Sabato 6 giugno 2026
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Englaro. La Procura generale cede alle pressioni e ricorre in Cassazione. Anche il Procuratore non avrebbe voluto

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Non e' stata accertata con sufficiente oggettivita' l'irreversibilita' dello stato vegetativo permanente di Eluana Englaro. Con questa motivazione la Procura Generale di Milano ha impugnato davanti alla Cassazione il provvedimento con cui, lo scorso 9 luglio, la prima sezione civile della Corte d'Appello di Milano aveva autorizzato la sospensione dell'alimentazione e dell'idratazione artificiali che tengono in vita la donna di Lecco, in coma da oltre 16 anni.
Ieri, infatti, il sostituto pg Maria Antonietta Pezza, in accordo con il Procuratore Generale di Milano Mario Blandini, ha firmato e depositato il ricorso contro la decisione dei giudici. Un ricorso sofferto, sul quale - per quel che si sa - gran parte della Procura non era d'accordo. Il sostituto pg ha presentato anche un'istanza di sospensione del decreto di tre settimane fa, per bloccarne cosi' l'esecutivita'. Sulla richiesta di sospensiva sara' di nuovo la Corte d'Appello a doversi pronunciare. Il ricorso - in via di notifica al prof. Vittorio Angiolini, il legale di Beppino Englaro, il papa' di Eluana che si batte da molti anni per l'interruzione del sostegno vitale alla figlia, e all'avv. Franca Alessio, curatrice speciale - come ha spiegato il procuratore generale facente funzione Gianfranco Montera (Blandini e' in ferie ma si e' tenuto in contatto con l'ufficio) 'si basa su un motivo di diritto che attiene all'irreversibilita' dello stato vegetativo permanente. Secondo la procura generale l'irreversibilita' dello stato vegetativo permanente non e' stato accertato con sufficiente oggettivita' dalla Corte d'Appello'. La prova dell'irreversibilita' dello stato vegetativo permanente, e l'accertamento dei convincimenti di Eluana quando era cosciente, prima dell'incidente che la fece cadere in coma, sono stati i paletti posti dalla Cassazione lo scorso 16 ottobre quando annullo' i precedenti provvedimenti della Corte d'Appello di Milano disponendo un nuovo processo. Processo che ha portato a dare il via libera alla sospensione del trattamento, atto che deve compiere il papa' di Eluana e che ora, se la richiesta di sospensiva venisse accolta, potrebbe essere rinviato fino alla decisione sul ricorso del pg. Beppino Englaro, dopo l'ultima mossa della Procura generale, non ha voluto dire nulla entrando in quelli che definisce 'la riservatezza piu' assoluta e il silenzio stampa assoluto'. 'Per ora non abbiamo ricevuto nulla - ha detto in serata il prof. Angiolini - ma immagino riceveremo l'atto domani. Resisteremo al ricorso, questo e' ovvio, pero' ciascuno si prendera' le responsabilita' delle proprie richieste, essendo in gioco la liberta' personale di Eluana Englaro'. Il legale ha inoltre aggiunto che l'impugnazione non e' stato 'un fulmine a ciel sereno e rientra nel gioco processuale ordinario'.
'Sono motivazioni sconcertanti': con queste parole l'avvocato Franca Alessio ha commentato la decisione della Procura generale di Milano. Una decisione presa sulla base di quella che e' ritenuta una insufficiente dimostrazione dell'irreversibilita' del suo stato. 'Gia' la Corte d'Appello nel suo decreto ha ritenuto che l'irreversibilita' dello stato di Eluana fosse un fatto passato in giudicato. Durante un'udienza fui io stessa a proporre che il dottor Riccardo Massei o il dottor Carlo Alberto Defanti venissero a testimoniare sull'irreversibilita' dello stato vegetativo, ma nessuno lo ritenne opportuno'. 'L'irreversibilita' - ha aggiunto la curatrice speciale - non e' piu' discutibile: lo riconoscono tutti, persino i medici della clinica dove Eluana e' ospitata'. Esprimendo il suo sconcerto per la decisione della Procura generale di Milano, Franca Alessio ha voluto comunque ribadire la scelta della riservatezza adottata dalla famiglia di Eluana. 'Questa e' e resta una questione privata - ha detto - e riguarda solo il caso specifico di Eluana Englaro. Siamo contrari a qualunque strumentalizzazione in senso differente'.   

