Domenica 7 giugno 2026
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Englaro. In Parlamento spaccatura trasversale. Il padre: rispetteremo la legge in silenzio

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Il caso Eluana Englaro divide le Istituzioni, spacca l'opinione pubblica e rischia di incrinare gli equilibri interni ai principali schieramenti. La prossima settimana sui banchi di Senato prima e Camera poi finiranno le mozioni del Pdl che affrontano la questione nel merito e nella forma. Al Senato si discutera' la mozione Quagliariello, che chiede di sollevare presso la corte costituzionale un conflitto di attribuzioni fra poteri dello Stato, rispetto alla nota sentenza della cassazione che autorizza il papa' di Eluana, Beppino Englaro, ad interrompere le terapie che tengono in vita la figlia in stato vegetativo da sedici anni. Diverso lo scenario che ci si appresta a vivere a Montecitorio. Qui infatti l'ala laica e riformista del Pdl rappresentata da Benedetto Della Vedova, che ha messo insieme altri dieci esponenti del suo partito, fra cui il medico personale del Premier, Umberto Scapagnini, ha presentato una mozione per rilanciare la ratifica della convenzione di Oviedo sull'esercizio della liberta' terapeutica, ferma da ben sette anni in attesa di attuazione. 
L'iniziativa di Della Vedova puo' aprire un fronte importante per riportare i temi etici sotto i riflettori della politica ma rischia anche creare una frattura in seno alla maggioranza. Nel testo della mozione si difende l'operato dei giudici di cassazione 'che si sono limitati a stabilire le condizioni entro cui, all'interno dell'attuale ordinamento sia esercitabile un diritto costituzionale ( art. 32, ndr) che non viene meno per il fatto che il parlamento non ne ha previsto una precisa regolamentazione legislativa'. Anzi, proprio il caso Eluana, come ha spiegato oggi Della Vedova, 'deve indirizzare il governo a portare a termine la ratifica della convenzione di Oviedo e a formulare la legge sul testamento biologico, che non e' eutanasia ma liberta' di cura, per definire le condizioni e i termini di esecizio della liberta' terapeutica da parte dei pazienti che versano in stato di incoscienza'. Alla Camera verranno anche discusse le mozioni Lupi (Pdl) - Santolini (Udc) che chiedono il conflitto di attribuzioni, e quella di Isabella Bertolini (Pdl), che si oppone a Della Vedova e chiede al governo di stanziare fondi per i malati terminali.   
'A breve sottoscrivero' il mio testamento biologico': lo ha dichiarato la parlamentare del Pdl Margherita Boniver a margine della presentazione alla stampa della mozione sostenuta da 14 deputati del centro-destra sulla vicenda di Eluana Englaro. 'Usero' il modello elaborato da Umberto Veronesi e riproposto in questi giorni dal quotidiano 'Il Riformista'. Comunichero' le mie volonta' alla mia unica figlia e forse mi rechero' anche da un notaio'. 'Da qualche anno si dibatte su casi di disperazione umana senza arrivare mai a una soluzione. Io sono contraria all'eutanasia di Stato, come anche alla terapia forzata di Stato. Il mio obiettivo e' che si vada verso il pieno rispetto della volonta' individuale e dell'autodeterminazione'.

IL PADRE: MI CHIAMO FUORI DA DIBATTITO POLITICO
- Beppino Englaro si "chiama fuori" dalla piega politica che sta prendendo il dibattito sulla sorte di sua figlia Eluana, in stato vegetativo da 16 anni. All'indomani delle parole del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che ha prospettato un intervento del Parlamento per trovare un assetto legislativo ad una materia cosí delicata, il signor Beppino non vuole commentare: "Io mi chiamo fuori. Se si sono mossi i piani alti del potere politico è giusto che risponda chi di dovere. Ormai non è piú una questione umana, è diventata una questione legale".  Le parole del premier suonano come un altro ostacolo nella già tortuosa strada per l'applicazione della sentenza emessa lo scorso 9 luglio dai giudici della Corte d'Appello di Milano. Ma il signor Beppino non intende arrendersi, proprio ora che ha visto "i principi di diritto di mia figlia allineati al dettato costituzionale". "Agiró sempre nel rispetto assoluto del decreto" con cui il giudice Filippo Lamanna lo ha autorizzato ad interrompere il trattamento di alimentazione e idratazione forzato della figlia. "Tutte le considerazioni spettano ai legali, io e la curatrice speciale (l'avvocato Franca Alessio) dobbiamo rispettare questo decreto. Per il resto c'è già tanta confusione, meno persone parlano meglio è".    

