Englaro. Procuratore generale: ci prenderemo tutto il tempo possibile per decidere su impugnazione
'Non ci sono elementi che lasciano intendere che il padre della ragazza faccia gesti irreparabili'. Lo ha affermato Gianfranco Montera, procuratore generale di Milano facente funzione, rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano se il padre di Eluana, la donna in coma dal '92, puo' eseguire a breve il provvedimento dei giudici della Corte d'Appello di Milano che lo autorizzano a interrompere i trattamenti che tengono in vita la figlia in coma dal '92. Il pm Montera, che questa mattina ha spiegato che la Procura generale ha deciso di prendersi il tempo consentito dalla legge per un' eventuale impugnazione del decreto dei giudizi della Corte d'Appello civile, ha spiegato di essere 'fermamente convinto' che Beppino Englaro, il padre di Eluana, non interrompera' la nutrizione e l'alimentazione artificiale somministrate alla figlia. 'Non credo che lo faranno. Non ci sono elementi che lasciano intendere che il padre della ragazza faccia gesti irreparabili'. Quanto ai tempi previsti dalla legge per l'eventuale impugnazione, sono 60 giorni, nel caso in cui i legali della famiglia notificassero il provvedimento dei giudici della corte d'appello civile. Ma se la notifica non viene fatta, il tempo massimo e' un anno dal momento del deposito del decreto.
COMMENTI
"Apprendo dalle agenzie che il Pd ha presentato una relazione nella quale si afferma la contrarietà alla sollevazione del conflitto di attribuzione tra Senato e Corte di Cassazione sul caso di Eluana Englaro". Lo dichiara il senatore del Pd Riccardo Villari, che prosegue: "la posizione personale di alcuni senatori del Pd, pur rispettabile, non rappresenta la posizione ufficiale del Gruppo non ancora riunitosi per definire una linea comune". "Personalmente - aggiunge - non sono d'accordo con la posizione assunta dai miei colleghi nello specifico ed in piú non condivido il metodo adottato. Le tante diversità presenti nel Gruppo del Pd richiedono capacità di ascolto e di sintesi affinchè emerga quella posizione unitaria indispensabile per la crescita e la coesione del Gruppo parlamentare. Questa è una modalità faticosa, ma ineludibile e non è parlando per primi che ci si puó intestare una posizione unitaria che unitaria non è. Per molti di noi - conclude Villari - la vita umana non è un bene disponibile, ma un confronto su un tema tanto importante è non solo auspicabile, ma indispensabile e rappresenta un arricchimento per tutti".
"Ritengo che la vita vada difesa fino alla fine". E' questo il commento, sul caso di Eluana Englaro, espresso da Mara Carfagna, ministro per le Pari opportunita', a margine della presentazione del libro "Cancro, non mi fai paura", presso la sede del suo dicastero a largo Chigi. "Comprendo le difficolta' delle famiglie dei malati terminali e di chi soffre- prosegue- ma credo che la vita sia uno di quei valori insostituibili da difendere". Carfagna si dice anche contraria alla ripresa del dibattito parlamentare sul testamento biologico: "Ho paura che sia un viatico per l'eutanasia- dichiara, infine, il minstro- ed essendo convinta che la vita debba essere difesa, non posso che essere contraria".
'Posizione Pd in Commissione non mi rappresenta' 'Non se ne e' discusso. Che peccato!' 'E' singolare che si apprenda dai giornali la posizione del Pd sul caso di Eluana Englaro e la conseguente sentenza della Corte di Cassazione che autorizza la sospensione dell'idratazione e dell'alimentazione'. Lo dichiara la senatrice teodem del Partito democratico Emanuela Baio che cosi' continua: 'Che peccato! Se il Pd ha, come mi auguro, la volonta' e l'ambizione di rispondere a tematiche difficili e complesse come quelle del coma, non puo' assumere posizioni se prima non sono state oggetto di discussione, approfondimento e quindi, di condivisione da parte dell'intero gruppo parlamentare. Questo non e' avvenuto e, purtroppo, in commissione affari costituzionali, i colleghi hanno assunto una posizione, presentando una mozione che a mio giudizio non rappresenta l'intero gruppo'. Continua Baio: 'I temi etici, il rapporto tra scienza, vita e tecnologia costituiscono un interrogativo che interessa la politica e le istituzioni. Se il Pd vuole candidarsi a forza di Governo del Paese non puo' semplificare o appigliarsi a sofismi giuridici per rappresentare la propria posizione. Anche, e soprattutto, su questi temi i cittadini chiedono chiarezza e capacita' di risposta. Se non vogliamo che la magistratura si sostituisca al potere legislativo - conclude Baio - serve che il Parlamento legiferi e il pd assuma una sua posizione'.
