero della ragazza dopo la sentenza della Corte d'Appello di Milano che ha detto si' alla possibilita' di distacco del sondino che la tiene in vita. Il tribunale milanese si era pronunciato in seguito alla decisione della Corte di Cassazione che aveva chiesto ai giudici milanesi di pronunciarsi in merito alla richiesta del padre della ragazza, Beppino Englaro.

COMMENTI


"La sentenza della Cassazione sul caso Englaro e' andata oltre l'interpretazione della legge vigente. Ha creato una legge nuova che incide su un valore fondamentale del nostro ordinamento: il diritto alla vita. Ha scavalcato e ha reso inutili tutti i disegni di legge sul 'fine vita', consentendo al tutore di una persona divenuta incapace di decidere della vita dell'incapace stesso, in assenza di qualsiasi indicazione chiara e scritta del diretto interessato". Lo ha dichiarato, in una nota, Alfredo Mantovano, sottosegretario al ministero dell'Interno.  "Spetta al Parlamento - ha continuato Manotvano - espressione della sovranita' popolare, scegliere se e come intervenire con una legge su problemi cosi' delicati. Nessuna presunta 'inerzia' del legislatore giustifica un intervento di supplenza dei giudici; cosi' come l'inerzia dei giudici non consente al legislatore di emanare, in loro vece, sentenze. Percio' nei confronti di tale sentenza e' sicuramente proponibile, ai sensi dell'art. 37 della legge 87/1953, il conflitto di attribuzione fra i poteri dello Stato".  "Il conflitto puo' essere sollevato da entrambe le Camere, o anche solo da una di esse, perche' in un sistema di bicameralismo perfetto sia il Senato che la Camera sono ciascuna titolare del potere legislativo; legittimate a difendere - ha concluso il sottosegretario al ministero dell'Interno - l'ambito di competenza loro attribuita dalla Costituzione".    

'La Toscana, cosi' come si legge oggi sulla stampa, non puo' diventare la terra promessa per chi sceglie di morire e lo diciamo nel massimo rispetto per il dramma umano e le decisioni della famiglia Englaro'. E' quanto sostiene Pieraldo Ciucchi, presidente del gruppo Partito Socialista al Consiglio regionale della Toscana, commentando le indiscrezioni apparse sulla stampa di oggi secondo le quali la dolorosa vicenda di Eluana Englaro potrebbe concludersi in una struttura sanitaria toscana.  'Due sono i principi ai quali una regione si deve attenere: il diritto all'assistenza ed il rispetto della legalita' - osserva Ciucchi -. Questo vale anche per il caso di Eluana Englaro, rispetto al quale sono le strutture sanitarie della Lombardia a doverli garantire entrambi. Il rischio e' infatti che tutta la vicenda subisca una strumentalizzazione politica, con il governatore della Lombardia Formigoni nella veste di obiettore di coscienza e le strutture sanitarie di quella regione pronte a rifiutarsi di rispettare la sentenza, e che si crei un precedente giuridico rilevante'.  'Qui non si tratta di misurare il grado di laicita' o di sensibilita' su alcuni temi di una regione, magari derivante dal colore politico di chi l'amministra. Formigoni - conclude il segretario regionale del Ps toscano - dunque si assuma le proprie responsabilita' e faccia valere i principi della legalita''.    

"Apprendiamo con rammarico la contrarieta' del Partito Democratico alla pronuncia del Senato sul conflitto di attribuzione nei confronti della Corte di Cassazione, dopo il via libera alla sospensione di ogni trattamento terapeutico per Eluana Englaro. Ci auguriamo che l'ala cattolica del Pd operi una 'moral suasion' interna per una riflessione ulteriore e piu' responsabile". Lo ha dichiarato il capogruppo dell'Udc al Senato, Gianpiero D'Alia.  "A nostro avviso - ha aggiunto D'Alia - la sentenza emessa dalla Suprema Corte invade la sfera del potere legislativo. Di fronte a simili ingerenze della magistratura, che si pongono in contrasto con il principio fondamentale della separazione dei poteri, occorre - ha concluso D'Alia - una risposta ferma e unitaria del Parlamento".    

