Englaro.Scontro istituzionale senza precedenti. Governo vara ddl: sara' legge in 'tre giorni'
Lo scontro istituzionale senza precedenti tra il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sul caso Englaro si consuma, formalmente, su una diversa visione di cosa è "necessario e urgente". Per il premier lo era il varo di un decreto che bloccasse la sospensione dell'alimentazione a Eluana, per il capo dello Stato un provvedimento del genere non avrebbe superato le "obiezioni di incostituzionalità" e quindi non avrebbe potuto avere la sua firma. Ma per Berlusconi il braccio di ferro, arrivato in pieno Consiglio dei ministri insieme alla lettera di Napolitano, metteva in gioco un altro punto a lui molto caro: quello delle sue prerogative. Il premier da tempo si lamenta della 'vecchiaia' dell'impianto istituzionale italiano e ricorda, a mo' di filastrocca, che il presidente del Consiglio ha solo il potere di decidere l'ordine del giorno della riunione dell'Esecutivo. Inoltre proprio il tema dell'uso dei decreti è stato in questi mesi di coabitazione con Napolitano, il vero motivo di frizione tra Colle e palazzo Chigi. Da qui la necessità, in uno degli ultimi faccia a faccia risalente ormai a qualche mese fa, di ribadire che il Quirinale sarebbe sempre stato consultato preventivamente su ogni decreto. Cosa che è accaduta anche sul caso di Eluana. I dubbi del Colle erano arrivati forti e chiari nella residenza del Presidente del Consiglio, che ancora ieri sembrava pronto a rinunciare a questa strada. Poi la riscrittura del decreto, fatta come ha detto lo stesso premier sulla base di un parere del costituzionalista Onida, e la volontà dichiarata da Berlusconi stesso della necessità di "fare ogni sforzo per non far morire Eluana". Da qui il nuovo tentativo di sondare il Quirinale. Contatti informali costanti, almeno fino al momento in cui il capo dello Stato non ha deciso di motivare le ragione di un suo no al decreto in una lettera preventiva inviata al Consiglio dei ministri. "Una lettera - viene fatto notare in ambienti di maggioranza - in cui Napolitano non si è limitato ad annunciare che non avrebbe firmato il decreto, ma ha anche invitato il governo a non farlo affatto". E sarebbe stato proprio questo aspetto a convincere Berlusconi che a quel punto il braccio di ferro non si poteva evitare. Quella lettera, è stata infatti considerata dal premier, una forzatura della prassi: "Sarebbe la prima volta - avrebbe detto il premier in Consiglio dei ministri - che il capo dello Stato interviene cosí, a Consiglio dei ministri ancora in corso". Insomma, avrebbe detto Berlusconi durante la riunione, il potere esecutivo sta al governo e non si puó accettare un 'commissariamento'. Concetto che Berlusconi ha poi esplicitato con queste parole in conferenza stampa: "Avremmo trasferito la responsabilità legislativa da un organo di governo ad un altro organo: e quindi è chiaro che non era possibile accettare una situazione di questo genere". Una posizione netta su cui il premier, come ha detto ieri sera il ministro della Difesa La Russa, avrebbe chiesto una sorta di 'fiducia' ai suoi ministri, arrivando anche a ventilare una possibile richiesta di dimissioni di fronte ai dubbi sollevati dal ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo. In serata, la vicenda almeno sul piano formale, si è chiusa con una convocazione straordinaria del Consiglio dei ministri e il varo di un ddl 'fotocopia' del decreto che Napolitano non aveva firmato. La parola ora passa al Senato di cui Berlusconi ha sollecitato una "immediata convocazione". "Ci auguriamo - ha detto il premier - che non sia troppo tardi per salvarla".
CASO ENGLARO: BEPPINO ENGLARO, UNA TORTURA DISUMANA - "Se una volta valutato che per lei, purtroppo, non c'erano piu' speranze, i medici l'avessero lasciata andare come lei avrebbe voluto, oggi non saremmo costretti a rivivere il dramma della morte di nostra figlia per la seconda volta. Una tortura disumana, che diventa sopportabile solo pensando che lo stiamo facendo per lei". Lo dichiara in un colloquio con il quotidiano 'la Stampa' il padre di Eluana, Beppino Englaro. "Non voglio sapere cosa dicono di noi. E' una giornata tremenda, ancora un inferno, peggiore di quanto avrei potuto immaginare. La nostra e' una ferita che si riapre e oggi, piu' che mai, polemizzare con chi mi accusa di essere un padre che vuole uccidere la figlia che senso ha? Io e mia figlia siamo scomodi perche' la sua scelta, e la mia di conseguenza, fanno scandalo. Ma questi siamo noi. Mai moglie, Eluana e io abbiamo sempre avuto l'insopprimibile bisogno di decidere per noi stessi. Nessuno ci potra' cambiare". "E' un tormento senza fine - ribadisce il padre di Eluana a 'la Repubblica' - non riesco neppure a riflettere, meglio se sto per conto mio. Non pochi politici parlano per sentito dire, senza aver nemmeno letto le sentenze su Eluana. Il mio atteggiamento e' cambiato da quando c'e' stata la sentenza della Cassazione". "Hanno toccato il fondo, ma era prevedibile, hanno sempre tentato di creare ostacoli, in un modo o nell'altro - dichiara invece al 'Corriere della Sera' a proposito del decreto del governo - Ho perso mia figlia 17 anni fa, ora voglio solo fare le sue volonta'".