LEGALE, DA HOSPICE NESSUNO BOICOTTAGGIO  -
Non c'e' nessun tentativo di boicottaggio da parte di quelle strutture che si offrono di ospitare Eluana Englaro solo dopo la rimozione del sondino. Lo ha affermato Vittorio Angiolini, legale della famiglia Englaro, in un intervento telefonico durante il consiglio generale dell'Associazione Luca Coscioni, e ha ribadito: nessuna esitazione da parte della famiglia Englaro. 'Il tutore di Eluana ha deciso di muoversi nella riservatezza - ha spiegato il legale - e di non forzare la mano, lasciando ciascuno libero di agire secondo coscienza. Mi dispiace che questo atteggiamento sia letto dalla stampa come una sorta di esitazione'. Angiolini, infatti, ha ribadito ancora una volta che 'la situazione e' sotto il pieno controllo del tutore e del curatore speciale', che vogliono prendersi tutto il tempo necessario per assicurarsi di due cose: 'che tutto sia fatto in conformita' con la sentenza della Cassazione e che tutti coloro che parteciperanno alla procedura siano persone di fiducia'. Il legale ha poi definito 'eccessiva' l'enfasi che e' stata posta sulla rimozione del sondino che alimenta Eluana, che 'non segna un punto di non reversibilita'' nella condizione della paziente, e la confusione sulla struttura che dovrebbe accogliere la donna in stato vegetativo da 16 anni. 'Molti degli hospice interpellati - ha proseguito - hanno sollevato un problema che non condividiamo ma rispettiamo: come palliativisti, loro non vogliono intervenire sulla condizione della paziente e vogliono che il sondino sia rimosso prima: ma si tratta di un problema di pura forma, a cui troveremo una soluzione che soddisfera' tutti'. Per quanto riguarda un eventuale ricorso alla Corte Costituzionale, Vittorio Angiolini si dimostra fiducioso. 'I ricorsi sono sempre molto incerti nel loro esito - ha concluso - e in questo caso la porta mi sembra ancora piu' stretta: non e' infatti scontato che venga giudicato ammissibile'.   

TESTAMENTO BIOLOGICO: 101 SENATORI SOTTOSCRIVONO DDL -
Sono 101 i senatori che hanno sottoscritto il disegno di legge proposto da Ignazio Marino sul testamento biologico. Un terzo degli eletti di Palazzo Madama e' favorevole ad aprire la discussione per arrivare al piu' presto ad una legge che regolamenti la materia. Il Ddl si pone l'obiettivo di dare soluzione al problema dell'interruzione dei trattamenti sanitari, al fine di evitare l'accanimento terapeutico, garantendo comunque la qualita' della vita nelle fasi terminali. "Ogni giorno - spiega Marino - capita che negli ospedali ci si trovi di fronte al dilemma se interrompere o meno alcune terapie che, grazie agli enormi progressi tecnologici di cui godiamo, permettono di mantenere in vita un essere umano destinato alla fine naturale della sua vita. Il problema e' se questo essere umano avrebbe voluto queste terapie. Di qui la necessita' di dare ad ognuno la possibilita' soltanto, se lo vuole, di indicare in un documento scritto, quali terapie ritiene di voler accettare e quali rifiutare, se un giorno si trovasse nella condizione di non poter piu' esprimere direttamente le proprie volonta'". La legge prevede anche la figura di un garante, definito 'fiduciario', che tuteli le indicazioni del paziente, ma che sappia anche interpretare le sue volonta' mentre nei casi piu' complessi puo' avere un ruolo significativo l'intervento di un comitato etico. Il secondo obiettivo della legge e' di offrire ai malati inguaribili e alle loro famiglie sollievo e sostegno durante le fase di sofferenza che spesso accompagna i momenti terminali della vita, in modo da creare le condizioni per affrontare la morte con le minori sofferenze possibili e in modo dignitoso. Per questo e' necessario realizzare un programma assistenziale di cure palliative che preveda criteri omogenei di accesso dei malati, requisiti minimi per l'accreditamento, precisi standard assistenziali, criteri di verifica comuni e tariffe adeguate alla sostenibilita' della gestione. "Nessuno - commenta Ignazio Marino - si dovrebbe sentire abbandonato quando soffre e si avvicina al momento della fine. Per questo serve il rafforzamento della rete degli hospice su tutto il territorio italiano, ma serve anche semplificare la prescrizione dei farmaci per la terapia del dolore, che ancora oggi prevedono un ricettario speciale. Sono certo che tutto il Parlamento e' d'accordo su questi temi e mi aspetto che la discussione possa essere avviata al piu' presto a Palazzo Madama. Sono argomenti che riguardano tutti i cittadini e dovrebbero essere trattati con la stessa celerita' con cui si sono affrontati i provvedimenti utili solo ad alcuni privilegiati".    
Intanto il presidente della Commissione Sanita' del Senato, Antonio Tomassini, ritiene che 'le recenti intollerabili decisioni della Corte di Cassazione sul caso Englaro suggeriscono che tempestivamente si debba avviare la discussione' sui ddl sul testamento biologico. 'A titolo personale sono d'accordo con il senatore Marino su questa necessita'. E' urgente regolamentare l'area grigia che va tra la libera determinazione dei cittadini e la difesa della vita, ribadendo un no deciso all'eutanasia. Tale materia pero' non va mescolata con il problema delle cure antidolore o delle terapie palliative, creando un mix di temi che determinerebbero un'assoluta impraticabilita' del corso legislativo: il testamento biologico ha una sua individualita' e va trattato in maniera disgiunta dagli altri temi'.   