'Al momento non risulta che ci sia alcuna richiesta ufficiale di accogliere Eluana Englaro per assisterla nelle strutture della Toscana. In ogni caso, sono convinto che il problema deve essere trattato con il massimo del rispetto e ispirandosi a un principio di umanita', evitando strumentalizzazioni e contrapposizioni violente'. L'assessore regionale della Toscana al diritto alla salute Enrico Rossi smentisce in una nota ufficiale le voci di una richiesta ufficiale di accogliere Eluana Englaro in Toscana, ma tiene anche a chiarire alcuni principi fondamentali: 'Nel merito, voglio sottolineare come tutte le strutture sanitarie d'Italia siano tenute al dovere dell'assistenza e al rispetto della legalita'".  "Ovviamente, questo vale per le strutture della Toscana cosi' come per quelle della Lombardia, dove Eluana e' ricoverata da tanti anni e dove non mancano professionalita' e servizi adeguati ad affrontare il caso - sottolinea - Il dovere dell'assistenza e il rispetto della legge valgono per tutte le strutture sanitarie del Paese'.  'Vale poi, per le strutture sanitarie, il principio della prossimita' - prosegue Rossi - per cui e' ragionevole rivolgersi a quelle piu' vicine al paziente, anche allo scopo di garantire meglio la continuita' della presa in carico. Di fronte a una richiesta di questo tipo le istituzioni sanitarie devono comportarsi nel rispetto della legge e senza infingimenti, accampando ragioni inesistenti, o peggio ideologiche, per rifiutare il ricovero". "Qualora in Toscana arrivasse una richiesta di assistenza per Eluana - conclude l'assessore - noi ci comporteremmo secondo le leggi e secondo principi di umanita', e chiederemmo che si documentino le ragioni della mancata assistenza nelle strutture piu' prossime a quelle in cui ora e' ricoverata Eluana'.    

'Se da parte dell'Azienda sanitaria fiorentina, con l'avallo e la compiacenza della Regione Toscana, venisse dichiarata la disponibilita' ad accogliere (per consentirle di toglierle la vita, non certo per assisterla) Eluana Englaro, la ragazza in coma vegetativo da 16 anni, si tratterebbe di una decisione di inaudita gravita''. Lo afferma il capogruppo dell'Udc al Consiglio regionale della Toscana, Marco Carraresi.  'Non solo e non tanto perche' si agirebbe in maniera arbitraria - prosegue Carraresi - ma soprattutto perche' si agirebbe contro le leggi vigenti. Che non consentono di uccidere ne' un malato incurabile, ne' una persona in coma. Perche' qui non si tratta di accanimento terapeutico, di spine da staccare, ma di una persona, gravemente malata che ha bisogno di essere accudita e alimentata. La si vorrebbe far morire non dandole piu' da mangiare e da bere. E l'ipotesi che la Toscana si candidi a dare ospitalita' a un atto del genere sarebbe davvero assurdo e incredibile'.  'E' un'ipotesi di tale gravita' che il Consiglio regionale dovrebbe esserne immediatamente e responsabilmente investito in modo da chiedere al Presidente Martini e all'intera Giunta regionale conto delle loro decisioni - aggiunge il capogruppo dell'Udc, che ha presentato un'interrogazione al riguardo - Anche, se necessario, con una convocazione urgente da qui a pochi giorni. In fondo l'anno scorso siamo stati convocati il 16 di agosto per questioni molto piu' futili. Varrebbe la pena di sacrificare un po' di vacanze estive per discutere di questioni assai piu' rilevanti, che riguardano la vita e la morte. In fondo se la politica non si occupa di questo, di che cosa si dovrebbe occupare?'.    

"Invece di sollevare un conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato perche' non cominciamo a mettere all'ordine del giorno del Parlamento il testamento biologico?". A dirlo e' il capogruppo dell'Italia dei Valori al Senato, Felice Belisario, spiegando che discutere della proposta della commissione Affari costituzionali del Senato sul caso di Eluana Englaro "e' una perdita di tempo". Non perche', sottolinea, "siamo insensibili, ma perche' ci sono altre questioni che potremmo affrontare prima di provocare liti tra poteri dello Stato".    