'Purtroppo e' stata impugnata': sono le parole che ha ripetuto piu' volte Gianfranco Montera, procuratore generale di Milano facente funzione, sottolineando il suo disaccordo con il ricorso in Cassazione presentato dalla collega Maria Antonietta Pezza. Il Pg Montera nel sottolineare il suo disappunto, che rispecchia quello di molti sostituti procuratori generali milanesi, ha aggiunto che per lui 'la sentenza della Cassazione dell'ottobre scorso e' un decalogo dell'approccio a questa materia e un capolavoro giuridico e umano'. Quanto al conflitto di attribuzione ha spiegato che 'e' una cosa mostruosa, un monstrum giuridico, perche' e' una nozione elementare di diritto il fatto che l'ordinamento giuridico non ha lacune e quindi il giudice ha tutti gli strumenti che servono a dare una risposta'. 'Purtroppo - ha costatato il pg Montera - anche questo nel nostro Paese soggiace alla necessita' politica o meglio alle scelte ideologiche'. Montera che comunque si e' consultato con la collega Pezza la quale ha poi impugnato in accordo con il procuratore generale Mario Blandini ha concluso dicendo: 'Mi sono trovato in una posizione difficile, non consona...'. 

COMMENTI


'Nel ricordare che ieri i deputati radicali nel gruppo del Pd non hanno preso parte al voto alla Camera, perche' impegnati nell'occupazione' della Vigilanza Rai per una battaglia di legalita' costituzionale sulla composizione della stessa Commissione bicamerale e della Corte Costituzionale, i Senatori Radicali-Pd annunciano che oggi in Aula voteranno no al conflitto di attribuzione di poteri sulla sentenza Englaro, in dissenso con il gruppo'. E' quanto si legge in una nota dei senatori radicali del Pd. Ieri alla camera il gruppo aveva deciso di non partecipare alla votazione. Decisione unanime anche se non condivisa dall'ala radicale del Pd.   

'Apprendiamo con sollievo il ricorso della Procura che sospende il decreto di condanna a morte di Eluana Englaro. In queste tre settimane siamo stati i soli, sin dall'inizio, a chiedere un intervento rapido in grado di scongiurare gli effetti della prima sentenza omicida della Repubblica italiana per salvare una persona sfortunata ma comunque ancora viva. Ci auguriamo ora che le 'coscienze parlamentari', contrarie a sollevare il conflitto di attribuzione con la Corte di Cassazione, riflettano con maggiore serenita' sull'inviolabilita' della vita umana'. Lo afferma il deputato dell'Udc Luca Volonte'.    

"Abbiamo sempre sostenuto che la sentenza della Cassazione su Eluana Englaro avesse ampiamente travalicato, su un tema delicatissimo come quello della vita e della morte, i confini della discrezionalita' giudiziaria e della potesta' interpretativa dei giudici. La nostra iniziativa di sollevare un conflitto di attribuzione ha preso le mosse proprio da questa constatazione. Nel rispetto dei ruoli e della distinzione dei poteri, riteniamo un fatto importante che il dubbio al quale abbiamo provato a dare corpo con gli strumenti a nostra disposizione si stia manifestando anche all'interno dello stesso ordine giudiziario. Ci sembra davvero un buon segno". Lo dichiara Gaetano Quagliariello, vicepresidente vicario dei senatori del PdL.    

'Il ricorso alla Cassazione contro la sentenza della Corte di Appello di Milano sul caso Englaro, avviata dalla Procura generale, oltre alla richiesta di sospensiva dell'esecutivita', sono il vero corto circuito che interrompe la spirale perversa che avrebbe portato Eluana a morire di fame e di sete'. Cosi' l'Associazione Scienza & Vita, protagonista della campagna per evitare la 'condanna a morte' della giovane donna, saluta la decisione assunta dalla Procura generale di Milano. 'Dopo il voto della Camera che ha sollevato il conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato, a cui seguira' con ogni probabilita' un'analoga determinazione da parte del Senato, la decisione assunta responsabilmente dalla Procura appare, in tutta la sua logica, improntata al principio di precauzione'.