"Speriamo che il padre di Eluana prenda atto di questa dichiarazione e che non voglia forzare i tempi". Con queste parole il sottosegretario al Welfare con delega ai temi etici, Eugenia Roccella, commenta la decisione della Procura generale di Milano. I magistrati oggi, riconoscendo la "complessita'" del caso Englaro, annunciano di voler usare "tutto il tempo che la legge concede" per decidere se impugnare o meno la sentenza della Corte d'Appello civile del capoluogo lombardo. "Noi -prosegue Roccella in una nota- sappiamo che Beppino Englaro e' fermamente convinto che sospendere l'alimentazione e l'idratazione alla figlia sia la soluzione migliore, e rispettiamo la sua opinione e il suo dolore. Ma Eluana -incalza il sottosegretario - e' prima di tutto una cittadina italiana che, in qualsiasi condizione di salute o di vita, ha il diritto di ottenere almeno una sentenza certa e definitiva".
"È malinconico dover constatare che posizioni assai significative, liberamente assunte, vengono revocate o completamente ribaltate a distanza di pochi anni a causa di sopraggiunte opzioni ideologiche o esigenze di lotta politica. E senza che ci si curi di argomentare quel cambiamento di opinione. Capita di pensarlo leggendo di dichiarazioni e di atti pubblici, relativi a vicende come quella di Eluana Englaro e di Paolo Ravasin; dichiarazioni che - rimuovendo i sentimenti piu' profondi che quelle stesse vicende evocano - manifestano un rigido e aprioristico rifiuto politico". Lo afferma Luigi Manconi, gia' sottosegretario alla Giustizia, presidente di "A buon diritto", Associazione per le liberta'. "Eppure sappiamo che - grazie a macchine sofisticate - la persistenza della vita non corrisponde sempre all'esistenza di una persona, dotata di intelligenza e di volonta': capace di rapporto e di comunicazione. E sappiamo anche che in Italia, nel codice deontologico dei medici e nella stessa pastorale della Chiesa cattolica, l'ostinazione terapeutica viene esclusa: ma il discrimine tra volonta' di cura e accanimento non e' facilmente individuabile e sfugge spesso, alla capacita' di conoscenza e di controllo del diretto interessato, il paziente. Da qui la necessita' di una legge, capace di garantire che la volonta' del paziente si traduca in disposizioni vincolanti per gli operatori sanitari e, in generale, per ogni soggetto che si trovi implicato nelle scelte mediche riguardanti la persona. Per tutte queste ragioni spetta all'individuo consapevole - costantemente informato e messo a conoscenza delle possibili alternative - valutare costi e benefici di scelte assai ardue. Il testamento biologico puo' contribuire a questa tutela. A sottoscrivere queste affermazioni furono, qualche anno fa, personalita' le piu' diverse, da Ernesto Galli della Loggia ad Amos Luzzatto, da Giuliano Amato a Franco Cardini. Il documento in questione venne presentato solennemente in un convegno nel quale prese la parola l'allora presidente del Senato Marcello Pera; e a firmare furono anche attuali e fervidissimi parlamentari del Popolo della liberta' quali Sandro Bondi, Gaetano Quagliariello e Renato Farina, che oggi assumono posizioni esattamente opposte. Piu' che legittimo cambiare idea, ma e' difficile capire le profonde motivazioni morali di questo repentino e drastico mutamento".