Anche in presenza di casi e fattispecie non regolati specificatamente dalla legge pur essendo, come nel caso di Eluana Englaro, 'eventi e decisioni che esigono, invece, una base legislativa, pena la compromissione della tutela di valori e beni costituzionalmente protetti, come la vita stessa delle persone' l'intervento della giustizia in via surrogatoria non e' ammissibile. La Corte costituzionale dovrebbe invece intervenire per 'definire i confini della discrezionalita' del giudice', identificando cioe' il limite oltre il quale tale potere finisca per ledere quello dell'organo legislatore. E' questa la tesi sostenuta dalla relazione del senatore Carlo Vizzini, presidente della commissione Affari costituzionali del Senato e relatore del provvedimento, su cui si e' aperta la discussione in Aula al Senato. Vizzini ha illustrato i motivi che conducono a promuovere un conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato innanzi alla Corte Costituzionale, riguardo alla sentenza della Corte di Cassazione sul noto caso della giovane Eluana. 'La relazione - ha tenuto a sottolineare il relatore - prescinde da ogni valutazione di merito sul delicato tema etico e sul dramma morale e sociale che dilania i casi come quello di Eluana Englaro. Su una materia cosi' sensibile spettera' al Parlamento pronunciarsi, con una normativa tanto difficile quanto necessaria, ma l'esame svolto oggi consiste in una valutazione per l'Assemblea circa un'eventuale ragione di conflitto fra il potere legislativo e quello giudiziario. Secondo Vizzini ogni intervento da parte del potere giudiziario va escluso, essendo 'impossibile surrogare la mancanza della norma di legge con un atto di giurisdizione che, fuori da ogni canone ermeneutico legittimamente fondato nella forma della pronuncia di un giudice, avrebbe la sostanza di un atto di legislazione del caso concreto'. 'La stessa Corte di Cassazione - ha aggiunto Vizzini - ha riconosciuto la mancanza di una base giuridica di diritto positivo. Il potere giudiziario, in altre parole, di fronte ad un vuoto normativo appare aver compiuto un'attivita' legislativa che l'ordinamento riserva al Parlamento. La sentenza della Corte di Cassazione sembra configurarsi, insomma, come atto sostanzialmente legislativo, innovativo dell'ordinamento vigente'. 'Alla Corte Costituzionale - conclude il senatore Vizzini - spettera' definire i confini della discrezionalita' del giudice, identificando il limite oltre il quale tale potere, comunque costituzionalmente garantito, finisca per ledere l'altrettanto costituzionalmente previsto libero esercizio della funzione legislativa, invece conferito al Parlamento'.    

Hanno sbagliato i giudici della Cassazione e della Corte d'Appello di Milano perche' 'loro compito e' di applicare le leggi e non di farle', ma sbaglia anche l'opposizione perche' hanno fatto della sentenza sulla vicenda di Eluana Englaro 'una bandiera ideologica': lo ha detto la vicepresidente dei senatori del Pdl, Laura Bianconi, intervenendo in Aula al Senato sulla discussione generale sulla vicenda Englaro. A suo avviso la sentenza 'mina profondamente quel principio di non disponibilita' della vita umana che e' proprio della nostra tradizione culturale'. Secondo Bianconi il caso di Eluana assomiglia, dopo la sentenza della Cassazione, a quello di Terry Schiavo 'permettendo l'interruzione di basilari azioni per il sostentamento fisico di chiunque, interrompendo ad Eluana la nutrizione e l'idratazione ne legittimano un vero e proprio abbandono terapeutico'. Bianconi ha spiegato che desidera, votando a favore della mozione che solleva il conflitto di attribuzione, dare un messaggio che sia 'di esempio per le future generazioni perche' abbiano sempre presente che difendere la vita e il diritto naturale va ben oltre il proprio credo e la propria confessione di appartenenza'.    

"L'impegno assunto all'unanimita' dal gruppo del Partito democratico del Senato, di fronte alla calendarizzazione in Aula della relazione Vizzini sul conflitto di attribuzione tra Senato della repubblica e Cassazione, e' un fatto di grande portata politica". E' quanto afferma la senatrice Albertina Soliani, componente Ufficio di presidenza gruppo Pd. "Esso si esprime attraverso due scelte fondamentali. La prima scelta- afferma la senatrice Albertina Soliani dell'ufficio di presidenza del gruppo del Pd- e' la presentazione di un Ordine del giorno che impegna il Senato ad ottemperare alla sua funzione legislativa per esaminare ed approvare entro questo 2008 un disegno di legge in materia di cosiddetto 'testamento biologico'". La seconda decisione, "cosi' come proposto dalla presidenza del Gruppo, e' relativa alla non partecipazione al voto sulla relazione Vizzini: e' un gesto che respinge le presunte motivazioni giuridiche del centrodestra e smaschera la strumentalita' dell'affondo su un tema cosi' delicato e drammatico". Prosegue Soliani: "La volonta' del nostro gruppo parlamentare e' quello di arrivare in tempi brevi a un legge sul cosiddetto 'testamento biologico'. Si tratta di scelte coerenti che confermano il Pd come forza politica responsabile di fronte al Paese, capace di rispondere ai bisogni della societa', nel pieno rispetto della Costituzione". E conclude la parlamentare: "Il conflitto di attribuzione, sollevato dal Pdl, non e' che l'ennesima prova di un intreccio di impotenza e strumentalita'".    