"Siamo soddisfatti per la decisione della Procura generale di Milano di depositare il ricorso contro il provvedimento che autorizza la sospensione dell'alimentazione e dell'idratazione di Eluana Englaro". Lo afferma Eugenia Roccella, sottosegretario al Welfare con delega ai temi etici.  "Abbiamo ritenuto che quella sentenza fosse poco documentata sul piano medico, la letteratura scientifica piu' aggiornata non definisce lo stato vegetativo come sicuramente irreversibile, e che rappresentasse un pericoloso precedente sul piano giuridico: se fosse stata applicata, infatti, Eluana -conclude Roccella- sarebbe morta prima di ottenere una sentenza definitiva".    

"Loro sono disponibili a calpestare qualunque fondamento dello stato di diritto per pura strumentalita' politica. Loro hanno usato il caso di Eluana, hanno usato la storia, la sofferenza di Eluana con cinismo". Lo afferma in un'intervista a "La Repubblica" l'ex ministro ed esponente del pd Rosi Bindi, che intervendo sull'astensione del Pd al voto alla Camera sul conflitto di attribuzione riguardo la sentenza del caso Englaro, aggiunge: "Abbiamo scelto la strada giusta, abbiamo obbedito tutti, laici e cattolici, ad un principio di laicita'".  "Non si piegano mai -continua Bindi- ai propri interessi il diritto, l'ordinamento, la Costitutzione, nemmeno quando in gioco ci sono valori da difendere. Lo strumento del conflitto di attribuzione e' abnorme, improprio. Loro difendono le prerogative del parlamento? Bene, ora li aspetto al varco. Vedremo se fanno sul serio e saranno capaci di dare a questo Paese una legge sul testamento biologico".  "Mio padre -dice Bindi- e' malato da 8 anni, comunica con un solo occhio. Da sano avrebbe chiesto di non accanirsi su di lui, oggi se sta male ci chiede di aiutarlo". "Eluana, alimentata, vive. Il punto di sintesi nel Pd -aggiunge- gia' c'e' ed e' il testamento biologico. Aspettiamo di vedere come si comportera' il centro destra".    

"Contro il far west giudiziario dove, con sentenze a volte diverse l'una dall'altra, sono i tribunali a decidere del diritto di vivere o morire, e' giusto che sia il Parlamento ad assumersi le sue responsabilita': serve una legge e noi siamo pronti a regolare la materia secondo i principi del popolarismo europeo". Lo ha dichiarato il vice presidente dei senatori del Pdl, Gaetano Quagliariello.    

'Nonostante anche loro abbiano clamorosamente perso le elezioni, gli esponenti del Pd, oggi con Gentiloni e Latorre, vivono un delirio di onnipotenza che li porta non solo, come fa Gentiloni a ribadire che bene ha fatto il Pd a non allearsi con Prc e Pdci alle elezioni (ne e' convinto anche Berlusconi), ma anche ad esprimere l'indice di gradimento sui segretari scelti ed eletti dagli altri partiti, anzi vorrebbero proprio essere loro a deciderli'. Lo afferma Manuela Palermi, del Pdci. 'Da sinistra mi sembra che nessuno si sia accanito sulla turbolenta vita interna del Pd e sulle sue macroscopiche divisioni ed incongruenze. Il Pd pensasse a come fare un'opposizione un po' piu' efficace a Berlusconi, evitando di scappare dall'aula come ha fatto per il caso Englaro, invece di sentenziare sulle scelte di altri partiti. Sarebbe certamente piu' utile al Paese', conclude.    

"Io non so se esiste la categoria dei Rutelliani, se esiste e ne faccio parte presumo che sia una categoria di alcuni amici che hanno accompagnato Francesco Rutelli in tutta la sua vicenda politica che nasce in una seconda fase, dopo le vicende radicali e verdi, con la candidatura a sindaco di Roma e arriva fino alla sua candidatura alla presidenza del consiglio nel 2001 e tutte le vicende della Margherita". Lo ha detto a Radio Radicale il deputato del Pd Roberto Giachetti, interpellato sul presunto malcontento dei rutelliani per la posizione del Pd in merito al conflitto di attribuzione sollevato ieri dalla Camera sul caso Englaro. "Se esiste questa categoria credo che la stragrande maggioranza delle persone che hanno collaborato e fatto politica con Francesco Rutelli in questi anni certamente - continua - la pensano molto diversamente dalle due, tre o quattro persone che si sono aggiunte negli ultimi anni e che pero' per esigenze di stampa e di interessi generali di chi vuole portare avanti determinate tesi sono le uniche che vengono chiamate in causa. Per esempio Calgaro non fa parte degli amici di Rutelli eppure viene citato in quanto tale perche' fa parte dei teodem, Carra e' stato dentro questa categoria dei rutelliani,ma ne e' uscito abbondantemente da tempo. Sono persone che si riconoscono nel gruppo dei teodem ma che non c'entrano con la vicenda dei rutelliani".   