TENSIONE NEL PD, RIUNIONE FIUME PER UNA FATICOSA SINTESI  -
I temi bioetici tornano a turbare gli equilibri interni al Pd. Al momento, sembra sventato il rischio di una frattura interna al gruppo a Palazzo Madama, ma nel pomeriggio non sono mancate le scintille in una riunione a cui hanno preso parte tutti i senatori democratici (componente radicale compresa). La questione sul tavolo è la posizione da tenere al momento del voto sull'eventuale sollevazione di un conflitto d'attribuzione tra poteri dello Stato. Il 'caso' sarà all'esame dell'Aula del Senato da martedí prossimo, dopo il parere favorevole della commissione Affari costituzionali.  In sede di discussione in commissione, il Pd espresse subito la sua contrarietà a sollevare il conflitto davanti alla Corte costituzionale. Diverse le argomentazioni, ribadite anche oggi, offerte dal costituzionalista Stefano Ceccanti, relatore di minoranza: al di là delle motivazioni piú squisitamente giuridiche (ad esempio, il conflitto si solleva di fronte a una sentenza definitiva e quella in oggetto della Cassazione non lo è), Ceccanti, e con lui la rappresentanza del Pd in prima commissione, sosteneva che "il giudice non puó non decidere: se non c'è la legge, deve dare l'interpretazione piú convincente. Se al Parlamento non va bene, invece di sollevare un conflitto di attribuzione che verrà bocciato, faccia una legge". Una posizione che peró suscitó gli irritati distinguo della componente popolare e dei teodem. "La posizione personale di alcuni senatori del Pd, pur rispettabile, non rappresenta la posizione ufficiale del Gruppo non ancora riunitosi per definire una linea comune. Personalmente - commentava Riccardo Villari - non sono d'accordo con la posizione assunta dai miei colleghi nello specifico ed in piú non condivido il metodo adottato". Sulla stessa lunghezza d'onda Emanuela Baio: "Se il Pd ha, come mi auguro, la volontà e l'ambizione di rispondere a tematiche difficili e complesse come quelle del coma, non puó assumere posizioni se prima non sono state oggetto di discussione, approfondimento e, quindi, di condivisione da parte dell'intero gruppo parlamentare".  Ieri sera, in una riunione ristretta, la componente popolare del Pd è arrivata a ipotizzare di lasciare l'aula al momento del voto martedí. Di questo, ma anche del merito della questione, si è discusso all'ex Hotel Bologna, nel pomeriggio. Al momento, non esiste una linea comune del gruppo: i senatori democratici torneranno a riunirsi martedí, probabilmente a pranzo, per mettere a punto la strategia da tenere in Aula. L'intento è evitare la spaccatura su una questione, quella sollevata dalla maggioranza sulla spinta di Cossiga, che tutti all'interno del partito giudicano "strumentale". L'ipotesi piú accreditata, al momento, è quella di un voto contrario. Ma tra i popolari c'è chi non esclude di non prendere parte al voto: "Si sta ragionando su una posizione unitaria. Lasciare l'aula - spiega Daniele Bosone - a noi sembra una posizione ancor piú dura. Vuol dire: 'noi a questo gioco non ci stiamo'".  Martedí, dunque, la capogruppo Anna Finocchiaro cercherà di mettere d'accordo i suoi sulle modalità di espressione del dissenso. Quel giorno, tuttavia, sarà solo il primo passo. Il Pd dovrà poi trovare una difficile sintesi tra le diverse posizioni interne nel merito, ovvero su un ddl che disciplini casi analoghi. "Si sta ragionando per cercare una sintesi. Ma è difficile - ammette Bosone - comunque la discussione è pacata e siamo tutti d'accordo sul fatto che questo vuoto legislativo sia insopportabile e vada colmato". Come riempirlo, poi, resta tutto da decidere.  