Il senatore Daniele Bosone, vicepresidente della commissione Sanita' del Senato, ha definito un risultato politico 'importante' la stesura da parte del Pd di un ordine del giorno sulla vicenda di Eluana Englaro che sancisce la necessita' di arrivare entro l'anno a una proposta legislativa sul fine vita. Altrettanto 'saggia' ha trovato Bosone la decisione della presidente Anna Finocchiaro di attestare il gruppo sulla non partecipazione al voto. Bosone ha invece liquidato come 'strumentale e inutile' la relazione del senatore del Pdl Carlo Vizzini, con la proposta di sollevare conflitto di attribuzione; Bosone ha detto di trovare 'fuorviante che il Parlamento si occupi di una dolorosa questione personale piuttosto che impegnarsi a fare il proprio mestiere, cioe' quello di legiferare'. 'E' apparsa pertanto naturale, ampiamente condivisibile e molto saggia la proposta della capogruppo Finocchiaro e della presidenza del gruppo del Pd al Senato di non partecipare al voto su una questione specifica sulla quale il Parlamento non avrebbe dovuto entrare fin dall'inizio'. Si tratta, ha concluso Bosone, di una proposta 'ampiamente condivisa, frutto di sintesi e non di contrapposizioni fra le diverse culture, momento di forza e non gia' di debolezza da parte del Gruppo e della sua Presidenza'. Da qui l'invito finale 'ad astenersi da strumentalizzazioni che, partendo da considerazioni non vere, hanno il solo scopo di indebolire un momento di grande dibattito costruttivo vissuto all'interno del Pd'.   

"Il conflitto di attribuzione sul caso Englaro sollevato dal Pdl e' inammissibile". Lo ha dichiarato il senatore del Pd Stefano Ceccanti, intervenendo nell'aula di Palazzo Madama. "Vorrei far rilevare i limiti di questa decisione - ha detto Ceccanti - non ci potra' comunque essere nessun riflesso immediato sulla vicenda Englaro. Il ruolo del Senato non e' quello del giudice a quo, il quale, quando ritiene la questione rilevante e non manifestamente infondata, sospende il processo. Noi non possiamo sospendere nulla. Per di piu' la Corte dovra' prima decidere se il conflitto e' ammissibile, il che non accadra' prima del 2009, e poi, piu' avanti, in caso positivo, decidere nel merito".  "Il paradosso - ha proseguito Ceccanti - e' che proprio da parte di forze politiche che dichiarano di ispirarsi al liberalismo democratico si voglia oggi il giudice bocca della legge, come in suggestioni rivoluzionarie giacobine di societa' semplici o di economie pianificate da socialismo reale, in cui tutto si pensava che potesse essere predeterminato a tavolino dalla politica. Capisco che il Presidente del Consiglio, che ha approvato questa iniziativa, dichiari di voler fare anche una politica di sinistra, ma forse in questo caso era una sinistra che poteva evitare di imitare".  "D'ora in poi - ha aggiunto Ceccanti - nel caso si affermi la tesi del Pdl, si imporrebbe alle assemblee parlamentari di dotarsi di strutture stabili di monitoraggio delle sentenze in tutti i casi analoghi, a prescindere dall'esito e dal tema. E' allora evidente che rischiamo oggi di ledere il prestigio del Senato - ha concluso Ceccanti - perdendo tempo nel chiedere alla Corte di statuire che i giudici siano solo bocca di una legge che non si vuol fare, anziche' costruire una legge equilibrata sul testamento biologico. La Corte non potra' che rivolgersi a noi con un'ordinanza di inammissibilita' il cui significato sara' quello delle parole evangeliche, 'Medico, cura te stesso'".    

'Il Gruppo del Partito Democratico ha approvato all'unanimita' la proposta avanzata dal presidente Finocchiaro di non partecipazione al voto della mozione sul conflitto di attribuzione nel caso Englaro. Questi sono i fatti, chiunque fa trapelare il contrario mente'. Lo afferma il senatore del Pd Riccardo Villari, che smentisce le voci di tensioni nel gruppo sulla decisione di non votare in Aula sul conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato, sollevato dalla maggioranza. 'Dispiace - osserva Villari - che il lavoro paziente, faticoso e produttivo, coordinato dall'intero ufficio di Presidenza, che ha portato il gruppo a raggiungere l'unita' su una questione tanto complessa venga sminuito. Il vero risultato politico e' l'unita' del gruppo che all'unanimita' ha approvato un ordine del giorno, illustrato e coordinato nella formulazione dal senatore Zanda, con il quale chiede che il Parlamento si riappropri della propria competenza legislativa senza prestarsi ad un'azione strumentale, cinica e assolutamente non risolutiva ne' rispetto al singolo caso concreto ne' rispetto all'intera materia'. 'Temi tanto delicati vanno affrontati non ideologicamente o secondo logiche di appartenenza, ma nel pieno rispetto della coscienza individuale: questo e' quello che ha fatto il Gruppo a cui appartengo. Non ha senso - conclude il senatore del Pd - parlare di cedimento di qualcuno o di prevaricazione di qualcun altro, ma solo di un lavoro collegiale che ha portato i propri frutti'.   