"Il diritto alla vita per noi e' un diritto inalienabile e indisponibile. Uno non puo' decidere sulla propria vita, immaginiamo sulla vita degli altri. In questo senso abbiamo valutato positivamente sia l'atteggiamento della Procura di Milano, che ha difeso la vita, sia l'atteggiamento del Parlamento ieri. Per quanto ci riguarda continueremo a difendere la vita". Lo dichiara il segretario nazionale dell'Udc, Lorenzo Cesa.       

"Quello del Parlamento e' uno scaricabarile per esercitare pressioni sulla magistratura. Quella della Camera, che verra' replicata oggi al Senato, e' una mossa da codardi, i quali non hanno il coraggio di affrontare nella sede parlamentare la questione esponendosi alle critiche dell'opinione pubblica". Cosi' Silvio Viale, medico, dirigente radicale ed esponente di Exit-Italia. "Sono dieci anni - afferma Viale - che va avanti la vicenda giudiziaria di Eluana Englaro ed e' ingiustificabile che la questione non sia mai andata oltre ad una timida istruttoria in commissione, come e' dolosamente colpevole che non siano ancora stati emanati i decreti applicativi della Convenzione di Oviedo, firmata nel 1997 e ratificata nel 2001. I Parlamentari che hanno votato la risoluzione - aggiunge l'esponente radicale - dovrebbero vergognarsi, del resto la "turbata" rischia di risolversi in un autogol se la Corte Costituzionale, come prevedibile, dovesse confermare la correttezza dele sentenze della Cassazione." "La questione del ricorso della Procura Generale e' diversa, sebbene lasci l'amaro sospetto di un condizionamento politico. Purtroppo - conclude Viale - la decisione della Procura generale rischia di allungare la tragica vicenda personale e famigliare di Eluana, mentre sarebbe ora che la si lasciasse morire in pace anche per l'anagrafe".  

'Non credo che ci sara' una normativa sul testamento biologico'. Cosi' Carlo Flamigni, ginecologo e membro del Comitato Nazionale per la Bioetica, e' intervenuto sul caso Englaro ai microfoni dell'agenzia radiofonica Econews, e ha aggiunto: 'Non credo perche' in questo momento stiamo vivendo sotto una serie di dittature: una e' quella dell'embrione, l'altra e' quella della sacralita' della vita, e sono dittature che e' molto difficile scalfire'. 'Quante sono le probabilita'', si chiede poi Flamigni, 'che una persona che e' stata in una situazione patologica complessa come quella della signorina Englaro possa tornare a una vita normale, o a una vita anche diversa dalla normalita' ma che possa essere ritenuta esistenza? Credo che nessuna persona che si occupa di medicina e che abbia un minimo di buon senso darebbe una probabilita' su un miliardo che questo si possa verificare. Basta affidare questa analisi a un esperto che non sia guidato da motivazioni ideologiche che in qualche modo falsano la verita''. 'Beppino Englaro ha espresso tutto il dolore possibile per la scomparsa della figlia, e non si sta battendo perche', muoia, ma perche', il suo corpo, che ormai e' disabitato da sua figlia, venga rispettato, secondo la volonta' che Eluana ha espresso con lui. Si vuole dire a questo padre che ha mentito: mi sembra cosi' cattivo e odioso che preferirei non parlarne'.   

"La decisione di astenersi assunta alla camera ieri dal gruppo del Pd sul caso Englaro ha mostrato in tutta la sua gravita' la crisi che attraversa quel partito". Lo afferma, in una nota, il coordinatore della segreteria del Partito socialista, Marco Di Lello. "Si trattava e si tratta di questioni dirimenti sui quali un partito politico dovrebbe porre il fondamento della sua propria esistenza", sottolinea: "Ma c'e' di piu': questo e' il terreno nel quale si sarebbe dovuta misurare la cifra riformista di quel partito. Riformismo significa saper scegliere, il Pd ancora una volta non sceglie. I socialisti non avrebbero avuto dubbi su come votare. A Veltroni, con affetto, ricordiamo la favola dell'asino di Buridano che per non scegliere tra acqua o avena mori'".    