TORINO,RADICALI IN SILENZIO DAVANTI A DUOMO DOMENICA  - L'Associazione radicale Adelaide Aglietta promuove una presenza silenziosa di testimonianza e di solidarieta' con Eluana Englaro e la sua famiglia per domenica prossima, davanti al Duomo di Torino, dove militanti del Movimento per la Vita hanno deposto bottigliette d'acqua. 'Da 16 anni Eluana e' prigioniera del suo corpo e da allora non e' piu' con noi, sospesa in un limbo che non esiste neanche per la Chiesa' dicono Silvio Viale e Nicoletta Casiraghi. 'Noi - aggiungono - non vogliamo imporre nulla alla Chiesa, come non vogliamo che la Chiesa non imponga nulla a tutti. Per Eluana e per i suoi familiari che vivono questa lunga agonia, 'lasciamola andare' in pace e in silenzio'. Commentando poi la posa delle bottigliette dell' acqua oggi da parte del Movimento per la Vita, Viale, membro della direzione nazionale dell'Associazione Luca Coscioni e del direttivo di Exit-Italia, ha detto: 'Purtroppo Eluana non percepisce ne' la sete e ne' la fame, essendo senza coscienza per sopravvenuta atrofia della corteccia cerebrale, ma tramite tubi le vengono iniettati acqua e pappette. L'unica vera sete di Eluana e' quella di giustizia'.     

COSCIONI (PD), 40 FIRME PER MOZIONE -
Ha toccato quota 40 firme di colleghi parlamentari la mozione depositata alla Camera dai radicali del Pd e di cui e' prima firmataria Maria Antonietta Farina Coscioni. La mozione, riferisce una nota, 'impegna il governo a far si' che siano adottate in tempi brevi iniziative normative volte al riconoscimento legale dello strumento della dichiarazione anticipata di volonta' in ambito sanitario (conosciuto come testamento biologico) con la nomina di un rappresentante fiduciario, in caso di incapacita', a tutela della volonta' e della liberta' di scelta della persona'. Tra i firmatari, afferma Coscioni 'tutti gli eletti radicali alla Camera, gli ex ministri Barbara Pollastrini, Livia Turco e Pierluigi Bersani e un'altra trentina di colleghi del Pd, che ringrazio. Sono certa che nelle prossime ore altri colleghi, sia del Pd che dell'Italia dei Valori aggiungeranno la loro firma alle nostre'. Nella mozione si invita il Governo anche ad attivarsi nell'ambito delle sue competenze affinche' non siano frapposti ostacoli al rispetto della volonta' di Eluana Englaro, come indicato nella sentenza della Corte di Appello di Milano.  