'Manconi ha ragione. Ci ho ripensato'. Cosi' Renato Farina, deputato del Pdl, risponde a Luigi Manconi, che aveva accusato i politici del centro-destra di aver cambiato idea sul testamento biologico per motivi ideologici e politici. E aggiunge: 'oggi e' diventato una siringa letale'. E' vero, afferma Farina, 'avevo firmato un manifesto a favore del testamento biologico proposto da Manconi, ma non pensavo che si potesse applicare in un caso come quello di Eluana Englaro o di Therri Schindler Schiavo. Nella forma mi riconosco ancora in quelle parole. Ma la vita e' stata piu' complicata delle mie intenzioni - aggiunge - e mi sono accorto che, come sta dimostrando l'omicidio a sangue freddo di Eluana, e' diventato una maniera per far valere l'egoismo (di certo in buona fede) dei vivi su chi non puo' piu' decidere niente, e viene anzi considerato un sacco inutile la cui unica dignita' sarebbe di essere seppellito'. 'Insomma - conclude Farina - sia simbolicamente sia nella pratica, il testamento biologico purtroppo e' diventato oggi una siringa letale in mano a chi vuole affermare attraverso l'eutanasia il culto della morte. L'avevo pensato diverso'.
'Nel caso di Eluana Englaro non ci sembra che sia il papa' a dover prendere atto di nulla, se mai sono i tanti che, purtroppo, non hanno voluto perdere questa occasione per montare l'ennesima polemica politica'. Lo afferma in una nota Silvana Mura deputata di Idv. 'Il signor Englaro con grande responsabilita' ha sempre detto di non voler bruciare nessuna tappa, dopo aver atteso tanto questa sentenza. Mi domando - prosegue l'esponente Idv - se di fronte alla eventuale decisione di non ricorrere in Cassazione, o in caso di una conferma da parte della Cassazione della sentenza, altri dimostreranno la stessa responsabilita' o perdureranno in una polemica che ha come prime vittime proprio Eluana e la sua famiglia'.
'Una legge sul testamento biologico non rappresenterebbe alcun espediente per introdurre l'eutanasia, ma e' un diritto civile. C'e' nella nostra legislazione un evidente vuoto che deve essere colmato al piu' presto. E' assolutamente necessaria una legge che tuteli la libera scelta del malato, che vieti l'accanimento terapeutico e che introduca efficaci terapie antidolore'. Lo ha dichiarato Chiara Moroni, deputata del Pdl. 'La politica - ha aggiunto Moroni - non puo' sottrarsi e lasciare che decida solo il Tribunale. Deve riappropriarsi dei suoi poteri, e legiferare, con rapidita' e competenza, per disciplinare una materia cosi' delicata. Resto convinta del fatto che - ha concluso la deputata del Pdl - una persona dispone della propria vita, e ha il diritto di decidere come vivere e anche come morire'.
Il testamento biologico "e' qualcosa di diverso e di ben distinto dall'eutanasia". Ne e' convinta la senatrice Vittoria Franco, ministro ombra delle Pari opportunita' del Pd, commentando le dichiarazione del ministro in carica, Mara Carfagna, contraria a una legge in materia perche' possibile viatico all'eutanasia. "Quando si discute di questioni eticamente sensibili - dice Franco - bisogna stare molto attenti al peso che hanno le parole. E' tanto che si discute di testamento biologico e dovrebbe essere ormai chiaro che e' qualcosa di diverso e distinto dall'eutanasia: e' l'espressione della volonta' individuale rispetto a cure somministrate con strumenti artificiali che contribuiscono a mantenere in vita un corpo ormai privo di reazioni con l'esterno. "Comporta dunque -prosegue Franco- l'accettazione della naturalita' della fine della vita, rispetto a un accanimento terapeutico senza possibilita' di miglioramento". Un principio che, ricorda la parlamentare del Pd, "ha fatto proprio anche Papa Giovanni Paolo II, e che e' sancito anche dal Compendio del Catechismo della Chiesa, al quale ha contribuito cosi' autorevolmente l'attuale Papa. In esso si definisce in modo chiaro la possibilita' di rinunciare 'a cure mediche sproporzionate e senza ragionevole speranza di esito positivo'". Il testamento biologico, insomma, "si riferisce a casi estremi di incapacita' di intendere e di volere e proprio per questo e' un punto chiaro del programma del Pd, sottoscritto da tutti i candidati al Parlamento, anche da coloro che adesso sono parlamentari". L'accanimento terapeutico, "di cui il caso di Eluana Englaro e' un chiaro esempio, si puo' rifiutare - conclude l'esponente del partito democratico - nel rispetto del principio costituzionale della non obbligatorieta' della cura. La volonta' dei singoli non c'entra nulla con l'indisponiblita' della vita. La propria vita e' nella disponibilita' di ciascuno".