La richiesta di non partecipare al voto sulla relazione Vizzini, che propone di sollevare il conflitto di attribuzione sulla vicenda di Eluana Englaro, e' stata presa dai senatori del Pd in modo unitario e al termine di un dibattito 'di alto livello' grazie alla presidenza del gruppo ed alla segreteria del partito: e' il senatore Roberto di Giovan Paolo, esponente dei cattolici democratici, a ricostruire in questi termini il percorso che ha portato i senatori del Pd ad assumere una decisione unitaria. 'Un partito politico democratico - ha aggiunto Di Giovan Paolo - si comporta cosi' '. Il quale si e' lamentato per quelle ricostruzioni che continuano a parlare di un gruppo 'teodem' al Senato dove si trova 'al massimo una coerente fondatrice di esso', mentre piu' corretto a suo giudizio e' riferirsi a 'un'area cattolico-democratica che, sin dall'inizio, ha cooperato con la presidenza del gruppo e la segreteria del Pd per definire il campo del dibattito : una laicissima questione giuridico politico nata mediaticamente e spregiudicatamente e finita in una relazione del Sen. Carlo Vizzini'.   

"Dopo le notizie sulla disponibilita' della clinica di Firenze a dare attuazione alla sentenza di morte per Eluana Englaro, la necessita' che il Parlamento sollevi il conflitto di attribuzione e' sempre piu' urgente". Lo dichiara Luca Volonte' dell'Unione di centro. "Allo stesso tempo, pero' - sottolinea -, e' necessaria un'azione da parte della Procura della Repubblica affinche' venga sospesa la decisione del tribunale che condanna una persona viva, si impedisca che venga data attuazione alla prima sentenza omicida della Repubblica italiana".    

"Non riduciamoci a fare della Chiesa il capro espiatorio di nostre responsabilita'. Nel caso di Eluana molti laici sembrano smarrirsi nel confronto fra i valori della scienza e quelli richiamati dalla magistratura della Chiesa". Lo sottolinea Riccardo Nencini, segretario del Partito socialista. "L'ondata 'neoguelfa' alla quale si e' alluso- prosegue Nencini- puo' trovare spazio solo se sfuggiamo ai nostri doveri di classe dirigente. Ad ognuno, appunto, le sue responsabilita', perfino nella routine corrente di strutture come quelle sanitarie, dove non e' neppure possibile ipotizzare che Eluana Englaro debba essere accolta in Toscana perche' in Lombardia non si sarebbe in grado di risolvere una situazione dai risvolti etici ed umani drammatici, pur in presenza di strutture di assistenza di alta professionalita' oltre che di tecnologie avanzate". Dice ancora il segretario socialista: "Che la tecnica e l'intreccio uomo-macchina rischino di cancellare la morte naturale, come Schiavone ha sottolineato e che sia necessario affrontare il tema di gestire in modo responsabile anche il momento finale della vita, senza ricorrere a termini divenuti fuorvianti come eutanasia, credo sia un passaggio ineludibile, per il mondo laico, ma anche per una Chiesa proiettata verso il futuro, senza paure, ma- conclude Nencini- con piu' speranze, entrambi, degli orizzonti della scienza".    

"La decisione della Corte d'Appello civile di Milano sul caso di Eluana Englaro rischia di creare una profonda disparita' tra cittadini". Il sottosegretario al Welfare con delega ai temi etici, Eugenia Roccella, torna sulla vicenda della ragazza che da 16 anni e' in stato vegetativo permanente. "Se infatti la Procura di Milano decidesse di impugnare la decisione della Corte d'Appello, e la Cassazione dovesse emettere una sentenza diversa, si creerebbe una disparita' tra il trattamento riservato a Eluana e quello per altri cittadini italiani nelle sue condizioni".  In piu', rileva Roccella, "se il pronunciamento della Corte d'Appello venisse eseguito, e poi dovesse intervenire una sentenza successiva e contraria, quest'ultima troverebbe Eluana gia' morta". Il sottosegretario ritiene che sulla vicenda esista "un conflitto di poteri mai verificato prima con il Parlamento. Al di la' - conclude - dell'impegno di quest'ultimo a trovare soluzioni legislative condivise".    


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