'La procura generale pare che abbia riflettuto a lungo, forse c'era meno da riflettere' Cosi' Lorenzo D'Avack, vicepresidente del comitato nazionale per la bioetica, commenta ai microfoni dell'agenzia radiofonica Econews il ricorso della procura generale di Milano contro l'ordinanza della corte d'Appello sul caso Englaro. 'La sentenza della Cassazione aveva indicato come limite all'interruzione dell'idratazione e dell'alimentazione una situazione clinica ben precisa, che e' quella dell'irreversibilita' dello stato della Englaro secondo standard scientifici internazionalmente riconosciuti, e la corte d'appello ha applicato questo principio con criteri probabilistici', spiega D'Avack. 'Probabilmente avverra' cosi', cioe' che la Englaro non si riprendera' mai, ma dal punto di vista strettamente scientifico non e' un percorso corretto: scientificamente non e' possibile determinare l'irreversibilita' di situazioni come questa. Forse la Cassazione non e' stata cosi' consapevole, per le finalita' che voleva raggiungere, di quello che andava scrivendo, perche' ha finito per porre un limite quasi insormontabile'. Resta comunque, spiega il vice presidente di Cnb, che 'il vuoto legislativo e' enorme', e sull'assenza di una legge sul testamento biologico 'le colpe dei politici sono altrettanto enormi. E' stato sollevato il problema dell'interferenza del potere giudiziario sul potere legislativo, ma il potere legislativo farebbe bene a emanare delle norme su queste problematiche: discute dalla decima legislatura sul problema del testamento biologico e non ne viene a capo. A chi oggi sta al governo questa sentenza non piace, e giuridicamente non piace neanche a me, ma - conclude D'Avack - questa e' la conseguenza di un vuoto normativo'.    

"Dopo il ricorso della Procura di Milano contro la sentenza della Corte dell'Appello sul caso Englaro e dopo il voto alla Camera sul conflitto di attribuzione, e' necessario fermarsi. Nessun giudice, nessun tribunale puo' prendere la decisione di togliere la vita ad un essere umano". Lo afferma Isabella Bertolini del Pdl.  "Rattrista e sgomenta che la fine di un individuo, anche se in una condizione drammatica come Eluana Englaro, possa essere decisa a colpi di carte bollate e pronunciamenti di Tribunale. Il rispetto per ogni vita umana e del suo diritto ad una fine naturale -conclude Bertolini- deve prevalere sulle ragioni di chi vuole disporre dell'esistenza degli altri, giudici compresi".    

"Vi e' un filo logico fra la condivisione della sentenza di morte pronunciata dalla Corte di Cassazione e gli attacchi di queste ore contro il Parlamento, che osa dissentire ed elevare conflitto di attribuzione. Cosi' accade che il dottor Montera, magistrato della procura generale di Milano, in polemica col proprio ufficio prima ancora che con Camera e Senato, definisce la decisione della Cassazione un 'decalogo' (cioe', una legge) e invece qualifica 'mostro giuridico' il voto del Parlamento". Lo afferma il sottosegretario all'Interno Alfredo Mantovano.  "Accade pure che l'ex ministro della famiglia Bindi sostenga che tale voto 'calpesta lo stato di diritto'. In entrambi i casi vi e' il rifiuto del metodo del confronto civile e del ruolo di rappresentate del popolo che la Costituzione attribuisce al Parlamento. Proprio perche' la sentenza della Cassazione si e' sostituita alla legge, la difesa della sovranita' popolare ha reso necessario il conflitto di attribuzione, istituto previsto dalla Costituzione a tutela dello 'stato di diritto'", conclude Mantovano.    