Alcune associazioni italiane che si occupano di coma e stati vegetativi hanno presentato un ricorso contro la sentenza della Corte d'Appello civile di Milano che ha dato il via libera all'interruzione dell'alimentazione artificiale per Eluana Englaro. Il ricorso verra' illustrato oggi a Roma, alla presenza del sottosegretario al Welfare Eugenia Roccella. Il ricorso e' stato presentato congiuntamente dalla Federazione nazionale associazioni traumi cranici (Fnact), dalla Rete associazioni riunite per il trauma cranico e le gravi cerebrolesioni acquisite e dall'Associazione Vi.Ve-Vite. Nel provvedimento si chiede un 'intervento urgente per bloccare le procedure intese a porre fine alla vita di Eluana Englaro'.
'Per lo Stato la persona deve essere il riferimento centrale per qualunque norma, atto o procedura. La vita, dal concepimento alla fine naturale, e' un valore non negoziabile con nessuna norma legislativa e giuridica. Il testamento biologico si presta ad ogni possibile interpretazione o applicazione burocratica provocando il rischio di favorire forme di eutanasia ed e' inutile perche' il consenso del paziente dovrebbe essere attuale per essere valido. Non si puo' certificare vent'anni prima cosa si provera' nel momento della malattia, soprattutto se invalidante o particolarmente dolorosa'. Lo ha detto l'on. Enrico La Loggia, vice Presidente del Gruppo del Pdl della Camera dei Deputati.
'La proposta che martedi' arrivera' in aula al Senato a proposito del caso di Eluana Englaro non e' un atto di ostruzionismo ma un'assunzione di responsabilita' e una presa d'atto di una situazione del tutto inedita che si e' creata, e che impone di porre dei paletti legislativi per evitare il 'fai-da-te' e soprattutto un far-west giurisprudenziale dagli esiti assolutamente imprevedibili'. Lo dichiara Gaetano Quagliariello, vicepresidente vicario dei senatori PdL. 'L'iniziativa del Senato - prosegue - non e' nemmeno un atto di contrapposizione, tantomeno nei confronti della famiglia di Eluana. A tal proposito, dispiacciono i toni aggressivi dell'avvocato Angiolini. Sappiamo bene che il decreto della Corte d'Appello e' esecutivo, ma laddove la procedura fissa dei margini per un ricorso, evitare di compiere azioni irreparabili sarebbe quantomeno un atto di buon senso. Nel momento in cui verra' sollevato il conflitto di attribuzione, il Parlamento assumera' comunque un pubblico impegno, anche perche' questa discussione su una vita umana giocata in termini di cavilli procedurali, notifiche e ricorsi dimostra ancora di piu' a cosa si andrebbe incontro se il destino di tante persone fosse demandato di volta in volta ad un giudice'. 'Siamo contenti - conclude Quagliariello - che questo percorso sia stato compreso anche da alcuni colleghi dell'opposizione, perche' anche all'opposizione chiederemo sostegno e collaborazione per giungere in tempi rapidi ad una regolamentazione che sottragga la fine della vita alle aule dei tribunali, anche se questo puo' significare in alcuni casi rivedere le proprie posizioni sulla base degli accadimenti'.