CONTINUA RIDUZIONE NUTRIZIONE,SI ASPETTANO ISPETTORI - Si attendono per oggi nella casa di riposo La Quiete di Udine gli ispettori inviati dal Ministro del Welfare Maurizio Sacconi per verificare una serie di aspetti della struttura dove ieri e' stata avviata la riduzione della nutrizione di Eluana Englaro. Nella casa di riposo i medici, coordinati dall'anestesista Amato De Monte, stanno andando avanti con il protocollo concordato da La Quiete, Azienda Sanitaria 4 Medio Friuli e associazione 'Per Eluana' per l'attuazione del decreto della Corte di Appello di Milano. Nella serata di ieri due consulenti della Procura della Repubblica del capoluogo friulano hanno controllato e verificato la congruita' dell'operato dell'equipe medica che assiste Eluana con le prescrizioni del decreto dei giudici milanesi. Per domani e' prevista una nuova riduzione; l'ultima e' prevista per domenica; poi la donna non sara' piu' sottoposta alla nutrizione e idratazione artificiale.
CASO ENGLARO: BEPPINO ENGLARO, UNA TORTURA DISUMANA - "Se una volta valutato che per lei, purtroppo, non c'erano piu' speranze, i medici l'avessero lasciata andare come lei avrebbe voluto, oggi non saremmo costretti a rivivere il dramma della morte di nostra figlia per la seconda volta. Una tortura disumana, che diventa sopportabile solo pensando che lo stiamo facendo per lei". Lo dichiara in un colloquio con il quotidiano 'la Stampa' il padre di Eluana, Beppino Englaro. "Non voglio sapere cosa dicono di noi. E' una giornata tremenda, ancora un inferno, peggiore di quanto avrei potuto immaginare. La nostra e' una ferita che si riapre e oggi, piu' che mai, polemizzare con chi mi accusa di essere un padre che vuole uccidere la figlia che senso ha? Io e mia figlia siamo scomodi perche' la sua scelta, e la mia di conseguenza, fanno scandalo. Ma questi siamo noi. Mai moglie, Eluana e io abbiamo sempre avuto l'insopprimibile bisogno di decidere per noi stessi. Nessuno ci potra' cambiare". "E' un tormento senza fine - ribadisce il padre di Eluana a 'la Repubblica' - non riesco neppure a riflettere, meglio se sto per conto mio. Non pochi politici parlano per sentito dire, senza aver nemmeno letto le sentenze su Eluana. Il mio atteggiamento e' cambiato da quando c'e' stata la sentenza della Cassazione". "Hanno toccato il fondo, ma era prevedibile, hanno sempre tentato di creare ostacoli, in un modo o nell'altro - dichiara invece al 'Corriere della Sera' a proposito del decreto del governo - Ho perso mia figlia 17 anni fa, ora voglio solo fare le sue volonta'".
CONTINUA RIDUZIONE NUTRIZIONE,SI ASPETTANO ISPETTORI - Si attendono per oggi nella casa di riposo La Quiete di Udine gli ispettori inviati dal Ministro del Welfare Maurizio Sacconi per verificare una serie di aspetti della struttura dove ieri e' stata avviata la riduzione della nutrizione di Eluana Englaro. Nella casa di riposo i medici, coordinati dall'anestesista Amato De Monte, stanno andando avanti con il protocollo concordato da La Quiete, Azienda Sanitaria 4 Medio Friuli e associazione 'Per Eluana' per l'attuazione del decreto della Corte di Appello di Milano. Nella serata di ieri due consulenti della Procura della Repubblica del capoluogo friulano hanno controllato e verificato la congruita' dell'operato dell'equipe medica che assiste Eluana con le prescrizioni del decreto dei giudici milanesi. Per domani e' prevista una nuova riduzione; l'ultima e' prevista per domenica; poi la donna non sara' piu' sottoposta alla nutrizione e idratazione artificiale.
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