Un ricorso "ideologico, copiato dagli studi dei medici cattolici": cosi' Carlo Alberto Defanti, medico di Eluana Englaro, in un'intervista a Radio Popolare ha attaccato la procura di Milano per il ricorso contro la sentenza d'Appello che consente di interrompere l'alimentazione alla ragazza in stato vegetativo permanente da 16 anni. "Appena uscita la sentenza - ha detto Defanti - mi sono premurato di rivedere Eluana, perche' sono medico e non faccio del male ai miei pazienti; purtroppo ho dovuto accertare che le sue condizioni non erano cambiate. Ragionevolmente non ho dubbi e non stava a me chiedere altri esami: quello della procura e' un appiglio tecnico per sostenere una posizione ideologica". "Sono demoralizzato - ha continuato Defanti - pensando alla vita non tanto di Eluana che non sa e non sapra' mai nulla, ma al logorio fisico e psicologico cui sono stati e saranno sottoposti i genitori di Eluana, che ha portato la madre a condizioni di grave malattia. Ma sono convinto - ha concluso - che alla fine la sentenza sara' confermata".    

Non sono i giudici ad aver assunto indebitamente una funzione legislativa, come sostengono Pdl e Udc. Al contrario, "il Parlamento, con il voto di ieri alla Camera e oggi al Senato, si e' sostituito al magistrato". Donatella Poretti, senatrice radicale, intervenendo in Aula sulla richiesta di sollevare un conflitto di attribuzione tra i poteri dello Stato sul caso Englaro, rovescia cosi' le argomentazioni della maggioranza. I Radicali, che ieri non avevano partecipato al dibattito e al voto, oggi voteranno 'no'. Spiega Poretti: "L'aspetto politico della vicenda sta nell'invasione di campo che denuncia il Parlamento e che e' riuscito in maniera cinica a realizzare. Senatori, avete strappato la toga alla procura di Milano e l'avete indossata voi. Siete divenuti giudici". Nel merito poi, aggiunge, bisognerebbe "distinguere diritto alla vita da obbligo alla vita".    

"Non so se esista nel Pd una corrente 'rutelliana', ma di sicuro i 'rutelliani' del Pd, cioe' coloro che in questi anni, dalla nascita dei Democratici in poi, hanno condiviso l'esperienza collettiva rappresentata da Francesco Rutelli, non possono essere confusi con le posizioni dei cosiddetti 'teodem', sul caso Englaro come in generale sulle questioni eticamente sensibili". Roberto Della Seta, senatore del Pd e capogruppo in commissione Ambiente, commenta cosi' le dichiarazioni di esponenti del Partito democratico, da Luigi Bobba a Paola Binetti, che rivendicano come una vittoria dell'area rutelliana la scelta dei gruppi Pd di non partecipare al voto sul conflitto di attribuzione proposto alla Camera e al Senato dal Pdl sulla sentenza della Cassazione che autorizza l'interruzione dei trattamenti che mantengono in vita Eluana Englaro. "Il caso Englaro - aggiunge Della Seta - richiama un tema delicatissimo e controverso, su cui nel nostro partito si confrontano posizioni e sensibilita' diverse. Questo e' normale ed e' legittimo, non e' legittimo invece che il punto di vista dei teodem, che molti rutelliani a cominciare dal sottoscritto non condividono affatto, venga presentato come quello di tutto il gruppo vicino a Rutelli".    

'Dal voto del Parlamento sul conflitto d'attribuzione non dipende affatto la drammatica vicenda personale di Eluana Englaro. L'iniziativa del centrodestra e' strumentale, cinica. E' il tentativo di limitare il potere della giurisdizione di decidere sulla base delle norme e dei principi del diritto. E cerca di nascondere l'impotenza del Pdl ad affrontare il tema del fine vita'. E' quanto dice il segretario del Pd Walter Veltroni. 'Il Partito democratico, non partecipando al voto, ha respinto in blocco questo piano', aggiunge. 'Dalla scorsa legislatura - afferma il leader democratico - il Pd lavora con serieta' e senza scorciatoie a una legge sul 'testamento biologico'. E' una scelta coerente, capace di rispondere alle domande che arrivano dalla societa' nel pieno rispetto della Costituzione. E' il contrario dell'indifferenza o del lavarsene le mani. Oggi in Senato faremo votare un documento che impegna l'aula a legiferare entro l'anno'.    

"Mi auguro che al piu' presto il Parlamento legiferi sul testamento biologico. Ci auguriamo, alla ripresa dei lavori, che un'iniziativa parlamentare forte possa essere assunta". Lo dice, intervenendo in Aula dove si discute sul conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato sul caso Englaro, il presidente del Senato Renato Schifani secondo cui "e' giunto il momento che il legislatore faccia la propria parte".
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