"Il testamento biologico e' lo strumento per i relativisti, per i paladini della cultura della morte, per arrivare a legalizzare l'eutanasia". A sostenerlo e' Isabella Bertolini, parlamentare del Pdl. "In tutti i Paesi nei quali e' stata approvata una legge in materia - continua Bertolini - si e' poi fatta strada una concezione eutanasica della fine della vita. Io sono decisamente contraria a tale possibile degenerazione. La sinistra strumentalizza la drammatica vicenda di Eluana Englaro per rilanciare l'idea di una legge sul testamento biologico. Noi del Pdl vogliamo, invece, diffondere una positiva cultura della vita informata al principio, secondo cui qualunque vita deve essere vissuta fino in fondo'. 'E' per questo -conclude Bertolini- che ho presentato una mozione parlamentare, firmata gia' da oltre 50 colleghi, nella quale chiedo al Governo un impegno formale ad aumentare gli investimenti pubblici per garantire ai malati le adeguate terapie per combattere il dolore, per realizzare nuove strutture di accoglienza per i malati in fase terminale e per i loro familiari, per attivare politiche di supporto e scongiurare la possibilita' che il malato guardi alla morte come unica via d'uscita dalla propria sofferenza".
COMMENTI
"Apprendo dalle agenzie che il Pd ha presentato una relazione nella quale si afferma la contrarietà alla sollevazione del conflitto di attribuzione tra Senato e Corte di Cassazione sul caso di Eluana Englaro". Lo dichiara il senatore del Pd Riccardo Villari, che prosegue: "la posizione personale di alcuni senatori del Pd, pur rispettabile, non rappresenta la posizione ufficiale del Gruppo non ancora riunitosi per definire una linea comune". "Personalmente - aggiunge - non sono d'accordo con la posizione assunta dai miei colleghi nello specifico ed in piú non condivido il metodo adottato. Le tante diversità presenti nel Gruppo del Pd richiedono capacità di ascolto e di sintesi affinchè emerga quella posizione unitaria indispensabile per la crescita e la coesione del Gruppo parlamentare. Questa è una modalità faticosa, ma ineludibile e non è parlando per primi che ci si puó intestare una posizione unitaria che unitaria non è. Per molti di noi - conclude Villari - la vita umana non è un bene disponibile, ma un confronto su un tema tanto importante è non solo auspicabile, ma indispensabile e rappresenta un arricchimento per tutti".
"Ritengo che la vita vada difesa fino alla fine". E' questo il commento, sul caso di Eluana Englaro, espresso da Mara Carfagna, ministro per le Pari opportunita', a margine della presentazione del libro "Cancro, non mi fai paura", presso la sede del suo dicastero a largo Chigi. "Comprendo le difficolta' delle famiglie dei malati terminali e di chi soffre- prosegue- ma credo che la vita sia uno di quei valori insostituibili da difendere". Carfagna si dice anche contraria alla ripresa del dibattito parlamentare sul testamento biologico: "Ho paura che sia un viatico per l'eutanasia- dichiara, infine, il minstro- ed essendo convinta che la vita debba essere difesa, non posso che essere contraria".
'Posizione Pd in Commissione non mi rappresenta' 'Non se ne e' discusso. Che peccato!' 'E' singolare che si apprenda dai giornali la posizione del Pd sul caso di Eluana Englaro e la conseguente sentenza della Corte di Cassazione che autorizza la sospensione dell'idratazione e dell'alimentazione'. Lo dichiara la senatrice teodem del Partito democratico Emanuela Baio che cosi' continua: 'Che peccato! Se il Pd ha, come mi auguro, la volonta' e l'ambizione di rispondere a tematiche difficili e complesse come quelle del coma, non puo' assumere posizioni se prima non sono state oggetto di discussione, approfondimento e quindi, di condivisione da parte dell'intero gruppo parlamentare. Questo non e' avvenuto e, purtroppo, in commissione affari costituzionali, i colleghi hanno assunto una posizione, presentando una mozione che a mio giudizio non rappresenta l'intero gruppo'. Continua Baio: 'I temi etici, il rapporto tra scienza, vita e tecnologia costituiscono un interrogativo che interessa la politica e le istituzioni. Se il Pd vuole candidarsi a forza di Governo del Paese non puo' semplificare o appigliarsi a sofismi giuridici per rappresentare la propria posizione. Anche, e soprattutto, su questi temi i cittadini chiedono chiarezza e capacita' di risposta. Se non vogliamo che la magistratura si sostituisca al potere legislativo - conclude Baio - serve che il Parlamento legiferi e il pd assuma una sua posizione'.