ALTRI COMMENTI


'Non esiste nessuna norma di diritto positivo che giustifichi questa decisione: un giudice che ordina o consente la morte di una persona, fosse anche consenziente, compie un atto contro la legge, non 'senza' la legge'. Lo afferma Raffaello Vignali del Pdl riferendosi al caso Eluana. 'Il nostro ordinamento - spiega Vignali - vieta l'eutanasia e il suicidio assistito, oltreche' l'omicidio volontario. E' stato inevitabile sollevare il conflitto di attribuzione tra organi dello Stato, perche' i giudici sono soggetti alla legge e solo a quella, ma non viceversa; il conflitto di attribuzioni non e' dunque per colmare un vuoto di legge che non c'e', ma per ribadire i confini del diritto di rifiutare le cure e per introdurre nuove politiche di accompagnamento e sostegno alla famiglia. In ogni caso - conclude - non e' accettabile l'introduzione del testamento biologico: se ci chiedessero oggi se vogliamo morire tra grandi dolori, nessuno direbbe ovviamente di si', ma cio' non significa che stiamo decidendo qualcosa per allora'.   

Una decisione con cui 'la magistratura, non paga di invadere l'azione politica distruggendone la cultura, pretende oggi di avere anche il dominio sulla vita, in nome di un 'Diritto', fra l'altro tutto da dimostrare'. Cosi' don Luigi Maria Verze', presidente della Fondazione San Raffaele sulla sentenza della Corte d'Appello di Milano su Eluana Englaro, 'uno scandalo - scrive - intollerabile'. In una lettera al 'Corriere della Sera' Don Verze' sottolinea come con la decisione dei giudici 'viene data una assoluta priorita' a una selezione della persona in base a un criterio soggettivo di qualita' della vita'. Ma un paziente in stato vegetativo 'non e' un vegetale', per cui 'c'e' qualcosa di terribile nella spaventosa decisione che condanna a morte una persona viva, assolutamente 'non terminale''. La scienza, ricorda, 'insegna che esistono casi di recupero parziale di contatto con il mondo esterno'. Nella sua esperienza, argomenta don Verze', 'ho verificato come ammalati in coma, risvegliatisi dopo tanto tempo, mi hanno ripetuto parole e frasi'. Ecco quindi che nel caso di Eluana, aggiunge, non si puo' parlare di 'eutanasia, ma si debba usare il giusto termine: omicidio'.    

"Per l'ennesima volta, leggo sui giornali e sulle agenzie presunti malumori di rutelliani circa il sacrosanto orientamento dei vertici del gruppo del Pd a prendere posizione contro la sollevazione del conflitto di attribuzione da parte della Camera sul caso Englaro. Che Lusetti esprima malumore e perplessita' e' piu' che legittimo, ma appunto: il suo malumore e le sue perplessita'". Lo ha dichiara Roberto Giachetti, deputato del Pd, commentando il caso di Eluana Englaro.    

"Sul caso Englaro riteniamo che i giudici non dovessero agire come hanno agito e per questo sia il Senato che la Camera si apprestano a sollevare conflitto di attribuzioni di competenza, lo faremo la prossima settimana probabilmente anche qui alla Camera". E' quanto afferma a Radio Radicale il vicecapogruppo del Pdl Italo Bocchino. "Nel merito questo- sottolinea- e' il classico caso che porta alla liberta' di coscienza. Personalmente ritengo che sia arrivato il momento di sollevare il conflitto di attribuzione di competenza perche' non possiamo lasciare alla magistratura il compito di decidere sulla vita e la morte delle persone, pero' dobbiamo legiferare". Legiferare, dice Bocchino, "significa cominciare a riflettere seriamente sul testamento biologico, io non sono contrario al testamento biologico, ma dobbiamo capire cosa uno puo' scrivere nel testamento biologico". E' giusto, prosegue, "poter fare testamento biologico ma non deve essere la porta d'accesso per l'eutanasia, uno puo' scrivere fino a che punto vuole essere curato, ma non puo' scrivere 'fatemi morire',non puo' chiedere di morire". Un testamento biologico, conclude che sia rispettoso della Costituzione, delle leggi vigenti e della cultura del nostro Paese che e' una impregnata dei valori cattolici".       