"Speriamo che il padre di Eluana prenda atto di questa dichiarazione e che non voglia forzare i tempi". Con queste parole il sottosegretario al Welfare con delega ai temi etici, Eugenia Roccella, commenta la decisione della Procura generale di Milano. I magistrati oggi, riconoscendo la "complessita'" del caso Englaro, annunciano di voler usare "tutto il tempo che la legge concede" per decidere se impugnare o meno la sentenza della Corte d'Appello civile del capoluogo lombardo. "Noi -prosegue Roccella in una nota- sappiamo che Beppino Englaro e' fermamente convinto che sospendere l'alimentazione e l'idratazione alla figlia sia la soluzione migliore, e rispettiamo la sua opinione e il suo dolore. Ma Eluana -incalza il sottosegretario - e' prima di tutto una cittadina italiana che, in qualsiasi condizione di salute o di vita, ha il diritto di ottenere almeno una sentenza certa e definitiva".
"È malinconico dover constatare che posizioni assai significative, liberamente assunte, vengono revocate o completamente ribaltate a distanza di pochi anni a causa di sopraggiunte opzioni ideologiche o esigenze di lotta politica. E senza che ci si curi di argomentare quel cambiamento di opinione. Capita di pensarlo leggendo di dichiarazioni e di atti pubblici, relativi a vicende come quella di Eluana Englaro e di Paolo Ravasin; dichiarazioni che - rimuovendo i sentimenti piu' profondi che quelle stesse vicende evocano - manifestano un rigido e aprioristico rifiuto politico". Lo afferma Luigi Manconi, gia' sottosegretario alla Giustizia, presidente di "A buon diritto", Associazione per le liberta'. "Eppure sappiamo che - grazie a macchine sofisticate - la persistenza della vita non corrisponde sempre all'esistenza di una persona, dotata di intelligenza e di volonta': capace di rapporto e di comunicazione. E sappiamo anche che in Italia, nel codice deontologico dei medici e nella stessa pastorale della Chiesa cattolica, l'ostinazione terapeutica viene esclusa: ma il discrimine tra volonta' di cura e accanimento non e' facilmente individuabile e sfugge spesso, alla capacita' di conoscenza e di controllo del diretto interessato, il paziente. Da qui la necessita' di una legge, capace di garantire che la volonta' del paziente si traduca in disposizioni vincolanti per gli operatori sanitari e, in generale, per ogni soggetto che si trovi implicato nelle scelte mediche riguardanti la persona. Per tutte queste ragioni spetta all'individuo consapevole - costantemente informato e messo a conoscenza delle possibili alternative - valutare costi e benefici di scelte assai ardue. Il testamento biologico puo' contribuire a questa tutela. A sottoscrivere queste affermazioni furono, qualche anno fa, personalita' le piu' diverse, da Ernesto Galli della Loggia ad Amos Luzzatto, da Giuliano Amato a Franco Cardini. Il documento in questione venne presentato solennemente in un convegno nel quale prese la parola l'allora presidente del Senato Marcello Pera; e a firmare furono anche attuali e fervidissimi parlamentari del Popolo della liberta' quali Sandro Bondi, Gaetano Quagliariello e Renato Farina, che oggi assumono posizioni esattamente opposte. Piu' che legittimo cambiare idea, ma e' difficile capire le profonde motivazioni morali di questo repentino e drastico mutamento".
'Manconi ha ragione. Ci ho ripensato'. Cosi' Renato Farina, deputato del Pdl, risponde a Luigi Manconi, che aveva accusato i politici del centro-destra di aver cambiato idea sul testamento biologico per motivi ideologici e politici. E aggiunge: 'oggi e' diventato una siringa letale'. E' vero, afferma Farina, 'avevo firmato un manifesto a favore del testamento biologico proposto da Manconi, ma non pensavo che si potesse applicare in un caso come quello di Eluana Englaro o di Therri Schindler Schiavo. Nella forma mi riconosco ancora in quelle parole. Ma la vita e' stata piu' complicata delle mie intenzioni - aggiunge - e mi sono accorto che, come sta dimostrando l'omicidio a sangue freddo di Eluana, e' diventato una maniera per far valere l'egoismo (di certo in buona fede) dei vivi su chi non puo' piu' decidere niente, e viene anzi considerato un sacco inutile la cui unica dignita' sarebbe di essere seppellito'. 'Insomma - conclude Farina - sia simbolicamente sia nella pratica, il testamento biologico purtroppo e' diventato oggi una siringa letale in mano a chi vuole affermare attraverso l'eutanasia il culto della morte. L'avevo pensato diverso'.
'Nel caso di Eluana Englaro non ci sembra che sia il papa' a dover prendere atto di nulla, se mai sono i tanti che, purtroppo, non hanno voluto perdere questa occasione per montare l'ennesima polemica politica'. Lo afferma in una nota Silvana Mura deputata di Idv. 'Il signor Englaro con grande responsabilita' ha sempre detto di non voler bruciare nessuna tappa, dopo aver atteso tanto questa sentenza. Mi domando - prosegue l'esponente Idv - se di fronte alla eventuale decisione di non ricorrere in Cassazione, o in caso di una conferma da parte della Cassazione della sentenza, altri dimostreranno la stessa responsabilita' o perdureranno in una polemica che ha come prime vittime proprio Eluana e la sua famiglia'.
'Una legge sul testamento biologico non rappresenterebbe alcun espediente per introdurre l'eutanasia, ma e' un diritto civile. C'e' nella nostra legislazione un evidente vuoto che deve essere colmato al piu' presto. E' assolutamente necessaria una legge che tuteli la libera scelta del malato, che vieti l'accanimento terapeutico e che introduca efficaci terapie antidolore'. Lo ha dichiarato Chiara Moroni, deputata del Pdl. 'La politica - ha aggiunto Moroni - non puo' sottrarsi e lasciare che decida solo il Tribunale. Deve riappropriarsi dei suoi poteri, e legiferare, con rapidita' e competenza, per disciplinare una materia cosi' delicata. Resto convinta del fatto che - ha concluso la deputata del Pdl - una persona dispone della propria vita, e ha il diritto di decidere come vivere e anche come morire'.
Il testamento biologico "e' qualcosa di diverso e di ben distinto dall'eutanasia". Ne e' convinta la senatrice Vittoria Franco, ministro ombra delle Pari opportunita' del Pd, commentando le dichiarazione del ministro in carica, Mara Carfagna, contraria a una legge in materia perche' possibile viatico all'eutanasia. "Quando si discute di questioni eticamente sensibili - dice Franco - bisogna stare molto attenti al peso che hanno le parole. E' tanto che si discute di testamento biologico e dovrebbe essere ormai chiaro che e' qualcosa di diverso e distinto dall'eutanasia: e' l'espressione della volonta' individuale rispetto a cure somministrate con strumenti artificiali che contribuiscono a mantenere in vita un corpo ormai privo di reazioni con l'esterno. "Comporta dunque -prosegue Franco- l'accettazione della naturalita' della fine della vita, rispetto a un accanimento terapeutico senza possibilita' di miglioramento". Un principio che, ricorda la parlamentare del Pd, "ha fatto proprio anche Papa Giovanni Paolo II, e che e' sancito anche dal Compendio del Catechismo della Chiesa, al quale ha contribuito cosi' autorevolmente l'attuale Papa. In esso si definisce in modo chiaro la possibilita' di rinunciare 'a cure mediche sproporzionate e senza ragionevole speranza di esito positivo'". Il testamento biologico, insomma, "si riferisce a casi estremi di incapacita' di intendere e di volere e proprio per questo e' un punto chiaro del programma del Pd, sottoscritto da tutti i candidati al Parlamento, anche da coloro che adesso sono parlamentari". L'accanimento terapeutico, "di cui il caso di Eluana Englaro e' un chiaro esempio, si puo' rifiutare - conclude l'esponente del partito democratico - nel rispetto del principio costituzionale della non obbligatorieta' della cura. La volonta' dei singoli non c'entra nulla con l'indisponiblita' della vita. La propria vita e' nella disponibilita' di ciascuno".