'Non ho mai pensato di essere stanca di badare a Paolo. Ho sempre creduto che Dio me lo ha dato e Dio me lo deve lasciare'. Tra le lacrime, Concetta La Parola, da 26 anni al capezzale del figlio Paolo, in coma dalla nascita, racconta la sua storia alla Tgr Sicilia. Una vicenda che richiama quella di Eluana Englaro: ma i familiari di Paolo di sospendere le cure e lasciar morire il figlio non vogliono neppure sentir parlare. Il giovane, affetto da cerebropatia, vive attaccato alle macchine. Ha attivita' cardiaca, ma non neurologica. Non parla, non comunica con l'esterno. La madre ha dedicato a lui la sua vita; il padre, Salvatore, che per anni ha svolto l'attivita' di fotografo, ora ha deciso di lasciare il lavoro per aiutare la moglie. La coppia ha altri due figli maschi adolescenti. 'Ho avuto Paolo a 21 anni, - dice la donna - Per lui ho rinunciato a tutto, non ho mai avuto un divertimento, ma non rimpiango nulla, sono felice cosi''. Al giornalista, che gli domanda se ha mai pensato di chiedere l'interruzione delle cure che mantengono in vita il figlio, il padre risponde: 'Non lo farei mai. E' un pezzo della nostra carne'.    

'Sulla necessita' di un intervento legislativo che stabilisca delle regole nella delicata tematica del testamento biologico non ci sono piu' dubbi. La difficolta' nell'affrontare questo compito e' tuttavia quella di individuare una strada laica che tenga conto delle acquisizioni medico scientifiche assistenziali e contemporaneamente dei loro limiti'. E' quanto emerge da una nota diffusa dalla segreteria del Nuovo Psi di Stefano Caldoro che ha discusso, in riferimento al caso Englaro, su una relazione preparata dal vice segretario nazionale, professore Umberto Caruso. 'Cosi' come si e' arrivati a fissare - si legge nel documento - i parametri che stabiliscono il coma irreversibile e quindi la morte clinica, criteri che hanno fornito i presupposti per una buona legge, e' d'obbligo fissare quelli che saranno i parametri clinici per i quali sara' possibile adottare il testamento biologico'. 'L'altra faccia ella medaglia e' rappresentata dai problemi etici. Bisogna uscire - sottolinea la nota - dalla logica dei pregiudizi partendo da parametri tecnici certi, da qui va tenuto in grande considerazione il rispetto per la vita e per la volonta' dei singoli. Questo rappresenta il vero approccio laico alla tematica in questione e su questo punto va istituito il tavolo al quale siederanno laici e cattolici senza integralismi di sorta considerando che l'oggetto merita un attenzione piena di comprensione e umanita'. I socialisti - conclude la nota - sono sicuramente all'altezza di affrontare anche questo tema senza condizionamenti di natura etica o religiosa che sia'.   

Nel 1999 scrisse al Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi per chiedere il diritto all' eutanasia, oggi si rivolge al padre di Eluana Englaro dicendogli di aver cambiato idea e invitandolo a lasciare alla figlia 'la possibilita' di vivere il suo destino fino in fondo'. Germana Lancia, abruzzese di 46 anni, disabile da quando ne aveva sette, in una lunga lettera chiede al padre della ragazza di riflettere. 'Non la condanni a morire di fame e sete - spiega - sarebbe un gesto disumano, e se un giorno dovesse cambiare idea, mi creda puo' succedere, il dolore e la solitudine che provera' saranno piu' forti del dolore che oggi vive nel vedere la sua adorata figliola, e non sara' la sentenza di un giudice a sollevarla dalle sue responsabilita' di padre e di essere umano. Non sempre essere in regola, davanti alle leggi scritte dagli uomini, equivale ad essere in regola con se stessi'. Germana Lancia, fervente cattolica, ricorda con quale sofferenza e determinazione chiese nove anni fa la possibilita' di morire: 'Non mi sentivo in colpa perche' pensavo che la mia richiesta fosse giusta, anche se i miei amici preti definivano la mia scelta non conforme ai voleri di Dio. trascorso molto tempo fino a che il seme del dubbio ha iniziato ad insinuarsi nella mia mente ed ho realizzato che avevo cambiato idea e che mai avrei potuto chiedere a qualcuno di mettere in pratica cio' che avevo precedentemente chiesto'. La donna riconosce di non poter comprendere lo strazio vissuto da Beppino Englaro ma gli chiede: 'Come puo' con certezza affermare che Eluana non avrebbe rivisto la sua posizione? Come puo' aver preso alla lettera un'espressione di sua figlia, dettata da una forte emozione piu' che da una consapevole riflessione. All'epoca dei fatti Eluana era poco piu' che adolescente, a quell'eta' e' facile dire 'io al posto del mio amico vorrei morire', cosi' come e' facile cambiare idea quando si cresce e quando le situazioni ci coinvolgono personalmente'. 'Mi creda - sottolinea - quando una persona e' destinata ad andarsene niente e nessuno potranno mai trattenerla; se Eluana e' ancora qui, se il suo corpo e' in grado di nutrirsi e di respirare significa che vive, qualcuno potrebbe obiettare che una vita vissuta come quella di Eluana non sia dignitosa; nel mio piccolo credo che nessun essere umano possa dire dove inizi o dove finisca il confine per definire una vita dignitosa e quindi degna di essere vissuta'. Germana Lancia dice al padre di Eluana di essere pronta a venire a salutare la ragazza e a continuare con lui la chiacchierata offrendogli un ultimo elemento di riflessione: 'Non crede che se veramente avesse desiderato la morte di Eluana, oggi, dopo una sentenza che glielo consente, ben sapendo che potrebbe arrivare un prevedibile appello, avrebbe gia' provveduto a renderla esecutiva?. So che non ho il diritto il diritto ad alcuna risposta. Se le mi parole le hanno arrecato dolore me ne scuso, ma se aiuteranno Eluana a vivere il suo destino mi sentiro' sollevata per averle scritte'.   

'Mi chiedo perche' persone intelligenti come Cossiga e Quagliarello interroghino il Parlamento su una questione che non ha senso'. Cosi' Ignazio Marino, senatore del Pd, si e' espresso in merito alla mozione sul caso di Eluana Englaro presentata a Palazzo Madama dai due senatori. Marino, intervenendo al Congresso generale dell'Associazione Luca Coscioni, ha affermato che ogni cittadino deve potersi rivolgere al tribunale anche su questioni cosi' delicate come quella di Eluana, e il tribunale deve rispondere sulla base delle leggi esistenti. 'Da quattro legislature si parla di testamento biologico - ha aggiunto - e il Parlamento e' stato sollecitato anche dal Presidente della Repubblica a legiferare in materia. Di fronte ai progressi della scienza medica, il Parlamento deve prendere posizione, e non dire 'io non me ne occupo, quindi non se ne occupi nessuno''.   

Il presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga contesta le affermazioni del senatore del Pd ed ex presidente della commissione sanita' di Palazzo Madama Ignazio Marino, che, sulla vicenda di Eluana Englaro, ha attaccato la mozione sul conflitto di attribuzioni presentata in Senato dallo stesso Cossiga e dal vicepresidente del Pdl Gaetano Quagliariello, definendola 'senza senso'. 'A Marino - dice Cossiga - consiglio di non essere presente in aula quando parlero' sul tema: intendo coprirlo di improperi. Intanto intendo denunciarlo alla Congregazione vaticana per la Dottrina della Fede'.      

"Vorrei sommessamente ricordare al senatore Marino che il Parlamento nelle sue decisioni è sovrano, non soggetto neppure ai progressi della scienza. Mi sembra che Marino si sta incartando nelle sue contraddizioni. E' infatti quantomeno singolare che un esponente politico che da giorni sostiene l'inopportunità che sulla vita e sulla morte a dettar legge sia il giudizio dei singoli magistrati, non riesca a comprendere il senso della nostra mozione. Per quanto riguarda Eluana Englaro, nessuno si è mai permesso di esprimere il seppur minimo giudizio, n, di mancare di rispetto nei confronti dei profondi sentimenti che questo caso coinvolge". Lo dichiara Gaetano Quagliariello, vicepresidente vicario dei senatori PdL, commentando le dichiarazioni del senatore Marino.  "E' singolare, peró - sottolinea in una nota - che un legislatore non si renda conto che determinate vicende private hanno una ricaduta pubblica sulla quale la politica ha il dovere di interpellarsi. Evidentemente, dopo aver confinato la fede nella dimensione privata ora il senatore Marino vorrà rinchiudere anche il giudizio politico nel recinto della coscienza individuale. Non scenderemo sul suo terreno mettendone in discussione le capacità - conclude Quagliariello - ma visto l'evidente stato confusionale e considerata l'insinuazione relativa alle mie capacità, vorrei dichiarare sin d'ora che se mi accadesse qualcosa non vorrei che mi venisse staccata la spina. Meglio precisarlo, tante volte qualche giudice un domani dovesse prestar fede al senatore Marino...".    
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