Alcune associazioni italiane che si occupano di coma e stati vegetativi hanno presentato un ricorso contro la sentenza della Corte d'Appello civile di Milano che ha dato il via libera all'interruzione dell'alimentazione artificiale per Eluana Englaro. Il ricorso verra' illustrato oggi a Roma, alla presenza del sottosegretario al Welfare Eugenia Roccella. Il ricorso e' stato presentato congiuntamente dalla Federazione nazionale associazioni traumi cranici (Fnact), dalla Rete associazioni riunite per il trauma cranico e le gravi cerebrolesioni acquisite e dall'Associazione Vi.Ve-Vite. Nel provvedimento si chiede un 'intervento urgente per bloccare le procedure intese a porre fine alla vita di Eluana Englaro'.
'Per lo Stato la persona deve essere il riferimento centrale per qualunque norma, atto o procedura. La vita, dal concepimento alla fine naturale, e' un valore non negoziabile con nessuna norma legislativa e giuridica. Il testamento biologico si presta ad ogni possibile interpretazione o applicazione burocratica provocando il rischio di favorire forme di eutanasia ed e' inutile perche' il consenso del paziente dovrebbe essere attuale per essere valido. Non si puo' certificare vent'anni prima cosa si provera' nel momento della malattia, soprattutto se invalidante o particolarmente dolorosa'. Lo ha detto l'on. Enrico La Loggia, vice Presidente del Gruppo del Pdl della Camera dei Deputati.
'La proposta che martedi' arrivera' in aula al Senato a proposito del caso di Eluana Englaro non e' un atto di ostruzionismo ma un'assunzione di responsabilita' e una presa d'atto di una situazione del tutto inedita che si e' creata, e che impone di porre dei paletti legislativi per evitare il 'fai-da-te' e soprattutto un far-west giurisprudenziale dagli esiti assolutamente imprevedibili'. Lo dichiara Gaetano Quagliariello, vicepresidente vicario dei senatori PdL. 'L'iniziativa del Senato - prosegue - non e' nemmeno un atto di contrapposizione, tantomeno nei confronti della famiglia di Eluana. A tal proposito, dispiacciono i toni aggressivi dell'avvocato Angiolini. Sappiamo bene che il decreto della Corte d'Appello e' esecutivo, ma laddove la procedura fissa dei margini per un ricorso, evitare di compiere azioni irreparabili sarebbe quantomeno un atto di buon senso. Nel momento in cui verra' sollevato il conflitto di attribuzione, il Parlamento assumera' comunque un pubblico impegno, anche perche' questa discussione su una vita umana giocata in termini di cavilli procedurali, notifiche e ricorsi dimostra ancora di piu' a cosa si andrebbe incontro se il destino di tante persone fosse demandato di volta in volta ad un giudice'. 'Siamo contenti - conclude Quagliariello - che questo percorso sia stato compreso anche da alcuni colleghi dell'opposizione, perche' anche all'opposizione chiederemo sostegno e collaborazione per giungere in tempi rapidi ad una regolamentazione che sottragga la fine della vita alle aule dei tribunali, anche se questo puo' significare in alcuni casi rivedere le proprie posizioni sulla base degli accadimenti'.
"Il testamento biologico e' lo strumento per i relativisti, per i paladini della cultura della morte, per arrivare a legalizzare l'eutanasia". A sostenerlo e' Isabella Bertolini, parlamentare del Pdl. "In tutti i Paesi nei quali e' stata approvata una legge in materia - continua Bertolini - si e' poi fatta strada una concezione eutanasica della fine della vita. Io sono decisamente contraria a tale possibile degenerazione. La sinistra strumentalizza la drammatica vicenda di Eluana Englaro per rilanciare l'idea di una legge sul testamento biologico. Noi del Pdl vogliamo, invece, diffondere una positiva cultura della vita informata al principio, secondo cui qualunque vita deve essere vissuta fino in fondo'. 'E' per questo -conclude Bertolini- che ho presentato una mozione parlamentare, firmata gia' da oltre 50 colleghi, nella quale chiedo al Governo un impegno formale ad aumentare gli investimenti pubblici per garantire ai malati le adeguate terapie per combattere il dolore, per realizzare nuove strutture di accoglienza per i malati in fase terminale e per i loro familiari, per attivare politiche di supporto e scongiurare la possibilita' che il malato guardi alla morte come unica via d'uscita dalla propria sofferenza".
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